FLAMES OF GENESIS
“Interstellar Transmigration Part I: A Bridge To Further Realms”

Dopo l’assurdo viaggio negli abissi infernali fatto coi Thele.S.Therion, la Minotauro Records pare averci preso gusto nel licenziare lavori dalla forte matrice sperimentale che prevedono la creazione di veri e propri paesaggi musicali estremamente visionari. È questo anche il caso del misterioso progetto Flames Of Genesis nato dalla mente di The Voyager, unico membro alla guida di questo suo complesso viaggio interstellare di cui questo “Interstellar Transmigration Part I” è il primo lavoro di una trilogia che ha il nome di “A Bridge To Further Realms”. Eccoci quindi immersi nello spazio profondo, rinchiusi nella nostra astronave ad osservare l’immensità dell’universo. Buchi neri, asteroidi e misteriose costellazioni sono i nostri unici compagni di viaggio in questo percorso dall’ignota destinazione. Continua a leggere

TELE.S.THERION
“Luzifers Abschied”

Non serve che sto qua di nuovo a menarvela sulla mia innata curiosità e sul fatto che, in questi anni di attività su questa ‘zine, ho sempre dimostrato di essere di mentalità totalmente aperta verso ogni genere musicale che suscitasse il mio interesse. In molti dei casi in cui non riuscivo a comprendere il senso di quel che stavo ascoltando, ho sempre preferito fare un passo indietro, fare solamente una descrizione per quanto possibile oggettiva di quanto ascoltato e chiuderla lì, lasciando così il cerino in mano ad un ascoltatore interessato. Tutto questo si ripeterà anche nel caso di questo “Luzifers Abschied” del collettivo musicale denominato Tele.S.Therion e prodotto dallo stesso Marco Melzi per la sua etichetta Minotauro Records. Continua a leggere

TERVAHÄÄT
“Kalmonsäie”

È quasi inutile che ribadisca le stesse cose dette in una altra recensione a proposito della potenza e capacità di un artwork di attrarre la mia attenzione. La copertina in bianco e nero che campeggia su questo secondo lavoro dei misteriosi finnici Tervahäät è veramente stupenda. Quel suo tronco d’albero mezzo rinsecchito ed adagiato sulla sponda d’un maestoso lago trasmette da subito un forte senso di tristezza mista a malinconia. Ovviamente, con la delusione precedente ancora viva, un po’ temevo di approcciarmi ad un’altra fregatura, ma fortunatamente questi Tervahäät son a dir poco meravigliosi. Se il canto funereo del brano d’apertura “Marrasvirsi” potrebbe erroneamente far pensare a uno dei tanti gruppi Neofolk clone degli Ulver di “Kveldssanger”, ci pensa il mantra ipnotico della title-track a fugare qualsiasi dubbio. Continua a leggere

TODESSTOß
“Hirngemeer”

E’ sempre davvero un piacere avere a che fare con quel pazzoide di Martin Lang, musicista ed artista tedesco solito a sfogare il suo delirio creativo nel suo particolare progetto solista chiamato Todesstoß. Sebbene sin dai suoi esordi sia stato musicalmente molto legato al filone Depressive Metal, Lang ha sempre cercato di condire il marciume sonoro da lui prodotto con un atteggiamento a metà tra l’intellettuale ed il performer d’avanguardia, caratteristica spesso sfociata in copertine ed immagini volutamente nonsense, ma sempre e comunque inquietanti. Personalmente, era da un bel po’ di tempo che non ascoltavo più nulla del suo progetto e, se non ricordo male, l’ultima sua opera che ho ascoltato dovrebbe essere stata il suo secondo full-lenght “Würmer Zu Weinen”, datato 2008, ma ora, grazie alla richiesta arrivata dalla I, Voidhanger Records, ho potuto mettere le mani su “Hirngemeer”, ultimo parto della sua fervida mente creativa uscito sul finire dello scorso settembre. Continua a leggere

NERIJ
“Comatose Metamorphosis”

Avevamo lasciato Nerij alla deriva nello spazio profondo col precedente “Alignment Condition”, ed ecco che, a distanza di soli sei mesi, ritorna fra noi poveri terrestri col nuovo e ambizioso “Comatose Metamorphosis”. Infatti, il musicista pugliese ha deciso di estremizzare ulteriormente il già ostico sound del precedente lavoro con lo scopo di poter scavare ulteriormente nei meandri del proprio subconscio. Il risultato finale di questa sua nuova opera è una sfiancate unica traccia lunga un’ora, nella quale l’ascoltatore viene investito da un continuo divenire di spettrali suoni ambientali, dai quali vengono esclusi ogni traccia di vita e calda umanità. Continua a leggere

NERIJ
“Alignment Condition”

Davvero instancabile il buon Nerij, che a pochi mesi di distanza dall’ultima volta ritorna sulle nostre pagine con questo nuovo lavoro intitolato “Alignment Condition”. Messe per il momento da parte le atmosfere riflessive e ariose che caratterizzavano il precedente “Sorrow²”, Nerij ritorna su quei sentieri oscuri e deviati racchiusi in “Lophopora Williamsii…”, seppure ripresi in maniera diametralmente opposta. Infatti, se in quella release si aveva l’impressione di vivere in prima persona gli effetti allucinogeni dovuti al funghetto a cui si allude nel titolo, in questo “Alignment Condition” il suono si rende di un freddo mortale, cosa che, insieme ad una serie di rumori ed effetti di natura meccanica, dà un quadro sonoro di pura desolazione cosmica in cui lo sguardo spazia verso lidi di totale solitudine, dove l’unica compagnia percepibile è data dal flebile ronzio elettrico dei sistemi di mantenimento vitale. Continua a leggere

