ALESSANDRO ANGELONE
“Stars_at_dawn”

Nonostante sia un lavoro acustico, “Stars_at_dawn” del chitarrista pescarese Alessandro Angelone è a suo modo una opera che potremmo definire estrema. Infatti, Angelone si presenta a noi con undici brevi composizioni, dove la sua chitarra acustica è l’unica ed incontrastata protagonista del disco. D’altronde, guardando la biografia fornita dall’etichetta, il nostro è senza alcun dubbio un virtuoso di questo strumento in particolare, avendo conseguito tutti gli otto livelli di chitarra acustica presso il Trinity College of London. Continua a leggere

INNER SHRINE
“Heroes”

Il nome Inner Shrine mi ha riportato immediatamente alla mente gli anni d’oro della mitica label fiorentina Dragonheart Records, capace di iniziare la propria carriera con un filotto di lavori davvero ottimi, tra cui ovviamente spiccava l’immortale debutto dei Domine “Champion Eternal”. Tra gli altri nomi da menzionare lanciati da questa etichetta, vi erano certamente gli Inner Shrine con il loro debutto “Nocturnal Rhymes Entangled In Silence” ed i Macbeth col pregevole esordio “Romantic Tragedy’s Crescendo”. Più di venti anni sono trascorsi da quel glorioso passato ma, nonostante varie vicissitudini e innumerevoli cambi di line-up, il mastermind Luca Liotti è riuscito sempre a portare avanti il glorioso nome degli Inner Shrine. Parlando a titolo personale, non nascondo che il loro debut all’inizio non mi fece subito una bella impressione, e che mi servirono parecchi ascolti per farmelo piacere. Ora come ora l’unica cosa che rimane impressa del periodo era che non mi piacevano per niente le vocals femminili, poi qualche tempo fa, vista la mia intenzione di occuparmi di questo nuovo “Heroes”, decisi di rimettere mano a quel cd impolverato sulla mia libreria. Continua a leggere

KRIGERE WOLF
“Eternal Holocaust”

Uno degli aspetti che più apprezzo del poter scrivere del nostro genere preferito è che, tra una richiesta e l’altra, a volte capita di imbattersi in band che abbiamo già avuto modo di ospitare sulle nostre pagine, avendo così l’opportunità di andare a vedere come si è evoluta la situazione. Se poi si tratta di un gruppo in cui avevo intravisto del potenziale, come nel caso dei Krigere Wolf, la soddisfazione è ancora maggiore. Così, dopo averli scoperti nel 2014 con “Sacrifice To Valaskjàlf” ed esserne stato ancora più positivamente colpito con “Infinite Cosmic Evocation”, questo “Eternal Holocaust” rappresenta un ulteriore tassello che va a confermare quanto di buono i nostri hanno fatto nel corso degli anni, senza dimenticare che in tutto questo tempo la line up sembra aver trovato una maggiore solidità, con il mastermind Riccardo Costantino che rinnova il sodalizio con Salvatore Leonardi, sempre alla sei corde, e torna ancora ad affidarsi all’aiuto di Gabriele Catania, già visto nel precedente album, e Valerio Cimino alla voce. Continua a leggere

OREYEON
“Ode To Oblivion”

Nonostante i miei ritardi cronici nello scorrere la lista di lavori da recensire per la webzine, senza spoilerare le mie prossime recensioni, devo ammettere che questo 2019 si sta rivelando già da questo primo semestre una annata piuttosto proficua e decisamente degna di interesse. Per quello che riguarda l’oggetto di questa recensione, senza fare troppi inutili giri di parole posso dire subito che questo secondo lavoro degli Oreyeon, e prima uscita per la nostrana Heavy Psych Sounds Records, rischia seriamente di finire in cima alla mia top 5 di fine anno. Sebbene fosse segnato nella “to-do-list” da un po’ di tempo, la spinta che mi ha portato all’ascolto di questo “Ode To Oblivion” è stato il resoconto letto su un’altra webzine sulla loro recente prestazione allo Tube Cult Festival, a cui prima o poi dovrò assolutamente partecipare. Sebbene sia un lavoro da godersi e scoprire con tutta tranquillità, sin dalle prima note di “T.I.O.” è scattata subito una totale empatia verso lo stile del gruppo. Continua a leggere

