SUPER FAT GINGER CAT
“Maw”

Nati (forse) nel 2016 in uno scantinato ammuffito di Bologna dove si riunivano per interminabili jam sessions, i Super Cat Ginger Fat escono alla luce del sole solamente alcuni anni dopo grazie alla Grandine Records che li invita a partecipare alla “Grandine Live Session”, e che li porterà immediatamente dopo ad entrare in studio per registrare di questo loro album di debutto intitolato “Maw”. Rilasciato nel 2021 sempre grazie alla Grandine Records, questo loro album di debutto è stato una piacevole scoperta per il sottoscritto. Pur non facendo niente di così veramente innovativo, i Super Cat Ginger Fat riescono con il loro Stoner ricco di fuzz e bello ricco di psichedelia a farti stare bene. Se si riesce ad entrare in questo mood positivo, “Maw” riesce a darti ben più di quello che effettivamente ha. Continua a leggere

LUCIFUGUM
“Anaphora Lithu Actinism”

Per chi ha un minimo di conoscenza dei Lucifugum, potete ben comprendere quanto affrontare questa recensione possa essere stata davvero complicata per il sottoscritto.  Tra l’altro, se non ricordo male, ricevetti il promo fisico a fine gennaio\inizio febbraio, in un periodo in cui iniziavano a circolare pesantemente le notizie di una possibile invasione dell’Ucraina da parte della Russia, e tra l’altro, se quanto trovato online è vero, la band dovrebbe essere di Mykolaiv, una città non molto distante ad est di Odessa, e quindi molto vicino alle zone di guerra. E’ chiaro che, indipendentemente dalla qualità di questo “Anaphora Lithu Actinism”, questa recensione non può essere come le altre, ed è anche il motivo per cui sono parecchi mesi che continuo ad ascoltare in maniera continua questo lavoro, come se ascoltarlo testardamente potesse farmi trovare le parole necessarie per scrivere questo articolo. Continua a leggere

SOLITVDO
“Hegemonikon”

E’ un piacere per il sottoscritto vedere come il tenace DM sia riuscito, attraverso un lungo e duro lavoro, ad ottenere quel minimo di ribalta che il progetto Solitvdo si merita sin dall’ottimo esordio “Immerso In Un Bosco Di Quiete”. Infatti, ancora prima che mi arrivasse la fatidica richiesta di recensione, ho visto il suo nome circolare con insistenza su altri siti, con giudizi tutti estremamente favorevoli riguardo questo nuovo “Hegemonikon”, la cui versione fisica esce per conto della rinomata ATMF. Insomma, davvero un bel traguardo per il musicista sardo, che per anni ha mantenuto un profilo estremamente underground, inizialmente fatto addirittura esclusivamente di tape, e che noi di Hypnos Webzine possiamo dire di aver supportato ben prima di molte altre e più quotate zine. Si, lo so, non c’entra niente con la recensione, ma un minimo di orgoglio personale concedetemelo. Chiusa questa parentesi, parlando seriamente di “Hegemonikon”, possiamo dire che prosegue in maniera estremamente coerente quanto fatto sul secondo “Hieràrkhes”, purtroppo il precedente “Militia” me lo sono colpevolmente perso per strada, ossia un Black Metal ad alto tasso epico ed enfatico. Continua a leggere

DEAR
“Out Of Africa”

Lo ammetto, ci ho pensato seriamente se fosse il caso o meno di scrivere su Hypnos Webzine una recensione riguardante questo progetto chiamato DeaR, nome dietro il quale si cela il polistrumentista e scrittore torinese Davide Riccio. Il motivo? Sicuramente, una serie di ascolti iniziali poco focalizzati da parte del sottoscritto, che, memore dell’ottimo connubio Rock-Africa del progetto di qualche anno fa I Hate My Village, ero già predisposto all’ascolto di un qualcosa che in qualche modo lo ricordasse. Invece, con questo DeaR, lo spiazzamento avviene sin dalle prime note di “Halfway To You”, una strana ballad dal sapore quasi Grunge, con tanto di delicate distorsioni di chitarra che appaiono ogni tanto, per poi proseguire su dei brani dove invece le percussioni tribali cercano di prendere il sopravvento. Un sound strano, che però, specialmente sulla title-track funziona a meraviglia, attraverso un ibrido tra atmosfere africane stilizzate e Darkwave anni ’80. Bene, una delle mie sensazioni di “Out Of Africa”, è che il lavoro abbia come obbiettivo il voler spiazzare continuamente l’ascoltatore attraverso salti inaspettati verso generi musicali totalmente distanti da loro. Continua a leggere

DEATH SS
“Ten”

Tiro dritto al punto senza farvi perdere troppo tempo, l’ascolto di questo “X” è stato veramente una gradita sorpresa per il sottoscritto. La cosa particolare di questa nuova uscita firmata da Steve Sylvester e soci è che “X” è un lavoro, che pur pescando tranquillamente tra le varie incarnazioni del gruppo, e quindi senza creare effettivamente nulla di particolarmente nuovo, che mostra una band in grado di firmare un buon numero di tracce dal livello davvero elevato e dotato dalla rara capacità di stamparsi in testa, per poi rimanerci decisamente a lungo. Certo, i richiami agli album pre-2012 sono decisamente evidenti, soprattutto ai due capolavori “Do What Thou Wilt” e “Panic”, sia per i synth, puntuali e mai invadenti del fedele Freddy Delirio, ma anche per una certa semplicità e linearità di scrittura, che furono una loro precisa caratteristica di quel periodo. Continua a leggere