OVNEV
“Transpiration”

Avevo già incrociato la mia strada con il prode texano West Maddox, unica mente dietro al progetto Ovnev, in occasione del suo debutto “Cycle Of Survival” uscito qualche anno fa su Naturmacht. Un esordio su cui non ero andato proprio leggero, trovandolo molto banalotto e pieno di difetti. Tuttavia, nonostante questo, decido di dargli una nuova chance provando ad ascoltare il suo terzo lavoro avente il titolo “Transpiration”, che esce a tre anni di distanza dal precedente “Incalescence”. Tuttavia, nonostante una produzione più compatta ed evoluta, la mia opinione sul progetto non riesce a cambiare di molto. Continua a leggere

THRONEUM
“Oh Death…Oh Death…Determinate, Preach and Lead Us Astray…”

Dopo la scorpacciata agostana di Njiqahdda e soci, ritorno dopo un breve periodo di (falso) riposo ad occuparmi delle uscite presenti, andando a parlare di un gruppo con il quale entrai in fissa una quindicina di anni fa, ossia i deathster polacchi Throneum. Autori di una discografia sterminata, al quale provai a stare dietro per un po’ tempo, e di cui consiglio vivamente l’ascolto dei primi due full-lenght, “Old Death’s Lair” del 2001 e “Mutiny Of Death” del 2014, i Throneum suonano quello che un vecchio conoscente definiva scherzosamente Death Metal pane e salame, ossia un Death sporco e lineare, e con un’attitudine non molto distante dal Black Metal. O meglio, questo è quello che ricordavo, dato che l’ultima loro uscita che ho acquistato risale a “Deathcult Conspiracy” del 2009. Ora, mi ritrovo in questo 2020 funestato da questa maledetta pandemia, con questo loro nuovo lavoro dal pomposissimo titolo “Oh Death…Oh Death…Determinate, Preach and Lead Us Astray…” e sembra veramente di ascoltare un’altra band. Continua a leggere

NJIQAHDDA
“Isi”

Rispetto alla totale inutilità dell’EP “Sombre Fortu”, questo “Isi” è senza alcun dubbio un lavoro che rientra tra le uscite di fascia superiore del duo americano. Pur essendo una lunga monotraccia di quasi quaranta minuti, i Njiqahdda riescono ad ottenere un convincente sunto di tutte le anime musicali fin qui intraviste. C’è la diretta connessione con il prossimo “Yrg Alms”, richiami ai colori vividi di “Nji. Njiijn. Njiiijn”, ma anche tanto Black Metal, sia nella sua forma più pura e tirata, sia in movimenti più lenti che sfiorano il Depressive. Non manca nemmeno qualche stramberia elettronica tipica dei Njiijn, come quella che appare verso il ventiseiesimo minuto. Tuttavia, pur avendo molti riffs e melodie interessanti, a questo “Isi” manca una certa coerenza nel suo sviluppo. Infatti, risulta essere estremamente forte la sensazione di avere a che fare più con una serie di movimenti assemblati un po’ alla rinfusa, che ad una vera e propria suite strutturata. Questo è l’unico difetto che possiamo associare a questo “Isi”, ma ripeto è comunque un lavoro decisamente interessante e che vale la pena ascoltare in tutta la sua durata.

BRIEF COMMENT: Before releasing the masterpiece “Yrg Alms”, Njiqahdda published this long monotrack EP called “Isi”. Almost fourty minutes where we can listen to , mixed up together, all the different nuances of the Njiqahdda‘s music. Not always well assembled, but it’s a nice work to own.

Contatti: Bandcamp
Etichetta: E.E.E. Recordings
Anno di Pubblicazione: 2009
TRACKLIST: 01. Isi
Durata: 38:34 min.

Autore: KarmaKosmiK

NJIQAHDDA
“Sombre Fortu”

“Sombre Fortu” è essenzialmente un EP preludio al terzo capolavoro della carriera dei Njiqahdda, ovvero il tanto acclamato “Yrg Alms”. Si parte proprio con la title-track, che mostra senza mezzi termini il nuovo corso della band, che traghetta il duo verso dei lidi Post-Black. La produzione è limpida e senza alcun tipo di sbavature, ma allo stesso tempo fortemente onirica con le chitarre letteralmente galleggianti tra chorus e riverberi. Brano veramente stupendo. Peccato che il resto delle tracce di questo EP sia assolutamente imbarazzante. “Yrg Estuu Fentaalvaan” è un pezzaccio di grezzo Black Metal, che spezza senza remore l’ipnotica atmosfera del brano precedente, mentre la conclusiva “Deluge” è la tipica mattonata Ambient senza capo né coda da skippare in toto. Per questo motivo, consiglio vivamente di lasciar perdere questo EP e puntare direttamente al full-lenght, vero e proprio punto di arrivo del duo americano.

