NJIQAHDDA
“Yrg Alms”

Dopo questo lungo excursus agostano passato tra Njiqahdda, Njiijn e Oaks Of Bethel, come la classica ciliegina sulla torta, concludiamo questo speciale andando a parlare del tanto acclamato “Yrg Alms”. Infatti, come ho già detto in tante occasioni, questo lavoro può definirsi come il lavoro più completo e maturo composto finora dai Njiqahdda, e non è certo un caso che la sua pubblicazione sia affidata nuovamente ad un nome di peso come la Pagan Flames. Sin dalle prime note di “Ingratuu Maate Lagentii”, è possibile notare come la produzione sia praticamente perfetta. Tutto risulta curato nei minimi dettagli, il Black Metal viene messo da parte in favore di un approccio che potremmo definire come Post-Black venato di vaghi afflati Progressive. Continua a leggere

NJIIJN
“Aartu Negri”

Ultimo lavoro del 2009 a nome Njiijn, questo “Aartu Negri Or The Perfection Of Pitch Black Wisdom” è il disco che non ti aspetti da questo folle progetto. Pur avendo la medesima cover degli EP precedenti “Asqvaalru” e “Graisentraa”, questo nuova uscita vira inaspettatamente su lidi acustici ai limiti dell’Ambient. La lunga “Toa Ura Shadoni” è dominata da un lungo fraseggio di sola chitarra acustica con un sottofondo di rumori ambientali, che sciorina senza sosta delicate melodie dal sapore quasi spagnoleggiante. L’altro brano dell’EP è invece “Delta Ortt”, dalla durata meno impegnativa e dai suoni ed atmosfere vagamente spaziali, semplicemente creati da un semplice loop di synth ed un delicato pattern di batteria. Pur essendo una traccia estremamente ripetitiva, riesce comunque ad avere un forte effetto rilassante sulla mente dell’ascoltatore. Insomma, questo “Aartu Negri”, insieme al cugino “Asqvaalru”, rappresentano senza alcun dubbio la parte migliore del progetto Njiijn. 

BRIEF COMMENT: This EP, together with its cousin “Asqvaalru”, represent the best releases from the project Njiijn. In particular, this “Aartu Negri” has only two tracks, one totally acoustic with a spanish flavour (“Toa Ura Shadoni”) and the other shows a space sound (“Deltaa Ortt”).

Contatti: Bandcamp
Etichetta: E.E.E. Recordings
Anno di Pubblicazione: 2009
TRACKLIST: 01. Toa Ura Shadoni; 02. Deltaa Ortt
Durata: 24:22 min.

Autore: KarmaKosmiK

NJIQAHDDA
“Sombre Fortu”

“Sombre Fortu” è essenzialmente un EP preludio al terzo capolavoro della carriera dei Njiqahdda, ovvero il tanto acclamato “Yrg Alms”. Si parte proprio con la title-track, che mostra senza mezzi termini il nuovo corso della band, che traghetta il duo verso dei lidi Post-Black. La produzione è limpida e senza alcun tipo di sbavature, ma allo stesso tempo fortemente onirica con le chitarre letteralmente galleggianti tra chorus e riverberi. Brano veramente stupendo. Peccato che il resto delle tracce di questo EP sia assolutamente imbarazzante. “Yrg Estuu Fentaalvaan” è un pezzaccio di grezzo Black Metal, che spezza senza remore l’ipnotica atmosfera del brano precedente, mentre la conclusiva “Deluge” è la tipica mattonata Ambient senza capo né coda da skippare in toto. Per questo motivo, consiglio vivamente di lasciar perdere questo EP e puntare direttamente al full-lenght, vero e proprio punto di arrivo del duo americano.

BRIEF COMMENT: “Sombre Fortu” is an EP, which anticipates the release of the masterpiece “Yrg Alms”. It also contains a raw Black Metal track as “Yrg Estuu Fentaalvaan”, and a long and boring ambient movement titled “Deluge”. Not very interesting at all.