THRONE OF FLESH
“Dogma”

Nati nell’estate del 2018 dall’incontro di tre veterani della scena Death Metal nazionale, ossia il chitarrista Flavio Tempesta (Disease, ex-Sudden Death ed altri gruppi), il growler Joseph Di Porto (ex-Bestial Vomit) ed il bassista Giuseppe Tato Tantangelo (Glacial Fear, Antipathic e Zora), i Throne Of Flesh giungono in pochi mesi all’esordio con questo demo autoprodotto intitolato “Dogma”, avendo come obiettivo primario quello di ricreare un Death old school assolutamente puro e privo di qualsiasi contaminazione. Non a caso la band mette in bella vista tra le proprie influenze sulla loro pagina Bandcamp, maestri come Morbid Angel, Deicide, Entombed o Autopsy. Continua a leggere

ENISUM
“Moth’s Illusion”

Arrivati prepotentemente alla ribalta con “Arpitanian Lands” e confermatisi su alti livelli come testimoniano gli ottimi responsi ricevuti sia da fan che dagli addetti ai lavori col seguente “Seasons Of Desolation”, tutto si può dire degli Enisum tranne che si siano seduti sugli allori. Giusto il tempo di portare il loro nome su numerosi palchi dell’Italia e dell’Europa ed eccoli già pronti a tornare con un nuovo album d’inediti. “Moth’s Illusion”, questo il titolo della loro sesta fatica sulla lunga distanza, ci dimostra ancora una volta come i piemontesi stiano vivendo una fase particolarmente ispirata e feconda della loro carriera. Se da un lato infatti tornano gli elementi cardine del loro Black Metal atmosferico ed evocativo con chiare influenze cascadiche, allo stesso tempo i nostri vanno ad approfondire tutta una serie di soluzioni melodiche che avevano fatto già ampiamente la loro comparsa soprattutto in “Seasons Of Desolation”. Continua a leggere

DARK MIRROR OV TRAGEDY
“The Lord Ov Shadows”

Sono passati ormai quasi cinque anni da quando mi occupai per la prima volta all’interno della mia super rubrica “Pechino Express” di questa numerosa band chiamato Dark Mirror Ov Tragedy. In particolare, si trattava della recensione del loro terzo lavoro intitolato “The Lunatic Chapters of Heavenly Creatures”, che mi aveva alquanto incuriosito al punto tale di andare a realizzare insieme a loro una interessante intervista. Adesso si ripresentano con questo nuovo lavoro dal titolo “The Lord Ov Shadows”, inizialmente edito lo scorso agosto dalla misconosciuta Radtone Music, e poi ripubblicato a fine gennaio per conto della nostrana Sliptrick Records. In tutto questo tempo, la band sembra aver mantenuto quasi del tutto intatta la propria line-up, con il solo avvicendamento al piano e tastiera con l’entrata di Genie ed il passaggio a mezzo servizio, ossia in forma di guest, della violinista Arthenic. Con questa loro nuova uscita discografica, il nostro sestetto sudcoreano tenta una mossa estremamente coraggiosa, quale quella di proporre praticamente solo tre brani di lunga durata, più una intro (“Chapter I. Creation Of The Alter Self”) ed un intermezzo (“Chapter IV. Acquainted With The Nocturnal Devastation” ), che poi in realtà vanno ad unificarsi senza alcun tipo d’interruzione in una monotraccia di quasi cinquanta minuti. Continua a leggere

DARKENED NOCTURN SLAUGHTERCULT
“Mardom”

Dopo un lungo silenzio durato ormai ben sei anni, con questo “Mardom” tornano a farsi sentire i Darkened Nocturn Slaughtercult, un gruppo verso cui nutro da sempre una particolare predilezione. Riuscire ad esser il più obiettivo e distaccato possibile in questi casi non mi è quindi per niente facile, ma proverò comunque a farlo. E per farlo, inizio a riannodare le fila del discorso per vedere dove eravamo rimasti. Nei loro precedenti full length, Onielar e soci avevano portato avanti con inflessibile costanza un Black Metal old school fino al midollo e refrattario a qualsiasi tipo di modernismo o a qualsivoglia cedimento sull’onda lunga del loro debutto sulla lunga distanza, ossia quel diamante grezzo che risponde al nome di “Follow The Calls For Battle”. Continua a leggere

