FOSCH
“Per Chi Èla La Nòcc”

Parlare oggi di un gruppo bergamasco, con i bollettini di guerra che arrivano in continuazione dalla Protezione Civile, non è affatto facile. Tenete anche conto che questi Fosch utilizzano il dialetto bergamasco nelle loro liriche, ed è quindi ben chiaro quanto forte e stretta sia l’appartenenza alla loro terra di origine. Parlare oggi della loro proposta musicale, quando abbiamo ancora vivida davanti ai nostri occhi le immagini della fila di camion piena di bare, è veramente complicato. Ho pensato se fosse il caso di rinviare ad altro periodo la scrittura di questa recensione, ma per qualche motivo irrazionale ho deciso di mettermi giù e scrivere. Non sarò certamente oggettivo al 100% nelle mie parole, però questo e quanto. Provando a ritornare negli scomodi panni del recensore, “Per Chi Èla La Nòcc” mostra il ritorno della band dopo ben sei anni dal precedente “Ghèra öna ölta…”. Purtroppo, non conoscendo i lavori passati del gruppo, che a discapito di una discografia non molto ampia, sembra essere in giro da almeno quindici anni, posso basare la mia recensione solo su questo lavoro. Beh, la mia sensazione più forte è che “Per Chi Èla La Nòcc” sia un disco allo stesso tempo molto ortodosso nella sua concezione, che richiama a piene mani riffs e stili del Black svedese, ma anche per qualche strana ragione abbastanza particolare. Continua a leggere

DRÅPSNATT
“I Denna Skog”

Dopo la recensione degli Old Forest, nel quale raccontavo il mio non ritrovarmi nell’attuale scena Black Metal, eccomi arrivare a recensire, prima lo stranissimo EP dei polacchi Cryptae, ed ora eccomi a parlare degli svedesi Dråpsnatt. I più anzianotti di voi lettori sapranno di certo che il duo non esiste più da anni e che purtroppo questo “I Denna Skog”, è solamente la ristampa del loro debutto, originariamente uscito undici anni fa per la Frostcald Records, ed ora ripresentato dall’ottima Nordvis Produktion. Ricordo ancora oggi che in passato scrissi in lungo e largo della loro musica su altre webzine, e che per un periodo ci ero andato veramente in fissa. Peccato solo che dopo il buon “Skelepht”, anno di grazia 2012, siano praticamente spariti nel nulla, lasciandoci però in eredità tre piccoli gioielli di Black Metal melodico fortemente influenzato dal Folk. Pur essendo svedesi, la loro musica guarda soprattutto ai Satyricon dei tempi d’oro, ma ripuliti della loro ferocia ed ammantati da uno spesso velo di romantica nostalgia, che si esplica in sognanti passaggi in clean guitar. In certe parti ricordano anche i Taake di “Doedskvad”, più che altro per i continui cambi di tempo, nonchè per il giocare con le melodie di stampo folk. Continua a leggere

CRYPTAE
“Vestigial”

Senza ripetere quanto scritto nella recensione degli Old Forest su quello che penso della scena attuale Black Black Metal, devo ammettere che sono rimasto abbastanza incuriosito da questa lunghissima traccia del duo olandese Cryptae. Infatti, questa lunga “Vestigial” cerca di riportare il Black Metal al suo grado zero, non solo a livello di produzione, ma anche, e soprattutto, a livello di atmosfere. Le chitarre sono cupissime, come se fossero in realtà dei bassi distorti, mentre la batteria, nella semplicità dei suoi patterns, sembra quasi voler mostrare un aspetto ritualistico dell’intera composizione. La voce, invece, si prodiga in growling vocals bassissimi, più adatti ad un Brutal sanguinolento, che al Black. Insomma, un miscuglio allucinante in cui fanno anche capolino piccoli momenti noise o vaghi richiami al Burzum del debutto omonimo, ed il tutto incastrato in soli venti minuti scarsi, che rendono questo “Vestigial” un lavoro decisamente bizzarro e fuori dagli schemi. Continua a leggere

