NJIIJN
“Tys Lysaj Ani Loparuu”

Dopo il non esaltante “Mal Esk Varii Aan”, lasciamo per un momento da parte il progetto madre e torniamo a parlare dei collaterali Njiijn con questo secondo lavoro chiamato “Tys Lysaj Ani Loparuu”. Se nel debutto “Fortu Manske Orta” si è assistito in diretta ad una terrificante “passeggiata notturna” di un qualche luogo infestato, nel quale il duo ci assaliva con input sonori di vario tipo, permettendoci così di vivere una esperienza sensoriale completa, in questa nuova pubblicazione, i Njiijn provano a (ri)percorrere nuove strade, ma che, detto in maniera molto franca, non sembrano portare molto lontano. L’opener “Njilys Vaan Iiorta” è un lungo dialogo tra deliranti feedback di chitarra e tamburi rituali, che sembrano quasi evocare una sorta di innominabile rito ancestrale. Continua a leggere

NJIQAHDDA
“Mal Esk Varii Aan”

Con questo “Mal Esk Varii Aan”, i Njiqahdda iniziano a immettere sul mercato discografico una incredibile quantità di materiale, che li porterà a pubblicare nell’arco di un quinquennio circa una cinquantina di pubblicazioni tra full-lenght, EP ed una manciata di split. Un numero di per sé già incredibile, ma che però non tiene conto di tutto il materiale uscito con i progetti paralleli Njiijn e Oaks Of Bethel, di cui parleremo nel prossimo speciale estivo. Insomma, una smania produttiva sintomo di una fase di grande creatività, ma che probabilmente alla lunga ha portato il duo americano a disperdere in maniera eccessiva le loro idee. Tornando a parlare del disco in questo, risulta uscito un paio di mesi dopo il precedente ed interessante “Ints | Nji | Verfatu” in una risicata versione di sole venti copie per la Njiijn Arts, e poi successivamente ristampata in cd dalla solita E.E.E. Recordings. In questo lavoro, il duo americano compie una inaspettata inversione ad u nel loro processo compositivo, andando a riproporre un suono che richiama direttamente il loro demo di debutto “Nji”. Continua a leggere

NJIQAHDDA
“Ints | Nji | Verfatu”

Dopo la parentesi dell’esordio dei Njiijn con l’allucinante “Fortu Manske Orta”, torniamo a parlare della band madre con questo “Ints | Nji | Verfatu”, prima uscita di un 2008 che si rivelerà molto proficuo ed intenso per il duo americano. Uscito nel febbraio di quell’anno in autoproduzione firmata Njiijn Arts, seguita puntualmente da una successiva ristampa per conto della E.E.E. Recording, questo disco vede i Njiqahdda recuperare parzialmente le loro origini Black, ma senza rinunciare a quel forte tocco psichedelico che ha caratterizzato in positivo lo stupendo “Njimajikal Arts”. Infatti, la stupenda opener “Lvistagnagsetta” può essere intesa come il corrispettivo di “Blister Within The Hive”, ma declinata in una versione più oscura, che potremmo quasi azzardare Darkwave per via di quel basso così in evidenza. Continua a leggere

NJIQAHDDA
“Njimajikal Arts”

“Njimajikal Arts” può essere definito senza giri di parole il primo capolavoro del duo americano ed il primo step definitivo nella costruzione del proprio personalissimo sound. Uscito inizialmente in un formato doppio tramite autoproduzione con la loro Njimajikal Arts, in un packaging che comprendeva un bastoncino d’incenso e doni naturali di vario tipo (ghiande, fiori secchi, ecc…), questo lavoro è stato poi successivamente ristampato in un paio di occasioni. Ma, parlando dell’aspetto musicale, cosa ha di particolare questo “Njimajikal Arts” rispetto ai suoi predecessori? Ebbene, in questo terza uscita discografica, i Njiqahdda riescono a trovare la quadra della loro evoluzione. I suoni si fanno più puliti e definiti, il loro retaggio Black Metal inizia a diventare un elemento di secondo piano, permettendo al duo di potersi aprire ad altre influenze esterne quali il Prog od il Folk, che insieme alla psichedelia, ora presente in dosi massicce, riescono a fondersi in un unicum decisamente innovato. Difficile riuscire a restringere questo album all’interno di un’etichetta, dal momento che sin dalla prima traccia “Blister Within The Hive”, da notare anche la curiosa scelta di usare titoli in lingua inglese, ci si trova di fronte ad un brano decisamente ricco di sfumature e nel quale si possono individuare soluzioni sonore decisamente inaspettate, soprattutto se ripensiamo alla registrazione da cantina che possedeva il precedente “Aartuu Mortaa”. Continua a leggere

THERION
“Sitra Ahra”

