NIHILTRONIX
“Homesongs”

Non sono propriamente un esperto di Industrial, anzi come scrissi in qualche recensione passata, fino a qualche anno fa ne ero completamente a digiuno. Nessun preconcetto, ma semplicemente ritengo che per ogni tipo di musica ci sia bisogno di quell’artista o di quel disco chiave che ti faccia scattare il famoso “clic” necessario per portarti ad approfondire un genere piuttosto che un gruppo in particolare. In maniera specifica, per l’Industrial tutto questo non mi è ancora accaduto, sebbene qualcosa di Industrial Metal mi è comunque capitato di sentirlo. Nel caso di questo ensemble francese chiamato Nihiltronix, ho accettato di scrivere la recensione di questo loro “Homesongs”, più che altro perché incuriosito dalla sua copertina. Continua a leggere

NERATERRÆ
“The NHART Demo[n]s”

Dopo l’ottimo album d’esordio del solo project La Tredicesima Luna, autore d’un affascinante Dark Ambient dai toni fiabeschi, passiamo a parlare di una altra realtà nostrana sulla carta decisamente interessante, i Neraterræ. Dietro questo monicker altrettanto evocativo, si cela anche in questo caso un’unica mente che risponde al nome di Alessio Antoni. Sebbene “The NHART Demo[n]s” sia a tutti gli effetti l’esordio discografico del progetto, tra l’altro disponibile gratuitamente al download su Bandcamp, in realtà i brani in essi contenuti provengono da tre diversi demo mai pubblicati, registrati tra il 2009 ed il 2010 sotto il nome Nhart. Possiamo quindi vedere questo lavoro come una sorta di antologia, o meglio ancora un percorso sonoro, che Alessio ha percorso nel corso di questi ultimi anni. Continua a leggere

夢遊病者 (SLEEPWALKER)
“5772”

Inizialmente pubblicato sul finire 2016 in maniera autonoma dalla stessa band, questo “5772” è poi stato successivamente ristampato su tape e vinile nel novembre dell’anno scorso da Sentient Ruin Laboratories, con la collaborazione della etichetta italiana Annapurna per la distribuzione europea. Bisogna quindi ringraziare la label americana, che dopo l’incredibile canto del cigno dei Buioingola riesce a scovare questo misterioso trio il cui nome è rappresentato dagli ideogrammi 夢遊病者, la cui traduzione è Sleepwalker, e che risulta formato da musicisti provenienti da tre diversi angoli del pianeta, ossia Stati Uniti, Giappone e Russia. Continua a leggere

BEGERITH
“A.D.A.M.”

Sebbene abbia più volte dimostrato di avere una mentalità aperta a qualsiasi genere ed anche di mostrare sempre il massimo rispetto verso tutti i gruppi e le label che nel corso degli anni ci hanno spedito del materiale, capita purtroppo anche a me che vi siano dei casi in cui il gusto personale finisca per sovrastare la mia “professionalità”, in nome della quale cerco di mantenere un giudizio quanto più possibile obiettivo. Tutto questo inutile ma necessario preambolo mi serve per dire in maniera più onesta possibile che, per quanto io possa aver ascoltare questo disco dei Begerith, un quartetto russo trapiantato in Polonia, non riesco ad andare oltre una forte sensazione di noia. Non me ne vogliano i quattro che, per carità, il loro Black Death di totale derivazione Behemoth, a cui si aggiungono qua e là anche qualche speziatura a là Nile, lo portano a casa senza problemi. Continua a leggere

RABID DOGS
“Italian Mysteries”

