NJIIJN
“Obsolantras Vaanistas”

In questa annata ricca di uscite, stranamente le cose migliori sono uscite non sotto il marchio dei Njiqahdda, ma con quello dei Njiqahdda. Non so se questo sia dovuto ad un ripescaggio di vecchi brani del primo periodo Njiqahdda, ma passate le folli sperimentazioni nonsense dell’anno precedente, dal quartetto “Asqvalruu”“Graisentraa”“Aartu Negri”“Blodiendmas” il progetto ha imboccato una strana via molto vicina a quella della band madre, ma con una spiccata tendenza a marcare territori vicino alla psichedelia e all’Ambient naturalistico. Tra l’altro questo era un po’ lo spirito con il quale è nata quella questa realtà parallela, sebbene la sua discografia racconti una storia decisamente più schizofrenica. Questo “Obsonlantras Vaanistas” è una evoluzione diretta di quello spirito iniziale, nel quale la loro innata vena psichedelica si trova inserita in contesti che vanno dall’Ambient, il Noise o anche il Black Metal, rappresentato giusto da una scheletrica chitarra in tremolo nella parte centrale della title-track. Continua a leggere

NJIQAHDDA
“Sovenstraa”

“Sovenstraa” è un’altra di queste uscite monotraccia che tanto hanno intrigato il duo in questo periodo. Purtroppo, come abbiamo visto nelle precedenti recensioni, non sempre una scelta stilistica di questo tipo ha portato a dei risultati interessanti. Certo, “Tzoartiimaate” e “Dremoanti” non erano male, ma “Forr Saantae” era inascoltabile. Questo “Sovenstraa” si posiziona un po’ come via di mezzo, ha delle parti interessanti, ma allo stesso tempo è palese come le varie parti che lo pongono siano attaccate con forza l’una alle altre. Faccio giusto l’esempio della parte iniziale, dove la canzone inizia da una specie di melodia Folk allegrotta, per poi passare di botto ad un Black Metal tirato ma non eccessivamente apro. La stessa identica cosa avviene poi nel resto del brano, dove si cambia atmosfera completamente di botto, senza alcun passaggio intermedio. Ripeto, questo EP non è male, ma certamente niente di indispensabile all’interno della discografia dei Njiqahdda. C’è certamente di meglio.

Contatti: Bandcamp
Etichetta: E.E.E. Recordings
Anno di Pubblicazione: 2010
TRACKLIST: 01. Sovenstraa
Durata: 30:30 min.

OAKS OF BETHEL
“The Graves Of Our Fathers Will Not Be Lost Or Forgotten”

Penultimo lavoro di questa annata per gli Oaks Of Bethel, e nuovamente mi ritrovo in estrema difficoltà nel giudicare una loro opera. Un titolo pomposo (“The Graves Of Our Fathers Will Not Be Lost Or Forgotten”) ed una cover diversa dalle precedenti non bastano ad alzare l’asticella della qualità delle loro produzioni, che continuano ad essere insensatamente lunghe e registrate con una qualità sonora che definire pessima è un eufemismo. Tuttavia, l’inizio di questa lunga monotraccia non è nemmeno da buttare via con quel suo andamento vagamente Depressive ed al quale si aggiunge anche un senso di psichedelia dovuta più che altro alla bassa qualità della registrazione. Poi, all’improvviso il brano si blocca lasciando spazio ad un tempo infinito fatto solamente da feedback e rumori vari, per poi riprendere quel tipico muro di suono informe, sul quale il duo americano ha cercato di caratterizzare questo progetto. Ricordo che tutta questa robba qua dura quasi cinquanta minuti, quindi, capite bene che la cosa difficilmente può funzionare. Per fortuna ne rimane solo un altro da recensire per questo 2010.

Contatti: Bandcamp
Etichetta: E.E.E. Recordings
Anno di Pubblicazione: 2010
TRACKLIST: 01. The Graves Of Our Fathers Will Not Be Lost Or Forgotten
Durata: 48:00 min.