EXPERIOR OBSCURA
“Iter In Nebula”

Se in passato, specie in ambito Black Metal, era facile imbattersi in band che volevano rimanere nell’anonimato per alimentare un alone di mistero, complice l’avvento di internet da un bel po’ di anni a questa parte si è oramai affermata una tendenza radicalmente opposta, con una ricerca sempre più spasmodica di un briciolo di visibilità tramite i vari canali comunicativi che la rete ha messo a disposizione. Un simile preambolo serve per introdurre gli Experior Obscura, che rappresentano una parziale eccezione alla regola, ponendosi a metà strada tra questi due atteggiamenti: se infatti i nostri hanno una pagina su quasi tutti i social network a carattere musicale, d’altra parte in nessuna di queste potrete trovare troppe informazioni che li riguardano, salvo che la mente di tutto è Nefastus, già noto per essere attivo nei Malvento. Continua a leggere

GRAFVITNIR
“Venenum Scorpionis”

Quando l’anno scorso, più o meno di questi tempi, mi ero imbattuto nell’eccellente “Keys To The Mysteries Beyond” degli svedesi Grafvitnir, mi ero ripromesso di tenerli d’occhio, perciò eccomi qua a parlare del loro nuovo lavoro sulla lunga distanza intitolata “Venenum Scorpionis”. Fedeli a quanto da sempre fatto, salvo questa volta pubblicare il loro lavoro a febbraio dopo aver fatto uscire con metronomica precisione ogni loro altro album in dicembre, i nostri continuano su di una strade che attinge a piene mani dalla lezione impartita da Dark Funeral, Marduk e Necrophobic, tanto che, ad essere sincero, forse farei prima a fare un copia/incolla della recensione del loro precedente lavoro. Continua a leggere

AARA
“So Fallen Alle Tempel”

Quando arriva una richiesta dalla Naturmacht, oramai mi viene istintivo aspettare di trovarmi alle prese con un gruppo che veleggia tra l’Atmospheric Black Metal e l’Ambient. Anche con questi Aara, un duo elvetico formatosi l’anno scorso e alla prima esperienza sulla lunga distanza, è andata così, ma una volta che sono andato a dare un’occhiata più da vicino a questo loro “So Fallen Alle Tempel” sul Bandcamp della label tedesca mi sono balzati all’occhio due particolari che in qualche modo mi hanno incuriosito e attratto magneticamente: da una parte l’artwork, con quella che sembra proprio essere una rielaborazione grafica del duomo di Milano, dall’altra un commento che faceva riferimento ad un non meglio precisato connubio tra il Black e i canti gregoriani. Sarà che certe copertine mi riportano inevitabilmente al “De Mysteriis Dom Sathanas”, sarà che in questi giorni ho dato una possibilità, però poi pentendomene, alla nuova trasposizione sul piccolo schermo de “Il Nome Della Rosa”, fatto sta che mi sono trovato nella giusta disposizione di spirito per andare a scoprire cosa si celasse dietro questo nuovo progetto. Continua a leggere

MORTAL SCEPTER
“Where Light Suffocates”

Questi Mortal Scepter sono un quartetto francese con qualche anno di onesta militanza alle spalle che arriva al debutto sulla lunga distanza con questo “Where Light Suffocates”, un album che sembra rivedere la luce direttamente da quel periodo a cavallo di fine anni ’80 ed inizio ’90 in cui un certo tipo di Thrash/Speed si andava ad imbastardire con corpose dosi di sonorità di stampo Death. Fin qui niente di originale dunque, sono d’accordo, ma liquidare questa uscita e i nostri come degli inguaribili nostalgici arrivati fuori tempo massimo sarebbe quanto di più sbagliato possibile. Il motivo è presto detto, e rappresenta anche la ragione per cui questo full length difficilmente vi passerà davanti senza lasciare un segno: per quanto “Where Light Suffocates” attinga a piene mani dalla tradizione, esso risulta dannatamente coinvolgente e fresco. Continua a leggere