BRIEF COMMENT: “Sombre Fortu” is an EP, which anticipates the release of the masterpiece “Yrg Alms”. It also contains a raw Black Metal track as “Yrg Estuu Fentaalvaan”, and a long and boring ambient movement titled “Deluge”. Not very interesting at all.

Contatti: Bandcamp
Etichetta: E.E.E. Recordings
Anno di Pubblicazione: 2009
TRACKLIST: 01. Sombre Fortu; 02. Yrg Estuu Fentaalvaan; 03. Deluge
Durata: 38:01 min.

Autore: KarmaKosmiK

NJIIJN
“Graisentraa”

Pur essendo uscito in contemporanea con il gemello “Asqalvaaru”, questo “Graisentraa Or The Winding Of A Thousand Shades Of Grey” si rimette parzialmente in linea con le follie sperimentali del progetto Njiijn. Sebbene l’iniziale “Uropaacki” possa ricordare qualche infimo demo di un gruppo Black Metal dell’Europa orientale di fine anni Novanta, le restanti “Loamenvaa Aak” e “Uresi Il Vaang” richiamano in toto le sperimentazioni sonore vista in precedenza nei lavori pubblicati a nome Njiijn. In particolare, la prima traccia, con quei suoni rimbalzati e disarmonici, mi ha fatto venire in mente qualche vecchio film di fantascienza degli anni Sessanta, con tanto di Kirk e Spock a sparare con i phaser a qualche strano essere della galassia, mentre la successiva è un infinito crescendo di distorsione senza capo nè coda. Insomma, a parte la stravaganza di “Loamenvaa Aak”, ma anche “Uropaacki” potrebbe riservare interessare, si torna sulla sperimentazione stramboide del duo. Se non altro, dopo due EP allucinanti come “Senvaalasm” e “Snaepuuriin”, i brani qui presenti sono per lo meno ascoltabili senza dover prendere per forza un Moment.

BRIEF COMMENT: This EP was released simultaneously with “Asqalvaaru”, but it shows some tracks, except the low-fi Black Metal of “Uropaacki”, having a music style more in common with this project. “Loamenvaa Aak” remainds me the old Tv series Star Trek, while “Uresi Il Vaang” is pure noise.

Contatti: Bandcamp
Etichetta: E.E.E. Recordings
Anno di Pubblicazione: 2009
TRACKLIST: 01. Uropaacki; 02. Loamenvaa Aak; 03. Uresi Il Vaang
Durata: 25:56 min.

Autore: KarmaKosmiK

NJIIJN
“Asqvaalru”

Questo “Asqvaalru Or 3 Glimpses Into The Existence Of Blinding White Light”, è un EP che si lega strettamente al suo gemello eterozigote “Graisentraa”, sia per il fatto di condividere una copertina praticamente identica, ma anche per il fatto di essere stati pubblicati in contemporanea. Tuttavia, nonostante queste analogie, i tre brani qui presenti sono quanto di più distante siamo stati in grado di ascoltare, ma aggiungerei anche sopportare, con il progetto Njiijn. Infatti, sin dalla prima traccia “Endi Loraantuu”, si avverte la sensazione che più che ai Njiijn, sembra di ascoltare i Njiqahdda. Continua a leggere

NJIQAHDDA
“Njiijn Vortii – Codex I”

“Njiijn Vortii – Codex I” pur essendo un semplice EP, è un lavoro estremamente importante per chi vuole addentrarsi maggiormente nel messaggio filosofico dei Njiqahdda. Infatti, ad accompagnare questo lavoro troviamo un corposo volume di ottantaquattro pagine, nei quali vengono affrontati molti aspetti della loro particolare visione del mondo. Pur non essendo molto coinvolto a livello emotivo da discorsi pseudo-religiosi, la lettura di questo scritto fa emergere un pensiero a metà tra panteismo e buddismo, che ha come fine quello di elevarsi dalle brutture del mondo circostante. Ovviamente, questa mia frase è una estrema banalizzazione di quanto letto, ma il succo finale è chiaramente quello. Invece, a livello musicale, i tre brani di questo EP sono un’anteprima di quanto la band sarà in grado di fare nell’immediato futuro. Continua a leggere

