BEGERITH
“A.D.A.M.”

Sebbene abbia più volte dimostrato di avere una mentalità aperta a qualsiasi genere ed anche di mostrare sempre il massimo rispetto verso tutti i gruppi e le label che nel corso degli anni ci hanno spedito del materiale, capita purtroppo anche a me che vi siano dei casi in cui il gusto personale finisca per sovrastare la mia “professionalità”, in nome della quale cerco di mantenere un giudizio quanto più possibile obiettivo. Tutto questo inutile ma necessario preambolo mi serve per dire in maniera più onesta possibile che, per quanto io possa aver ascoltare questo disco dei Begerith, un quartetto russo trapiantato in Polonia, non riesco ad andare oltre una forte sensazione di noia. Non me ne vogliano i quattro che, per carità, il loro Black Death di totale derivazione Behemoth, a cui si aggiungono qua e là anche qualche speziatura a là Nile, lo portano a casa senza problemi. Continua a leggere

NECROPHOBIC
“Mark Of The Necrogram”

Anche se magari non sono tra i primi nomi che mi vengono in mente quando si parla del panorama estremo svedese, i Necrophobic sono un gruppo che è in giro ormai da davvero tanto tempo e che, per quel che mi riguarda, è riuscito a ritagliarsi un meritato spazio con “The Nocturnal Silence” e “Darkside” prima di iniziare a perdersi un po’ per strada con i successivi album. Questa loro ottava fatica sulla lunga distanza intitolata “Mark Of The Necrogram” non era quindi magari una di quelle uscite che attendevo con chissà quale impazienza o aspettative, in particolare dopo l’anonimo “Womb Of Lilithu”, ma l’ascolto era quantomeno obbligatorio visto anche il ritorno in formazione degli storici Sebastian Ramstedt e Anders Strokirk, pronti ad affiancare nuovamente il buon Joakim Sterner. Continua a leggere

KHAZADDUM
“Plagues Upon Arda”

Definiti dal proprio promoter come Dwarfen Death Metal vista la precisa comunanza di monicker e liriche totalmente devote alla esaltazione dei nani dell’universo di Tolkien, gli americani Khazaddum giungono dopo quattro anni di attività all’esordio sulla lunga distanza con questo album intitolato “Plagues Upon Arda”, rilasciato tramite la label canadese Black Market Metal Label. Tralasciando l’aspetto puramente tolkeniano della proposta, il loro Death Metal è un continuo assalto all’arma bianca in cui lo stile di Morbid Angel e, soprattutto, dei Nile di “Ithypallic” e “Annihilation Of The Wicked”, è il più preciso riferimento. Continua a leggere

RAPTURE
“Paroxysm Of Hatred”

I Rapture sono un gruppo greco che con questo “Paroxysm Of Hatred” arriva al secondo lavoro sulla lunga distanza nell’arco di neanche sei anni. Come forse potrebbero farvi intuire il loro logo ed il loro monicker, che ho finito per associare subito rispettivamente al Thrash ed ai Morbid Angel di “Covenant”, i nostri si cimentano per l’appunto in un Death/Thrash Metal old school devoto in toto alle sonorità venute fuori dalla scena estrema di questi due generi a cavallo tra gli anni ’80 e ’90. In linea di massima, niente che si avvicini a qualcosa di vagamente innovativo, questo è poco ma sicuro, ma come era accaduto con i Ripper, anche i Rapture dimostrano di avere una padronanza della materia ben al di sopra della media, come è testimoniato nei quaranta minuti e poco più a loro disposizione. Continua a leggere

SECTESY
“In The Secretion Of Upcoming Days”

