THERION
“Les Épaves”

Come appendice al disco di cover “Les Fleurs Du Mal”, il buon Christopher decide di pubblicare per la sua etichetta Adulruna questo “Les Épaves”, una sorta di mini raccolta di quattro brani che sono stati esclusi da quell’album. Sempre mantenendo un filo diretto con Baudelaire, il titolo, che in italiano si traduce con i relitti, rimanda anche ad un’altra raccolta di poesie del genio francese, contenente versi che non avevano trovato spazio nel ben più conosciuto “Les Fleurs Du Mal”. Inaspettatamente, queste nuove cover non sono poi affatto male: ci sono infatti le classiche sgroppate Heavy (“L’Amour Est Bleu (Heavy Version)”, “Nous Ne Sommes Pas Des Anges” di France Gall, autore di cui dovrei sicuramente approfondire qualcosa in futuro, e “La Fermeture Éclaire”), ma i pezzi più particolari sono la stranissima “Ah-Hem-Ho-Hu-Err” e l’atmosferica versione di “L’Amour Est Bleu (Mellow Version)”, con una ottima prestazione vocale di Vikstrom. Continua a leggere

CAPTAIN CRIMSON
“Remind”

Con il 2017 che ormai ha compiuto il giro di boa, posso già affermare che sono veramente molto pochi i lavori di questo anno solare che mi hanno pienamente convinto e che possono avere qualche chance di finire nella mia top 5. Per fortuna il 2016 continua ancora a tirare fuori cose interessanti, come sicuramente il secondo lavoro di questi svedesi chiamati Captain Crimson che, sulla scia del revival degli anni settanta che sta invadendo il mercato da un po’ di anni a questa parte, tirano fuori dal cilindro un disco veramente interessante intitolato “Remind”, fortemente ispirato all’Hard Rock dei Deep Purple, e dotato di una ruspante influenza Blues, senza però disdegnare passaggi di chiara marca Stoner ed un sound gustosamente metallico e sferragliante. E pensare che ai primi ascolti rimasi alquanto deluso, poiché la mia mente bacata, senza nemmeno leggere la bio di presentazione, aveva immediatamente accostato il nome della band alle follie di Captain Beefhart ed alla preparazione tecnica e strumentale dei King Crimson. Continua a leggere

LORD WOLAND
“Below”

Tra le ultime release prodotte sul finire dell’anno scorso, non poteva mancare una menzione speciale per questi Lord Woland e per il loro EP d’esordio che porta il titolo di “Below”. Rilasciato dalla sempre viva e attiva Mother Fuzzer Records, questo trio proveniente dalla provincia di Viterbo mostra con il suo debutto una buona capacità di emulare il sound dei sempiterni Black Sabbath, rivisti però con quella aura psichedelica che così tanto bene caratterizzava i mai troppo rimpianti Cathedral di Lee Dorian. Anche se contenente solo quattro tracce, l’EP è comunque in grado di mettere in luce diverse caratteristiche della band laziale, dal sound carico di groove della chitarra di Francesco Angiolini (l’opener “Abra Cabala” e “Rotten Apple”), alla fangosità di “Woland’s Hall”, per giungere fino alla conclusiva “Gloominade”, un vero e proprio gioiellino a tinte psichedeliche. Continua a leggere

THE GREAT SAUNITES
“Green”

Due soli brani per poco più di quarantacinque minuti di durata. Due grossi totem musicali in cui sono riversate tonnellate di psichedelia fumante, fatte di stratificazioni sonore ad altissimo tasso ipnotico. Questo è il biglietto da visita di questo duo composto da Atros (basso) e dal polistrumentista Leonard K. Layola, (batteria, tastiere e chitarra). “Green”, loro secondo lavoro dedicato a una trilogia incentrata sui colori iniziata nel 2016 con l’album “Nero”, è rilasciato in un elegante formato DVD limitato a 50 copie numerate a mano tramite Toten Schwan Records e Hypershape Records. I due lunghi brani che compongono questa nuova fatica posseggono più o meno la stessa struttura, ovverosia una solida sezione ritmica, composta da batteria e basso distorto, che guida e sorregge il tutto grazie a complesse ed ipnotiche stratificazioni sonore in cui delle chitarre ultra effettate si sciolgono in acidi synth. Continua a leggere

