NJIIJN
“Obsolantras Vaanistas”

In questa annata ricca di uscite, stranamente le cose migliori sono uscite non sotto il marchio dei Njiqahdda, ma con quello dei Njiqahdda. Non so se questo sia dovuto ad un ripescaggio di vecchi brani del primo periodo Njiqahdda, ma passate le folli sperimentazioni nonsense dell’anno precedente, dal quartetto “Asqvalruu”“Graisentraa”“Aartu Negri”“Blodiendmas” il progetto ha imboccato una strana via molto vicina a quella della band madre, ma con una spiccata tendenza a marcare territori vicino alla psichedelia e all’Ambient naturalistico. Tra l’altro questo era un po’ lo spirito con il quale è nata quella questa realtà parallela, sebbene la sua discografia racconti una storia decisamente più schizofrenica. Questo “Obsonlantras Vaanistas” è una evoluzione diretta di quello spirito iniziale, nel quale la loro innata vena psichedelica si trova inserita in contesti che vanno dall’Ambient, il Noise o anche il Black Metal, rappresentato giusto da una scheletrica chitarra in tremolo nella parte centrale della title-track. Continua a leggere

OAKS OF BETHEL
“The Graves Of Our Fathers Will Not Be Lost Or Forgotten”

Penultimo lavoro di questa annata per gli Oaks Of Bethel, e nuovamente mi ritrovo in estrema difficoltà nel giudicare una loro opera. Un titolo pomposo (“The Graves Of Our Fathers Will Not Be Lost Or Forgotten”) ed una cover diversa dalle precedenti non bastano ad alzare l’asticella della qualità delle loro produzioni, che continuano ad essere insensatamente lunghe e registrate con una qualità sonora che definire pessima è un eufemismo. Tuttavia, l’inizio di questa lunga monotraccia non è nemmeno da buttare via con quel suo andamento vagamente Depressive ed al quale si aggiunge anche un senso di psichedelia dovuta più che altro alla bassa qualità della registrazione. Poi, all’improvviso il brano si blocca lasciando spazio ad un tempo infinito fatto solamente da feedback e rumori vari, per poi riprendere quel tipico muro di suono informe, sul quale il duo americano ha cercato di caratterizzare questo progetto. Ricordo che tutta questa robba qua dura quasi cinquanta minuti, quindi, capite bene che la cosa difficilmente può funzionare. Per fortuna ne rimane solo un altro da recensire per questo 2010.

Contatti: Bandcamp
Etichetta: E.E.E. Recordings
Anno di Pubblicazione: 2010
TRACKLIST: 01. The Graves Of Our Fathers Will Not Be Lost Or Forgotten
Durata: 48:00 min.

NJIQAHDDA
“Divisionals”

“Divisionals” è stato per lungo tempo un disco veramente conflittuale per il sottoscritto, poiché ruppe decisamente il mio rapporto d’amore-interesse con il duo americano. La scoperta di “Nji. Njiijn. Njiiijn.”, seguito poi dal capolavoro di “Yrg Alms”, inframezzati poi da alcune release minori, ma comunque di alta qualità, mi avevano convinto ad investire, il termine è proprio corretto visto l’enorme quantitativo di release, sulla band, e “Divisionals” ruppe definitivamente questo mio rapporto di totale fiducia, portandomi poi a ad un netto allontamento, con una piccola eccezione con il futuro “Serpents In The Sun”. Scritto in questa maniera potrebbe sembrare che il disco sia una enorme schifezza, anche se poi le cose non stanno proprio così. Certamente “Divisionals” ruppe parzialmente quel filo di continua evoluzione che portava la band a sperimentare in EP, split e full-lenght minori, per poi quagliare e scremare a fine anno con una release spettacolare. Infatti, “Divisionals” mostra una mossa simile a quella vista su “Tzoartiimaate”, ossia virare su un Black Metal più semplice e diretto. Continua a leggere