APNEICA
“Vulnerabile Risalita”

Tra gli album che più hanno occupato i miei ascolti durante l’estate appena trascorsa ci sono senza alcun ombra di dubbio questo nuovo lavoro firmato Apneica e l’inaspettato ritorno degli In Tormentata Quiete con “Zerostatica”. Ma se nel caso di questi ultimi abbiamo una ulteriore conferma della loro classe e talento (ne parlerò in dettaglio prossimamente su queste pagine), nel caso dei sardi purtroppo ho come la sensazione che questo loro “Vulnerabile Risalita” sia per certi versi una occasione mancata. Continua a leggere

WHERE THE SUN COMES DOWN
“Welcome”

Chi tra voi si fosse stupito per la stravagante copertina, disegnata da un bambino di tre anni, deve sapere che dietro questo monicker Where The Sun Comes Down si cela una delle colonne portanti del Metal italiano, ossia Thomas Hand Chaste. Batterista nella line up storica dei Death SS con Paul Chain, Andrea Vianella, questo il suo vero nome, seguì poi il Maestro nell’esperienza dei Paul Chain Violet Theater, dando il suo contributo in alcuni lavori solisti come “Life & Death” e il magnifico “Violet Art Of Improvisation”. Aiutato da un altro ex collaboratore di Paul Chain e Steve Sylvester, Alexander Scardavian, e con la partecipazione di Claud Galley, un altro suo storico compagno di avventure, in una manciata di brani, questo “Welcome” potrebbe essere definito come un disco totalmente fuori dal tempo. Continua a leggere

LORD WOLAND
“Below”

Tra le ultime release prodotte sul finire dell’anno scorso, non poteva mancare una menzione speciale per questi Lord Woland e per il loro EP d’esordio che porta il titolo di “Below”. Rilasciato dalla sempre viva e attiva Mother Fuzzer Records, questo trio proveniente dalla provincia di Viterbo mostra con il suo debutto una buona capacità di emulare il sound dei sempiterni Black Sabbath, rivisti però con quella aura psichedelica che così tanto bene caratterizzava i mai troppo rimpianti Cathedral di Lee Dorian. Anche se contenente solo quattro tracce, l’EP è comunque in grado di mettere in luce diverse caratteristiche della band laziale, dal sound carico di groove della chitarra di Francesco Angiolini (l’opener “Abra Cabala” e “Rotten Apple”), alla fangosità di “Woland’s Hall”, per giungere fino alla conclusiva “Gloominade”, un vero e proprio gioiellino a tinte psichedeliche. Continua a leggere

NUCLEAR CTHULHU
“Desecration”

Andando a setacciare la rete alla ricerca di informazioni relative a questi Nuclear Cthulhu, salta fuori che dietro i particolari nomi di questo terzetto ci sono praticamente nascosti tutti i membri dei ben più conosciuti blackster russi Blackdeath, che han messo in piedi questo side project con lo scopo di esplorare i confini esistenti tra la lentezza del Doom e la brutalità del Black. Dotato di una splendida cover che si adatta molto bene alle tematiche da incubo di H.P. Lovecraft che sono al centro dei loro testi, ed edito in sole 300 copie dalla piccola label tedesca Black Bunker Productions, il qui presente “Desecretion” è un tentativo parzialmente riuscito di innestare su un’unica matrice questi due generi piuttosto distanti fra loro. Continua a leggere

DETERIOROT
“In Ancient Beliefs”

Come già detto in occasione della ristampa/compilation degli Hybernoid, è assolutamente da lodare il lavoro di ristampe da parte della Xtreem Music, abile nell’andare a rovistare tra le uscite di gruppi minori degli anni ’90 per riproporle con un artwork nuovo di zecca e l’aggiunta di qualche rarità. In questa recensione, vado ad occuparmi di questi misconosciuti, almeno per quanto mi riguarda, Deteriorot. Questo quartetto americano, capitanato dal cantante/chitarrista Paul Zavaleta, nonostante sia attivo sulla scena da quasi trent’anni, possono contare su una discografia decisamente limitata, in cui spiccano solamente due full-lenght: il qui recensito “In Ancient Beliefs”, rilasciato originariamente dalla Repulse nel 2001, e “The Faithless”, uscito quasi dieci anni dopo per la Xtreem Music. Continua a leggere