THE INSTABLE COLLECTIVE
“Destroy To Regenerate”

The Instable Collective, un nome quantomai calzante, e penso pure abbastanza ironico, per dare una precisa rappresentazione del proprio progetto solista. In effetti, sebbene il timone risulti essere saldamente nelle mani del polistrumentista toscano Raffaello Mallegni, sono comunque presenti tutta una serie di persone che han dato un fondamentale apporto alla realizzazione del qui presente “Destroy To Regenerate”, suo quarto lavoro pubblicato sotto tale monicker. Sin dalla iniziale “Under The Burning Sun” si comprende subito che il collettivo punta ad un Thrash/Death di pura matrice svedese, dotato di parecchi influssi Speed. Continua a leggere

NERAVENDETTA
“Magnum Chaos”

Prima di archiviare in modo definitivo l’anno musicale da poco passato devo segnalarvi che, tra le ultime release che sto ascoltando durante questo periodo, i cagliaritani Neravendetta sono senza alcun dubbio gli autori di un debutto veramente molto interessante e che spero non passi inosservato tra gli ascoltatori ed addetti ai lavori. Completamente autoprodotto, ed al momento distribuito solamente tramite la loro pagina Bandcamp, “Magnum Chaos” è un intelligente crocevia di molteplici influenze, che si riversano in un Melodic Black Metal mai scontato e banale. Infatti i Neravendetta, pur partendo da sonorità accostabili a quelle dei primissimi Naglfar, ossia chitarre molto compresse, riescono comunque a tirar fuori dei riff sempre distinguibili e ad abbinarli con tempi ad alto BPM. Continua a leggere

COSMOS
“Atlas”

Detto onestamente, non saprei proprio cosa possa aver di così particolare da dire questo “Atlas”, EP di debutto del quartetto francese Cosmos, dal momento che il suo Post-Rock rimanda in maniera pesante alle alternanze piano-forte tipiche dei Mogwai. Eppure, nonostante ciò, una volta ascoltato, è in grado di tornare continuamente in mente, costringendomi a riascoltarlo anche più e più volte durante i miei spostamenti in macchina in Canada. In particolare, il mood ombroso e malinconico di questo lavoro sembrava ben sposarsi con i paesaggi ancora parzialmente innevati della Chemin du Roi, la strada che da Montreal porta a Quebec City. Le stesse chitarre, così ricche di delay e riverbero, richiamavano fortemente l’enorme fiume San Lorenzo che si intravedeva spesso e volentieri dalla strada. Continua a leggere

DAY BEFORE US
“Nihil Interit”

E’ passato poco più di un anno da quando ho recensito in modo entusiasta le sonorità elegiache e crepuscolari dell’artista francese Philippe Blache e del suo progetto a nome Day Before Us, ed ecco giungere in maniera del tutto inaspettata il suo seguito “Nihil Interit”. Sebbene le coordinate stilistiche scelte da Blache rimangano più o meno ancorate a quanto mostrato nel debutto, fin dalle due tracce d’apertura “Saint Of Grief” e “Vigils Of Time” si nota una decisa sterzata verso sonorità più minimali e dilatate, con la delicata voce di Natalya Romashina a fare il suo ingresso solamente nella terza traccia “Per Aspera Ad Astra”. Continua a leggere

RUN CHICKEN RUN
“Run Chicken Run”

Dopo due settimane praticamente passate a girovagare per le strade del Canada francofono, il sottoscritto torna in forma semi smagliante riprendendo la propria attività di scribacchino e parlandovi degli irriverenti rocker Run Chicken Run. Del tutto indifferente al passar del tempo, il quartetto capitanato dal cantante e chitarrista Michele Montesi è un tanto puro quanto semplice concentrato di Rock’n’Roll completamente ispirato al sommo verbo dei fratelli Young. Insomma, non c’è spazio per alcun tipo di sperimentazione nella proposta dei Run Chicken Run, tutto deve essere semplice e ruspante, come un buon bicchiere di vino fatto in casa o un bel polletto allo spiedo con contorno di patate, giusto per rimanere in tema di gallinacei. Continua a leggere

