SARDONIC WITCHERY
“Moonlight Sacrifice Ritual”

Chi continua a seguire costantemente le mie povere fatiche letterarie su questa webzine, ricorderà quanto poco sono colpito ed interessato dall’attuale situazione del Black Metal. Ho cercato tante volte di ragionare su quanto questo sia dovuto all’avanzare dell’età o ad una qualità, o anche stile, che poco stimola il mio interesse. Evito di riandare su discorsi già trattati, ma questo mi serve ad introdurre questo “Moonlight Sacrifice Ritual” del progetto portoghese dei Sardonic Witchery, vera e propria sorpresa arrivata quasi fuori tempo massimo dal maledetto 2020 da poco conclusosi. Il gruppo capitanato dal tuttofare King Demogorgon, ma qui affiancato da un manipolo di musicisti, non è proprio di primo pelo, visto che il progetto sta per compire i vent’anni di attività e che si ritrova alle spalle una discografia discretamente nutrita, con questo “Moonlight Sacrifice Ritual” che dovrebbe rappresentare il terzo full-lenght del progetto. Continua a leggere

IL VILE
“Orso”

Dopo un periodo dove ho trattato per lo più gruppi Thrash cileni e di Technical Death, torniamo in patria e parliamo di questo breve EP rilasciato da una band originaria delle zone di Verbania chiamata Il Vile. Capitanati dal cantante e chitarrista Maio, Il Vile ha una storia ormai più che decennale, nonostante la discografia della band risulti piuttosto esigua. Tuttavia, da quel poco messo in mostra con questo “Orso”, di carne al fuoco sembra essercene parecchia. Infatti, la loro proposta il quartetto tenta di fondere sonorità tipicamente Grunge, con un occhio in particolare verso i Soundgarden, con un suono spesso e roccioso più vicino a certe soluzioni di Metal attuale, al quale si vanno poi ad aggiungere umori di oscura New Wave. Continua a leggere

TOBLAKAI
“Puritans Hand”

La scelta di un moniker come Toblakai, preso da una delle razze più assurde uscite dalla penna di Steven Erikson nella sua lunghissima saga dei Malazan, mi ha portato subito a ripensare agli stupendi Caladan Brood ed al loro unico lavoro “Echoes Of Battle”, incredibile copia americana dei Summoning ma totalmente immersa nei mondi e nelle storie dello scrittore canadese. Tuttavia, appena si preme play e parte questo “Puritans Hand”, si capisce fin dalle prime note quanto il campo di gioco tra le due band sia totalmente distante, dal momento che il trio austriaco in questione si propone in uno sporco e ruvido mix di Heavy e Black, vagamente contornato da un alone di epicità. Continua a leggere