Contatti: Bandcamp
Etichetta: E.E.E. Recordings
Anno di Pubblicazione: 2009
TRACKLIST: 01. Sombre Fortu; 02. Yrg Estuu Fentaalvaan; 03. Deluge
Durata: 38:01 min.

Autore: KarmaKosmiK

NJIIJN
“Asqvaalru”

Questo “Asqvaalru Or 3 Glimpses Into The Existence Of Blinding White Light”, è un EP che si lega strettamente al suo gemello eterozigote “Graisentraa”, sia per il fatto di condividere una copertina praticamente identica, ma anche per il fatto di essere stati pubblicati in contemporanea. Tuttavia, nonostante queste analogie, i tre brani qui presenti sono quanto di più distante siamo stati in grado di ascoltare, ma aggiungerei anche sopportare, con il progetto Njiijn. Infatti, sin dalla prima traccia “Endi Loraantuu”, si avverte la sensazione che più che ai Njiijn, sembra di ascoltare i Njiqahdda. Continua a leggere

NJIQAHDDA
“Alkas Nortii Maane Solbaartu – Aski”

Si può definire “Alkas Nortii Maane Solbaartu – Aski” come l’ultimo lavoro preparatorio prima dell’approdo alla forma definitiva del capolavoro “Yrg Alms”.  Il risultato non è ancora perfetto, ma si inizia a percepire in maniera netta il passaggio tra “Nji. Njiijn. Njiiijn” ed il suo successore. Ci sono infatti i primi tentativi di approccio ad un certo Post-Black, pur mantenendo ancora stretti i legami con “Nji. Njiijn. Njiiijn”, come per esempio nella chitarra terzinata di “Zanesk Aski”, ma è chiaro che il duo americano sta lentamente maturando in qualcos’altro. Il suono è ancora un po’ grezzo, ma le chitarre iniziano a compattarsi e delinearsi meglio che in passato. Continua a leggere

NJIQAHDDA
“Urmae Copistrum Xaaqa Qahdda”

All’epoca ero molto eccitato dall’idea di avere a disposizione un’intera ora di filmati che accompagnavano alcune delle mie tracce preferite del duo americano come “Sigmaatiolaa” o “A Tale Of Ancient Tongue”. Era quindi per me impensabile non riuscire a mettere le mani su questo DVD intitolato “Urmae Copistrum Xaaqa Qahdda”, come la canzone omonima presente sul capolavoro “Nji. Njiijn. Njiiijn.”. Tuttavia, a discapito di ogni mia previsione, la sua visione mi aveva decisamente deluso, ed in una recensione che scrissi all’epoca per un altro portale liquidai il tutto come i filmati delle vacanze alle Hawaii. L’unico videoclip che mi dava un po’ di soddisfazione era “A Tale Of Ancient Tongue”, anche se in realtà è una versione leggermente rieditata del rarissimo DVD di “Njivisual Arts” del 2006, che racchiude in sé i tipici cliché del genere come fuochi e foreste. Tuttavia, a rivederlo oggi a più di dieci anni di distanza, ammetto francamente di essere stato un po’ troppo duro. D’altronde, loro incarnavano pienamente una filosofia DIY, ed era abbastanza ovvio che una pubblicazione del genere dovesse risultasse in qualche modo molto casareccia. Continua a leggere

OAKS OF BETHEL
“The Folk & The Ground”

Pur essendo stato dietro per diverso tempo alle uscite dei Njiqahdda, non ho mai avuto modo fino a qualche mese fa di ascoltare nulla degli Oaks Of Bethel, ennesimo progetto sempre formato dal medesimo duo, e credo connesso in qualche strana maniera alla stessa band madre. Purtroppo, questo debutto “The Folk & The Ground” è un lavoro piuttosto insulso, un maldestro tentativo di creare una specie di Drone Metal da un amorfo muro di chitarre distorte. Pur essendoci due sole lunghe tracce, non sono mai riuscito in diversi mesi di ascolto a trovarci delle sostanziali differenze, relegando questo “The Folk & The Ground” ad un impalpabile rumore di fondo. Dispiace non avere molto altro da dire, ma questo debutto è decisamente un fallimento su tutti i fronti. 

