BUIOINGOLA
“Il Nuovo Mare”

Questo “Il Nuove Mare” è un lavoro destinato quasi certamente a finire sulla mia top list di fine anno, ed è veramente un peccato che il terzetto italiano, nonostante i buoni riscontri del disco, abbia già annunciato il proprio scioglimento. Infatti, la qualità delle idee presenti ed il suono particolare che avvolge i loro brani era la dimostrazione totale di una band decisamente molto al di sopra della media, che se ne fregava altamente degli steccati di genere, pur di raggiungere l’obiettivo, ossia sbatterti in faccia il proprio mal di vivere. La chitarra di Diego Chuhan ha forti retaggi Black, sia come suoni che come riffing, ma ad essa si oppongono i ritmi ferocemente tribali di Thomas Gianardi, che ricorre spesso a suoni e loop campionati. Continua a leggere

DAY BEFORE US
“Nihil Interit”

E’ passato poco più di un anno da quando ho recensito in modo entusiasta le sonorità elegiache e crepuscolari dell’artista francese Philippe Blache e del suo progetto a nome Day Before Us, ed ecco giungere in maniera del tutto inaspettata il suo seguito “Nihil Interit”. Sebbene le coordinate stilistiche scelte da Blache rimangano più o meno ancorate a quanto mostrato nel debutto, fin dalle due tracce d’apertura “Saint Of Grief” e “Vigils Of Time” si nota una decisa sterzata verso sonorità più minimali e dilatate, con la delicata voce di Natalya Romashina a fare il suo ingresso solamente nella terza traccia “Per Aspera Ad Astra”. Continua a leggere

LIVE REPORT – THE CURE + THE TWILIGHT SAD
Palalottomatica (Roma) – 30/10/2016

Non sono mai stato un accanito fan dei The Cure, ma se c’è un disco che mi porterei sulla classica isola deserta, questo sarebbe senza alcun dubbio “Disintegration”. Uno di quei pochi lavori che quando sei in un particolare stato mentale, diventa quasi una sorta di droga di cui non puoi proprio fare a meno. Quelle chitarre che definirei quasi liquide, unite al meraviglioso basso di Gallup, sono un ideale accompagnamento alle proprie riflessioni interiori ed hanno davvero pochi uguali nella musica. Ad ogni buon conto, nei miei ascolti passati non c’è ovviamente solo questo grandissimo capolavoro, ma anche lavori come “17 Seconds” o “Pornography”, insomma i The Cure più foschi e cupi, hanno forgiato e non poco il mio background musicale. Fatta eccezione per la stramba parentesi del loro debut album, ho sempre snobbato invece la parte più solare e pop della band, quella che appare in parte su “The Head On The Door”, ma in special modo in dischi come “The Top”, “Kiss Me Kiss Me Kiss Me” o “Wish”. Per quanto belle e trascinante potessero essere “Friday I’m In Love” o “Close To Me”, i veri The Cure per me erano quelli che trascinavano in mondi da incubo, come in “A Forest”, o che esaltavano a dismisura il proprio stato malinconico, manco a dirlo “Fascination Street”, il MIO pezzo dei The Cure. Tutto questo preambolo serve a dire che, sebbene i The Cure bene o male siano stati sempre presenti nella mia vita, ero comunque un po’ titubante di andarli a vedere dal vivo, o comunque non erano certamente in cima ai pensieri, come invece è per i King Crimson che suoneranno questo fine settimana. Però se ricevi il biglietto per il parterre come regalo di compleanno, non puoi che esserne strafelice. Continua a leggere

DAY BEFORE US
“Prèlude À l’Âme d’Êlègie”

Bellissimo. Mi basterebbe semplicemente questa parola per chiudere subito la recensione di “Prèlude À l’Âme d’Êlègie”, quarto full-lenght del progetto francese Day Before Us pubblicato nel corso dello scorso dicembre dalla conterranea label Opn. Infatti, sin dalla prima volta che ho premuto play, sono stato immediatamente rapito dalle splendide sonorità elegiache e crepuscolari create magistralmente dal mastermind Philippe Blache. Un suono intriso del romanticismo più puro, che d’incanto ti trasportano dentro un quadro di Friedrich, dove la bellezza della natura più selvaggia si mostra davanti a noi poveri mortali. Tutto questo viene meravigliosamente rappresentato dai synth di Blache, dove Ambient, Dark Wave e Neoclassicismo si uniscono per dare vita a scenari di incomparabile bellezza in cui anche il tempo sembra quasi volersi arrestare. Continua a leggere

EAUX SAINES
“Eaux Saines”

Dai primi scambi di email avuti con Colin Manierka, il mastermind che si cela dietro questo progetto francese chiamato Eaux Saines, mi ero fatto una specie di idea tutta personale di quel poteva veramente essere il Dark Wave proposto. Guardando la surreale copertina, avevo istintivamente pensato ad un qualcosa che inglobasse partiture Neofolk con qualche tocco Ambient. Invece le mie elucubrazioni sono state quasi del tutto sconfessate dall’ascolto reale di questo full-lenght di debutto. Infatti, il Dark Wave inteso da Colin è proprio un ritorno alle radici reali del genere, ossia quelle dei primi anni ’80 che vedono i propri padri figurativi nei Depeche Mode e Gary Numan, con tanto di drum machine pulsante e qualche divagazione che sfocia in brani potenzialmente ballabili dagli amanti del Synth Pop degli anni ’80 come nel caso di “Almost” e “Unfalling”. Continua a leggere

COLLOQUIO
“Io E L’Altro”

Non si finisce mai di scoprire nuove ed interessanti realtà nel fitto sottobosco musicale italiano, sebbene nel caso dei Colloquio l’aggettivo “nuovo” sia alquanto fuori luogo. Infatti, il progetto del tastierista e vocalist Gianni Pedretti, successivamente affiancato dalla controparte Sergio Calzoni, è attivo dal lontano 1993, anno in cui vide la luce anche la tape d’esordio “Il Giardino Delle Lacrime”, e vanta diverse cassette e ben quattro full lenght, l’ultimo dei quali “L’Entrata – L’Uscita” risale allo scorso anno. Continua a leggere

DPERD
“Kore”

Dietro la particolare sigla Dperd si cela un duo che affonda le proprie radici musicali nei (purtroppo) lontani anni novanta. Infatti, la vocalist Valeria Buono ed il polistrumentista Carlo Disimone, facevano entrambe parte dei Fear Of The Storm, storica band di culto nell’ambito della scena Dark Wave italiana. Qualche anno dopo lo scioglimento di tale band, i due musicisti si sono riuniti per formare questo nuovo progetto, che rilascia nel 2003 il primo lavoro autoprodotto intitolato semplicemente “2003”. Il successivo “3non” porta alla ribalta il duo di Caltanissetta grazie ad un buon passaparola tra pubblico e critica, e nel 2008 con il terzo “Regalerò il Mio Tempo” inizia il forte sodalizio artistico con la My Kingdom Music, che porterà alla pubblicazione di “Io Sono Un Errore” e del qui presente “Kore”. Continua a leggere