Iniziamo questo nuovo anno di lavoro, tra l’altro incominciato subito con la rottura del mio fedele stereo, con questo simpatico gruppetto di origine ceca, che potrebbe essere stato tranquillamente formato dopo l’ennesima maratona televisiva di “The Walking Dead”. Infatti, questi Sectesy si presentano abbigliati nei loro cd e video vestiti da veri e propri zombi. Se il loro “sobrio” outfit e le copertine ricche di sbudellamenti vari potrebbero far pensare all’ennesimo gruppo slam di serie Z, ci pensa già l’opener di questo “In The Secretion Of Upcoming Days”, intitolata non a caso “Eaten Alive”, a sparigliare completamente le carte. Continua a leggere

EXHUMED
“Death Revenge”

Quando ormai già pensavo che la mia classifica di fine anno fosse praticamente cosa fatta, ecco che gli Exhumed arrivano a fil di sirena a farmici rimettere mano. Ma andiamo con ordine. Anche se han sempre portato avanti un Goregrind vicino ai miei gusti, gli americani non sono mai stati una band che ho seguito con regolarità, finendo il più delle volte per recuperare del tutto casualmente i loro lavori solo ad anni di distanza. Con questo “Death Revenge”, loro sesto full length che esce a quattro anni da “Necrocracy”, la situazione stava esattamente per ripetersi, ma questa volta l’imbeccata del buon KarmaKosmiK mi ha fatto accorgere per tempo di un’uscita che altrimenti chissà quando avrei ascoltato. Continua a leggere

INVERTED MATTER
“Detach”

Strani. Fottutamente strani. Questo il mio primo pensiero su questo debutto autoprodotto intitolato “Detach” creato dal combo italo-americano che risponde al nome di Inverted Matter. Formatasi nel 2007 col nome di Cyanide Christ come duo con Gianluigi Giacon (voce) ed Andrea Tocchetto (chitarra, basso e drum machine), la band ha nel corso degli anni subito ben due radicali mutazioni che han trasformato questo piccolo progetto della provincia trevigiana in un corazzata che vede tra le proprie file nientemeno che Michael Smith, lo storico batterista dei Suffocation, oltre al chitarrista Jason Nealy, già in forza nei Bleeding Eyes, ed al bassista Livio “Lispio” Langaro. Nonostante la presenza di un peso massimo come Smith in formazione, questo esordio intitolato “Detach” è uscito lo scorso aprile stranamente come autoproduzione disponibile all’ascolto ed all’acquisto tramite Bandcamp. Continua a leggere

VERTHEBRAL
“Regeneration”

Era da un po’ che non riprendevo in mano la mia amata pseudo-rubrica, simpaticamente intitolata “Pechino Express”, nella quale vado a recensire e presentare dei gruppi provenienti dalle nazioni più inconsuete ed esotiche. Quest’oggi tocca quindi al giovane quartetto paraguaiano Verthebral, al suo debutto con questo “Regeneration”, uscito lo scorso fine giugno per conto della Satanath Records. All’inizio, forse a causa di un ascolto piuttosto frettoloso o forse per l’opener “Place Of Death”, li avevo scambiati per un giovane clone dei Morbid Angel. Poi, riascoltando con più attenzione questo “Regeneration”, mi sono reso subito conto del mio errore di valutazione. Certo, qua e la’ richiami al buon Trey e compagnia radikult saltano ovviamente fuori, ma la vera stella polare dei Verthebral sono a mio avviso i Death di “Leprosy”. Continua a leggere

PERVERSITY
“Idolatry”

Avevo già accennato di striscio ai Perversity in occasione della recensione dei loro connazionali, nonché compagni di etichetta, Gloom, dato che il loro quinto full-lenght intitolato “Idolatry” faceva parte dello stesso promo pack. Avendo alle spalle un’esperienza più che ventennale, i nostri cinque slovacchi si dimostrano sin dalle note dell’opener “Blackmoon Offerings” piuttosto abili nel riuscire ad interpretare in maniera convincente un Death Metal di chiara derivazione americana, con particolare riferimento ad un gruppo come i Morbid Angel, ma anche Cannibal Corpse e Hate Eternal. Continua a leggere

HAEMORRHAGE
“We Are The Gore”

