ABSU
“Abzu”

A distanza di poco meno di un anno e mezzo dal buon come-back “Absu”, gli Absu, sempre più saldamente governati da Proscriptor McGovern, tornano in pista con un nuovo lavoro fantasiosamente intitolato “Abzu”. In questo breve lasso di tempo, la band è andata di nuovo incontro ad una rivoluzione all’interno della propria line-up, che questa volta vede l’innesto di due nuovi sconosciuti membri, tali Ezezu al basso, e Vis Crom alla chitarra, che si vanno ad affiancare all’insostituibile padre/padrone Proscriptor. Continua a leggere

PHLEGEIN
“Phlegein”

Anche se sono passati due anni dalla realizzazione di “Phlegein”, ritengo che questo secondo EP dell’omonimo duo di Varkaus sia uno di quei gioiellini di Black Metal finnico che meritano di essere rispolverati quando veniamo investiti da uscite di pessimo gusto su cui non intendo né dilungarmi né tediarvi inutilmente con recensioni che finirebbero per togliere, per l’appunto, spazio a lavori di ben altra caratura. Continua a leggere

DARKESTRAH
“Khagan”

Dopo tre anni di silenzio tornano a farsi sentire i Darkestrah, ora passati sotto l’egida della Osmose e qui alle prese con un EP di tre tracce. “Khagan”, questo il titolo della nuova release, continua il discorso iniziato con i precedenti lavori ma, contrariamente a quanto ci si potrebbe attendere, più che all’ultimo “The Great Silk Road” si rifà al debutto “Sary Oy”, dal quale attinge le magiche atmosfere ancestrali che lo caratterizzavano grazie al massiccio uso, specialmente in “Saga Of Temudgin”, la migliore del lotto, di strumenti tipici della loro terra natia. Continua a leggere

AMORPHIS
“The Beginning Of Times

Cosa mi devo aspettare da questo nono (decimo se consideriamo i remake di “Magic & Mayhem”) album in studio degli Amorphis? Prima di ascoltare il disco, questa domanda mi è sorta in testa in maniera del tutto spontanea. Sono stato un die-hard fan sin dagli spettacolari esordi Death Metal della band, rimanendo assolutamente estasiato dal loro periodo d’oro “Tales From The Thousand Lakes”“Elegy”, e, pur con qualche passaggetto a vuoto, grande estimatore del loro periodo rockeggiante (“Tuonela”, “Am Universum” ed il controverso “Far From The Sun”). Il ritorno a sonorità più decise, non dico affatto Heavy, avvenuto con l’entrata del nuovo vocalist Tomi Joutsen ha donato senza alcun dubbio una certa freschezza alla band finlandese, che nel breve giro di un album si è però purtroppo fossilizzata nella formula vincente presente su “Eclipse”. Continua a leggere

SANGUIS IMPEREM
“In Glory We March Towards Our Doom”

Non fatevi ingannare dal monicker latino: i Sanguis Imperem vengono dalla soleggiata California e si aggiungono alla folta schiera di gruppi old school Death Metal dalle atmosfere sulfuree e grezze che risentono delle influenze di gloriose band quali Blasphemy e Angelcorpse, seppur con le dovute differenze. “In Glory We March Towards Our Doom” è il primo album della band, uscito a poca distanza dallo split coi Nocturnal Blood (dal titolo “Imperial Impurity”) e a tre anni dall’ EP che iniziò a far circolare il loro nome, “The Stagnation Of Centuries”. Continua a leggere

EX AENIMA
“The Dream Of Kyra”

Provenienti dalla profonda Ciociaria, gli Ex Aenima riescono, dopo un lungo e travagliato periodo, a dare finalmente alle stampe il successore del loro interessante debut “[Streamline 0.00 sec.]”, un lavoro che aveva sollevato un discreto interesse tra diversi addetti ai lavori, ma che purtroppo, come accade solitamente in Italia, non ha portato la band ad un contratto, lasciandola così in balia delle difficoltà che comportano le autoproduzioni. Continua a leggere