NJIQAHDDA
“Nortii Maatu”

Terminiamo questa prima parte della carriera dei Njiqahdda con il parlare del singolo “Nortii Maatu”, uscito nel novembre del 2007 in una edizione ultralimitata a soli otto esemplari. Ovviamente non sono uno dei fortunati otto acquirenti, anche perché tale traccia verrà poi ripresa come opener del celebrato “Nji. Njiijn, Njiiijn.”, che uscirà nel giugno dell’anno successivo. Onestamente, non conosco nemmeno se vi sia qualche differenza sostanziale tra le due versioni, ma considerando che tale traccia non è presente in nessuna delle varie discografie della band presente sul Bandcamp della E.E.E. Recordings, posso solo suppore che possegga una produzione più grezza e meno curata rispetto a quella del full-lenght. Tuttavia, questo singolo è utile per anticipare quello che avverrà con le uscite dell’anno successivo. Infatti, con questo “Nortii Maatu”, il duo americano si rimette in scia a quanto fatto con “Aartuu Mortaa” e “Njimajikal Arts”, ossia riallacciare le radici Black degli esordi con la vena psichedelica esplosa con il celebrato terzo disco. Continua a leggere

SUOMI FINLAND PERKELE
Aegrus – Sarastus – Sargeist

Ed eccoci, come promesso, alla prima parte di una carrellata che andrà a mettere sotto la lente d’ingrandimento tutta una serie di uscite che, colpevolmente, non sono riuscito ad ascoltare o a proporvi al momento della loro uscita ma che, d’altra parte, non potevo non prendere in considerazione. Continua a leggere

NJIQAHDDA
“Njimajikal Arts”

“Njimajikal Arts” può essere definito senza giri di parole il primo capolavoro del duo americano ed il primo step definitivo nella costruzione del proprio personalissimo sound. Uscito inizialmente in un formato doppio tramite autoproduzione con la loro Njimajikal Arts, in un packaging che comprendeva un bastoncino d’incenso e doni naturali di vario tipo (ghiande, fiori secchi, ecc…), questo lavoro è stato poi successivamente ristampato in un paio di occasioni. Ma, parlando dell’aspetto musicale, cosa ha di particolare questo “Njimajikal Arts” rispetto ai suoi predecessori? Ebbene, in questo terza uscita discografica, i Njiqahdda riescono a trovare la quadra della loro evoluzione. I suoni si fanno più puliti e definiti, il loro retaggio Black Metal inizia a diventare un elemento di secondo piano, permettendo al duo di potersi aprire ad altre influenze esterne quali il Prog od il Folk, che insieme alla psichedelia, ora presente in dosi massicce, riescono a fondersi in un unicum decisamente innovato. Difficile riuscire a restringere questo album all’interno di un’etichetta, dal momento che sin dalla prima traccia “Blister Within The Hive”, da notare anche la curiosa scelta di usare titoli in lingua inglese, ci si trova di fronte ad un brano decisamente ricco di sfumature e nel quale si possono individuare soluzioni sonore decisamente inaspettate, soprattutto se ripensiamo alla registrazione da cantina che possedeva il precedente “Aartuu Mortaa”. Continua a leggere

NJIQAHDDA
“Aartuu Mortaa”

Un anno dopo il demo d’esordio “Nji”, il duo americano ritorna con un nuovo lavoro, sempre in autoproduzione, recante l’enigmatico titolo di “Aartuu Mortaa”. Solo due i brani presenti, sebbene nella successiva ristampa da parte dell’E.E.E. Recordings sarà presente anche un secondo cd contenente una monotraccia da sessanta minuti, ma che mostrano i Njiqahdda compiere un ulteriore passo verso la maturazione del proprio sound. Infatti, se nel lavoro d’esordio il duo si mostrava ancora legato con un cordone ombelicale al Burzum di “Filosofem”, adesso il duo compie un ulteriore passo verso l’unificazione tra il Black Metal, che in maniera sottile si presenta sotto forma di riffs e distorsione della chitarra di / ed il Dark Ambient. Infatti, la band punta a scarnificare e dilatare il più possibile il proprio sound, puntando su infinite ripetizioni che avvicinano la band americana al filone del Depressive, amplificando il respiro Ambient tramite i numerosi filtri applicati alla voce ed i numerosi riverberi che avvolgono la chitarra di /. Continua a leggere