Con buona pace di chi vorrebbe che il Metal si prendesse sempre fin troppo sul serio, la nostra musica preferita non ha mai lesinato di regalarci dei gruppi in grado di trattare con un qual certo humour la materia. Senza scomodare la lucida follia della buonanima di Seth Putnam e dei suoi Anal Cunt ed Impaled Northern Moonforest o band come i Cannabis Corpse che parodizzano titoli e tematiche dei più importanti album Death, ho sempre avuto un debole per quelle realtà Goregrind capaci di conciliare buone doti creative con spiccate dosi di dissacrante (auto)ironia. Prima dei Torsofuck e dei To Separate The Flesh From The Bones, chi aveva saputo incarnare perfettamente questa mia fissazione erano stati gli Haemorrhage, conosciuti per caso ai tempi di “Morgue Sweet Morgue”. Continua a leggere

CEMETERY WINDS
“Unholy Ascensions”

Vista la sua provenienza, quando sono andato ad ascoltare il debutto assoluto di quella che si è poi rivelata esser una one man band che risponde al nome di Cemetery Winds, pensavo che mi sarei trovato alle prese con un tutto sommato classico album di Black Metal finlandese. Janne Lukka, la mente che sta dietro a questo progetto e che per l’occasione si è fatto aiutare da Kari Kankaanpää e Marko Ala-Kleme alla voce e Juho Manninen al basso, con questo “Unholy Ascensions” ci porta invece su territori in bilico tra il Death ed il Black Metal, con sette pezzi che, per molti dei loro aspetti, potrebbero essere visti come il risultato di un’ideale jam session tra gli Entombed ed i Dissection. Continua a leggere

RESURRECTED
“Resurrected”

Direi che l’uso della famosa locuzione latina nomen omen sia perfetto per aprire la recensione di questi tedeschi Resurrected, che infatti non a caso han deciso di intitolare il loro primo full-lenght dopo otto anni proprio con il loro nome. Un ritorno dal mondo dei morti verrebbe quasi da dire, dal momento che la band tedesca ha alle spalle una storia più che ventennale, ed una nutrita discografia, che però ha di colpo subito un brusco rallenatamento nel corso degli ultimi anni, limitando la propria produzione ad un paio di EP. Francamente, nonostante non sia dunque un gruppo di primo pelo, questi Resurrected sono a me completamente sconosciuti. Continua a leggere

PAGANIZER
“Land Of Weeping Souls”

Era da qualche tempo che avevo voglia di ascoltare almeno uno dei tanti progetti nei quali è impegnato Rogga Johansson. Il biondo chitarrista svedese ha infatti all’attivo decine e decine di progetti, tra cui i Megascavenger e Johansson & Speckmann, assieme al mastermind dei Master. Dal momento che l’etichetta indiana Transcending Obscurity ci ha proposto la recensione dell’ultimo nato sotto il nome Paganizer, non mi sono fatto assolutamente scappare l’occasione. Pur non conoscendo la precedente ed estremamente nutrita discografia della band, posso immaginare che i Paganizer abbiano da sempre proposto un Death Metal svedese dai suoni e riff totalmente devoti al genere. Infatti, questo “Land Of Weeping Souls” è un concentrato di riff che mandano evidenti richiami ai maestri del genere, ossia Grave, Dismember ed Entombed. Continua a leggere

ANTIPATHIC
“Autonomous Mechanical Extermination”