Dopo essermisi rotto lo stereo ad inizio dell’anno, continuo le mie disavventure tecnologiche con la rottura del mio tablet cinese, comprato soltanto lo scorso novembre. Avevo scommesso molto sulla tecnologia asiatica a basso prezzo, ma mi sa che la mia sfiga con la tecnologia ad ora è fin troppo potente. Fortunatamente, ad incanalare queste mie varie incazzature ci hanno pensato questi tre maledetti cani arrabbiati, provenienti dal piccolo paesino di Atessa, che con questo “Italian Mysteries” sganciano una bomba sonora di dimensioni apocalittiche. Da vero appassionato di gialli, non potevo che essere immediatamente attratto dalla loro cover, ricordante in maniera evidente la mitica collana dei gialli Mondadori. Continua a leggere

SPECTRALE
“▲”

Se pubblico questa recensione diversi mesi dopo la data d’uscita di questo “▲”, non è tanto perché la richiesta è arrivata tardi o perché mi sono preso indietro ma, molto più semplicemente, perché ho avuto bisogno di molto più tempo rispetto ad altri album per entrate in sintonia con esso. Anche se fin da subito mi è stato chiaro che, prima o dopo, avrei voluto parlarvi di questo lavoro del progetto Spectrale portato avanti dal francese Jeff Grimal, il guaio è che ogni volta che cercavo di buttare giù qualche riga finivo per perdermi in discorsi inconcludenti. Un po’ come adesso, del resto, visto che ancora non so come iniziare. Continua a leggere

EXALTER
“Persecution Automated”

Nuova tappa per il nostro viaggio musicale intorno al mondo con la nostra pseudo-rubrica “Pechino Express”. Dopo avere “visitato” il Paraguay con l’acerbo Death Metal d’ispirazione americana dei Verthebral, puntiamo oggi la nostra attenzione sull’Asia centrale, e in particolare sul Bangladesh, trattando l’esordio di questo giovane trio a nome Exalter. Semplicemente dando una rapida scorsa al logo ed alla copertina, si capiscono sub‭ito le dichiarazioni d’intenti della band, ossia quella di voler suonare un Thrash Metal duro e puro, fatto di cavalcate di chitarra spezzacollo, batteria in continuo tupatupa e vocal alla Max Cavalera dei bei tempi. Continua a leggere

KHAZADDUM
“Plagues Upon Arda”

Definiti dal proprio promoter come Dwarfen Death Metal vista la precisa comunanza di monicker e liriche totalmente devote alla esaltazione dei nani dell’universo di Tolkien, gli americani Khazaddum giungono dopo quattro anni di attività all’esordio sulla lunga distanza con questo album intitolato “Plagues Upon Arda”, rilasciato tramite la label canadese Black Market Metal Label. Tralasciando l’aspetto puramente tolkeniano della proposta, il loro Death Metal è un continuo assalto all’arma bianca in cui lo stile di Morbid Angel e, soprattutto, dei Nile di “Ithypallic” e “Annihilation Of The Wicked”, è il più preciso riferimento. Continua a leggere

LA TREDICESIMA LUNA
“Il Sentiero Degli Dei”

Un esordio davvero molto interessante questo “Il Sentiero Degli Dei” del progetto La Tradicesima Luna, un monicker evocativo dietro a cui si cela il lavoro solista di Matteo Brusa. Pubblicato in un elegante tape dalla label americana Lighten Up Sounds, questo “Il Sentiero Degli Dei” è un vero e proprio percorso iniziatico nel quale il minimale ma estremamente curato lavoro di synth riesce a dipingere scenari notturni e fiabeschi. Delle vere e proprie immagini sonore, nelle cui pieghe sembrano potersi annidare strani esseri fantastici pronti a scrutarci e spiarci durante questo nostro cammino. Continua a leggere

AFRAID OF DESTINY
“Agony”

Nato inizialmente col nome di Vitam Nihil Est nel febbraio del 2011, il progetto del polistrumentista veneto Adimere, si è sviluppato in maniera più concreta solamente un anno dopo, con il cambio di monicker nell’attuale Afraid Of Destiny. In tale nuova forma, Adimere rilascerà nel 2013 ben tre lavori: un demo, uno split a tre nel quale sono state inserite anche le prime registrazioni sotto il nome di Vitam Nihil Est e l’altro suo progetto Neoclassical Suicide, nonché il primo full-lenght dal titolo “Tears Of Solitude”. Ci vorranno poi altri quattro anni per portare a compimento questo “Agony”, sebbene Adimere abbia comunque continuato a pubblicare del nuovo materiale, di cui cito giusto lo split fatto insieme agli About Abortions, nostre vecchie conoscenze su queste pagine. Continua a leggere

