TELE.S.THERION
“Luzifers Abschied”

Non serve che sto qua di nuovo a menarvela sulla mia innata curiosità e sul fatto che, in questi anni di attività su questa ‘zine, ho sempre dimostrato di essere di mentalità totalmente aperta verso ogni genere musicale che suscitasse il mio interesse. In molti dei casi in cui non riuscivo a comprendere il senso di quel che stavo ascoltando, ho sempre preferito fare un passo indietro, fare solamente una descrizione per quanto possibile oggettiva di quanto ascoltato e chiuderla lì, lasciando così il cerino in mano ad un ascoltatore interessato. Tutto questo si ripeterà anche nel caso di questo “Luzifers Abschied” del collettivo musicale denominato Tele.S.Therion e prodotto dallo stesso Marco Melzi per la sua etichetta Minotauro Records. Continua a leggere

ZEAL AND ARDOR
“Devil Is Fine”

Ironia della sorte, giusto poco tempo fa avevo constatato come, negli ultimi anni, i gruppi in grado di dare vita ad un qualcosa di originale si potessero contare sulle dita di una mano. Neanche fatto a tempo a scriverlo ed ecco arrivare nel mio stereo questo “Devil Is Fine” ad opera di Zeal and Ardor, un progetto nato su un forum come un divertissement senza tante pretese per volontà dello svizzero-americano Manuel Gagneux. Il suo tentativo, a prima vista totalmente folle e improbabile, di coniugare il Black Metal con lo Spiritual ed il Gospel nella sua mente trova piena giustificazione in virtù del legame tra l’imposizione del cristianesimo agli schiavi afro-americani (ma anche alle popolazioni nordiche) e l’uso del Black Metal come strumento di opposizione alla religione stessa, elementi che lo hanno dunque portato a chiedersi cosa avrebbe potuto accadere se gli schiavi si fossero ribellati e, in buona sostanza, come avrebbero potuto suonare dei loro ipotetici “spiritual satanici”. Continua a leggere

GLORY OF THE SUPERVENIENT
“Glory Of The Supervenient”

Lavoro davvero particolare e coraggioso questo debutto del progetto milanese dei Glory Of The Supervenient, che in poco più di mezzora scompone e fonde insieme le poliritmie esasperate del Djent, l’Avant Jazz di chiara derivazione zappiana, l’elettronica e del sano Prog, sia esso in salsa Rock o in chiave Metal. Ad ideare questo complesso pout-pourri c’è Andrea Buzzone che, oltre a sedersi dietro alla batteria, ha anche provveduto alla programmazione di tutti i vari synth che compongono il disco. A dargli man forte nella costruzione di ritmiche intricate ed imprevedibili c’è il basso pieno e corposo di Angelo Girardello, che spesso si prende il compito di rappresentare il lato più Metal del suono dei Glory Of The Supervenient, attraverso alcuni passaggi in distorto. Continua a leggere

GRAVITSAPA
“Demo-2”

Tra le varie richieste che mi sono arrivate in questi anni, questo demo dei Gravitsapa è senza alcun dubbio uno dei più bizzarri. Quartetto ucraino proveniente dalla città di Lviv e formatosi nel 2005, i nostri hanno mosso i primi passi nel 2009 con il debut EP “Radio Free Albemut”, ristampato poi nel 2013 dalla HYSM? con il nuovo titolo “Free Radio Taxipod”, a cui è poi seguito “Vulgata”, pubblicato sempre nel 2013 sotto l’egida di Free HYSM? e Skrot Up, fino a giungere al qui presente “Demo-2”, rilasciato lo scorso giugno. Definiti sul loro Bandcamp come una delle più sperimentali ed all’avanguardia delle realtà ucraine in ambito Math-Rock, “Demo-2” senz’ombra di dubbio conferma questa definizione, dimostrandosi un lavoro onestamente indecifrabile, che frulla insieme musica seriale, Noise ed atmosfere Industrial, il tutto mantenendo una produzione ed un atteggiamento che oserei definire Punk. Continua a leggere

PAUL CHAIN
“Violet Art Of Improvisation”

Che altro dire su Paul Chain che non sia già stato detto o scritto? Come commentare un lavoro a dir poco folle, ma allo stesso tempo monumentale e visionario, come questo “Violet Art Of Improvisation”? E’ un compito difficile, ma in qualche modo voglio provarci. Perciò ho deciso di trovare una strada partendo dalle parole che lo stesso Paul Chain ha inserito nel disco, a spiegazione del titolo, “Violet Art Of Improvisation”: “Il Viola è un colore a me caro, nasce dalla fusione del rosso e del blu (anche intesi come simbolo degli opposti) e molteplice è il suo significato”. E ancora: “L’arte…che cos’è l’arte?”. E per finire: “Questi pezzi sono completamente improvvisati. L’improvvisazione è alla base di tutto il mio stile compositivo. Io sono completamente autodidatta e vedo in essa la massima espressione musicale”. Potrebbero bastare queste parole del suo stesso autore per tentar di descrivere in maniera quanto meno esaustiva questo “Violet Art Of Improvisation”, ma in realtà l’esperienza che si vive ascoltandolo, va ben oltre il giudicare se una manciata di note suonino più o meno bene. Ed è quello che vorrei trasmettere con la mia personale descrizione delle varie tracce che lo compongono. Continua a leggere