ROSÀRIO
“And The Storm Surges”

Rosàrio nasce da una vaga idea sospesa tra deserti di granoturco e cieche paludi della bassa padovana”. Inizia con questa frase il comunicato stampa relativo a questo secondo lavoro dei veneti Rosàrio intitolato “And The Storm Surges”, una descrizione che ben si accorda al massiccio ed opprimente Stoner Doom in salsa Sludge suonato dal quintetto. Infatti, i nostri hanno dato vita ad un lavoro che parte si dallo Stoner classico, ma che se ne allontana in modo repentino, inglobando all’interno di questa spinta centrifuga sia la negatività degli Alice In Chains di “Tripod”, con il timbro stesso del vocalist Alessandro Magno che ricorda molto in certi frangenti quello di Layne Stanley (la conclusiva “And Then…Jupiter” sembra un ottimo tributo alla band di Seattle), che stridenti passaggi chitarristici che richiamano fortemente i Crowbar. Continua a leggere

UFOSONIC GENERATOR
“The Evil Smoke Possession”

Iniziamo una nuova annata, la quinta per noi di Hypnos Webzine, andando a parlare del promettente quartetto italiano Ufosonic Generator. Il loro debutto “The Evil Smoke Possession”, uscito per conto della Minotauro Records, è un potente concentrato di riff sabbathiani e brani più devoti all’Heavy Metal ottantiano di gruppi come Thin Lizzy ed Uriah Heep. Infatti, accanto a tracce che trasudano grossi quantitativi di zolfo come “At Witches’ Bell”, o “Meridian Daemon”, dove il culto di Toni Iommi viene celebrato nella maniera più ortodossa possibile, troviamo anche brani più rocciosi e veloci come “Anapest” o “Master Of Godspeed”, nella quale viene fuori questo loro amore per gli anni ’80, ma anche per l’Hard Rock di maestri quali Led Zeppelin o Deep Purple. Continua a leggere

ABYSMAL GRIEF
“20th Anniversary Box”

Posso aggiungere davvero poche parole sugli Abysmal Grief, una delle poche band tricolori degne di garantire la piena discendenza da quel suono oscuro e maledetto ideato dal duo Steve Sylvester e Paul Chain. Ricordo ancor oggi il mio primo approccio con la band ligure, un viaggio notturno in macchina in cui mi ascoltai un infinito numero di volte il singolo “Exsequia Occulta”, che mi era stato da poco registrato da un mio amico totalmente fissato con il Doom, ed il cui unico commento fu “questi spaccano, cazzo!”. Sin dalle prime note, andai in una sorta di trance che mi ha portato a sentire e risentire quei due maledetti pezzi, mentre viaggiavo in solitaria di notte sulla via Aurelia. Continua a leggere

QUERCUS
“Heart With Bread”

Tra i vari dischi che sto pasturando da prima dell’estate, e su cui ancora non mi ero deciso a scrivere qualcosa, c’è sicuramente questo nuovo album del trio ceco dal nome latino di Quercus. Guidati dal tastierista Markko, la band originaria di Plzen, la città famosa per essere la sede della birra Pilsner Urquell, vanta una militanza più che decennale nella scena musicale e arriva con questo “Heart With Bread” al traguardo del terzo full-lenght. Essendo rilasciato dalla Solitude Productions con la collaborazione della Moscow Funeral League Records, il genere portato avanti da tale gruppo non può che essere connesso al Doom o affini, sebbene il loro sound possieda una speciale particolarità, ossia quella di utilizzare come strumento guida dei loro lunghi pezzi un organo. Continua a leggere

LIVE REPORT – UNCLE ACID & THE DEADBEATS + SCORPION CHILD
Quirinetta (Roma) – 24/10/2016

