PAGANIZER
“Land Of Weeping Souls”

Era da qualche tempo che avevo voglia di ascoltare almeno uno dei tanti progetti nei quali è impegnato Rogga Johansson. Il biondo chitarrista svedese ha infatti all’attivo decine e decine di progetti, tra cui i Megascavenger e Johansson & Speckmann, assieme al mastermind dei Master. Dal momento che l’etichetta indiana Transcending Obscurity ci ha proposto la recensione dell’ultimo nato sotto il nome Paganizer, non mi sono fatto assolutamente scappare l’occasione. Pur non conoscendo la precedente ed estremamente nutrita discografia della band, posso immaginare che i Paganizer abbiano da sempre proposto un Death Metal svedese dai suoni e riff totalmente devoti al genere. Infatti, questo “Land Of Weeping Souls” è un concentrato di riff che mandano evidenti richiami ai maestri del genere, ossia Grave, Dismember ed Entombed. Continua a leggere

L’ORA X
“Sottovoce”

La presenza di un progetto come questo L’Ora X suonerà un po’ strano ai nostri lettori, ma d’altronde credo che in questi anni di (dis)onorata carriera da scribacchino di aver dimostrato di possedere una curiosità ed apertura mentale a trecentosessanta gradi. Non so se questo sia un bene o un male, ma non nascondo che ogni tanto sento il bisogno di spostarmi verso generi poco affrontati su queste pagine. Tutta questa menata introduttiva serve a presentare questo duo romano chiamato L’Ora X, monicker dietro il quale ci sono i fratelli Mangano, Gabriele e Ilario, già membri dei ben più noti Yattafunk. In questo loro nuovo progetto, i due fratelli propongono un interessante connubio tra riffoni di stampo Nu-Metal, Rap e diverse concessioni alla melodia. Continua a leggere

ENISUM
“Seasons Of Desolation”

Dopo aver meritatamente raccolto consensi un po’ ovunque con “Arpitanian Lands” e aver calcato parecchi palchi in giro per la penisola e l’Europa, gli Enisum tornano a farsi sentire dopo neanche due anni con questo nuovo “Seasons Of Desolation”. Consolidata la formazione con l’ingresso in pianta stabile di Leynir al basso, Dead Soul dietro le pelli ed Ephiliin alla voce femminile, la band piemontese ha pubblicato un lavoro che, complice il titolo e le tinte scure della copertina, in netto contrasto coi colori luminosi del predecessore, mi aveva fatto temere ci fosse stata una virata verso sonorità in odore di Depressive. Per fortuna si è trattato di un timore che è durato giusto il tempo di ascoltare i primi minuti di “Autumn Of Melancholy”, traccia che apre “Seasons Of Desolation” offrendo una confortante continuità stilistica e compositiva che dissipa ogni dubbio e ripropone i punti forti delle sonorità degli Enisum. Continua a leggere

BUIOINGOLA
“Il Nuovo Mare”

Questo “Il Nuove Mare” è un lavoro destinato quasi certamente a finire sulla mia top list di fine anno, ed è veramente un peccato che il terzetto italiano, nonostante i buoni riscontri del disco, abbia già annunciato il proprio scioglimento. Infatti, la qualità delle idee presenti ed il suono particolare che avvolge i loro brani era la dimostrazione totale di una band decisamente molto al di sopra della media, che se ne fregava altamente degli steccati di genere, pur di raggiungere l’obiettivo, ossia sbatterti in faccia il proprio mal di vivere. La chitarra di Diego Chuhan ha forti retaggi Black, sia come suoni che come riffing, ma ad essa si oppongono i ritmi ferocemente tribali di Thomas Gianardi, che ricorre spesso a suoni e loop campionati. Continua a leggere

DARKENHÖLD
“Memoria Sylvarum”

La fascinazione verso un Medioevo idealizzato e carico di suggestioni epiche ha sempre trovato nel corso degli anni terreno molto fertile tra numerosi gruppi Metal, non da ultimi i Darkenhöld, una band francese che abbiamo già avuto modo di ospitare sulle nostre pagine virtuali e che ora ritorna a far sventolare in alto il proprio vessillo. Per chi tra di voi si fosse perso i loro precedenti lavori, i transalpini sono tra i più convincenti fautori di un Black Metal in bilico tra influenze Symphonic e slanci in odore di Epic, non disdegnando brevi passaggi acustici come pure fraseggi di pregevole fattura nei vari assoli che impreziosiscono le composizioni. Continua a leggere