HORNA
“Adventus Satanae”

Ammetto che da un po’ di tempo a questa parte avevo perso di vista gli Horna, vuoi per le tante, troppe, uscite ravvicinate, vuoi per la qualità non sempre memorabile delle stesse. Imbattutomi così quasi del tutto per caso in questo EP, ho avuto la piacevole sorpresa di constatare come questa loro nuova fatica ci restituisca una band in buona forma ed in grado di di tornare a sfornare come in passato musica di ottima fattura. Continua a leggere

DELIRIUM X TREMENS
“Drops Of Stone Of Italian Dolomitic Mountains”

Avevo già incontrato i Delirium X Tremens sulla compilation di band venete intitolata “Eons Of Revolution Vol. I”, nella quale avevo notato il loro Death Metal chirurgico ed a sfondo fantascientifico. Ora, a distanza di qualche tempo, mi trovo davanti questo piccolo promo estremamente curato della Punishment 18 Records, con una piccola anteprima del loro nuovo lavoro in uscita ad ottobre e dal titolo “Belo Dunum, Echoes From The Past”. Continua a leggere

DELIRIUM X TREMENS
Belo Dunum, Echoes From The Past

Dopo aver assaggiato l’anteprima del nuovo lavoro dei Bellunesi Delirium X Tremens con l’EP promozionale “Drops Of Stone Of Italian Dolomitic Mountains”, eccomi ricevere dopo qualche tempo il tanto agognato full intitolato “Belo Dunum, Echoes From The Past”. I quattro deathsters capitanati dal vocalist e chitarrista Ciardo, in questo loro secondo full-lenght, prestano voce alla loro amata terra natia, rievocando con intensità e passione storie ed eventi (anche purtroppo tragici come quella del Vajont) che hanno caratterizzato la storia della loro Belo Dunum. Continua a leggere

MORBID ANGEL
“Illud Divinum Insanus”

Dei gruppi che hanno fatto la Storia, pochi hanno saputo fermarsi al momento giusto (salvo reunion posticce spesso figlie di interessi meramente economici), mentre molti di più sono quelli che hanno continuato imperterriti la loro carriera, chi sfornando il solito onesto compitino ad ogni nuova uscita e chi, invece, oscillando molto pericolosamente in un limbo in cui il più delle volte è stato il mestiere più che le idee a evitare la bocciatura. Continua a leggere

DROWNING THE LIGHT
“The Land Of The Dead Sun”

I Drowning The Light, gruppo australiano dedito ad un Black Metal pesantemente inflazionato dal Depressive, sono stati fin dagli esordi una band sempre molto prolifica, rilasciando ogni anno un paio di split, EP o full length. A questa vena apparentemente inesauribile non sono però corrisposti sempre lavori di livello, potendosi infatti trovare nella loro sterminata produzione bruschi e preoccupanti sbalzi di qualità, al punto che ormai mi avvicino con molta cautela e senza troppe aspettative ad ogni loro nuova uscita. Continua a leggere

RAGNAROK (UK)
“Of Ages”

Prima di iniziare la recensione vorrei far notare ai nostri lettori di Hypnos Webzine, la sigla del Regno Unito messa affianco al nome Ragnarok, in modo da evitare fin da subito qualsiasi fraintendimento. Infatti, qui non sto affatto per parlare della omonima band norvegese capitanata da Jontho, ma di una scombinata e scalcagnata Pagan-Black-Folk band proveniente dal nord dell’Inghilterra, e rimasta attiva per circa un decennio (1988 – 2000), prima di sparire nel nulla durante le registrazioni del loro terzo disco. Ho dato degli aggettivi come scombinato o scalcagnato a tale band, poichè il loro miscuglio di Black, Folk, Heavy britannico d’annata ed un bel pizzico di coattaggine manowariana è diventato per il sottoscritto una sorta di “freak band” da elevare senza dubbio al rango di culto. Continua a leggere

