AFRAID OF DESTINY
“Agony”

Nato inizialmente col nome di Vitam Nihil Est nel febbraio del 2011, il progetto del polistrumentista veneto Adimere, si è sviluppato in maniera più concreta solamente un anno dopo, con il cambio di monicker nell’attuale Afraid Of Destiny. In tale nuova forma, Adimere rilascerà nel 2013 ben tre lavori: un demo, uno split a tre nel quale sono state inserite anche le prime registrazioni sotto il nome di Vitam Nihil Est e l’altro suo progetto Neoclassical Suicide, nonché il primo full-lenght dal titolo “Tears Of Solitude”. Ci vorranno poi altri quattro anni per portare a compimento questo “Agony”, sebbene Adimere abbia comunque continuato a pubblicare del nuovo materiale, di cui cito giusto lo split fatto insieme agli About Abortions, nostre vecchie conoscenze su queste pagine. Continua a leggere

L.A.C.K.
“The Fragile (Soundtrack For The Tormented)”

Parlai del progetto L.A.C.K. circa un annetto fa, quando recensii il loro singolo di debutto “Where Everything’s Gone”. Pur essendo un lavoro dalla durata abbastanza limitata, la band di Acheron mi aveva subito colpito per la sua capacità di unire a un Depressive Black piuttosto tradizionale accostamenti Post-Rock ed un buon gusto per le melodie. Ecco arrivare ora, per conto della label messicana Throats Production, un bel full-lenght che possa finalmente chiarirmi le idee sulle reali qualità della band. In “The Fragile (Soundtrack for the Tormented)”, ad accompagnare Acheron, che si occupa della chitarra, composizione e parte delle vocal, questa volta troviamo ben tre membri degli Eyelessight, ossia Ky e HK, rispettivamente al basso e alla batteria, più Kjiel, che canta su “Your Reflection”, a cui si aggiungono The Haruspex dei Selvans alla tastiere, oltre che voce addizionale su “Distress Supernova” e “The Fragile”, e Tenebra dei Dreariness, che canta in “The Fragile”. Continua a leggere

PERPETUAL MELANCHOLY
“Perpetual Melancholy”

Nati da un’idea del mastermind e chitarrista Vindsorg nel 2013, i Perpetual Melancholy si sono poi allargati fino a diventare un vero e proprio gruppo con l’arrivo di ben due membri degli Eyelessight, ovverosia Ky al basso e voce e Gris alla seconda chitarra, con il batterista Torpor a completare la line up. Il qui presente EP di debutto è stato composto nel 2014 e poi rilasciato in forma digitale nello scorso luglio e ristampato successivamente in cd dalla tedesca Winterwolf Records qualche mese dopo. Nonostante la presenza di sole tre tracce, i Perpetual Melancholy si aggirano su territori molto simili a quelli già percorsi dagli Eyelessight, ossia un Depressive Black fortemente innestato su d’un tessuto Post-Rock. Continua a leggere

EYELESSIGHT
“Mantra Per Sopravvivere Inutilmente”

E’ nostra ferrea regola ignorare richieste di recensioni per lavori la cui data di pubblicazione risalga a più di sei mesi prima. Purtroppo, questo serve per non intasare più del dovuto la nostra personale coda di recensione, che nonostante tutto ciò rimane pericolosamente lunga. D’altronde, gestire in due una piccola, ma vitale, ‘zine come Hypnos Webzine non è facile, e più di un certo numero di articoli mensili, io ed il mio collega proprio non riusciamo a fare. Ovviamente esistono anche delle rare eccezioni che facciamo ogni tanto, ed una di queste riguarda il full-lenght di debutto dei pescaresi Eyelessight. Infatti, sebbene “Mantra Per Sopravvivere Inutilmente” sia uscito originariamente in autoproduzione nel novembre del 2014, è stato poi ristampato nei primi mesi dello scorso anno dalla Self Mutilation Services, rientrando così per un pelo nel limite temporale del nostro regolamento. Inoltre, l’altra circostanza che mi ha spinto ad occuparmi di questo gruppo è senza alcun dubbio l’interesse che tale release ha destato nel sottoscritto. Infatti, pur rietrando a pieno titolo nel Depressive Black, gli Eyelessight affogano i tipici clichès del genere in un mare oscuro fatto di riverberi e delay decisamente Post-Rock, creando così una sonorità avvolgente e dai forti accenti malinconici. Continua a leggere