“Sitra Ahra” continua a rimanere per me un disco piuttosto controverso, ed a oggi rimane l’ultimo lavoro di inediti della band svedese. Nelle intenzione del buon Christopher, questo lavoro doveva rappresentare un deciso punto di svolta nella carriera dei Therion, vista anche la sua inaspettata decisione di mandare via i fratelli Niemann ed il batterista Karlsson, con la line up che venne così ricostruita praticamente quasi da zero, mantenendo tra le sue fila giusto il buon Snowy Shaw e la meravigliosa Lori Lewis. Il primo ad essere chiamato alla corte di Johansson fu Thomas Vikström, figlio d’arte e cantante di lunghissima esperienza. Continua a leggere

ENSLAVED
“Axioma Ethica Odini”

“Axioma Ethica Odini” uscì tra molte aspettative dopo due album complessi e sfaccettati che avevano di fatto proiettato gli Enslaved nel panorama Prog Black Metal (passatemi il termine), al punto che i norvegesi venivano sempre più accostati agli Opeth per via dell’evoluzione impressa al proprio sound, palesatasi in un mutamento che aveva subito una bella accelerazione con “Isa” per poi svilupparsi compiutamente con i successivi “Ruun” e “Vertebrae”. Coloro che all’epoca si aspettavano un cambiamento radicale definitivo (un po’ come avvenne con “Heritage” per la creatura di Åkerfeldt), all’uscita di questo lavoro finirono per rimanere spiazzati in quanto, in numerosi frangenti, “Axioma Ethica Odini” sembra volgere al passato, magari non quello graffiante e vorticoso degli esordi, ma pur sempre a quello della prima e feconda fase sperimentale che ci aveva regalato capolavori come “Monumension” e “Below The Lights”. Continua a leggere

BLIND GUARDIAN
“At The Edge Of Time”

Vista la recente pubblicazione di “Twilight Of The Gods”, singolo apripista del futuro ritorno sulle scene dei Bardi di Krefeld con il nuovo “Beyond The Red Mirror”, ho deciso di rinfrescarmi le idee andando a rispolverare “At The End Of Time”, loro ultimo lavoro in studio nonchè nono episodio della loro lunga carriera musicale. Alla sua uscita nell’estate del 2010 erano passati ben quattro anni dal sottovalutato e molto criticato “A Twist In The Mist”, una release che mostrava i bardi di Krefeld in un inaspettato ritorno alle origini dopo la sbornia compositiva di “A Night At The Opera”, senza però rinunciare a sperimentare nuove sonorità come nelle hard-rockeggianti “Fly” e “Another Stranger In Me”. Altra novità presente in quell’album era l’esordio dietro le pelli di Frederik Ehmke, chiamato a sostituire il dimissionario e mitico Thomen Stauch, ormai stanco delle velleità progressive mostrate dalla band e desideroso di ritornare verso lidi più classicamente Power. Continua a leggere

WINTER GATE
“DisIllumination”

Dopo aver parlato recentemente degli Orion, torniamo in India ad occuparci di un’altra uscita rilasciata dalla Trascending Obscurity India, ovverosia la ristampa di “DisIllumination”, EP di debutto dei Winter Gate. Se nel caso dei loro conterranei Orion avevamo riscontrato una quasi totale devozione verso Mikael Åkerfelt e i suoi Opeth, per i Winter Gate è invece Dan Swäno il principale riferimento musicale. Preparatevi quindi ad ascoltare due lunghi brani che sembrano essere usciti direttamente dalla Svezia di metà anni ’90, dove un Death Metal dai riff semplici e lineari si scioglie in momenti più melodici e sognanti, come per esempio nel finale di “A Wreath Of Mist”, dove una voce sussurrata ed un bel arpeggio di clean guitar vanno a ricreare una atmosfera molto Tiamat periodo “Clouds”. Continua a leggere

CAVUS
“Fester & Putrefy”

Torniamo a parlare di Finlandia e della sua prolifica scena musicale, andando questa volta a ripescare l’interessante debutto sulla lunga distanza dei Cavus, quintetto proveniente dalla cittadina di Pravoo. I Cavus sono una band con già qualche anno di esistenza alle spalle, ma che ha dovuto attendere un paio di anni prima di autopubblicarsi il proprio EP di debutto “Cavus”, una release che ha riscosso un discreto interesse, al punto da convincere la Listenable Records a rilasciare questo primo full-lenght dal titolo “Fester & Putrefy”. Continua a leggere

DARKTHRONE
“Circle The Wagons”

Se il concetto non fosse stato messo a sufficienza in chiaro con i precedenti “The Cult Is Alive”, “F.O.A.D.” e “Dark Thrones & Black Flags”, con questo “Circle The Wagons” il leggendario duo norvegese ribadisce una volta per tutte che i Darkthrone tirano dritti per la propria strada sbattendosene altamente delle tendenze, delle critiche e del loro (ingombrante) passato. Continua a leggere