STRATO’S
“Lo Sbirro, La Liceale, Il Maniaco”

Difficile dare un giudizio oggettivo netto sulla particolarità di questa proposta proveniente dal quintetto originario di Parma denominato Strato’s. Non tanto per le capacità strumentali e compositive dei nostri, che son infatti a dir poco impressionanti per la loro capacità di ricostruire in maniera assolutamente credibile il mood generato dalle colonne sonore dei tipici film italiani degli anni settanta, attingendo in particolare dal filone poliziesco (lo sbirro), commedia sexy (la liceale) e thriller (il maniaco). Infatti, gli stessi Strato’s si definiscono una sorta di tribute band che, a partire dalle cover di diversi temi sonori, sono arrivati poi a crearne di propri in maniera talmente filologicamente perfetta che potrebbero essere tranquillamente scambiati per degli originali dell’epoca. Continua a leggere

LIVE REPORT – MARK LANEGAN
Fiesta (Roma)(11/07/2017)

Ancora non perfettamente ripresomi dalla serata passata in compagnia dei The XX, ecco che il giorno dopo tocca rimettersi in sella al fidato scooter ed andare alla ricerca del luogo dove si terrà il concerto del grande Mark Lanegan. Infatti, una settimana prima della data del concerto, la società che lo organizza comunica che la location scelta non sarà più le “Terrazze dell’Eur”, bensì un generico Parco Rosati, il parchetto affianco all’entrata del Luneur. Raggiunto il posto, ci troviamo però praticamente in mezzo al nulla. Dopo qualche minuto di totale incertezza, ecco arrivare un gruppo di ragazzi anche loro alla ricerca di Lanegan e, dopo aver scambiato qualche parola, sembra che, secondo alcuni carabinieri incontrati, il concerto sia stato spostato al Gay Village, sempre lì nelle vicinanze. Perciò, ripreso lo scooter, faccio i cinquecento metri che ci separano dalla nuova indicazione, ma scopro che anche il Gay Village è completamente chiuso. Tuttavia, è comunque presente un flusso di persone che prosegue oltre il Gay Village verso la vicina Piazza Barcellona. Ci accodiamo anche noi e, dopo un cento metri, scopriamo la vera location del concerto. Il Fiesta. Dopo qualche momento di sbigottimento, ci mettiamo in fila per ritirare i biglietti acquistati online, e prendiamo posto nella piccola ma accogliente arena del locale. Continua a leggere

WHERE THE SUN COMES DOWN
“Welcome”

Chi tra voi si fosse stupito per la stravagante copertina, disegnata da un bambino di tre anni, deve sapere che dietro questo monicker Where The Sun Comes Down si cela una delle colonne portanti del Metal italiano, ossia Thomas Hand Chaste. Batterista nella line up storica dei Death SS con Paul Chain, Andrea Vianella, questo il suo vero nome, seguì poi il Maestro nell’esperienza dei Paul Chain Violet Theater, dando il suo contributo in alcuni lavori solisti come “Life & Death” e il magnifico “Violet Art Of Improvisation”. Aiutato da un altro ex collaboratore di Paul Chain e Steve Sylvester, Alexander Scardavian, e con la partecipazione di Claud Galley, un altro suo storico compagno di avventure, in una manciata di brani, questo “Welcome” potrebbe essere definito come un disco totalmente fuori dal tempo. Continua a leggere

LIVE REPORT – THE XX
Ippodromo Delle Capannelle (Roma) – 10/07/17

A molti di voi forse sembrerà molto strano vedere comparire il nome The XX sulle pagine di questa webzine, ed ancora di più a proposito della loro ultima apparizione live al Rock In Roma. Lungi da me dover giustificare i miei ascolti e le mie scelte personali, ho sempre considerato il trio inglese una delle pochissime realtà musicali che, raggiunta una buona popolarità a livello mondiale, han sempre mantenuto una propria coerenza interna, nonché a non cedere a tentazioni più spudoratamente commerciali. Personalmente, il mio prima approccio con i The XX è avvenuto ben sette anni fa, quando li vidi qui all’Auditorium di Roma, evento tra l’altro ricordato anche dal bassista e cantante Oliver in questa calda serata romana. Continua a leggere

LUCIFERA
“Preludio Del Mal”

