夢遊病者 (SLEEPWALKER)
“5772”

Inizialmente pubblicato sul finire 2016 in maniera autonoma dalla stessa band, questo “5772” è poi stato successivamente ristampato su tape e vinile nel novembre dell’anno scorso da Sentient Ruin Laboratories, con la collaborazione della etichetta italiana Annapurna per la distribuzione europea. Bisogna quindi ringraziare la label americana, che dopo l’incredibile canto del cigno dei Buioingola riesce a scovare questo misterioso trio il cui nome è rappresentato dagli ideogrammi 夢遊病者, la cui traduzione è Sleepwalker, e che risulta formato da musicisti provenienti da tre diversi angoli del pianeta, ossia Stati Uniti, Giappone e Russia. Continua a leggere

MAERORMID
“XIII”

Ad oramai cinque anni da “Zenit”, tornano sulle nostre pagine col loro secondo lavoro sulla lunga distanza i perugini Maerormid, una band che non ha mai fatto dell’immobilismo sonoro la propria cifra stilistica. In questo loro vecchio/nuovo “XIII”, si tratta infatti di un album uscito nel maggio 2016 ma ripubblicato di recente dalla label polacca Via Nocturna, i nostri si addentrano in lidi Black/Doom in cui compaiono anche vaghe influenze Death alla primissimi Katatonia, quando non ascendenze dal sapore Dark Ambient. L’idea di ricorrere anche all’ausilio di un violino per accompagnarci in questo viaggio in cui a farla da padrone sono le sonorità cupe e soffocanti si rivela, se non originale, quantomeno efficace nel dare al tutto quel tocco in più di inquietudine e di malata atmosfera, non suonando infatti come un abbellimento pomposo ma avvicinandosi più agli stranianti lamenti, passatemi il termine, riproducibili con un theremin. Continua a leggere

DOWNCAST TWILIGHT
“Under The Wings Of The Aquila”

Come è nostra consuetudine, cassiamo in automatico qualsiasi promo che ci arriva in redazione la cui data di pubblicazione sia anteriore di sei mesi. Questo provvedimento è dovuto al fatto che la nostra redazione è estremamente limitata, ed è quindi necessario adottare questa soluzione al fine di rimanere un minimo sul pezzo. A tutto questo però ci sono delle deroghe, come nel qui presente caso dei Downcast Twilight. Arrivato inaspettatamente insieme ai Pereplut, questo debutto intitolato “Under The Wings Of The Aquila”, uscito per conto dei tizi della Stygian Crypt Productions quasi un anno fa, è semplicemente straordinario. Continua a leggere

THERION
“Les Épaves”

Come appendice al disco di cover “Les Fleurs Du Mal”, il buon Christopher decide di pubblicare per la sua etichetta Adulruna questo “Les Épaves”, una sorta di mini raccolta di quattro brani che sono stati esclusi da quell’album. Sempre mantenendo un filo diretto con Baudelaire, il titolo, che in italiano si traduce con i relitti, rimanda anche ad un’altra raccolta di poesie del genio francese, contenente versi che non avevano trovato spazio nel ben più conosciuto “Les Fleurs Du Mal”. Inaspettatamente, queste nuove cover non sono poi affatto male: ci sono infatti le classiche sgroppate Heavy (“L’Amour Est Bleu (Heavy Version)”, “Nous Ne Sommes Pas Des Anges” di France Gall, autore di cui dovrei sicuramente approfondire qualcosa in futuro, e “La Fermeture Éclaire”), ma i pezzi più particolari sono la stranissima “Ah-Hem-Ho-Hu-Err” e l’atmosferica versione di “L’Amour Est Bleu (Mellow Version)”, con una ottima prestazione vocale di Vikstrom. Continua a leggere

CAPTAIN CRIMSON
“Remind”

Con il 2017 che ormai ha compiuto il giro di boa, posso già affermare che sono veramente molto pochi i lavori di questo anno solare che mi hanno pienamente convinto e che possono avere qualche chance di finire nella mia top 5. Per fortuna il 2016 continua ancora a tirare fuori cose interessanti, come sicuramente il secondo lavoro di questi svedesi chiamati Captain Crimson che, sulla scia del revival degli anni settanta che sta invadendo il mercato da un po’ di anni a questa parte, tirano fuori dal cilindro un disco veramente interessante intitolato “Remind”, fortemente ispirato all’Hard Rock dei Deep Purple, e dotato di una ruspante influenza Blues, senza però disdegnare passaggi di chiara marca Stoner ed un sound gustosamente metallico e sferragliante. E pensare che ai primi ascolti rimasi alquanto deluso, poiché la mia mente bacata, senza nemmeno leggere la bio di presentazione, aveva immediatamente accostato il nome della band alle follie di Captain Beefhart ed alla preparazione tecnica e strumentale dei King Crimson. Continua a leggere