SOMMOSSA
“Autentica”

Per i trevigiani Sommossa vale un po’ il discorso fatto per i loro compagni di etichetta The Vasto, ovverosia hanno un monicker che sembra voler ispirare rabbia e rivolta anche se poi all’ascolto si rivelano di natura completamente diversa. Fortunatamente, le similitudini finiscono qui poiché i Sommossa, guidati dalla calda voce del chitarrista Diego Bizzarro, sono riusciti in qualche maniera ad attirare la mia attenzione. Infatti, la proposta musicale del trio si potrebbe definire come uno strano incrocio tra Rock Alternativo, Post-Grunge e canzone d’autore, dal quale emergono con forza la già citata voce di Bizzarro, che mi ha ricordato uno strano incrocio tra il Renga dei Timoria e Manuel Agnelli, ed il potente basso di Paolo Martini, che insieme al suo compare Marco Tirenna alle pelli, formano una solida e variegata base ritmica. Continua a leggere

HYENA RIDENS
“La Corsa”

Credo che la Overdub Recordings ci stia proprio prendendo gusto a mettermi in difficoltà, perché dopo i particolarissimi Cento Scimmie recensiti lo scorso luglio, ora tocca agli Hyena Ridens farmi mettere mano al dizionario per scovare i termini adatti per descrivere questo loro stranissimo mix musicale. Infatti, scherzi a parte, il trio capitanato da Gennaro Davide alla voce e basso, dopo un primo lavoro autoprodotto suonato in una classica line-up a 5 elementi, decide di mettersi in discussione, optando per una nuova forma più snella a soli 3 elementi, sacrificando completamente la chitarra elettrica. Una scelta estremamente rischiosa la loro, soprattutto per il fatto che gli Hyena Ridens non sono una band particolarmente sperimentale. Continua a leggere

CENTO SCIMMIE
“Fragile”

L’aggettivo che meglio si accosta a questo disco è senza alcun dubbio “particolare”. C’è davvero qualcosa di inafferrabile nel debutto discografico di questo quintetto originario di Padova. Qualsiasi inquadramento in predeterminate categorie della loro proposta musicale sembra scivolare via come un’anguilla insaponata. Non son sufficientemente pesanti per essere definiti Metal, ma allo stesso tempo l’atmosfera che si respira nel disco è cupa e opprimente, con la coppia di chitarre formata da Alessio OmettoAntonello Carrossa capace in qualche modo di infilare riff di chiara estrazione Metal, come per esempio in “Verme”. A complicare ancora di più la situazione, ci si mette anche la particolare timbrica di Andrea Coppo, che in alcuni casi, come nella onirica “Ipergiganti Gialli”, sembra quasi ricordare quella del cantante dei Negramaro, fortunatamente mettendo però da parte i suoi odiosi ghirigori vocali. Continua a leggere