C’è davvero poco da fare, quando ci arriva qualcosa dal Sud America con in copertina dei satanassi in bianco e nero e con dei titoli eloquenti in merito all’adorazione del demonio, va da sé che sarò io a occuparmene. Eccomi così alle prese con questo “Preludio Del Mal”, il terzo full length per i Lucifera, una band colombiana attiva da ormai quasi dieci anni che per un certo periodo ha visto tra le sue fila una line up interamente femminile, mentre ora può contare sulla fondatrice A. Blasfemia al basso e alla voce ed il chitarrista D. HellRazor e sui nuovi arrivati Acid Witch alla seconda chitarra e C. Commander dietro le pelli. Continua a leggere

BLACK FAITH
“Nightscapes”

Sono passati già ben quattro anni da quando parlai degli abruzzesi Black Faith e del loro interessante esordio in pura salsa Swedish “Jubilate Diabolo” che metteva in risalto un Black che risultava essere una buona rilettura degli stilemi musicali più ortodossi codificati dai maestri Marduk e Dark Funeral. Ora, dopo tutto questo tempo, la band capitanata da Snarl ritorna a farsi sentire con questo nuovo full length intitolato “Nightscapes”, uscito per la messicana Throats Productions. Supportati da uno stuolo di ospiti di tutto rispetto come Xes degli Infernal Angels (voci addizionali su “Culmination Of Injustice”), Mancan e Sicarius Inferni degli Ecnephias (rispettivamente voce e synth su “Intermezzo”), Triumphator degli Atavicus ed ex-Draugr (chitarra solista su “Throwback!”) e Kjiel, già conosciuta su queste pagine per le sue collaborazioni con Eyelessight e L.A.C.K. (clean guitar su “The Shadow Line” e nella title track), i nostri dan vita a dieci tracce, più outro conclusivo, che lasciano poco spazio all’immaginazione circa una possibile evoluzione verso soluzioni sonore lontane dagli esordi. Continua a leggere

BLAZE OF SORROW
“Astri”

Da quando l’ho scoperto ed iniziato a seguire con il suo splendido “Echi”, il progetto Blaze Of Sorrow non mi ha mai deluso grazie soprattutto alla spiccata maturità compositiva del suo mastermind Peter, che non si è mai fossilizzato sullo stesso copione ma di volta in volta ha saputo rinnovare il proprio stile, rendendolo sempre più personale e riconoscibile. Con questo quinto lavoro sulla lunga distanza intitolato “Astri” la storia si ripete, con la band (ormai diventata di fatto un duo a tutti gli effetti con la presenza in pianta stabile di N. dietro alle pelli) che ha dalla sua una freschezza ed una poliedricità a livello di songwriting davvero invidiabile. Continua a leggere

D8 DIMENSION
“ProGr 0”

Sono veramente contento che, a distanza di ben quattro anni, mi sia arrivata sulla mail la richiesta di recensire il nuovo lavoro della band livornese dei D8 Dimension. Il loro EP di debutto “Octocrura” fu infatti una piacevole sorpresa per il sottoscritto, con ritmiche geometriche e compatte di derivazione Fear Factory mescolate ad un approccio industrial-elettronico, e con la presenza di un vero cantante di razza come Tepe, con il suo timbro alla Layne Staley, che creavano una miscela decisamente interessante e dall’elevato potenziale futuro. Ora, i cinque livornesi tornano a farsi vivi con un vero e proprio full-lenght, intitolato “ProGr 0” e totalmente autoprodotto. Disponibile in streaming sia su Youtube che su Bandcamp, “ProGr 0” è un deciso passo in avanti per i nostri, soprattutto in virtù dello sviluppo di uno stile maggiormente personale. Innanzitutto, la sezione ritmica, pur rimanendo ancora abbastanza legata a delle ritmiche squadrate e schiacciasassi, mostra chitarre che riescono comunque a rendersi più varie, toccando diversi stili nella costruzione dei riff, si vedano per esempio le chitarre armonizzate della conclusiva “Y: Salt On Carthage”. Continua a leggere

ANTIPATHIC
“Autonomous Mechanical Extermination”