L.A.C.K.
“Where Everything’s Gone”

Un acronimo come L.A.C.K., ovverosia “Life’s afflictions can kill” (traducibile come “le afflizioni della vita possono uccidere”), ed una inquietante copertina che ritrae una bambola distesa sul letto di un ospedale abbandonato, non possono che far inquadrare tale progetto in ambito Depressive Black Metal. Anche se di breve durata e con un solo vero brano originale (“Wanderings Into Infinity”), per nostra fortuna, il leader Acheron riesce nell’impresa di imporre già dal primo tentativo una propria impronta personale ad un genere che da tempo soffre di band fatte con la carta carbone. Infatti, pur non discostandosi molto dai tipici clichès del Depressive, la sua ricetta mostra un grosso uso di chitarre in clean di vago stampo Shoegaze, oltre che un grande gusto per melodie e arrangiamenti. Continua a leggere

HATEFUL DESOLATION
“Withering In Dust”

Un nome come Hateful Desolation lascia sicuramente poco spazio all’immaginazione su cosa possa riservare all’ascoltatore tale progetto musicale, e infatti siamo alle prese con un puro e desolante Depressive Black Metal. Se a questo si aggiunge poi il fatto che in cabina di regia c’è, sotto un diverso nick, Lord Mist dei Frostagrath, allora il quadro d’insieme si fa decisamente completo. In questa nuova incarnazione dell’estroso polistrumentista egiziano, che vede anche la partecipazione del giovane screamer italiano Grey Ravenmoon, vengono messe decisamente in primo piano le tastiere, il cui suono pieno e melodico donano a questo breve lavoro d’esordio un feeling decisamente malinconico. Continua a leggere

INTERVISTA ABOUT ABORTIONS – Solitudo Cyfer & Thirteen Forever

Stranianti e spiazzanti, così avevo definito il duo About Abortions in occasione della recensione del loro primo full-leght “Substance Of My Psychosis”. Visto l’interesse che tale lavoro aveva suscitato nel sottoscritto, Hypnos Webzine è andata ad intervistare Solitudo Cyfer e Thirteen Forever…. Continua a leggere

ABOUT ABORTIONS
“The Substance Of My Psychosis”

Stranianti e spiazzanti. Non riesco a trovare altre parole per descrivere le sensazioni ricevute durante l’ascolto di “The Substance Of My Psychosis”, primo full-lenght da parte del duo italiano About Abortions. Il loro impatto sull’ascoltatore è decisamente forte, sin dalla scelta di inserire una parola alquanto scomoda come aborto nel loro nome, oltre che a livello visivo e in quello sonoro. Certo, non nascondo che quando ho ascoltato il lavoro per la prima volta ed è partita l’opener “Amputation Of Torment”, pensavo ad uno scherzo di cattivo di gusto, con una resa sonora che definire grezza è un complimento e con la chitarra praticamente nascosta dalla batteria e ridotta ad un fastidioso rumore di fondo, ben accompagnata in questo dalle due strambe voci di Solitudo Cyfer e Thirteen Forever sempre intente a trapanarti le orecchie. Continua a leggere

HYPOTHERMIA
“Självdestruktivitet Född Av Monotona Tankegångar III”
“Självdestruktivitet Född Av Monotona Tankegångar IV: Warakumbla”