BRIEF COMMENT: Debut album of another side-project from the Njiqahdda‘s duo called Oaks Of Bethel. In this release there are only two long tracks and it represents an unsuccesfull attempt to create a Drone Metal-like atmosphere from an amorphous walls of guitar.

Contatti: Bandcamp
Etichetta: E.E.E. Recordings
Anno di Pubblicazione: 2009
TRACKLIST: 01. The Folk & The Ground; 02. Ghosts Of Fallen Winter Oaks
Durata: 45:20 min.

Autore: KarmaKosmiK

NJIQAHDDA
“Taegnuub – Ishnji Agma”

Dopo diversi mesi di normale routine lavorativa, ritorniamo su Hypnos Webzine a parlare della enorme discografia dei Njiqahdda con questo terzo speciale relativo alle uscite discografiche del 2009. Questo è stato per la band un anno veramente particolare, dove tra la band madre, Njiijn ed il nuovo progetto degli Oaks Of Bethel, verranno pubblicati la bellezza di diciassette lavori. A dare il via a questa ricca annata è questo “Taegnuub – Ishnji Agma”, originariamente uscito per la misconosciuta Dammerung Productions nel febbraio del 2009, ed è il classico lavoro contenitore da parte del duo americano, dove al suo interno vi si possono trovare brani dallo stile piuttosto differente. Continua a leggere

ANCESTRAL \ MERANKORII \ NJIQAHDDA
“Split”

Dopo la seconda parentesi Njiijn, ritorniamo alla band madre per parlare di questo split a tre insieme ai misconosciuti Ancestral e Merankorii. Ad aprire le danze ci sono due lunghi brani del progetto americano portato avanti dal polistrumentista B. e che porta il nome di Ancestral. Su di loro non è che ci sia molto da dire, visto che la loro proposta si limita semplicemente a ripetere in maniera del tutto pedissequa il Black Metal di matrice Burzum, dove a farle da padrone ci sono le urla sguaiate del suo mastermind e la classica produzione da cantina. Non so voi, ma ricordo che in quel periodo di gruppi del genere ne giravano parecchi, e non a caso nello stesso anno produssero anche uno split con gli alfieri del Depressive Wedard, per poi scomparire nel nulla. Ben più strani e particolari risultano invece i Merankorii, anche questo un progetto solista da parte del musicista portoghese Mind Booster Noori, che in questo split album mostra una spiccata tendenza a spaziare attraverso più generi. Infatti, se “Analog Dialog” riprende il classico Dungeon Ambient in stile Isengard o Wongraven, “Summer Rain” si accosta invece più all’Ambient minimalista di “Rundtgåing Av Den Transcendentale Egenhetens Støtte” del buon Conte, sebbene privata di quel feeling oscuro ed arcano che tanto ci mandò fuori di testa da giovincelli. Continua a leggere

NJIIJN
“Tys Lysaj Ani Loparuu”

Dopo il non esaltante “Mal Esk Varii Aan”, lasciamo per un momento da parte il progetto madre e torniamo a parlare dei collaterali Njiijn con questo secondo lavoro chiamato “Tys Lysaj Ani Loparuu”. Se nel debutto “Fortu Manske Orta” si è assistito in diretta ad una terrificante “passeggiata notturna” di un qualche luogo infestato, nel quale il duo ci assaliva con input sonori di vario tipo, permettendoci così di vivere una esperienza sensoriale completa, in questa nuova pubblicazione, i Njiijn provano a (ri)percorrere nuove strade, ma che, detto in maniera molto franca, non sembrano portare molto lontano. L’opener “Njilys Vaan Iiorta” è un lungo dialogo tra deliranti feedback di chitarra e tamburi rituali, che sembrano quasi evocare una sorta di innominabile rito ancestrale. Continua a leggere

NJIQAHDDA
“Almare Dosegaas Fyaltu”

