DÉLÉTÈRE
“De Horae Leprae”

Senza voler addentrarmi in scomodi paragoni, da parecchi anni a questa parte la scena Black Metal canadese, specie quella di matrice francofona, ha raggiunto livelli di tutto rispetto sfornando diverse realtà parecchio interessanti, come testimoniato più volte su queste stesse pagine. Questa volta è il momento di concentrare la nostra attenzione sui Délétère, un duo attivo da una decina d’anno, in cui troviamo tra l’altro Atheos dei Monarque, che sembra avere un debole per il latino ed i morbi pestilenziali che flagellavano la popolazione medievale. Titoli come quello dell’album di debutto, “Les Heures De La Peste”, o dell’EP che me li ha fatti conoscere, “Per Aspera Ad Pestilentiam”, sono più che una dichiarazione d’intenti, e questo “De Horae Leprae”, con buona pace di Cicerone (ma sono in ottima compagnia), ne è la naturale continuazione. Continua a leggere

LIVE REPORT – GODSPEED YOU! BLACK EMPEROR + THIS WILL DESTROY YOU
Villa Ada (Roma) – 04/07/2018

A distanza di poco meno di un anno torno a vedere dal vivo l’ensemble canadese dei Godspeed You! Black Emperor, ma in questa occasione a far da cornice al loro incredibile magma sonoro c’è la magnifica cornice verdeggiante di Villa Ada, che oltre a garantire un buon impianto sonoro, fornisce un ottimo rimedio all’afa estiva romana. Arrivato a destinazione qualche minuto prima delle nove, il tempo di raggiungere l’isolotto che da anni ormai ospita la rassegna “Villa Ada incontra il mondo”, mettersi in fila per i biglietti e entrare in zona concerto, ed ecco che un drone di chitarra inizia a spandersi per l’aere. Non essendomi affatto informato sulla presenza di eventuali band di supporto, scopro con mia grande sorpresa che a dividere il palco coi nostri ci sono nientemeno che i texani This Will Destroy You. Continua a leggere

ULVESANG
“The Hunt”

Anche se non si tratta certo di uno tra i generi che ascolto più frequentemente, devo ammettere che chissà per qualche motivo ho sempre un occhio di riguardo verso le richieste Neofolk che ci arrivano, nonostante finisca per recensirle di rado perché il più delle volte l’impressione è quella di trovarmi di fronte a dei musicisti, magari anche talentosi, ma che non riescono a trasmettermi altra sensazione che non sia quella del già sentito. Nel caso degli Ulvesang, un duo canadese formato da Alex Boyd e Ana Dujakovic, il monicker molto “nordico” ed inflazionato non sembrava lasciare spazio a molta personalità, come poi è invece emerso dai solchi di questo loro secondo album intitolato “The Hunt”. Continua a leggere

AUGURY
“Illusive Golden Age”

Come credo di aver già avuto modo di raccontare in qualche altra recensione, ho ormai la tendenza a preferire sempre più cose semplici e d’impatto, e di rimanere sempre meno affascinato da gruppi che suonano nei tempi composti più allucinati che esistano. Per ovvi motivi, da questo escludo i due pilastri della mia esistenza, ossia i King Crimson, che andrò a breve a rivedere in quel di Roma a fine luglio, e la buon’anima di Frank Zappa. Ma loro giustamente trascendono l’umano ed è quindi peccato anche solo giudicarli. Tornando a tema, non è che mal sopporti i musicisti ultra-dotati, capaci di macinare scale e leak di chitarra, ma è che poi stringi stringi, non è che rimanga molto della loro musica. Tra l’altro, nel corso degli ultimi anni, la capacità tecnica dei musicisti è andata aumentando esponenzialmente, ma a questo non è seguita una vera e propria ondata di rivoluzione in ambito Metal. Quello che voglio dire è in sostanza che alla parola tecnica, non corrisponde ahimè in automatico un’altrettanta buona capacità compositiva. Tuttavia, ero comunque curioso di ascoltare questi Augury. Continua a leggere

LIVE REPORT – GODSPEED YOU! BLACK EMPEROR featuring THE HOLY BODY TATOO
Auditorium Conciliazione (Roma) – 14/10/2017

Onestamente non sono mai stato un fedelissimo seguace dei canadesi Godspeed You! Black Emperor, sebbene “F# A# ∞”, il loro disco che conosco meglio, sia un lavoro veramente notevole. I loro album sono dei veri e propri viaggi sonori, in cui è necessario immergersi completamente per poterne apprezzare le infinite sfumature presenti. Tuttavia, quando sono venuto a sapere prima di questa estate di un loro concerto nell’ambito del sempre più ricco Romaeuropa Festival, in formazione completa ed originale, e per di più piuttosto vicino a casa mia, non ho esitato a comprare immediatamente i biglietti. Continua a leggere

FORTERESSE
“Thèmes Pour La Rébellion”

Quando ormai dieci anni fa ho iniziato a scandagliare in modo più approfondito quel che già allora era il fittissimo sottobosco delle realtà Black non scandinave, uno dei primi gruppi in cui mi sono imbattuto sono stati gli allora esordienti Forteresse, che con il loro magnifico “Métal Noir Québécois” rivendicavano con fierezza fin da tale titolo la loro identità francofona, tratto distintivo della loro discografia che li accomunava a molte altre realtà della scena canadese come Brume d’Automne, Monarque e Csejthe. Per tanti motivi, non ultimo il fatto che di li in avanti i nostri addolcirono, se così si può dire, il proprio suono aggiungendoci parecchie dosi di atmosfericità a discapito di un riffing più diretto, quello è stato l’unico album del gruppo del Québec che ho apprezzato in tutto e per tutto, quindi l’arrivo della richiesta di recensione del loro nuovo “Thèmes Pour La Rébellion” non mi aveva acceso chissà quale entusiasmo, giusto soltanto un po’ di curiosità visto il buon ritorno con la recente “Wendigo” (2014), uscita nello split a quattro “Légendes”. Continua a leggere