Ultimamente mi capita spesso di iniziare una recensione ammettendo la mia ignoranza relativa alla conoscenza di un determinato gruppo o disco, ma d’altronde non sono più lo studente adolescente o post-adolescente con molto tempo libero da dedicare all’ascolto o alla ricerca di nuovi gruppi. Tra l’altro, le numerose richieste che riceviamo qui in redazione occupano quasi la totalità dei miei ascolti, e quindi il tempo per cercare altra nuova musica è estremamente limitato. Tutto sto cappello introduttivo serve per dire semplicemente che, fino a qualche mese fa, questi Uncle Acid & The Deadbeats non sapevo nemmeno dove fossero di casa, avendoli scoperti per caso dando una scorsa al programma dei concerti autunnali del Quirinetta, che da qualche anno sta proponendo gruppi indie davvero di buon livello (vedi il memorabile live dei Public Service Broadcasting della scorsa primavera), rimanendone colpito dal nome. Potete capire come mi sia poi caduta la mascella quando ho scoperto che facevano parte del rooster della Rise Above di sua maestà Lee Dorian. Non ci ho pensato su due volte ed ho iniziato ad ascoltarmi la loro discografia su Spotify ma, pur essendomi piaciuti abbastanza, è stato soltanto dopo questo concerto che il loro ultimo “The Night Creeper” rischia seriamente di finire diritta nella top 5 di fine anno. Ma andiamo con ordine. Continua a leggere

SÜLFÜR ENSEMBLE
“I (4 Songs About Dystopia, Satan, Ghouls & Marilyn Monroe)”

Nome fighissimo quello scelto dai Sülfür Ensemble, e copertina che richiama esplicitamente quella di “Violet Art Of Improvisation”. Basterebbe anche solo questo per farmi andare fuori di testa con questo EP di debutto di questi quattro giovani turchi di Istanbul. In realtà, pur non potendo che apprezzare senza particolari riserve il loro Stoner Doom di chiara derivazione Electric Wizard pieno di chitarre grasse e fangose e di fraseggi solistici ricchi di acido Blues, credo che il gruppo debba ancora lavorare un pochino per ottenere una propria personalità compositiva, riuscendo così ad annullare completamente l’effetto cover-band della band inglese che in effetti un po’ tende a presentarsi durante l’ascolto di questo lavoro. Continua a leggere

ETHEREAL RIFFIAN
“I AM. Deathless”

Dopo i desolanti paesaggi visitati con l’ottimo “Black Snow Desert” dei Nonsun, l’Ucraina ci regala un altro trip di totale psichedelia con questo quartetto chiamato Ethereal Riffian. Formatisi ormai sei anni fa, il gruppo capitanato dal cantante e chitarrista Val “Stonezilla” Korniev, ha già alle spalle una nutrita discografia, che presenta già ben due full-lenght, “Shaman’s Visions” del 2011 ed “Aeonian” risalente al 2014, due EP, tra cui il qui presente “I AM. Deathless” e addirittura un live album autoprodotto, “Youniversal Voice”. Semplicemente osservando le coloratissime cover dei loro lavori, possiamo già prevedere quanto il combo ucraino sia totalmente imbevuto di misticismo indiano. Continua a leggere

PAUL CHAIN
“Alkahest”

Culto. Non ci sono davvero altre parole per descrivere questo lavoro di Paul Chain, che ha visto il chitarrista pesarese imbastire una inaspettata collaborazione con l’allora astro nascente del Doom inglese Lee Dorian. Lee era da sempre un grande fan sia dei Death SS che dei lavori dei Violet Theater di Paul Chain, e vista la comune grande passione per l’occulto, questa per certi versi strana alleanza non tardò ad arrivare. “Alkahest” è non solo il primo lavoro che ascoltai della discografia solista del maestro pesarese, più che altro per la presenza di Lee Dorian, ma è anche un totale e puro atto d’amore verso un genere musicale. Continua a leggere

NOCTURNAL STREAMS
“Leaden”

Nato nel 2010 in quel di Latina come una one man band portata avanti da Drake Thrim e solo di recente divenuto un duo con l’ingresso in line up di Dubnòs, il progetto a nome Nocturnal Streams si è da poco affacciato sulle scene rilasciando il proprio debutto. “Leaden”, questo il titolo del lavoro, è un EP di tre pezzi più una cover che, stando ai suoi autori, affonda le sue radici in un suono con ascendenze Death, Doom e Black Metal. Detto che la componente Black è molto meno presente delle altre, quel che troviamo in questi venti minuti scarsi è in effetti un Death/Doom di discreta fattura e personalità che mi ha ricordato i primi Katatonia e Paradise Lost, questi ultimi credo non a caso omaggiati con una cover di “Eternal”. Continua a leggere

NONSUN
“Black Snow Desert”