NJIQAHDDA
“Alkas Nortii Maane Solbaartu – Aski”

Si può definire “Alkas Nortii Maane Solbaartu – Aski” come l’ultimo lavoro preparatorio prima dell’approdo alla forma definitiva del capolavoro “Yrg Alms”.  Il risultato non è ancora perfetto, ma si inizia a percepire in maniera netta il passaggio tra “Nji. Njiijn. Njiiijn” ed il suo successore. Ci sono infatti i primi tentativi di approccio ad un certo Post-Black, pur mantenendo ancora stretti i legami con “Nji. Njiijn. Njiiijn”, come per esempio nella chitarra terzinata di “Zanesk Aski”, ma è chiaro che il duo americano sta lentamente maturando in qualcos’altro. Il suono è ancora un po’ grezzo, ma le chitarre iniziano a compattarsi e delinearsi meglio che in passato. Continua a leggere

NJIQAHDDA
“Urmae Copistrum Xaaqa Qahdda”

All’epoca ero molto eccitato dall’idea di avere a disposizione un’intera ora di filmati che accompagnavano alcune delle mie tracce preferite del duo americano come “Sigmaatiolaa” o “A Tale Of Ancient Tongue”. Era quindi per me impensabile non riuscire a mettere le mani su questo DVD intitolato “Urmae Copistrum Xaaqa Qahdda”, come la canzone omonima presente sul capolavoro “Nji. Njiijn. Njiiijn.”. Tuttavia, a discapito di ogni mia previsione, la sua visione mi aveva decisamente deluso, ed in una recensione che scrissi all’epoca per un altro portale liquidai il tutto come i filmati delle vacanze alle Hawaii. L’unico videoclip che mi dava un po’ di soddisfazione era “A Tale Of Ancient Tongue”, anche se in realtà è una versione leggermente rieditata del rarissimo DVD di “Njivisual Arts” del 2006, che racchiude in sé i tipici cliché del genere come fuochi e foreste. Tuttavia, a rivederlo oggi a più di dieci anni di distanza, ammetto francamente di essere stato un po’ troppo duro. D’altronde, loro incarnavano pienamente una filosofia DIY, ed era abbastanza ovvio che una pubblicazione del genere dovesse risultasse in qualche modo molto casareccia. Continua a leggere

NJIQAHDDA
“Taegnuub – Ishnji Agma”

Dopo diversi mesi di normale routine lavorativa, ritorniamo su Hypnos Webzine a parlare della enorme discografia dei Njiqahdda con questo terzo speciale relativo alle uscite discografiche del 2009. Questo è stato per la band un anno veramente particolare, dove tra la band madre, Njiijn ed il nuovo progetto degli Oaks Of Bethel, verranno pubblicati la bellezza di diciassette lavori. A dare il via a questa ricca annata è questo “Taegnuub – Ishnji Agma”, originariamente uscito per la misconosciuta Dammerung Productions nel febbraio del 2009, ed è il classico lavoro contenitore da parte del duo americano, dove al suo interno vi si possono trovare brani dallo stile piuttosto differente. Continua a leggere

NJIQAHDDA
“Nil Vaaartului Nji”

Pur essendo un EP contenente solo due tracce, ma estremamente lunghe visto che si arriva ad una durata complessiva di oltre quaranta minuti, sono molto affezionato a questo “Nil Vaaartului Nji”. Ricordo che lo comprai insieme al precedente “Nji. Njiijn. Njiiijn.”, più che altro perché intrigato dal fatto di comprare un cd Black Metal con le palme in copertina.  Si lo so, pare una stupidata, ma a quel tempo questo era quel che pensavo. Eppure, nonostante questa motivazione bislacca, l’acquisto fu veramente azzeccato. “Nil Vaaartului Nji” mostra la band a livelli veramente elevati, capaci con due soli brani di riuscire ad evidenziare le molteplici sfaccettature della loro musica. Continua a leggere

FLASKAVSAE \ DARK PROCESSION \ DRØMMER \ LIGHT SHALL PREVAIL \ NJIQAHDDA \ LAVOME
“Faith In The Blood Of Christ”