Davvero curioso come, pur occupandoci solo di rado di Brutal e derivati, la nostra lista di richieste sia sempre invasa da gruppi che propongono tali sonorità. Come se non bastasse, a queste si aggiungono pure i promo, che prima o poi dovremo iniziare seriamente a filtrare come tutto il resto, in cui a farla da padrone è ancora una volta questo genere. Ecco spiegato il motivo per cui mi trovo a scrivere del qui presente “Autonomous Mechanical Extermination”, EP di debutto assoluto di un progetto internazionale portato avanti dall’italiano Tato, già negli Zora e qui alla voce ed al basso, e dallo statunitense Chris, che in questo lavoro si occupa delle chitarre e della batteria. Sulla carta gli Antipathic dicono di voler fondere Death, Slam, Grind e Blackened Thrash ma, all’atto pratico, si trova ahimè poco o nulla di questi ultimi generi, con le tre tracce che si concentrano invece soprattutto sugli altri due aspetti, con la classica voce gutturale che si fa strada tra prevedibili stacchi Slam e ripartenze che soltanto nella title track riescono ad uscire un minimo dall’anonimato. Continua a leggere

NASTY SURGEONS
“Exhumation Requiem”

Nipotini bastardi dei Carcass. Potrei tranquillamente non aggiungere altro e chiudere qui la recensione, avendo la certezza di avere già inquadrato e descritto nel migliore dei modi il debutto di questo giovane quartetto spagnolo che risponde al nome di Nasty Surgeons. Eppure, se ci si ferma ad ascoltare con maggiore attenzione i dieci brani proposti in questo “Exhumation Requiem”, non sono nemmeno così rari ed ininfluenti dei rallentamenti e dei passaggi più melodici che vanno a pescare a piene mani nella migliore tradizione del Death di matrice svedese. Certo, i Carcass e i loro diretti discendenti come Exhumed e Impaled, ma mettiamoci anche i primi Haemorrhage visto che siamo in Spagna, sono senza alcun dubbio la fonte di ispirazione primaria per i Nasty Surgeons, con il pedale dell’acceleratore sempre ben premuto per tramandare in piena coerenza il sacro verbo del Grind Death. Continua a leggere

NECROWRETCH
“Satanic Slavery”

C’è poco da fare. Quando hai una band feticcio, è quasi impossibile che ti possa riservare qualche delusione. E questo anche, o soprattutto, se con il passare degli anni continua a proporre più o meno sempre lo stesso tipo di sonorità. Ecco, basterebbero già queste poche righe per illustrare compiutamente questa terza fatica sulla lunga distanza dei francesi Necrowretch, un gruppo del quale ormai posso scrivere con il pilota automatico e per cui rimangono sempre valide le parole spese in occasione delle recensioni dei precedenti “Putrid Death Sorcery” e “With Serpents Scourge”. Continua a leggere

VENENUM
“Trance Of Death”

Dopo l’eccellente esordio con un EP uscito nel 2011 che mostrava una band totalmente a proprio agio nel dar vita a delle piccole perle di puro Death, i tedeschi Venenum sembravano spariti dalla circolazione e tornano solo ora a farsi vivi con questo “Trance Of Death”. Il timore che una gestazione così lunga potesse essere imputabile ad una scarsa vena compositiva viene però fortunatamente spazzato via sin dalle prime battute di “Merging Nebular Drapes”, che dopo la coinvolgente intro “Entrance” ed i suoi archi ci catapulta direttamente nella nuova dimensione dei Venenum. Non uso a caso questo termine perché infatti i nostri, pur non avendo stravolto il proprio suono, hanno saputo introdurre dei piccoli ma sostanziali elementi che lo rendono ancora più intrigante e personale. Continua a leggere

BLASPHEMER
“Ritual Theophagy”

Se a fine marzo mi trovate a parlarvi di un album uscito nell’ottobre dell’anno scorso non è perché all’improvviso hanno smesso di arrivarci richieste, ma semplicemente perché si tratta di una release che mi sento in dovere di segnalarvi. Sotto i nostri riflettori questa volta c’è “Ritual Theophagy” dei nostri connazionali Blasphemer, una band attiva già da quasi vent’anni e con un buon esordio alle spalle (“On The Inexistence Of God”, uscito però parecchio tempo fa, nel 2008) che, a dispetto del nome, non si dedica ad un Black Metal tutto satanassi e caproni ma piuttosto ad un Brutal Death di chiara matrice americana. Continua a leggere