WINDSWEPT
“The Onlooker”

Come ogni anni quando si avvicina l’ora di stilare la classifica delle uscite che a nostro avviso più hanno lasciato il segno, ecco che anche questa volta sono saltati puntualmente fuori dei recuperi last minute che, per un motivo o per l’altro, non erano ancora finiti tra le mie mani. A costo di svelare già il mio giudizio finale, non posso che iniziare questa carrellata con quel che è l’ascolto che ha monopolizzando queste mie ultime settimane, ovvero il secondo lavoro dei Windswept, un monicker che quasi sicuramente non vi dirà molto ma che raccoglie idealmente in spiritu il testimone della tradizione Black Metal est-europea. La cosa non deve stupire più di tanto dal momento che la line up è composta da tre quarti di quella dei Drudkh, con il testa il buon Roman Saenko a garanzia della qualità del progetto, anche se poi la miglior risposta arriva dalla musica, un furioso e ammaliante Black Metal che, a dire il vero, mi ha ricordato più quello di altre realtà legate alla scena est-europea e anche ai Drudkh, come gli Hate Forest e gli Astrofaes. Continua a leggere

NJIQAHDDA
“Nji”

Con questa recensione mi appresto ad iniziare un’opera alquanto impossibile, ossia provare a recensire tutti i lavori, compresi singoli e split, pubblicati dai Njiqahdda dal 2005 fino alla loro attuale ultima uscita, ossia l’EP “Clouds Upon Sanctuary” del 2017. Ho avuto una forte fascinazione per la band sin da quando un mio amico mi consigliò l’ascolto di “Nji. Njiijn. Njiiijn.”, bellissimo full-lenght pubblicato nel 2008, che mi frastornò totalmente con quello stranissimo mix di Black, Ambient e Psichedelia. Da quel momento, ho cercato per un paio di anni di stare anche dietro alla loro gigantesca discografia, ma poi, complici le mie scarse risorse economiche, unite alla loro eccessiva prolificità, ho dovuto abbandonarli al loro destino. Adesso, complice anche la pubblicazione di tutta la loro opera omnia su Bandcamp da parte della E.E.E. Recordings a dei prezzi tutto sommato abbordabili, ovviamente per gli mp3 ad alta qualità, ho deciso di rimboccarmi le maniche e fare un bel ordine di tutto il loro catalogo musicale, partendo da quel “Nji” da cui tutto ebbe inizio. Continua a leggere

VARGRAV
“Reign In Supreme Darkness”

Sul finire dell’anno scorso mi era capitato di sentire qualche brano del disco d’esordio del progetto a nome Vargrav, una one man band finlandese dietro il cui monicker troviamo V-Khaoz, una vecchia conoscenza della scena della terra dei mille laghi per avere alle proprie spalle diverse militanze in vari gruppi, tra cui spiccano gli Azaghal. Come sia approdato a mettere in piedi questa nuova esperienza musicale non mi è dato saperlo, ma il fine ultimo credo forse di poterlo indovinare, dal momento che “Netherstorm” e il qui presente “Reign In Supreme Darkness” sono due full length emblematici di un modo di intendere il Black Metal che si rifà totalmente alle sonorità dei primi anni novanta. Continua a leggere

KRIGERE WOLF
“Eternal Holocaust”