BLASPHEMER
“Ritual Theophagy”

Se a fine marzo mi trovate a parlarvi di un album uscito nell’ottobre dell’anno scorso non è perché all’improvviso hanno smesso di arrivarci richieste, ma semplicemente perché si tratta di una release che mi sento in dovere di segnalarvi. Sotto i nostri riflettori questa volta c’è “Ritual Theophagy” dei nostri connazionali Blasphemer, una band attiva già da quasi vent’anni e con un buon esordio alle spalle (“On The Inexistence Of God”, uscito però parecchio tempo fa, nel 2008) che, a dispetto del nome, non si dedica ad un Black Metal tutto satanassi e caproni ma piuttosto ad un Brutal Death di chiara matrice americana. Continua a leggere

INSONUS
“Nemo Optavit Vivere”

A tenere le fila di questo progetto musicale nato da poco e che risponde al nome di Insonus, troviamo una nostra vecchia conoscenza, cioè Acheron, il padre-padrone dei L.A.C.K., che abbiamo già ospitato varie volte su queste nostre pagine virtuali. Affiancato dal secondo chitarrista R., l’attivissimo Acheron trova in questa nuova sede una enorme valvola di sfogo che gli consente di cimentarsi con un Black più violento ed ortodosso. L’EP di debutto, intitolato “Nemo Optavit Vivere”, è stato praticamente composto e pubblicato in tempi piuttosto rapidi sotto l’egida della label messicana Throats Productions, e vede la presenza di quattro lunghe tracce, che alternano riff spasmodici e tirati a momenti più riflessivi in cui dei passaggi con evidenti richiami al Post-Black e al Depressive creano un ponte diretto tra gli Insonus e i già citati L.A.C.K.. Continua a leggere

HASTUR
“The Black River”

Dopo alcuni giorni di assenza forzata a causa di motivi prettamente tecnici, torno a macinare recensioni per voi lettori di Hypnos Webzine parlando del tanto sospirato debutto dei genovesi Hastur. Attivi sin dalla prima metà degli anni novanta, i nostri non devono aver avuto molta fortuna con la loro carriera dal momento che han dovuto attendere più di vent’anni per arrivare a pubblicare il loro primo full-lenght intitolato “The Black River”. Tutto ciò per merito della costanza e della tenacia del batterista Hayzmann, unico superstite della formazione originale, che è riuscito a rimettere in pista il gruppo con l’innesto di due ex membri dei Sacradis, Napalm (voce e chitarra) e Grinder (basso), e di Docdeath alla seconda chitarra. Continua a leggere

EVOCA
“Val D’Inverno”

Un debutto decisamente ambizioso il qui presente “Val D’Inverno” della one-man band veneta Evoca. Questa tape, limitata soltanto ad ottantanove copie autoprodotte e corredata da un artwork molto accattivante, presenta un unico brano della durata di quasi mezz’ora. Le uscite monotraccia, ma in generale anche i brani dalla durata esagerata, si sa che sono delle brutte bestie da pelare, sia da parte di chi recensisce, ma soprattutto dalla parte del compositore, che deve riuscire a trovare un perfetto equilibrio tra organicità strutturale e variazioni, cosa che è tutt’altro che semplice da realizzare. Indubbiamente ad S., la mente dietro al progetto, coadiuvato nelle parti di batteria dal session man P., non si può certo dire che manchi il coraggio per poter affrontare una tale sfida, a cui si aggiunge l’ulteriore e innegabile difficoltà dovuta al fatto che questo “Val D’Inverno” è interamente strumentale. Continua a leggere

NUCLEAR CTHULHU
“Desecration”

