AFTER THE FIRST
“Manifold”

Nell’affrontare la recensione di questo EP di debutto del progetto After The First, avevo inizialmente pensato di fare un lungo ragionamento sul Djent, a proposito dell’incredibile interesse che sembra riscuotere al giorno d’oggi. Poi, ho deciso di lasciare stare, un po’ per evitare di passare per il solito vecchio matusa nostalgico del passato, ma soprattutto perché francamente me ne frega poco di quello che ascolta la gente. Comunque, per farla breve, il Djent per me è vissuto, sempre se sia mai esistito, nell’arco di soli tre dischi, tutti orbitanti intorno ai Meshuggah: il devastante “Chaosphere”, l’oppressivo e asfissiante “Nothing”, dove sono apparse le prime chitarre a otto corde, ed il divertente progetto solista del chitarrista Fredik Thordendal, chiamato appunto Fredrik Thordendal’s Special Defects ed autore di un unico lavoro intitolato “Sol Niger Within”. Il resto è noia, come direbbe il sommo maestro Califano. Giusto per non passare per il criticone sputasentenze, ho provato tante volte a cercare qualcosa di interessante in questo pseudo genere, andando a sentire compilation su Spotify o Youtube, ma eccetto qualcosa del Crossover estremo portato avanti dai Iwrestlerabearonce, ho trovato davvero pochissimo che desse soddisfazione al mio interesse. Continua a leggere

CANNIBALI COMMESTIBILI
“Cannibali Commestibili”

In un periodo buio come quello attuale, dove i nostri comportamenti ed abitudini vengono completamente stravolti nell’arco di qualche settimana, gli unici rifugi per tenere botta a tutto questo, rimangono per il sottoscritto, la musica e la lettura. Certo, concerti ed eventi sono stati tutti cancellati a tempo indefinito, ma fortunatamente, grazie alle personali collezioni musicali lentamente costruite nel tempo, o ai servizi di streaming quali Bandcamp, Spotify o Youtube, possiamo avere a disposizione una quantità pressoché illimitata dei nostri gruppi o artisti preferiti. Perciò, è qui chiudo questa mia breve chiosa su questo periodo di quarantena, se siamo bloccati in casa o sentiamo la mancanza di attività sociali, non ci buttiamo giù pensando a cosa potrà succedere in futuro, pensiamo alla giornata, magari sfruttando questo periodo utilizzando proprio la musica. Esploriamo nuovi gruppi o nuovi generi, completiamo qualche discografia che diciamo sempre di approfondire ma poi per motivi di tempo rimandiamo sempre. Insomma, quello che voglio dire è di mantenere una nostra calma interiore e, per quanto difficile possa essere, teniamo duro e non molliamo. Continua a leggere

FOSCH
“Per Chi Èla La Nòcc”

Parlare oggi di un gruppo bergamasco, con i bollettini di guerra che arrivano in continuazione dalla Protezione Civile, non è affatto facile. Tenete anche conto che questi Fosch utilizzano il dialetto bergamasco nelle loro liriche, ed è quindi ben chiaro quanto forte e stretta sia l’appartenenza alla loro terra di origine. Parlare oggi della loro proposta musicale, quando abbiamo ancora vivida davanti ai nostri occhi le immagini della fila di camion piena di bare, è veramente complicato. Ho pensato se fosse il caso di rinviare ad altro periodo la scrittura di questa recensione, ma per qualche motivo irrazionale ho deciso di mettermi giù e scrivere. Non sarò certamente oggettivo al 100% nelle mie parole, però questo e quanto. Provando a ritornare negli scomodi panni del recensore, “Per Chi Èla La Nòcc” mostra il ritorno della band dopo ben sei anni dal precedente “Ghèra öna ölta…”. Purtroppo, non conoscendo i lavori passati del gruppo, che a discapito di una discografia non molto ampia, sembra essere in giro da almeno quindici anni, posso basare la mia recensione solo su questo lavoro. Beh, la mia sensazione più forte è che “Per Chi Èla La Nòcc” sia un disco allo stesso tempo molto ortodosso nella sua concezione, che richiama a piene mani riffs e stili del Black svedese, ma anche per qualche strana ragione abbastanza particolare. Continua a leggere

MAGNOLIA
“Cynthia”

Per farvi comprendere l’impatto che questo disco ha avuto su di me, vi basti pensare che l’ho ascoltato tutto di un fiato il primo giorno di lockdown totale appena rientrato da lavoro. La struggente voce di Filipa Pinto mi ha riportato alla mente la desolante visione di una Roma completamente svuotata di macchina e persone, facendo vagare immediatamente la mente a poche settimane prima, quando avevo rivisto degli amici che non vedevo di persona da anni ed il conseguente ricordare situazioni e persone condivise anni e anni prima. L’anima di questo “Cynthia” risiede proprio qui, ossia nel ricordare con forza e disperazione qualcosa che è andato e che non tornerà più, e proprio per questo motivo l’omonima traccia “Magnòlia” è estremamente dolorosa da ascoltare in questo particolare momento storico. Se posso fare un paragone, l’unico brano capace di suscitare in me reazioni così devastanti è la meravigliosa “Aperlae” dei nostrani Ataraxia, presente sul loro capolavoro “Lost Atlantis”. Eppure, mentre il gruppo della stupenda Francesca Nicoli rievocava il passato con toni struggenti, ma comunque malinconici. I portoghesi caricano questa rievocazione con note dolenti e disperate. Si, capisco che questo esordio è per il sottoscritto abbastanza fuori dai miei canoni tradizionali, ma d’altronde il solo riuscire a suscitare in me tali emozioni deve farvi comprendere quanto è grande la forza espressiva dei portoghesi Magnòlia. Continua a leggere

VERTHEBRAL
“Abysmal Decay”

Avevo già parlato dei paraguaiani Verthebral circa un paio di anni fa a proposito del loro debutto presso Satanath Records ed intitolato “Regeneration”, descrivendo il loro Death Metal come un cantiere aperto, nel quale dominavano le influenze di Morbid Angel e Death. Passati sotto la protezione di una label esperta come la Trascending Obscurity, il quartetto originario di Ciudad Del Este inserisce nella propria line-up un nuovo batterista nella figura di Denis Viveros e ritorna in piesta con questo nuovo “Abysmal Decay”. Corredato da una immagine di copertina piuttosto brutta, i Verthebral sin dall’opener “Ancient Legion” mostrano di aver compiuto notevoli passi in avanti a livello di padronanza strumentale, con il nuovo drummer che si dimostra decisamente più vario e preciso del suo predecessore. Continua a leggere