INCARCERATION
“Empiricism”

Mi scuso enormemente con voi lettori di Hypnos Webzine, ma in questi ultimi tempi mi sono dedicato davvero poco al sito, oltre che ad ascoltare le varie richieste arrivate in quest’ultimo mese. Non so il perché, ma avevo bisogno di uno stop per ricaricare le batterie, e riprendere poi con slancio per il nuovo e prossimo speciale dedicato ai Njiqahdda. Parlando di questi Incarceration, quartetto brasiliano trapiantato in Germania, confesso di aver deciso di recensirli solamente perché mi faceva simpatia per il nome. Si lo so è una motivazione sicuramente idiota, ma nulla toglie che questo breve EP di quattro pezzi intitolato “Empiricism” spacca veramente. Non conosco affatto la loro precedente discografia, piuttosto circoscritta a dir la verità, e composta da due split, un EP ed un full-length, “Catharsis” del 2016. Tuttavia, ripeto, quello mostrato in questi venti minuti scarsi è veramente spettacolare. Sapete che non sono uno che si lascia andare a superlativi molto facilmente, ma è innegabile che il suono di questi Incarceration è uno dei migliori ascoltati quest’anno, sporco ma non caotico, potente ma non compresso, permettendosi anche il lusso di infilare assoli slayeriani o piccoli passaggi melodici, senza compromettere la loro forza d’urto. Ma cosa fanno esattamente? Beh, prendete la velocità inaudita dei Marduk di “Panzer Division Marduk” ed aggiungeteci qualche passaggio più atmosferico di Black svedese, io direi più che altro Necrophobic ed ecco inquadrato più o meno il sound dei brasiliani. Venti minuti di puro massacro, ma contestualizzato in brani sensati e che non sono solo mattonate di rumore in piena faccia. Insomma, non perdete altro tempo ed andate a scovarvi questo “Empiricism”, merita davvero.

Contatti: Facebook
Etichetta: Dawnbreed Records
Anno di Pubblicazione: 2021
TRACKLIST: 01. Chthonic Pulse; 02. Psychic Totality; 03. Beneath The Chains Of Existence; 04. Chasms Of Metaflesh
Durata: 21:21 min.

Autore: KarmaKosmiK

FUNERATUS
“Accept The Death”

Partito con l’idea di sentire l’ultimo Deicide per vedere se la band di Glen Benton fosse finalmente uscita dal pantano in cui si era andata ad arenare con le ultime opache proestazioni, dopo un paio di brani del loro nuovo “Overtures Of Blasphemy” mi sono ritrovato a spulciare per manifesta noia tra i correlati che youtube mi aveva messo lì di fianco a disposizione, finendo per imbattermi in questi brasiliani. E no, questa volta non sono qui a presentarvi l’ennesima band sudamericana alle prese con un Black/Death blasfemo ed ignorante come di solito accade quando vi parlo di qualche gruppo proveniente da quelle zone. Nonostante il nome Funeratus mi sia completamente nuovo, i nostri hanno alle spalle una lunga ed onorata militanza nel Death Metal più canonico, anche se nel corso di ormai venticinque anni di carriera le uscite non sono poi state così numerose, specie nell’ultimo periodo. Questo “Accept The Death”, loro terza prova sulla lunga distanza, è il classico disco che, ascoltato senza nessuna aspettativa particolare, finisce per prenderti bene pur non proponendo niente che non sia già stato sviscerato da band ben più famose. Continua a leggere

GOAT WORSHIP
“Shore Of The Dead”

Ci risiamo, il connubio Black Metal e Sud America torna di nuovo su queste pagine, questa volta nel nome del progetto Goat Worship, una one man band brasiliana creata da Hades evidentemente ad immagine e somiglianza dei Bathory. Non che la cosa mi dispiaccia, ma con un simile monicker e una copertina vagamente truculenta, pensavo più ad un qualcosa vicino agli Anal Vomit, mentre l’ascolto di questo “Shore Of The Dead” porta come detto inevitabilmente e prepotentemente il pensiero alle sonorità che hanno reso seminali lavori come “Bathory” e “The Return…”. Proto-Black, Black/Thrash con ascendenze Punk, chiamatelo come volete, fatto sta che la strada tracciata dal compianto Quorthon in quei lavori viene qui percorsa in lungo e in largo, passando da dei pezzi più veloci, vedi “The Blood Countess” e “Final Solution”, ad altri più cadenzati e ritmati, come ad esempio “The Burning Of The Witches” o la title track. Continua a leggere

WULFPANZER
“De Occulta Compendium”

Un monicker come Wulfpanzer, associato ad una band di provenienza brasiliana, potrebbe forse fare pensare di trovarsi alle prese con un assalto sonoro degno dei più brutali gruppi Metal Of Death sudamericani, o al più con delle belle mazzate di puro Black Metal in stile Marduk, vista la neanche troppo velata associazione militaresca che il nome porta inevitabilmente a fare. Invece, questo trio originario di San Paolo, formato da Flagellum (voce e chitarra), Morpheus (basso) e Leandro Gavazzi alla batteria, fa il suo esordio con questa breve demo intitolata “De Occulta Compendium” proponendo inaspettatamente un Black Metal abbastanza canonico, oltre che leggermente sporcato da tendenze Black’n’Roll. Continua a leggere

UNEARTHLY
“The Unearthly”

Come ultima release proveniente dal ricco promo-pack inviatoci dalla Metal Age Productions, questi brasiliani Unearthly dimostrano di essere senza alcun dubbio la band più interessante del lotto. Totalmente sconosciuti al sottoscritto, i nostri provengono dall’assolata Rio De Janiero e hanno alle spalle una discografia decisamente lunga e nutrita, sebbene recenti eventi abbiano lasciato la band in una sorta di limbo con il solo bassista M. Mictian, tra l’altro membro fondatore, rimasto ancora attivo. Infatti, a conti fatti questo “The Unearthly”, pur essendo il loro quinto full-lenght, è comunque un disco abbastanza datato, visto che è uscito originariamente nel corso del 2014 per conto della Shinigami Records in un numero di copie limitato, per poi essere successivamente ristampato dalla Metal Age Productions. Continua a leggere