Pur non essendo affatto un patito del Depressive Black Metal, vuoi per una certa monotematicità insita nel genere, vuoi per un palese livellamento verso il basso che sembra aver colpito da un bel po’ di tempo a questa parte questo tipo d’uscite, devo però ammettere che alcuni gruppi sono riusciti più di altri a catturare la mia attenzione. Tra questi, al primo posto ci sono senza ombra di dubbio gli Hypothermia, che nel corso degli anni hanno saputo tenere quasi sempre su elevati livelli la qualità delle proprie produzioni, cosa non così scontata vista la quantità di materiale sfornata (quattro full length e ben più di una decina tra demo, split ed EP) in un relativamente breve lasso di tempo. Continua a leggere

SICK’S AGONY
“Towards My Places”

Il progetto Sick’s Agony prende forma nel 2006 da una costola della Black Metal band trevigiana StormFrost, di cui fanno parte Suffer e Blackhate , rispettivamente nel ruolo di chitarrista e batterista. Insieme pongono le basi per il primo demo intitolato “Depressive Instict”, nel quale inizia a modellarsi la loro idea compositiva basata interamente su mid-tempo oscuri ed ossessivi, ispirata fortemente dal Depressive e dal Doom. In seguito all’ abbandono di Blackhate, Suffer decide di continuare in solitaria e, dopo diversi anni, nel 2013 finalmente realizza un EP, “Empire’s Paranoia”, seguito qualche mese dopo dal qui recensito “Towards My Places”, rilasciato in cinquecento copie dalla label messicana Self Mutilation Services. Continua a leggere

DEPICTING ABYSM
“Immersion”

L’ho sempre detto e continuo a ripeterlo, al giorno d’oggi riuscire a risultare personali e comunicativi in ambito Depressive è sfida estremamente difficile da vincere. Infatti, l’estremo proliferare di one-man band casalinghe fatte con lo stampino, unito ad una matrice musicale che difficilmente è riuscita a distaccarsi dal proprio padre putativo Burzum, hanno di fatto affossato uno stile che, a cavallo della prima decade del duemila, aveva portato alla ribalta un modo d’interpretare il Black Metal più intimo e personale. Detto questo, potrei tranquillamente limitarmi a catalogare i Depicting Abysm in questa mia affermazione e chiudere subito la recensione. Tuttavia, non posso permettermi di non far emergere nemmeno quelle piccole intuizioni che rendono la seconda traccia, “Descent”, piuttosto interessante. Ma andiamo con ordine. Continua a leggere

MORTIS MUTILATI
“Nameless Here For Evermore”

Un nome come Mortis Mutilati ed una copertina con la classica fotografia ritoccata di un cimitero, non possono che far presagire alla solita one-man band dedita ad un Depressive Black Metal totalmente ortodosso. Eppure, già c’è un eppure, il progetto messo in piedi nel 2011 da Macabre, nonostante diversi forti richiami ai maestri del genere (Burzum, Nyktalgia e Xasthur i più citati), sembra voler a tutti i costi trovare una propria identità attraverso un accorto e deciso utilizzo della melodia. Continua a leggere

FROSTAGRATH
“A Journey Of Infinite Sorrow”

Arrivano dall’Egitto i Frostagrath, progetto guidato da Lord Mist e Mohamed Azzam: “A Journey Of Infinite Sorrow” è il primo full length dopo il demo “A Depiction Of Melancholic Reality” e, come si può facilmente dedurre da questi due titoli, il Black Metal degli egiziani ha un forte ascendente Depressive. Continua a leggere

INEXISTENZ
“Erfundene Welten”

Tra tutti i vari sottogeneri proliferatisi dal Black Metal, il filone Depressive/Suicidal è quello che si presta con più difficoltà ad un’analisi oggettiva, in virtù dei suoi schemi poco flessibili e del suo essere una musica pienamente apprezzabile e comprensibile solo quando si è in una ben determinata disposizione di spirito. Anche il progetto Inexistenz, one man band slovena creata nel 2010 da B., non fa eccezione, e nelle sei tracce del suo secondo full-length “Erfundene Welten” non lascia spazio a spiragli di sorta, plasmando un discreto Depressive Suicidal Black Metal che si ispira a quanto fatto da Abyssic Hate, Happy Days e Wigrid, giusto per citare i primi che mi sono venuti in mente durante l’ascolto. Continua a leggere