Live Report – BLACK MOUNTAIN & SOVIET SOVIET
Villa Ada (Roma) – 04/07/2016

A distanza di alcuni mesi dal concerto degli Amorphis all’Orion, torno ad assistere ad un evento live, questa volta nella splendida e fresca cornice di Villa Ada. Ad esibirsi in questo contesto estivo ci sono i canadesi Black Mountain, con l’inattesa ma gradita presenza del gruppo Post-Punk pesarese Soviet Soviet come supporting act. Fortunatamente, l’organizzazione, tenendo presente che era un lunedì sera, ha scelto un ottimo orario per il concerto, le 21.30, permettendomi di arrivare con tutta calma dandomi così la possibilità di poter ascoltare anche i Soviet Soviet. Continua a leggere

VISION LUNAR
“Luna Subortus”

Veramente particolare è la storia che circonda il progetto Vision Lunar, una one man band formata nel 2006 dal musicista canadese Alexandre Julien, alias Virkelix. Dal 2006 al 2007 il nostro ha infatti iniziato a rilasciare una serie di demo monotraccia, esclusivamente nei giorni di luna piena. A giudicare da titoli come “Luna Borea” o “Luna Maria”, è insomma palese che il nostro satellite argenteo sia sempre stato una delle sue principali fonti di ispirazione. In seguito, il progetto è rimasto sospeso per alcuni anni dal momento che il suo mastermind ha preferito rivolgersi verso sonorità più legate all’Ambient, ad eccezione della raccolta “Phase One (2006-2009)”, uscita in edizione limitata per la Mortification Records, e che riunisce tutti i brani finora scritti a firma Vision Lunar. Continua a leggere

88 MILE TRIP
“Through The Thickest Haze”

Senza neanche spulciare la bio di presentazione fornita dalla Against PR, mi è bastato semplicemente leggere il nome 88 Mile Trip per vedere destato il mio interesse verso questo quintetto canadese, forse intuendo sin da subito una qualche connessione con il mio beneamato Stoner. Sarei davvero curioso di conoscere la scelta di questo nome, visto che ottantotto miglia corrispondono ad una distanza di circa 140 chilometri, più o meno la distanza che separa il centro di Roma con Orbetello. Dopo questo inutile sfoggio di geografia spicciola, vediamo di tornare seri e dare qualche informazione in più su questi cinque ragazzotti originari di Vancouver. Formatisi piuttosto recentemente, e precisamente nel 2013, in pochissimo tempo la band sforna ben due EP, “88 Mile Trip” e “Live In The DTES”, che gli permette di poter mostrare anche il loro potenziale dal vivo, forti anche di diverse date a supporto di nomi importanti come Orange Goblin e Karma To Burn. Giungiamo così al presente con questo “To The Thickest Haze”, uscito in autoproduzione lo scorso settembre e disponibile all’ascolto, insieme alla precedente discografia, sulla loro pagina Bandcamp. Continua a leggere

HARROW
“The River”

Dopo averli ospitati poco tempo fa con l’entusiasmante “Fallow Fields”, tornano sulle nostre pagine i canadesi Harrow che, come già anticipato in quella circostanza, sono freschi di pubblicazione del qui presente EP “The River”. Se due uscite così a stretto giro potrebbero far pensare a dei lavori se non connessi quantomeno molto simili, ciò in effetti appare evidente fin dalle prime note dell’iniziale title track, un bellissimo pezzo acustico che riprende il discorso esattamente dov’era stato interrotto nel precedente lavoro, evidenziando come gli Harrow siano una band che ha una facilità di scrittura su alti livelli davvero impressionante, come confermato anche dai successivi brani, “Stream Enterer” e “Return” Continua a leggere

HARROW
“Fallow Fields”

Sempre attenta a scandagliare nei recessi dell’universo Black Metal, l’attivissima Avantgarde Music questa volta ci propone i canadesi Harrow ed il loro terzo full length “Fallow Fields”, uscito originariamente come tape per Broken Limbs Recordings a metà febbraio pur essendo stato ultimato fin dall’anno precedente, circostanza che spiega la pubblicazione a ridosso dell’EP “The River” di cui ci occuperemo in una delle prossime recensioni. Anche se finire sotto l’egida dell’etichetta italiana è una sorta di certificato di garanzia, il fatto che l’infosheet distribuito dal promoter etichettasse i nostri come “Atavistic Folk Black Metal” qualche perplessità me la aveva fatta venire. Se l’aggettivo “atavistic” poteva infatti voler dire tutto e niente, l’accostamento tra Folk e Black non mi lasciava del tutto tranquillo perché, al netto di lodevoli eccezioni, il più delle volte non si va poi troppo distanti da sonorità degne delle peggiori feste della birra. Continua a leggere

THE ORDER OF THE SOLAR TEMPLE
“The Order Of The Solar Temple”

Recuperare i legami esoterici e occulti che aleggiavano nel Rock e nel Metal negli anni ’70 è quello che vuole ottenere il polistrumentista canadese Matt “Macabre” Emery con questo nuovo progetto musicale che prende in prestito il nome da una delle più controverse sette di quel periodo (vi rigiro il link a Wikipedia per un breve approfondimento). Nella presentazione al disco fornita dalla I, Voidhanger Records, vengono citati importanti nomi come Blue Öyster Cult, il nostrano Paul Chain e persino i Mercyful Fate, al punto tale che non si può non rimanere incuriositi da quanto possa saltare fuori dai solchi di questo debutto. Continua a leggere