MORBID
“Year Of The Goat”

I Morbid, gruppo che non ha bisogno di presentazioni, devono molta parte della lora fama più alla presenza di personalità che diventeranno di spicco nella scena che non alla propria produzione musicale, a dire il vero molto scarna. Tra le fila della band si potevano infatti trovare Ulf “Uffe” Cederlund (con lo pseudonimo “Napoleon Pukes”), che poi entrerà negli Entombed, e soprattutto Per Yngve Ohlin, meglio conosciuto come “Dead”, che diventando la voce dei Mayhem e togliendosi di lì a poco la vita entrerà definitivamente nella leggenda. Continua a leggere

BURZUM
“From The Depths Of Darkness”

BURZUM “From The Depths Of Darkness"Nonostante la lunga pausa forzata, la creatura Burzum e il suo demiurgo Varg Vikernes sembravano vivere una seconda giovinezza priva di sbavature avendo rilasciato a stretto giro due validi lavori, “Belus” e “Fallen”, che avevano messo a tacere quasi ogni dubbio sulla reale possibilità di ripetersi a livelli accettabili. Quando però si attendeva solo un nuovo album (“Umskiptar”, in uscita a maggio), ecco la mossa che non t’aspetti: l’uscita di “From The Depths Of Darkness”, una compilation che raccoglie e reinterpreta alcuni tra i brani più significativi di due capisaldi fondamentali del calibro di “Burzum” e “Det Som Engang Var”. Continua a leggere

OPETH
“Heritage”

Ad ogni nuovo album degli Opeth il pubblico si divide, si scatenano diatribe che a fatica si sopiscono all’uscita successiva e si verifica quella “necessità” impellente di dire la propria tanto inevitabile quanto maggiore è la portata dell’evento, in questo caso l’uscita di un album che diventa uno spartiacque definitivo per il genere musicale proposto. “Heritage” segna infatti la fine (momentanea?) dell’oramai inconfondibile Opeth-style, quel perfetto connubio tra la vena Death Metal con il cantato growl di Åkerfeldt e l’apertura a momenti acustici intimistici e apparentemente più controllati, che avevano caratterizzato la storia del gruppo sin dagli esordi. Continua a leggere

SARGEIST
“Lair Of Necromancy”

Essendomi avvicinato con molte speranze, poi andate deluse, al recente “Let The Devil In”, album che seppur valido risultava privo di quel mordente ed incisività che non gli ha permesso di emergere dalla media e ritagliarsi un proprio spazio tra le uscite degne di nota, l’uscita di un nuovo lavoro dei Sargeist mi aveva lasciato abbastanza indifferente, tanto più che si trattava di un EP di due sole tracce. Continua a leggere

HELRUNAR
“Sòl”

Tra le prime uscite del 2011 non poteva che mancare nel nostro archivio di recensioni, la mastodontica doppia release dei tedeschi Helrunar dal semplice titolo di “Sòl“. La band originaria di Münster, composta principalmente dal duo Alsvartr (guitars & bass) – Skald Draugir (vocals), si ripresenta a distanza di più di tre anni dal precedente “Bald Ok Iss”, con questa lunga opera divisa in due dischi, venduti anche in maniera separata, per un totale di musica superiore all’ora e mezza di durata. Insomma, uno sforzo composito enorme da parte degli Helrunar che se da una parte mostra un band dalla penna molto attiva Continua a leggere

FUNERARY BELL
“The Coven”

In una annata piuttosto deludente in ambito Black Metal come è stato il 2011, questo disco dei Funerary Bell si presenta come una bella boccata d’aria deliziosamente putrida. Indovinate un po’ da dove proviene codesto gruppo? Finlandia, of course! Eh già, la patria di Babbo Natale ci partorisce una ennessima realtà musicale estremamente interessante, dimostrando ancora una volta la florida realtà musicale di questo paese. Continua a leggere