Pur essendo uscito a soli due mesi di distanza da “Njimajikal Arts”, questo “Almare Dosegaas Fyaltu” si allontana notevolmente dalla sbornia psichedelica del suo predecessore. Infatti, sin dalle prime note della title-track è possibile notare un suono totalmente dominato dalla chitarra distorta di /, oltre che delle sonorità che si avvicinano molto al Funeral Doom. Totalmente assenti sia le vocals ultrafiltrate tipiche della band, che gli strani effetti sonori che hanno caratterizzato il lavoro precedente, mentre è presente un notevole lavoro sui reverberi della distorsione della chitarra, e che permette al duo di poter sviluppare su una lunga durata la melodia portante, senza però cedere nulla a livello di tensione. Si stenta quasi a riconoscere i Njiqahdda di “Njimajikal Arts”, anche nella loro versione più legata all’Ambient, che caratterizza la successiva traccia “Nostri di Consivint Mek“, quasi venti minuti di aspri suoni metallici che sembrano ricordare la partenza di un aereoplano. Continua a leggere

NJIQAHDDA
“Njimajikal Arts”

“Njimajikal Arts” può essere definito senza giri di parole il primo capolavoro del duo americano ed il primo step definitivo nella costruzione del proprio personalissimo sound. Uscito inizialmente in un formato doppio tramite autoproduzione con la loro Njimajikal Arts, in un packaging che comprendeva un bastoncino d’incenso e doni naturali di vario tipo (ghiande, fiori secchi, ecc…), questo lavoro è stato poi successivamente ristampato in un paio di occasioni. Ma, parlando dell’aspetto musicale, cosa ha di particolare questo “Njimajikal Arts” rispetto ai suoi predecessori? Ebbene, in questo terza uscita discografica, i Njiqahdda riescono a trovare la quadra della loro evoluzione. I suoni si fanno più puliti e definiti, il loro retaggio Black Metal inizia a diventare un elemento di secondo piano, permettendo al duo di potersi aprire ad altre influenze esterne quali il Prog od il Folk, che insieme alla psichedelia, ora presente in dosi massicce, riescono a fondersi in un unicum decisamente innovato. Difficile riuscire a restringere questo album all’interno di un’etichetta, dal momento che sin dalla prima traccia “Blister Within The Hive”, da notare anche la curiosa scelta di usare titoli in lingua inglese, ci si trova di fronte ad un brano decisamente ricco di sfumature e nel quale si possono individuare soluzioni sonore decisamente inaspettate, soprattutto se ripensiamo alla registrazione da cantina che possedeva il precedente “Aartuu Mortaa”. Continua a leggere

DAY BEFORE US
“Ode À La Nuit D’Ombre”

È sempre un gran piacere ricevere un nuovo lavoro del polistrumentista e compositore Philip Blanche, come sempre accompagnato dalla straordinaria voce di Natalya Romashina. La loro Dark Wave di stampo fortemente neoclassico si è sempre attestata su livelli decisamente alti, ed anche il qui presente “Ode À La Nuit D’Ombre” non fa assolutamente eccezione. La sola cover del disco, presa dal dipinto “Fantasy / Fairy Tale” del pittore lituano Mikalojus Konstantinas Čiurlionis, è capace di trasportarti immediatamente in un mondo alternativo, onirico e sospeso, ma allo stesso tempo, anche fatato e fiabesco. Nei quaranta minuti scarsi di questo loro “Ode À La Nuit D’Ombre” sembra quasi di vivere una fiaba sonora, ottimamente introdotto dall’oscuro crescendo dell’opener “In The Depth Of This Infinite Night” che successivamente confluisce poi in un coro a cappella, per poi adagiare l’ascoltatore in una pioggia di note delicate di synth. Una traccia che sarebbe riduttivo definire un capolavoro, quasi cortometraggio condensato in poco di più di cinque minuti. Continua a leggere

NERATERRÆ
“The NHART Demo[n]s”

