BLACK MASS OF ABSU
“Complete Discography 1995-2000”

Non ricordo di preciso come conobbi i The Black Mass Of Absu, probabilmente li scaricai per puro caso ai tempi di quando ero studente all’università durante una delle mie frequenti scorribande su DC++ alla ricerca dei gruppi più sconosciuti ed improbabili del mondo. In seguito, mi capitò poi di acquistare il loro 7″ “Looting The Tomb Of The Aramathean” su qualche mailorder a costo quasi zero. D’altronde, non era possibile resistere ad un gruppo che intitolava uno dei suoi brani “Homosexual Orgy On The Gravesite Of Alastair Crowley” oppure “Mercury Thermometer Shattered Within The Urethra Of Christ”, o che vantava di avere come vocalist un tale che si faceva chiamare Absu Himself. Sebbene i The Black Mass Of Absu possano sembrare in apparenza dediti al Black Metal più grezzo e becero, in realtà difficilmente potevano essere accostati al Black. Continua a leggere

MESSA
“Feast For Water”

Girava davvero tanto hype intorno alla seconda prova in studio dei Messa e sebbene da più parti continuavano ad arrivare commenti positivi anche dal precedente “Belfry”, non ero ancora andato a verificare in prima persona. Fortunatamente, ci ha pensato la Purple Sage PR a rimediare a questa lacuna, offrendomi questo loro nuovo “Feast For Water” sul classico piatto d’argento. Senza stare qui a perdere tempo, posso confermare la bontà di tutti i giudizi positivi da qui captati, e sono quasi certo che “Feast For Waster” girerà parecchio a lungo nel mio stereo. La ricetta dei nostri a base di alte dosi di Black Sabbath unita con disarmante facilità a frammenti sonori dalle provenienze più disparate come il Jazz o l’Ambient, nonché mettendo sempre in bella vista un retaggio culturale che arriva direttamente dagli anni settanta, funziona alla grande. Continua a leggere

TOWARDS ATLANTIS LIGHTS
“Dust Of Aeons”

Antiche rovine di una civiltà oramai scomparsa sotto il lento accumularsi di sabbia e terra, che conducono questi miseri ultimi resti verso l’oblio della memoria. Potrei tranquillamente terminarla qui, ed avreste racchiuso in pochissime parole il senso di questo “Dust Of Aeons”, debutto del quartetto italo-britannico che risponde al nome di Towards Atlantis Lights. Creati nel 2017 come progetto solista di Ivan Zara dei Void Of Silence, a cui si sono aggregati in poco tempo il batterista Ivano Oliveri ed il bassista degli Aphonic Threnody Riccardo Veronesi, chiudendo poi la line-up, a mo’ di ciliegina sulla torta, con il talentuoso vocalist e tastierista Kostas Panagiotou, Pantheist e Landskap tra i suoi progetti più recenti, i Towards Atlantis Lights propongono un evocativo incrocio tra le lentezze esasperanti del Funeral Doom ed i fraseggi melodici di piano e synth di Panagiotou. Continua a leggere

HOLYPHANT
“Holyphant”

Seguire il sacro verbo di Tony Iommi al fine di riportare il Metallo nella sua forma più pura ed incontaminata, ritengo che sia questo il compito che gli Holyphant si siano imposti al momento della loro creazione. Tuttavia, sebbene il terzetto capitanato dal cantante e chitarrista Bale veda nel sommo maestro di Birmigham il punto vitale su cui incentrare le composizioni di questo loro omonimo debutto, non è assolutamente possibile liquidare gli Holyphant semplicemente come cover band. I rimandi all’opera omnia dei Black Sabbath sono presenti ed evidenti sin dal primo ascolto, eppure gli Holyphant riescono in qualche maniera a fare uscire prepontemente la propria personalità compositiva. Continua a leggere

CARDINALS FOLLY
“Deranged Pagan Sons”