Davvero curioso come, pur occupandoci solo di rado di Brutal e derivati, la nostra lista di richieste sia sempre invasa da gruppi che propongono tali sonorità. Come se non bastasse, a queste si aggiungono pure i promo, che prima o poi dovremo iniziare seriamente a filtrare come tutto il resto, in cui a farla da padrone è ancora una volta questo genere. Ecco spiegato il motivo per cui mi trovo a scrivere del qui presente “Autonomous Mechanical Extermination”, EP di debutto assoluto di un progetto internazionale portato avanti dall’italiano Tato, già negli Zora e qui alla voce ed al basso, e dallo statunitense Chris, che in questo lavoro si occupa delle chitarre e della batteria. Sulla carta gli Antipathic dicono di voler fondere Death, Slam, Grind e Blackened Thrash ma, all’atto pratico, si trova ahimè poco o nulla di questi ultimi generi, con le tre tracce che si concentrano invece soprattutto sugli altri due aspetti, con la classica voce gutturale che si fa strada tra prevedibili stacchi Slam e ripartenze che soltanto nella title track riescono ad uscire un minimo dall’anonimato. Continua a leggere

OLNEYA
“Olneya”

Gli Olneya, a discapito dei caratteri cirillici con il quale è scritto il loro monicker, non sono una band che arriva da chissà qualche lontano e sperduto posto dell’ex-Unione Sovietica, bensì un progetto romagnolo, capitanato dal chitarrista Maurizio Morea, dedito ad uno sperimentale e strumentale Stoner Rock. Di recentissima formazione, gli Olneya iniziano la loro attività come one-man project, arrivando a pubblicare lo scorso gennaio questo debutto autoprodotto per poi allargarsi di recente fino a diventare un terzetto con l’ingresso del batterista PJ e del bassista Enry Cava. A livello musicale, gli Olneya hanno due direttive principali, ossia i Black Sabbath per la costruzione dei riff e i Kyuss per le divagazioni psichedeliche. Continua a leggere

FROZEN SAND
“Fractals: A Shadow Out Of Lights”

Difficile catalogare in maniera semplicistica la proposta di questo giovane gruppo del novarese, che dopo diversi anni di dura gavetta è riuscito alla fine ad autoprodurre il tanto agognato album di debutto. Infatti, nonostante una produzione a tratti un po’ grezza e confusionaria, questo “Fractals: A Shadow Out Of Lights” mostra una band capace di integrare in maniera convincente il Prog Metal di chiara discendenza Dream Theater, concedendosi anche qualche deragliamento in ambito Djent, con delle sane sfuriate in doppia cassa tipicamente Power Metal, riuscendo sempre a rimanere focalizzato su delle linee melodiche convincenti. A parte l’indiscussa elevata preparazione tecnica del quintetto, la vera arma vincente dei Frozen Sand è, a mio modesto avviso, il vocalist Luca Pettinaroli, un vero e proprio camaleonte del microfono. Continua a leggere

ANAMNESI
“La Proiezione Del Fuoco”

Inutile nasconderlo, dopo aver apprezzato quel gioiellino che risponde al nome “Erimanto”, ero davvero curioso di vedere se Emanuele Prandoni sarebbe stato in grado di ripetersi ad alti livelli con il suo solo project Anamnesi. Come avevo avuto modo di dire in quella recensione, il poliedrico musicista sardo non si era infatti solo limitato a ricalcare abbastanza fedelmente i classici stilemi degli Spite Extreme Wing, ma li aveva interiorizzati in modo così convincente da assurgerne a loro erede spirituale, raggiungendo vette davvero di rara intensità. Con questo “La Proiezione Del Fuoco”, quarto lavoro sulla lunga distanza per la one man band isolana, la storia si ripete, con il nostro che ancora una volta ci delizia con una nuova perla a cui è difficile, se non quasi impossibile, trovare qualche difetto. Continua a leggere

THYRANE
“Black Harmony”

Leggesi Thyrane ma dicesi Dimmu Borgir. Questo è in sostanza il succo di questa recensione relativa a questa ristampa ad opera della Woodcut Records del demo di esordio, datato gennaio 1997 e subito pubblicato su Cd nel gennaio successivo sempre da parte della Woodcut Records, dei finlandesi Thyrane. In tutta sincerità non mi pare di avere mai ascoltato niente di loro in passato, eppure quando ho visto la copertina di questo “Black Harmony” ho avuto la forte sensazione di averci avuto già a che fare in passato. Sensazione che è ulteriormente cresciuta quando ho riascoltato il promo in mio possesso. Continua a leggere