NERIJ
“Sorrow²”

A poco meno di un anno dall’uscita dell’interessante demo “Lophophora Williamsii And Monochromatic Perceptions”, ritorna sulle nostre pagine l’ipnotico Dark Ambient dei Nerij con questo EP dal titolo “Sorrow²“. In questo nuovo lavoro, Nerij mostra sicuramente un notevole passo in avanti nella produzione dei propri quadri sonori, migliorando molto la pulizia dei suoni, oltre che presentando una produzione decisamente più levigata e curata (anche se il sound zanzaroso un po’ Xasthur che aleggiava nel precedente demo non mi dispiaceva affatto), ma quello che però risulta più evidente è la virata verso atmosfere più aperte ed “ariose” rispetto al passato. Continua a leggere

FROZEN OCEAN
“The Dyson Swarm”

“Una sfera di Dyson è una ipotetica enorme struttura di rivestimento che potrebbe essere applicata attorno ad un corpo stellare allo scopo di catturarne l’energia. È stata teorizzata dall’astronomo britannico Freeman Dyson.” (cit. Wikipedia)

Che il Black Metal potesse essere sfruttato come veicolo narrativo per la scienza o la fantascienza non è certamente una novità, gli stessi Darkspace hanno dimostrato come l’immensità e la grandezza della spazio profondo, unito ad un certo misticismo, possano creare quadri sonori di elevata grandezza e spessore. Continua a leggere

WINTERBLOOD
“Anelli”

Winterblood è una delle rare e preziose realtà Ambient nazionale che può considerarsi, in termini compositivi e qualitativi, una garanzia grazie ad un percorso musicale costellato da un continuo crescendo di emozioni ed esplorazioni e volto, ad ogni uscita, a perfezionare e alimentare quel “fil rouge” che connette le sue creazioni: una catarsi e un’ascesa spirituale attraverso sonorità minimali e percorse da una lentezza che declama la loro atemporalità rispetto alle vicende terrene. Continua a leggere

SYNOP
“77 Bombers”

E’ solo durante la seconda guerra mondiale che le forze aeree vennero usate massicciamente in ambito militare. Alcuni strateghi erano addirittura convinti che con i soli bombardieri sarebbe stato possibile vincere qualsiasi battaglia. In verità la tecnologia non si rivelò sufficiente perché ciò potesse avvenire e molti degli attacchi aerei condotti dagli alleati sfociarono in perdite clamorose e, talvolta, in veri e propri fallimenti. Continua a leggere

SYNOP
“At The End Of The World When The Lights Fade Out”

I SynoP, un progetto Dark Ambient dell’olandese Ton Janssen, incarnano esattamente ciò che ci si aspetta dal genere, senza compromessi. L’autore, filmmaker e musicista tiene a farci sapere che la sua musica viene prodotta a Eindhoven, città più “tecnologica” dei Paesi Bassi conosciuta per aver ospitato diversi pionieri della musica elettronica. Continua a leggere

NERIJ
“Lophophora Williamsii And Monochromatic Perceptions”

Ammetto che ogni volta trovo sempre piuttosto difficile recensire lavori di Dark Ambient ultraminimalista, poiché per affrontare lavori di tale genere ritengo sia necessario riuscire a trovare nell’ambito del trantran quotidiano un bel lasso di tempo in cui potere sedersi in poltrona, cuffie alla mano, e lasciarsi prendere, senza altri pensieri in testa, dalle sensazioni fisiche e mentali rilasciate dal lavoro in ascolto. Tutto questo preambolo serve per introdurre l’interessante progetto pugliese Nerij, una one-man band che giunge al secondo lavoro con questo “Lophophora Williamsii And Monochromatic Perceptions” avendo già in passato realizzato un altro demo, intitolato “Fato Ottenebrato Ghermente Anime Inquiete”, maggiormente rivolto verso sonorità Depressive Black Metal. Continua a leggere

DISIPLIN
“Hostis Humani Generis”

Il 21 Aprile 2010 ha segnato l’uscita del terzo album dei Disiplin dal titolo “Hostis Humani Generis”. Non credo che sia una pura coincidenza il fatto che il duo norvegese abbia scelto proprio quella che si suole indicare come data in cui ricorre la fondazione di Roma (753 a.C.) per rilasciare il nuovo lavoro in cui vengono abbandonate le tematiche chaos-gnostiche che avevano contraddistinto il primo periodo della loro produzione per approdare a tematiche pagane e a quella che loro chiamano “Kulturkampf”. Continua a leggere

LUSTRE
”Welcome Winter”

Il mini “Welcome Winter” venne alla luce a pochi mesi di distanza da “Night Spirit”, il primo full di Lustre, one-man band di Nachtzeit. Lo svedese propone un Black Metal atmosferico influenzato da bands come Vinterriket e Paysage D’Hiver anche se, rispetto a quest’ultimo, i toni sono meno rabbiosi e più suadenti. Continua a leggere