Davvero simpatici questi tre baldi finlandesi che rispondono al nome di Cardinals Folly. Pur non avendone mai sentito parlare prima di oggi, nel corso di un decennio il trio di Helsinki è riuscito a mettere insieme una bella discografia fatta di ben quattro full-lenght, di cui l’ultimo è proprio il qui presente “Deranged Pagan Sons”, ed un paio di EP. A colpire sin dal primissimo ascolto sono due fattori contrastanti, uno positivo, che mostra un suono diretto e senza troppi fronzoli, con la chitarra di Juho Kilpelä a dominare incontrastata la scena, e quello negativo riguardante la voce di Mikko Kääriäinen, che tra l’altro è anche il bassista, che risulta essere non proprio adorabile nei primi ascolti. Continua a leggere

PAUL CHAIN
“Life & Death”

Che cosa aggiungere a “Life & Death” che non sia stato ancora detto nel corso degli anni? Pur essendo il primo LP pubblicato utilizzando solo il proprio nome, “Life & Death” viene considerato da molti come il punto più alto mai raggiunto dal chitarrista marchigiano. Non so se questo sia vero o no, per quanto mi riguarda continuo a rimanere totalmente incantato dal successivo “Violet Art Of Improvisation”, ma è davvero innegabile che in questo lavoro il buon Paul riesca a sintetizzare al meglio tutte le sue infinite influenze e ricerche musicali, pur mantenendo sempre in primo piano la forma canzone. Continua a leggere

MAERORMID
“XIII”

Ad oramai cinque anni da “Zenit”, tornano sulle nostre pagine col loro secondo lavoro sulla lunga distanza i perugini Maerormid, una band che non ha mai fatto dell’immobilismo sonoro la propria cifra stilistica. In questo loro vecchio/nuovo “XIII”, si tratta infatti di un album uscito nel maggio 2016 ma ripubblicato di recente dalla label polacca Via Nocturna, i nostri si addentrano in lidi Black/Doom in cui compaiono anche vaghe influenze Death alla primissimi Katatonia, quando non ascendenze dal sapore Dark Ambient. L’idea di ricorrere anche all’ausilio di un violino per accompagnarci in questo viaggio in cui a farla da padrone sono le sonorità cupe e soffocanti si rivela, se non originale, quantomeno efficace nel dare al tutto quel tocco in più di inquietudine e di malata atmosfera, non suonando infatti come un abbellimento pomposo ma avvicinandosi più agli stranianti lamenti, passatemi il termine, riproducibili con un theremin. Continua a leggere

PAUL CHAIN VIOLET THEATRE
“Detaching From Satan”

“Detaching From Satan” è il primo tassello della sterminata discografia di Paul Chain dopo la sua fuoriuscita dai mitici Death SS, nonché il punto di partenza della gloriosa label Minotauro Records, fondata dal chitarrista pesarese insieme a Marco Melzi. In questa sua nuova incarnazione, Paul mette subito in chiaro le cose, volendo cambiare completamente pagina abbandonando, come da titolo, il satanismo per l’antica filosofia della morte o magia viola, di cui e’ stato più o meno inconsciamente un fedele seguace. Le scarne note di copertina evidenziano anche come l’obiettivo del nuovo collettivo dei Violet Theatre sia quello di creare un’entità musicale libera di poter sperimentare senza porsi limiti di sorta. Continua a leggere

NECANDI HOMINES
“Da’at”

Formati per metà da due membri dei ben più noti Infernal Angels, i Necandi Homines riassumono la loro proposta musicale presente in questo loro debutto “Da’aT” per conto di Vacula Productions con un sintetico Black Doom. In realtà, quanto si ascolta in questo loro primo lavoro sulla lunga distanza è certamente qualcosa di più complesso e di complicata definizione. Solamente l’iniziale e spettrale “Memento”, che vede la partecipazione alle vocal di Federica Priscilla Nicodemo, affonda le proprie radici in un suono gelido e minimale, a cavallo tra un desolato Dark Ambient e vaghissimi spunti di Dark Wave, da rintracciarsi nelle scheletriche melodie di una chitarra ultra effettata. Continua a leggere

