CLEISURE
“Hydrogen Box”

Tra le uscite presenti nel promo pack inviatomi ad inizio estate dalla Overdub Recordings, quella dei Cleisure sin da subito mi aveva incuriosito più di tutti. Sia dalla particolare e colorata copertina, che dalle note rilasciate dalla casa discografica, si presagiva che questo trio potesse avere del materiale piuttosto strano e particolare. Ed infatti, questo loro debutto sulla lunga distanza chiamato “Hydrogen Box” è un disco veramente particolare, ma capace di colpire in pieno sin dal primo ascolto. Infatti, la band campana è capace di tirare fuori dal fantomatico cilindro uno stranissimo incrocio fra un Punk Rock melodico ed un frenetico Garage Rock, dove la chitarra di Terenzio Procaccino si esibisce in schitarrate rapide e serrate, ben sorrette da una sezione ritmica assolutamente formidabile e ricca di groove composta da Cristian Zicola (basso) e Mattia Procaccino (batteria). Quello che mi è più piaciuto di questo “Hydrogen Box” è il suo essere totalmente privo di fronzoli, otto brani che solo in un paio di casi superano i quattro minuti, mantenendo in questo aspetto una certa attitudine Punk. Continua a leggere

THE VASTO
“In Darkness”

Da un nome come The Vasto, francamente mi sarei aspettato un lavoro carico di cieca violenza sonora, magari privo di compromessi e scevro da qualsivoglia compromesso sonoro. Invece, il quartetto ferrarese prova a stupire l’ascoltatore con un sound che si pone esattamente a cavallo tra un Groove Metal molto lineare in riff e songwriting, tipo Sepultura o qualcosa dei Machine Head, ed un Post-HC ricco in feedback ed acide dissonanze. “In Darkness” si rivela essere sin dai primi ascolti un disco molto omogeneo, dove le otto tracce presenti mostrano tutte il medesimo stile compositivo. Se da un lato questo può effettivamente essere un punto di forza per la band, dall’altra non posso nascondere che spesso c’è una certa ripetitività di fondo che sfocia in noia. Continua a leggere

DARK MIRROR OV TRAGEDY
“The Lord Ov Shadows”

Sono passati ormai quasi cinque anni da quando mi occupai per la prima volta all’interno della mia super rubrica “Pechino Express” di questa numerosa band chiamato Dark Mirror Ov Tragedy. In particolare, si trattava della recensione del loro terzo lavoro intitolato “The Lunatic Chapters of Heavenly Creatures”, che mi aveva alquanto incuriosito al punto tale di andare a realizzare insieme a loro una interessante intervista. Adesso si ripresentano con questo nuovo lavoro dal titolo “The Lord Ov Shadows”, inizialmente edito lo scorso agosto dalla misconosciuta Radtone Music, e poi ripubblicato a fine gennaio per conto della nostrana Sliptrick Records. In tutto questo tempo, la band sembra aver mantenuto quasi del tutto intatta la propria line-up, con il solo avvicendamento al piano e tastiera con l’entrata di Genie ed il passaggio a mezzo servizio, ossia in forma di guest, della violinista Arthenic. Con questa loro nuova uscita discografica, il nostro sestetto sudcoreano tenta una mossa estremamente coraggiosa, quale quella di proporre praticamente solo tre brani di lunga durata, più una intro (“Chapter I. Creation Of The Alter Self”) ed un intermezzo (“Chapter IV. Acquainted With The Nocturnal Devastation” ), che poi in realtà vanno ad unificarsi senza alcun tipo d’interruzione in una monotraccia di quasi cinquanta minuti. Continua a leggere

DOWNCAST TWILIGHT
“Wrath Of The Anunnaki”

Aspettavo con moltissimo interesse questo secondo lavoro dei Downcast Twilight, visto che il precedente “Under The Wings Of The Aquila” si era rivelato una sorpresa del tutto inaspettata. In questo nuovo “Wrath Of The Annunaki”, la band capitanata dal chitarrista Jan “2thousandarrows” Tamb, che ricordiamo ha anche preso parte al progetto Folkearth, lascia le epiche atmosfere dell’antica Roma, per recarsi ancor più indietro nel tempo alla scoperta dei Sumeri e del loro fatidico incontro con gli Anunnaki, divinità che molti scrittori ritengono degli esseri extraterrestri venuti da qualche stella lontana, nonché veri creatori della specie umana. Continua a leggere

DUIRVIR
“Endless Grave, Endless Memories”

Ho in passato più volte ribadito di non essere molto attratto dall’Atmospheric Black Metal, sottogenere che in questi ultimi anni ha letteralmente invaso con una miriade di uscite discografiche il sempre più asfittico panorama musicale, ed ero perciò un pochino restio a mettere mani ed orecchie su questo secondo EP dei Duirvir. Tuttavia, nonostante le mie stupide e ridicole preoccupazioni, ho trovato questo “Endless Grave, Endless Memories”, un lavoro piuttosto interessante, probabilmente ancora acerbo, ma con parecchi spunti ricchi di potenziale. I Duirvir etichettano la loro proposta come Melodic Black/Doom Metal, e citano come band di riferimento nomi come Agalloch ed Alcest, ma anche cose piuttosto inaspettate come Behemoth, i magnifici Isole o gli Swallow Of The Sun. Continua a leggere