Uno degli aspetti che più apprezzo del poter scrivere del nostro genere preferito è che, tra una richiesta e l’altra, a volte capita di imbattersi in band che abbiamo già avuto modo di ospitare sulle nostre pagine, avendo così l’opportunità di andare a vedere come si è evoluta la situazione. Se poi si tratta di un gruppo in cui avevo intravisto del potenziale, come nel caso dei Krigere Wolf, la soddisfazione è ancora maggiore. Così, dopo averli scoperti nel 2014 con “Sacrifice To Valaskjàlf” ed esserne stato ancora più positivamente colpito con “Infinite Cosmic Evocation”, questo “Eternal Holocaust” rappresenta un ulteriore tassello che va a confermare quanto di buono i nostri hanno fatto nel corso degli anni, senza dimenticare che in tutto questo tempo la line up sembra aver trovato una maggiore solidità, con il mastermind Riccardo Costantino che rinnova il sodalizio con Salvatore Leonardi, sempre alla sei corde, e torna ancora ad affidarsi all’aiuto di Gabriele Catania, già visto nel precedente album, e Valerio Cimino alla voce. Continua a leggere

ENISUM
“Moth’s Illusion”

Arrivati prepotentemente alla ribalta con “Arpitanian Lands” e confermatisi su alti livelli come testimoniano gli ottimi responsi ricevuti sia da fan che dagli addetti ai lavori col seguente “Seasons Of Desolation”, tutto si può dire degli Enisum tranne che si siano seduti sugli allori. Giusto il tempo di portare il loro nome su numerosi palchi dell’Italia e dell’Europa ed eccoli già pronti a tornare con un nuovo album d’inediti. “Moth’s Illusion”, questo il titolo della loro sesta fatica sulla lunga distanza, ci dimostra ancora una volta come i piemontesi stiano vivendo una fase particolarmente ispirata e feconda della loro carriera. Se da un lato infatti tornano gli elementi cardine del loro Black Metal atmosferico ed evocativo con chiare influenze cascadiche, allo stesso tempo i nostri vanno ad approfondire tutta una serie di soluzioni melodiche che avevano fatto già ampiamente la loro comparsa soprattutto in “Seasons Of Desolation”. Continua a leggere

DOWNCAST TWILIGHT
“Wrath Of The Anunnaki”

Aspettavo con moltissimo interesse questo secondo lavoro dei Downcast Twilight, visto che il precedente “Under The Wings Of The Aquila” si era rivelato una sorpresa del tutto inaspettata. In questo nuovo “Wrath Of The Annunaki”, la band capitanata dal chitarrista Jan “2thousandarrows” Tamb, che ricordiamo ha anche preso parte al progetto Folkearth, lascia le epiche atmosfere dell’antica Roma, per recarsi ancor più indietro nel tempo alla scoperta dei Sumeri e del loro fatidico incontro con gli Anunnaki, divinità che molti scrittori ritengono degli esseri extraterrestri venuti da qualche stella lontana, nonché veri creatori della specie umana. Continua a leggere

DARKENED NOCTURN SLAUGHTERCULT
“Mardom”

Dopo un lungo silenzio durato ormai ben sei anni, con questo “Mardom” tornano a farsi sentire i Darkened Nocturn Slaughtercult, un gruppo verso cui nutro da sempre una particolare predilezione. Riuscire ad esser il più obiettivo e distaccato possibile in questi casi non mi è quindi per niente facile, ma proverò comunque a farlo. E per farlo, inizio a riannodare le fila del discorso per vedere dove eravamo rimasti. Nei loro precedenti full length, Onielar e soci avevano portato avanti con inflessibile costanza un Black Metal old school fino al midollo e refrattario a qualsiasi tipo di modernismo o a qualsivoglia cedimento sull’onda lunga del loro debutto sulla lunga distanza, ossia quel diamante grezzo che risponde al nome di “Follow The Calls For Battle”. Continua a leggere

EXPERIOR OBSCURA
“Iter In Nebula”