CHAOS AND TECHNOCRACY
“Chaos And Technocracy”

Credo di aver già scritto quanto mi piaccia andare alla riscoperta di vecchie e poco conosciute realtà musicali, soprattutto italiane, che negli anni ’90 si sbattevano senza sosta per trovare un canale di sfogo alla loro musica. Purtroppo, a prescindere dalla qualità che ognuno si porta in dote, era già tanto se si riusciva a trovare una etichetta che ti permettesse di pubblicare qualche demo od EP. L’Italia, lo sapete certamente meglio di me, non era di sicuro un paese facile dove poter suonare Metal. Oggi è indubbiamente più facile registrare un demo, basta un pc decente, e metterlo in mostra tramite le varie risorse di internet. Eppure, son convinto che se si avesse la possibilità di andare a spulciare tra vecchi demo e registrazioni di quell’epoca, salterebbe ancora fuori qualche piccolo gioiello nascosto. Continua a leggere

PAUL CHAIN
“Container 168 – Master Of All Times”

Uscito originariamente nel 2001 per conto della label veneta Andromeda Relix, “Container 168 – Master Of All Times” è il risultato di un’intensa seduta di improvvisazione avvenuta il 30 ottobre di due anni prima. Il buon Paul, qui nelle vesti di Paul Chain The Improvisor, decide di metter da parte la sua chitarra per dedicarsi esclusivamente all’organo Hammond e alle tastiere. A partecipare a queste intense session d’improvvisazione, infatti il termine container veniva usato da Paul per organizzare le sue diverse sedute di registrazione, troviamo un ristretto gruppo di musicisti, ossia il flauto etereo di Anna Auer, presente anche insieme a Paul nelle splendide session fotografie stile liberty del booklet, la precisa batteria di Danilo Gabanelli, e lo spettrale violino di Filippo Rollando, il cui suono sembra voler ricreare in diversi passaggi quello di una chitarra elettrica. Ovviamente questa particolare line-up non poteva che creare qualcosa di assolutamente diverso da quanto normalmente proposto dal maestro pesarese. Continua a leggere

GOAT WAR
“Warwolf”

Come è possibile non volere bene ad un gruppo che si chiama “guerra caprina”, tra l’altro termine già usato anche dagli Impaled Nazarene per una canzone del loro caotico “Latex Cult”, e che per di più ti presenta uno scalcagnato Speed-Thrash-Black dalle forti tinte Motorheadiane? Infatti, negli otto minuti e spiccioli a disposizione di questo loro demo di debutto assoluto, dall’originalissimo titolo “Warwolf”, il trio, composto dalla coppia d’asce Julius Bloodaxe e Dick Nekrowulf, a cui si aggiunge il batterista Laamp, mette in scena quattro schegge di puro e gustosissimo cazzeggio sonoro. Continua a leggere

BURNING GROUND
“Last Day Of Light”

Aspettare ben sedici anni per riuscir a realizzare il primo full length, indipendentemente dalla qualità finale del prodotto, è senza alcun’ombra di dubbio un grande risultato per qualunque band. Pur non conoscendo la storia dei sardi Burning Ground, la loro tenacia di portare avanti questo progetto nella loro bellissima e difficile terra, basta da sola a guadagnare tutto il mio rispetto. A supportare la band capitanata dal talentuoso vocalist Maurizio Meloni, troviamo la sempre attenta Minotauro Records, che dopo le bizzarre uscite di Tele.S.Therion e Flames Of Genesis, torna a pescare nel genere che più la contraddistingue, ossia il caro e vecchio Heavy Metal. “Last Day Of Light” contiene sei tracce, oltre a due brevi strumentali poste in apertura e chiusura del disco, di puro e scintillante Power Heavy di chiara matrice americana, avente come principali riferimenti Iced Earth e primi Savatage. Continua a leggere