APNEICA
“Vulnerabile Risalita”

Tra gli album che più hanno occupato i miei ascolti durante l’estate appena trascorsa ci sono senza alcun ombra di dubbio questo nuovo lavoro firmato Apneica e l’inaspettato ritorno degli In Tormentata Quiete con “Zerostatica”. Ma se nel caso di questi ultimi abbiamo una ulteriore conferma della loro classe e talento (ne parlerò in dettaglio prossimamente su queste pagine), nel caso dei sardi purtroppo ho come la sensazione che questo loro “Vulnerabile Risalita” sia per certi versi una occasione mancata. Continua a leggere

WHERE THE SUN COMES DOWN
“Welcome”

Chi tra voi si fosse stupito per la stravagante copertina, disegnata da un bambino di tre anni, deve sapere che dietro questo monicker Where The Sun Comes Down si cela una delle colonne portanti del Metal italiano, ossia Thomas Hand Chaste. Batterista nella line up storica dei Death SS con Paul Chain, Andrea Vianella, questo il suo vero nome, seguì poi il Maestro nell’esperienza dei Paul Chain Violet Theater, dando il suo contributo in alcuni lavori solisti come “Life & Death” e il magnifico “Violet Art Of Improvisation”. Aiutato da un altro ex collaboratore di Paul Chain e Steve Sylvester, Alexander Scardavian, e con la partecipazione di Claud Galley, un altro suo storico compagno di avventure, in una manciata di brani, questo “Welcome” potrebbe essere definito come un disco totalmente fuori dal tempo. Continua a leggere

LORD WOLAND
“Below”

Tra le ultime release prodotte sul finire dell’anno scorso, non poteva mancare una menzione speciale per questi Lord Woland e per il loro EP d’esordio che porta il titolo di “Below”. Rilasciato dalla sempre viva e attiva Mother Fuzzer Records, questo trio proveniente dalla provincia di Viterbo mostra con il suo debutto una buona capacità di emulare il sound dei sempiterni Black Sabbath, rivisti però con quella aura psichedelica che così tanto bene caratterizzava i mai troppo rimpianti Cathedral di Lee Dorian. Anche se contenente solo quattro tracce, l’EP è comunque in grado di mettere in luce diverse caratteristiche della band laziale, dal sound carico di groove della chitarra di Francesco Angiolini (l’opener “Abra Cabala” e “Rotten Apple”), alla fangosità di “Woland’s Hall”, per giungere fino alla conclusiva “Gloominade”, un vero e proprio gioiellino a tinte psichedeliche. Continua a leggere

NUCLEAR CTHULHU
“Desecration”

Andando a setacciare la rete alla ricerca di informazioni relative a questi Nuclear Cthulhu, salta fuori che dietro i particolari nomi di questo terzetto ci sono praticamente nascosti tutti i membri dei ben più conosciuti blackster russi Blackdeath, che han messo in piedi questo side project con lo scopo di esplorare i confini esistenti tra la lentezza del Doom e la brutalità del Black. Dotato di una splendida cover che si adatta molto bene alle tematiche da incubo di H.P. Lovecraft che sono al centro dei loro testi, ed edito in sole 300 copie dalla piccola label tedesca Black Bunker Productions, il qui presente “Desecretion” è un tentativo parzialmente riuscito di innestare su un’unica matrice questi due generi piuttosto distanti fra loro. Continua a leggere

DETERIOROT
“In Ancient Beliefs”

Come già detto in occasione della ristampa/compilation degli Hybernoid, è assolutamente da lodare il lavoro di ristampe da parte della Xtreem Music, abile nell’andare a rovistare tra le uscite di gruppi minori degli anni ’90 per riproporle con un artwork nuovo di zecca e l’aggiunta di qualche rarità. In questa recensione, vado ad occuparmi di questi misconosciuti, almeno per quanto mi riguarda, Deteriorot. Questo quartetto americano, capitanato dal cantante/chitarrista Paul Zavaleta, nonostante sia attivo sulla scena da quasi trent’anni, possono contare su una discografia decisamente limitata, in cui spiccano solamente due full-lenght: il qui recensito “In Ancient Beliefs”, rilasciato originariamente dalla Repulse nel 2001, e “The Faithless”, uscito quasi dieci anni dopo per la Xtreem Music. Continua a leggere

