WITCHER
“Néma Gyász”

Piccola premessa, dopo una piccola pausa per casini lavorativi, con questa recensione facciamo una piccola infrazione dalla nostra solita policy riguardante il periodo di pubblicazione dei lavori da recensire, per andare a parlare di questo “Néma Gyász” del duo ungherese dei Witcher, pubblicato sul finire del 2020, ma che, in seguito a varie sfighe postali, è riuscito a giungere tra le mie mani solo recentemente. Se proprio dobbiamo essere precisi, l’uscita di questo lavoro risale originariamente 2012, e questa di cui parlo in codesta sede è la ristampa effettuata dalla Filosofem Records, etichetta di cui dovrebbero essere proprietari gli stessi membri della band, che, oltre ad avere una copertina leggermente diversa, viene aggiunto anche un brano inedito intitolato “Keresztúton”. Tralasciando questi dettagli tecnici, posso subito dire che sarebbe stato davvero un peccato se questo cd non fosse mai arrivato, poiché questi Witcher sono veramente interessanti. Non ho informazioni sul fatto che il loro nome e la loro proposta sia influenzata dall’opera di Sapkowski, fortunato autore della saga fantasy omonima, ma è certo che ogni singola nota di questo “Néma Gyász” è profondamente immersa in un immaginario fantasy. Continua a leggere

THERION
“Les Fleurs Du Mal”

Indipendentemente dalla riuscita o meno della rilettura di questi brani francesi degli anni ’60 e ’70, “Les Fleurs Du Mal” è un disco sostanzialmente inutile all’interno della discografia dei Therion. E questo deve averlo anche intuito la Nuclear Blast, che evitò accuratamente di investire soldi nella sua produzione, costringendo il buon Christofer a prendersi un mutuo bancario per coprire le spese di realizzazione di questo album. Francamente non conosco i motivi di questa improvvisa infatuazione per la chanson francoise, ma sostanzialmente questo “Les Fleurs Du Mal” è un vero e proprio sfizio che il biondo chitarrista svedese si è voluto togliere. Continua a leggere

TERVAHÄÄT
“Kalmonsäie”

È quasi inutile che ribadisca le stesse cose dette in una altra recensione a proposito della potenza e capacità di un artwork di attrarre la mia attenzione. La copertina in bianco e nero che campeggia su questo secondo lavoro dei misteriosi finnici Tervahäät è veramente stupenda. Quel suo tronco d’albero mezzo rinsecchito ed adagiato sulla sponda d’un maestoso lago trasmette da subito un forte senso di tristezza mista a malinconia. Ovviamente, con la delusione precedente ancora viva, un po’ temevo di approcciarmi ad un’altra fregatura, ma fortunatamente questi Tervahäät son a dir poco meravigliosi. Se il canto funereo del brano d’apertura “Marrasvirsi” potrebbe erroneamente far pensare a uno dei tanti gruppi Neofolk clone degli Ulver di “Kveldssanger”, ci pensa il mantra ipnotico della title-track a fugare qualsiasi dubbio. Continua a leggere

AZAGHAL
“Nemesis”

Confesso che all’uscita di “Nemesis” ero tra quelli che attendevano al varco gli Azaghal, visto che l’abbandono, peraltro amichevole, di Varjoherra, qui presente in veste di backing vocalist, era stato un duro colpo da mandare giù. Inoltre, la sua sostituzione con il bassista dei Wyrd Ninflungr, unito alla pessima prova offerta sullo split a tre con Pogost e Decayed, facevano davvero temere per lo stato di salute della band finlandese. Saltando subito alle conclusioni, devo però ammettere che, nonostante il manierismo dilagante di Narqath, la band riesce tutto sommato a portare a casa un lavoro più che dignitoso, andando a piazzare una serie di pezzi canonici, ma bastardi e violenti al punto giusto. Fortunatamente, quello che poteva essere il vero tallone d’Achille della band, ossia un incesto mortale con i Wyrd, viene limitato soltanto a dei piccoli break di chitarra e voce pulita inseriti nella bella title-track. Continua a leggere

RITI OCCULTI
“Riti Occulti”

Riti Occulti è un progetto nato nell’estate del 2011 per volontà di Ivano Mandola (batteria) e di Niccolò Tricarico (basso) con l’intento di forgiare delle sonorità costruite esclusivamente sull’impatto sonoro creato dai loro due strumenti. In seguito, da progetto in studio, Riti Oscuri si amplia fino a diventare una vera e propria band con l’arrivo in line up di ben due vocalist, Elisabetta Marchetti alle clean e Serena Mastracco alle harsh, già attiva nei Vidharr sotto il nick di Moerke, oltre che del tastierista Luciano Lamanna. In poco tempo viene elaborato il primo ed omonimo disco, rilasciato in sole trecento copie dalla piccola etichetta ceca Epidemie Records nel maggio del 2012. Successivamente, ed in tempi brevi, il quintetto romano si ripresenta con un nuovo lavoro, sempre pubblicato dalla stessa label ed intitolato “Secta”, a cui fa seguito un importante avvicendamento in formazione, con il founding member Tricarico e il tastierista Lamanna che abbandonano la band, venendo sostituiti rispettivamente da Fabio Fraschini, già visto all’opera nei Degenerhate, e da Sara Del Regno. Continua a leggere