Se in passato, specie in ambito Black Metal, era facile imbattersi in band che volevano rimanere nell’anonimato per alimentare un alone di mistero, complice l’avvento di internet da un bel po’ di anni a questa parte si è oramai affermata una tendenza radicalmente opposta, con una ricerca sempre più spasmodica di un briciolo di visibilità tramite i vari canali comunicativi che la rete ha messo a disposizione. Un simile preambolo serve per introdurre gli Experior Obscura, che rappresentano una parziale eccezione alla regola, ponendosi a metà strada tra questi due atteggiamenti: se infatti i nostri hanno una pagina su quasi tutti i social network a carattere musicale, d’altra parte in nessuna di queste potrete trovare troppe informazioni che li riguardano, salvo che la mente di tutto è Nefastus, già noto per essere attivo nei Malvento. Continua a leggere

GRAFVITNIR
“Venenum Scorpionis”

Quando l’anno scorso, più o meno di questi tempi, mi ero imbattuto nell’eccellente “Keys To The Mysteries Beyond” degli svedesi Grafvitnir, mi ero ripromesso di tenerli d’occhio, perciò eccomi qua a parlare del loro nuovo lavoro sulla lunga distanza intitolata “Venenum Scorpionis”. Fedeli a quanto da sempre fatto, salvo questa volta pubblicare il loro lavoro a febbraio dopo aver fatto uscire con metronomica precisione ogni loro altro album in dicembre, i nostri continuano su di una strade che attinge a piene mani dalla lezione impartita da Dark Funeral, Marduk e Necrophobic, tanto che, ad essere sincero, forse farei prima a fare un copia/incolla della recensione del loro precedente lavoro. Continua a leggere

OPERA IX
“The Gospel”

Dopo una pausa forzata per cause lavorative, ritorno finalmente a buttar giù inchiostro virtuale per Hypnos Webzine andando a parlare dell’atteso ritorno degli Opera IX. Fallito per qualche motivo il rapporto con la precedente vocalist Abigail Dianaria, con la quale la band piemontese aveva riregistrato diversi brani storici finiti poi nella recente raccolta “Back To Sepulcro”, l’inossidabile Ossian ha deciso di affidarsi ad una vocalist decisamente più esperta quale Moerke, qui nelle vesti di Dipsas Dianaria, per portare a compimento il settimo sigillo degli Opera IX, il qui presente “The Gospel”, ispirato quasi completamente agli scritti de “Il Vangelo Delle Streghe” dello studioso inglese Charles Godfrey Leland, il quale racconta di aver ricevuto nella Toscana del 1886, da una strega di nome Maddalena, un manoscritto contenente tutta la dottrina della stregheria italiana. In tale ambito, la scelta di Moerke si rivela decisamente vincente, dato che la musicista romana si trova assolutamente a suo agio sia nello screaming che nelle parti a voce pulita, dove più che la tecnica, era assolutamente indispensabile riuscire a creare la giusta atmosfera per poter riversare in musica quanto scritto nel tomo di Leland. Continua a leggere

AARA
“So Fallen Alle Tempel”

Quando arriva una richiesta dalla Naturmacht, oramai mi viene istintivo aspettare di trovarmi alle prese con un gruppo che veleggia tra l’Atmospheric Black Metal e l’Ambient. Anche con questi Aara, un duo elvetico formatosi l’anno scorso e alla prima esperienza sulla lunga distanza, è andata così, ma una volta che sono andato a dare un’occhiata più da vicino a questo loro “So Fallen Alle Tempel” sul Bandcamp della label tedesca mi sono balzati all’occhio due particolari che in qualche modo mi hanno incuriosito e attratto magneticamente: da una parte l’artwork, con quella che sembra proprio essere una rielaborazione grafica del duomo di Milano, dall’altra un commento che faceva riferimento ad un non meglio precisato connubio tra il Black e i canti gregoriani. Sarà che certe copertine mi riportano inevitabilmente al “De Mysteriis Dom Sathanas”, sarà che in questi giorni ho dato una possibilità, però poi pentendomene, alla nuova trasposizione sul piccolo schermo de “Il Nome Della Rosa”, fatto sta che mi sono trovato nella giusta disposizione di spirito per andare a scoprire cosa si celasse dietro questo nuovo progetto. Continua a leggere