Andando a setacciare la rete alla ricerca di informazioni relative a questi Nuclear Cthulhu, salta fuori che dietro i particolari nomi di questo terzetto ci sono praticamente nascosti tutti i membri dei ben più conosciuti blackster russi Blackdeath, che han messo in piedi questo side project con lo scopo di esplorare i confini esistenti tra la lentezza del Doom e la brutalità del Black. Dotato di una splendida cover che si adatta molto bene alle tematiche da incubo di H.P. Lovecraft che sono al centro dei loro testi, ed edito in sole 300 copie dalla piccola label tedesca Black Bunker Productions, il qui presente “Desecretion” è un tentativo parzialmente riuscito di innestare su un’unica matrice questi due generi piuttosto distanti fra loro. Continua a leggere

DETERIOROT
“In Ancient Beliefs”

Come già detto in occasione della ristampa/compilation degli Hybernoid, è assolutamente da lodare il lavoro di ristampe da parte della Xtreem Music, abile nell’andare a rovistare tra le uscite di gruppi minori degli anni ’90 per riproporle con un artwork nuovo di zecca e l’aggiunta di qualche rarità. In questa recensione, vado ad occuparmi di questi misconosciuti, almeno per quanto mi riguarda, Deteriorot. Questo quartetto americano, capitanato dal cantante/chitarrista Paul Zavaleta, nonostante sia attivo sulla scena da quasi trent’anni, possono contare su una discografia decisamente limitata, in cui spiccano solamente due full-lenght: il qui recensito “In Ancient Beliefs”, rilasciato originariamente dalla Repulse nel 2001, e “The Faithless”, uscito quasi dieci anni dopo per la Xtreem Music. Continua a leggere

ROSÀRIO
“And The Storm Surges”

Rosàrio nasce da una vaga idea sospesa tra deserti di granoturco e cieche paludi della bassa padovana”. Inizia con questa frase il comunicato stampa relativo a questo secondo lavoro dei veneti Rosàrio intitolato “And The Storm Surges”, una descrizione che ben si accorda al massiccio ed opprimente Stoner Doom in salsa Sludge suonato dal quintetto. Infatti, i nostri hanno dato vita ad un lavoro che parte si dallo Stoner classico, ma che se ne allontana in modo repentino, inglobando all’interno di questa spinta centrifuga sia la negatività degli Alice In Chains di “Tripod”, con il timbro stesso del vocalist Alessandro Magno che ricorda molto in certi frangenti quello di Layne Stanley (la conclusiva “And Then…Jupiter” sembra un ottimo tributo alla band di Seattle), che stridenti passaggi chitarristici che richiamano fortemente i Crowbar. Continua a leggere

UADA
“Devoid Of Light”

Anche se di norma tendo a non anticipare subito il finale di una recensione, se mi trovo a scrivere di un full length uscito ormai un anno fa credo sia abbastanza evidente che lo faccio per evitare di far passare sotto silenzio un lavoro che, ad averlo sentito prima, sarebbe finito dritto nei piani alti della mia classifica del 2016. Ma andiamo con ordine. La scelta compositiva su cui hanno puntato gli americani Uada per questo “Devoid Of Light”, loro debutto assoluto, anche se i quattro musicisti non sono di primissimo pelo, potendo vantare tutti un passato in altre band, è di quelle relativamente semplici: attingere a piene mani dallo stile di realtà consolidate e rileggere il tutto cercando di metterci qualcosa del loro. Continua a leggere

ILLUM ADORA
“Son Of Dawn”

Dischetto davvero carino questo breve EP dei tedeschi Illum Adora, il cui mastermind Hurricane Hellfukker è anche il proprietario dell’etichetta sotto cui esce, cioè la Kneel Before The Master’s Throne Records. Infatti, in poco meno di venti minuti, il terzetto mette giù quattro brani di un Black Metal solido, quadrato e bello pestone. Nonostante si tratti di un copione già sentito e risentito a livello di songwriting, devo dire che ho apprezzato molto sia la convinzione che traspare da ogni nota di questo “Son Of Dawn”, sia il suono potente e affilato della produzione, con il muro di chitarre di Profanator in primo piano ed il preciso drumming di Marax a tenere in piedi la baracca. Continua a leggere