Come per il precedente split, anche per questo “Faith In The Blood Of Christ”, compilation praticamente introvabile, ho dovuto fare affidamento all’estrema cortesia e gentilezza di Eric dei Njiqahdda, che in meno di ventiquattr’ore mi ha fornito i brani del cd in questione in versione digitale. Nel corso della ricerca di informazioni sulle band coinvolte, quasi tutte sotto contratto con la E.E.E. Recordings e di fatto molti sono progetti alternativi dello stesso Eric, sono venuto a conoscenza dell’esistenza del Christian Black Metal, un’assurda denominazione che riguarderebbe gruppi che adotterebbero il linguaggio Black Metal per veicolare messaggi cristiani. Per carità, ormai la fase trve l’ho passata da parecchio ed ognuno è libero di fare quel che gli pare e piace, ma francamente non trovo molta coerenza con il cantare inni cristiani con una voce in screaming. Insomma, fatto sta che in questa etichetta siano relegati gli stessi Njiqahdda, indizio supportato anche dal progetto dei Light Shall Prevail dello stesso Eric, presenti in questa compilation, il cui full-lenght del 2006 aveva l’esplicito titolo di “Defeat The Reign Of The Horned One Through the Light Of Christ”. Se poi vediamo il nome di questa release, ed affianco il nome dei Njiqahdda, la cosa inizia ad avere molto senso. Continua a leggere

ANCESTRAL \ MERANKORII \ NJIQAHDDA
“Split”

Dopo la seconda parentesi Njiijn, ritorniamo alla band madre per parlare di questo split a tre insieme ai misconosciuti Ancestral e Merankorii. Ad aprire le danze ci sono due lunghi brani del progetto americano portato avanti dal polistrumentista B. e che porta il nome di Ancestral. Su di loro non è che ci sia molto da dire, visto che la loro proposta si limita semplicemente a ripetere in maniera del tutto pedissequa il Black Metal di matrice Burzum, dove a farle da padrone ci sono le urla sguaiate del suo mastermind e la classica produzione da cantina. Non so voi, ma ricordo che in quel periodo di gruppi del genere ne giravano parecchi, e non a caso nello stesso anno produssero anche uno split con gli alfieri del Depressive Wedard, per poi scomparire nel nulla. Ben più strani e particolari risultano invece i Merankorii, anche questo un progetto solista da parte del musicista portoghese Mind Booster Noori, che in questo split album mostra una spiccata tendenza a spaziare attraverso più generi. Infatti, se “Analog Dialog” riprende il classico Dungeon Ambient in stile Isengard o Wongraven, “Summer Rain” si accosta invece più all’Ambient minimalista di “Rundtgåing Av Den Transcendentale Egenhetens Støtte” del buon Conte, sebbene privata di quel feeling oscuro ed arcano che tanto ci mandò fuori di testa da giovincelli. Continua a leggere

NJIQAHDDA
“Mal Esk Varii Aan”

Con questo “Mal Esk Varii Aan”, i Njiqahdda iniziano a immettere sul mercato discografico una incredibile quantità di materiale, che li porterà a pubblicare nell’arco di un quinquennio circa una cinquantina di pubblicazioni tra full-lenght, EP ed una manciata di split. Un numero di per sé già incredibile, ma che però non tiene conto di tutto il materiale uscito con i progetti paralleli Njiijn e Oaks Of Bethel, di cui parleremo nel prossimo speciale estivo. Insomma, una smania produttiva sintomo di una fase di grande creatività, ma che probabilmente alla lunga ha portato il duo americano a disperdere in maniera eccessiva le loro idee. Tornando a parlare del disco in questo, risulta uscito un paio di mesi dopo il precedente ed interessante “Ints | Nji | Verfatu” in una risicata versione di sole venti copie per la Njiijn Arts, e poi successivamente ristampata in cd dalla solita E.E.E. Recordings. In questo lavoro, il duo americano compie una inaspettata inversione ad u nel loro processo compositivo, andando a riproporre un suono che richiama direttamente il loro demo di debutto “Nji”. Continua a leggere

NJIQAHDDA
“Ints | Nji | Verfatu”

Dopo la parentesi dell’esordio dei Njiijn con l’allucinante “Fortu Manske Orta”, torniamo a parlare della band madre con questo “Ints | Nji | Verfatu”, prima uscita di un 2008 che si rivelerà molto proficuo ed intenso per il duo americano. Uscito nel febbraio di quell’anno in autoproduzione firmata Njiijn Arts, seguita puntualmente da una successiva ristampa per conto della E.E.E. Recording, questo disco vede i Njiqahdda recuperare parzialmente le loro origini Black, ma senza rinunciare a quel forte tocco psichedelico che ha caratterizzato in positivo lo stupendo “Njimajikal Arts”. Infatti, la stupenda opener “Lvistagnagsetta” può essere intesa come il corrispettivo di “Blister Within The Hive”, ma declinata in una versione più oscura, che potremmo quasi azzardare Darkwave per via di quel basso così in evidenza. Continua a leggere