ROSÀRIO
“And The Storm Surges”

Rosàrio nasce da una vaga idea sospesa tra deserti di granoturco e cieche paludi della bassa padovana”. Inizia con questa frase il comunicato stampa relativo a questo secondo lavoro dei veneti Rosàrio intitolato “And The Storm Surges”, una descrizione che ben si accorda al massiccio ed opprimente Stoner Doom in salsa Sludge suonato dal quintetto. Infatti, i nostri hanno dato vita ad un lavoro che parte si dallo Stoner classico, ma che se ne allontana in modo repentino, inglobando all’interno di questa spinta centrifuga sia la negatività degli Alice In Chains di “Tripod”, con il timbro stesso del vocalist Alessandro Magno che ricorda molto in certi frangenti quello di Layne Stanley (la conclusiva “And Then…Jupiter” sembra un ottimo tributo alla band di Seattle), che stridenti passaggi chitarristici che richiamano fortemente i Crowbar. Continua a leggere

UFOSONIC GENERATOR
“The Evil Smoke Possession”

Iniziamo una nuova annata, la quinta per noi di Hypnos Webzine, andando a parlare del promettente quartetto italiano Ufosonic Generator. Il loro debutto “The Evil Smoke Possession”, uscito per conto della Minotauro Records, è un potente concentrato di riff sabbathiani e brani più devoti all’Heavy Metal ottantiano di gruppi come Thin Lizzy ed Uriah Heep. Infatti, accanto a tracce che trasudano grossi quantitativi di zolfo come “At Witches’ Bell”, o “Meridian Daemon”, dove il culto di Toni Iommi viene celebrato nella maniera più ortodossa possibile, troviamo anche brani più rocciosi e veloci come “Anapest” o “Master Of Godspeed”, nella quale viene fuori questo loro amore per gli anni ’80, ma anche per l’Hard Rock di maestri quali Led Zeppelin o Deep Purple. Continua a leggere

ABYSMAL GRIEF
“20th Anniversary Box”

Posso aggiungere davvero poche parole sugli Abysmal Grief, una delle poche band tricolori degne di garantire la piena discendenza da quel suono oscuro e maledetto ideato dal duo Steve Sylvester e Paul Chain. Ricordo ancor oggi il mio primo approccio con la band ligure, un viaggio notturno in macchina in cui mi ascoltai un infinito numero di volte il singolo “Exsequia Occulta”, che mi era stato da poco registrato da un mio amico totalmente fissato con il Doom, ed il cui unico commento fu “questi spaccano, cazzo!”. Sin dalle prime note, andai in una sorta di trance che mi ha portato a sentire e risentire quei due maledetti pezzi, mentre viaggiavo in solitaria di notte sulla via Aurelia. Continua a leggere

QUERCUS
“Heart With Bread”

Tra i vari dischi che sto pasturando da prima dell’estate, e su cui ancora non mi ero deciso a scrivere qualcosa, c’è sicuramente questo nuovo album del trio ceco dal nome latino di Quercus. Guidati dal tastierista Markko, la band originaria di Plzen, la città famosa per essere la sede della birra Pilsner Urquell, vanta una militanza più che decennale nella scena musicale e arriva con questo “Heart With Bread” al traguardo del terzo full-lenght. Essendo rilasciato dalla Solitude Productions con la collaborazione della Moscow Funeral League Records, il genere portato avanti da tale gruppo non può che essere connesso al Doom o affini, sebbene il loro sound possieda una speciale particolarità, ossia quella di utilizzare come strumento guida dei loro lunghi pezzi un organo. Continua a leggere