MEMBARIS
“Grenzgänger”

Ammetto di essere rimasto completamente sbalordito dal loro precedente “Into Nevermore”, nel quale il combo tedesco mostrava una grande tecnica ed inventiva in grado di reinventare e plasmare a proprio piacimento il Black Metal norvegese dei maestri della prima ondata. A distanza di tre anni, intervallati solo da uno split con la band gemella dei Weird Fate, ecco giungere il tanto atteso (dal sottoscritto) successore che risponde al nome di “Grenzgänger”. Purtroppo, forse complice una etichetta non di primo piano, o semplicemente un ulteriore rincoglionimento senile del sottoscritto che ha mancato clamorosamente l’uscita di questa release, sono riuscito ad appropriarmi di tale release non prima della scorsa estate. Continua a leggere

BLOOD REVOLT
“Indoctrine”

Annunciato con grande anticipo vista la formazione che comprende nomi noti della scena estrema come A.A. Nemtheanga (singer dei Primordial), Chris Ross e J. Read (Axis Of Advance, Revenge e molti altri), “Indoctrine” è l’album con cui fanno il loro debutto i Blood Revolt, già definiti da molti addetti ai lavori come una superband. Continua a leggere

DISIPLIN
“Hostis Humani Generis”

Il 21 Aprile 2010 ha segnato l’uscita del terzo album dei Disiplin dal titolo “Hostis Humani Generis”. Non credo che sia una pura coincidenza il fatto che il duo norvegese abbia scelto proprio quella che si suole indicare come data in cui ricorre la fondazione di Roma (753 a.C.) per rilasciare il nuovo lavoro in cui vengono abbandonate le tematiche chaos-gnostiche che avevano contraddistinto il primo periodo della loro produzione per approdare a tematiche pagane e a quella che loro chiamano “Kulturkampf”. Continua a leggere

DOMGARD
“I Nifelhels Skygd”

Dopo la grandiosa rivelazione dei Drapsnatt, ho iniziato a tenere sott’occhio eventuali nuove uscite firmate Frostcald. Ecco quindi arrivare un’altra band svedese che porta il nome di Domgard ad ingrossare il rooster della label con questo debutto dal titolo di “I Nifelhels Skygd”. Leggendo un po’ di notizie sparse su internet, sembrerebbe che diversi membri (o ex-membri della band) siano stati in carcere nella metà degli anni ’90 per storie relative ad incendi di chiese o cose simili, a cui si aggiunge poi la notizie del suicidio di un altro componente della band, tale Illbrand, morto ormai da qualche anno. Continua a leggere

INQUISITION
“Ominous Doctrines Of The Perpetual Mystical Macrocosm”

“Ominous Doctrines Of The Perpetual Mystical Macrocosm” segna il ritorno sulle scene degli Inquisition dopo ben quattro anni di assenza, spezzando un’attesa che cominciava a farsi sentire. Dagon e Incubus propongono dieci rituali per una durata che supera i quaranta minuti nei quali la band si mostra davvero in grande spolvero. Continua a leggere

CELESTIA
“Archaenae Perfectii”

Una carriera lunga quindici anni iniziata con “Evanescence” e momentaneamente conclusa da “Archaenae Perfectii”, terzo album in studio per la creatura di Noktu. Sono passati due anni da “Frigidiis Apotheosia: Abstinentia Genesis”, l’album che aveva l’arduo compito di bissare e (magari) superare il capolavoro della band, quell’“Apparitia-Sumptuous Spectre” che era riuscito a far risuonare il nome dei Celestia oltre l’ambito underground nel quale avevano operato sin dall’inizio. Continua a leggere

DRÅPSNATT
“Hymner Till Undergången”

Assolutamente favoloso. Non credo ci siano altri aggettivi per descrivere la qualità espressa in questo secondo opus dal duo svedese Dråpsnatt, composto dai polistrumentisti Vinterfader e Narstrand. Una release che già colpisce con la particolare cover, uno dei motivi primari grazie il quale ho potuto conoscere la band, ma la cui musica incanta ed affascina senza alcuna possibilità di scampo già a partire dalle prime note dell’opener “En Ensam Sol Gar Ner”. Continua a leggere

VASSAFOR
“Promo MMX”

Poco meno di venti minuti per un viaggio di sola andata in dimensioni da incubo. Così potrebbe essere riassunta la nuova fatica dei Vassafor, nati dalla mente di V. Kusabs (ex Diocletian) e dal drummer B. Parker. Nonostante non abbiano mai pubblicato un full length, la band è attiva dal 1994 e questa release rappresenta la loro terza demo. Continua a leggere