FOSCH
“Per Chi Èla La Nòcc”

Parlare oggi di un gruppo bergamasco, con i bollettini di guerra che arrivano in continuazione dalla Protezione Civile, non è affatto facile. Tenete anche conto che questi Fosch utilizzano il dialetto bergamasco nelle loro liriche, ed è quindi ben chiaro quanto forte e stretta sia l’appartenenza alla loro terra di origine. Parlare oggi della loro proposta musicale, quando abbiamo ancora vivida davanti ai nostri occhi le immagini della fila di camion piena di bare, è veramente complicato. Ho pensato se fosse il caso di rinviare ad altro periodo la scrittura di questa recensione, ma per qualche motivo irrazionale ho deciso di mettermi giù e scrivere. Non sarò certamente oggettivo al 100% nelle mie parole, però questo e quanto. Provando a ritornare negli scomodi panni del recensore, “Per Chi Èla La Nòcc” mostra il ritorno della band dopo ben sei anni dal precedente “Ghèra öna ölta…”. Purtroppo, non conoscendo i lavori passati del gruppo, che a discapito di una discografia non molto ampia, sembra essere in giro da almeno quindici anni, posso basare la mia recensione solo su questo lavoro. Beh, la mia sensazione più forte è che “Per Chi Èla La Nòcc” sia un disco allo stesso tempo molto ortodosso nella sua concezione, che richiama a piene mani riffs e stili del Black svedese, ma anche per qualche strana ragione abbastanza particolare. Continua a leggere

DRÅPSNATT
“I Denna Skog”

Dopo la recensione degli Old Forest, nel quale raccontavo il mio non ritrovarmi nell’attuale scena Black Metal, eccomi arrivare a recensire, prima lo stranissimo EP dei polacchi Cryptae, ed ora eccomi a parlare degli svedesi Dråpsnatt. I più anzianotti di voi lettori sapranno di certo che il duo non esiste più da anni e che purtroppo questo “I Denna Skog”, è solamente la ristampa del loro debutto, originariamente uscito undici anni fa per la Frostcald Records, ed ora ripresentato dall’ottima Nordvis Produktion. Ricordo ancora oggi che in passato scrissi in lungo e largo della loro musica su altre webzine, e che per un periodo ci ero andato veramente in fissa. Peccato solo che dopo il buon “Skelepht”, anno di grazia 2012, siano praticamente spariti nel nulla, lasciandoci però in eredità tre piccoli gioielli di Black Metal melodico fortemente influenzato dal Folk. Pur essendo svedesi, la loro musica guarda soprattutto ai Satyricon dei tempi d’oro, ma ripuliti della loro ferocia ed ammantati da uno spesso velo di romantica nostalgia, che si esplica in sognanti passaggi in clean guitar. In certe parti ricordano anche i Taake di “Doedskvad”, più che altro per i continui cambi di tempo, nonchè per il giocare con le melodie di stampo folk. Continua a leggere

CRYPTAE
“Vestigial”

Senza ripetere quanto scritto nella recensione degli Old Forest su quello che penso della scena attuale Black Black Metal, devo ammettere che sono rimasto abbastanza incuriosito da questa lunghissima traccia del duo olandese Cryptae. Infatti, questa lunga “Vestigial” cerca di riportare il Black Metal al suo grado zero, non solo a livello di produzione, ma anche, e soprattutto, a livello di atmosfere. Le chitarre sono cupissime, come se fossero in realtà dei bassi distorti, mentre la batteria, nella semplicità dei suoi patterns, sembra quasi voler mostrare un aspetto ritualistico dell’intera composizione. La voce, invece, si prodiga in growling vocals bassissimi, più adatti ad un Brutal sanguinolento, che al Black. Insomma, un miscuglio allucinante in cui fanno anche capolino piccoli momenti noise o vaghi richiami al Burzum del debutto omonimo, ed il tutto incastrato in soli venti minuti scarsi, che rendono questo “Vestigial” un lavoro decisamente bizzarro e fuori dagli schemi. Continua a leggere