Dopo l’ottimo album d’esordio del solo project La Tredicesima Luna, autore d’un affascinante Dark Ambient dai toni fiabeschi, passiamo a parlare di una altra realtà nostrana sulla carta decisamente interessante, i Neraterræ. Dietro questo monicker altrettanto evocativo, si cela anche in questo caso un’unica mente che risponde al nome di Alessio Antoni. Sebbene “The NHART Demo[n]s” sia a tutti gli effetti l’esordio discografico del progetto, tra l’altro disponibile gratuitamente al download su Bandcamp, in realtà i brani in essi contenuti provengono da tre diversi demo mai pubblicati, registrati tra il 2009 ed il 2010 sotto il nome Nhart. Possiamo quindi vedere questo lavoro come una sorta di antologia, o meglio ancora un percorso sonoro, che Alessio ha percorso nel corso di questi ultimi anni. Continua a leggere

LA TREDICESIMA LUNA
“Il Sentiero Degli Dei”

Un esordio davvero molto interessante questo “Il Sentiero Degli Dei” del progetto La Tradicesima Luna, un monicker evocativo dietro a cui si cela il lavoro solista di Matteo Brusa. Pubblicato in un elegante tape dalla label americana Lighten Up Sounds, questo “Il Sentiero Degli Dei” è un vero e proprio percorso iniziatico nel quale il minimale ma estremamente curato lavoro di synth riesce a dipingere scenari notturni e fiabeschi. Delle vere e proprie immagini sonore, nelle cui pieghe sembrano potersi annidare strani esseri fantastici pronti a scrutarci e spiarci durante questo nostro cammino. Continua a leggere

PAUL CHAIN
“Container 168 – Master Of All Times”

Uscito originariamente nel 2001 per conto della label veneta Andromeda Relix, “Container 168 – Master Of All Times” è il risultato di un’intensa seduta di improvvisazione avvenuta il 30 ottobre di due anni prima. Il buon Paul, qui nelle vesti di Paul Chain The Improvisor, decide di metter da parte la sua chitarra per dedicarsi esclusivamente all’organo Hammond e alle tastiere. A partecipare a queste intense session d’improvvisazione, infatti il termine container veniva usato da Paul per organizzare le sue diverse sedute di registrazione, troviamo un ristretto gruppo di musicisti, ossia il flauto etereo di Anna Auer, presente anche insieme a Paul nelle splendide session fotografie stile liberty del booklet, la precisa batteria di Danilo Gabanelli, e lo spettrale violino di Filippo Rollando, il cui suono sembra voler ricreare in diversi passaggi quello di una chitarra elettrica. Ovviamente questa particolare line-up non poteva che creare qualcosa di assolutamente diverso da quanto normalmente proposto dal maestro pesarese. Continua a leggere

CHELIDON FRAME
“(Null) Point Ex_”

Era da un po’ di tempo che non avevo più notizie di Alessio Premoli e del suo progetto Ambient a nome Chelidon Frame, quand’ecco giungermi la richiesta di recensione per questo breve EP digitale dall’indecifrabile titolo “(Null) Point Ex_”. Rilasciato in autoproduzione la scorsa estate e disponibile gratuitamente sulla pagina Bandcamp del progetto, il nuovo lavoro mostra solamente due nuove composizioni, con la title-track nata nel corso di una specie di happening artistico a Milano, nel quale veniva richiesto di creare qualcosa relativo al tema della luce in relazione al maestro Anton Bruckner. Continua a leggere

FRANCESCO MARIA NARCISI & GIACOMO FIDANZA
“The Accordion Sessions”

Manipolare elettronicamente i suoni prodotti da una fisarmonica cromatica ed ottenere da essi un muro sonoro dalle tinte post-industriali, è questo l’ambizioso obiettivo che si sono prefissati i due musicisti coinvolti in questo progetto e che ha portato alla realizzazione di “The Accordion Sessions”. Un lavoro piuttosto arduo non solo da ascoltare, ma anche e soprattutto da recensire per il sottoscritto. In questi casi, quello che posso semplicemente fare è lasciarmi andare alle sensazioni, ed attraverso di esse provare a dare a voi ascoltatori un’idea del lavoro. A livello di fruizione, il disco si ascolta molto bene, i droni creati da Francesco Maria Narcisi, di cui tempo fa recensii il debutto dell’altro suo progetto Neutra, sono delicati e dal sapore quasi agreste. Continua a leggere