Approcciarsi ad una uscita come questo “Black Snow Desert” del duo ucraino Nonsun equivale a lasciarsi andare ad un lungo flusso di coscienza musicale in cui la struttura delle canzoni, i riff o i testi non hanno alcun significato reale. La musica stessa sembra trasfigurarsi in un susseguirsi di paesaggi desolati e privi di qualsiasi presenza umana, con la durezza di questa natura ostile che sembra riversarsi in modo potente sull’ascoltatore. Per quel che mi riguarda, ho subito associato il tutto alle descrizioni di alcuni scenari ideati e raccontati dallo scrittore Steven Erikson nella sua famosa saga de “The Malazan Book Of The Fallen”, di cui sto attualmente terminando il settimo libro “Venti Di Morte”. Ebbene, in alcuni passaggi del romanzo ci sono diverse ambientazioni che si sposano perfettamente con quanto emerge da questo lavoro. Si, ma in sostanza, che cosa dovete aspettarvi da questo disco? Continua a leggere

COMMON GRAVE
“Dust Of My Existence”

Ne è servito di tempo ai Common Grave per riuscire a dare un seguito all’interessante full length di debutto “Il Male Di Vivere”, lavoro in cui il quintetto veneto aveva mostrato in una forma compiuta un’originale e personale formula che univa il Black Metal di matrice norvegese a riff ed atmosfere maggiormente debitrici al Doom. Ora, a distanza di ben sette anni e anche grazie all’accordo con l’etichetta ucraina Vacula Productions, i Common Grave tornano sulle scene con questo nuovo “Dust Of My Existence” e con una formazione rimasta praticamente invariata ad eccezione del bassista Kaalt, entrato in sostituzione del precedente AR andato via nel 2009. L’album inizia in maniera alquanto strepitosa con due brani di livello elevatissimo, quali la title-track e la successiva “On Gray Paths We Move”, in cui il sound della band viene sviluppato in maniera quasi perfetta. Continua a leggere

HYBERNOID
“The Last Day Begins?”

La Xtreem Music è da sempre interessata ad andare a scovare gruppi attivi negli ’80 e nei ’90, che per svariati motivi sono rimasti quasi sempre misconosciuti e poco considerati da etichette e fans, e ristamparne i principali full-lenght con annessi lavori minori, come EP o demo, ormai introvabili. Nel caso dei qui recensiti Hybernoid, confesso candidamente che si tratta di una band di cui non avevo mai sentito parlare prima e che mi ha attratto principalmente per la copertina scelta per questo lavoro. Ogni tanto mi diletto in letture incentrate sull’archeologia misteriosa, e quelle quattro statue fotografate in mezzo a quella che sembrerebbe una giungla, mi hanno subito riportato alla mente le teorie sugli antichi astronauti di Sitchin o i fantastici viaggi di fantasia di Kolosimo su oscure e dimenticate popolazioni pre-Inca. Ovviamente, questi sono solo film mentali del sottoscritto, sebbene i testi degli Hybernoid mantengano una qualche connotazione con tematiche sci-fi. Ma, a parte questo, l’ascolto di questo “The Last Day Begins?”, che venne originariamente pubblicato nel lontano 1994 dalla mitica Displeased Records, mi ha lasciato alquanto a bocca aperta. Continua a leggere

HIGH PRIEST OF SATURN
“Son Of Earth And Sky”

Anche se non mi posso certamente definire un fanatico del genere, di tanto in tanto non mi dispiace ascoltare qualcosa in bilico tra il Doom e lo Stoner o qualcosa che affonda le proprie radici nel suono dei gruppi più influenti sulla scena negli ’60 e ’70. Questa volta l’occasione mi si è presentata con questo “Son Of Earth And Sky”, secondo lavoro sulla lunga distanza dei norvegesi High Priest Of Saturn, un quartetto che avevo avuto modo di conoscere con l’omonimo debutto e che aveva saputo colpirmi fin da subito con le sue sonorità tanto canoniche quanto magnetiche. Nei cinque nuovi pezzi che propongono, i nostri evolvono in parte la propria proposta ed allo stesso tempo alzano ancor più il livello rispetto al precedente album, piazzando senza soluzione di continuità dei riffoni saturi e pesanti impreziositi di volta in volta da sapienti incursioni di Hammond e inaspettate aperture di chitarra dal sapore Psychedelic Rock. Continua a leggere