LACOLPA
“Mea Maxima Culpa”

Se proprio dovessi scrivere di getto un pensiero relativo al debutto sulla lunga distanza di questo gruppo a nome LaColpa, mi limiterei banalmente a descrivere la sua cover. La loro musica è tutta racchiusa in quella specie di ectoplasma/vomito che viene espulso dall’enigmatica donna ritratta in copertina. Un magma nero contente tutto il nostro male di vivere, ricco di debolezze e malignità, che si espande senza alcun limite, come in una sorta di catarsi o purificazione interiore, lungo i quaranta minuti scarsi di questo debutto intitolato “Mea Maxima Culpa”. Continua a leggere

CARDINALS FOLLY
“Deranged Pagan Sons”

Davvero simpatici questi tre baldi finlandesi che rispondono al nome di Cardinals Folly. Pur non avendone mai sentito parlare prima di oggi, nel corso di un decennio il trio di Helsinki è riuscito a mettere insieme una bella discografia fatta di ben quattro full-lenght, di cui l’ultimo è proprio il qui presente “Deranged Pagan Sons”, ed un paio di EP. A colpire sin dal primissimo ascolto sono due fattori contrastanti, uno positivo, che mostra un suono diretto e senza troppi fronzoli, con la chitarra di Juho Kilpelä a dominare incontrastata la scena, e quello negativo riguardante la voce di Mikko Kääriäinen, che tra l’altro è anche il bassista, che risulta essere non proprio adorabile nei primi ascolti. Continua a leggere

DARK ANGELS
“Venomous Embrace”

E no, purtroppo mi dispiace deludere i nostri cari lettori, ma questo “Venomous Embrace” non è l’insperato successore del mitico “Time Does Not Heal”, bensì il quarto full length di questo sestetto ceco avente il nome di Dark Angels, al plurale. Tuttavia, a parte l’infelice scelta del proprio nome, che potrebbe portare fuori strada più di qualche ascoltatore, questo “Venomous Embrace” è un lavoro che potrebbe suscitare l’interesse di tutti gli amanti del Gothic Doom di diretta discendenza inglese, ossia My Dying Bride e Paradise Lost, ma anche qualcosina dei Cradle Of Filth nelle parti più cattive. D’altronde, questi Dark Angels non sono una band alle prime armi, avendo una esperienza più che decennale ed un alchimia tra i vari componenti più che rodata, dal momento che quasi tutti loro suonano anche in un altro progetto Gothic a nome After Rain. Continua a leggere

GRAFVITNIR
“Keys To The Mysteries Beyond”

Ormai è un classico. Aspetto fino all’ultimo istante per stilare la classifica di fine anno e, non appena viene pubblicata, ecco saltare fuori un lavoro che meriterebbe di farne parte. Ma che cosa ha poi di tanto speciale questo “Keys To The Mysteries Beyond” dei Grafvitnir, una band svedese attiva dal 2007 alla quinta fatica sulla lunga distanza in meno di cinque anni e di cui, in tutta franchezza, non avevo mai sentito parlare prima d’ora? Da un punto di vista prettamente musicale, nulla di così rivoluzionario, visto che quello che propongono è un Black Metal canonico che si rifà alla lezione dei Marduk di “Opus Notturne” e “Nightwing” e la coniuga con l’innato senso per la melodia, se così possiamo definirlo, di gruppi come Dark Funeral, Sargeist o Behexen. Ma è il modo in cui tali influenze vengono concretizzate che dà una marcia in più a questo lavoro e che lo fa emergere dalla sterminata schiera di emuli che infesta la scena. Continua a leggere