SENTENCED “Amok”

Dopo “Passage” dei Samael, prendo spunto da questa nuova ristampa firmata MDD Records per parlare delle mie personali sensazioni relative a quel capolavoro che risponde al nome di “Amok”, non solo per farne una piccola celebrazione, ma anche per raccontarvi del mio vissuto contradditorio con i Sentenced. Allora, per farla breve, la situazione è questa, io adoro “Amok” ed il successivo ed ancora più strabiliante EP “Love & Death”, vero e proprio canto del cigno dell’era Taneli Jarva, ma non ho la più pallida idea di come suonino i lavori precedenti e non sono mai riuscito a sopportare più di tanto lo scarto stilistico avvenuto con l’entrata in formazione di Ville Laihiala e la pubblicazione di “Down”. Per quanto riguarda i lavori pre-“Amok”, ho un vaghissimo ricordo di aver ascoltato millenni fa “North From Here” e non mi era piaciuto, anche se probabilmente il mio giudizio era stato in qualche modo condizionato dal compare di università che mi passò “Amok”, il quale considerava inascoltabili i primi due lavori della band finlandese. Continua a leggere

FLASH ARNOLD
“The Pump”

Trovate che i W O L F C L U B siano troppi orientati al pop o che gli Hotel Pools siano troppo musica da aperitivo, ma volete comunque ascoltare qualcosa di tamarro e puramente anni Ottanta? Beh, sono sicuro che Flash Arnold, nickname per il producer finlandese Tuukka Rissanen, farà sicuramente al caso vostro. Infatti, grazie alla piccola label ceka Keytar Records, con questo “The Pump” possiamo godere di tutti i migliori brani rilasciati durante il triennio 2012 – 2014 in totale autoproduzione. A partire dalla famosa “The Pump”, traccia praticamente immancabile su qualunque playlist Synthwave da spararsi in palestra, ascoltare questo best of è come fare un viaggio nel tempo indietro verso gli anni Ottanta. Risulta impossibile non far partire i propri ricordi, di fronte a tracce che raccolgono a piene mani da quel periodo, e la cosa incredibile è l’elevata qualità media posseduta da ogni singola traccia. Continua a leggere

SUOMI FINLAND PERKELE
Aegrus – Sarastus – Sargeist

Ed eccoci, come promesso, alla prima parte di una carrellata che andrà a mettere sotto la lente d’ingrandimento tutta una serie di uscite che, colpevolmente, non sono riuscito ad ascoltare o a proporvi al momento della loro uscita ma che, d’altra parte, non potevo non prendere in considerazione. Continua a leggere

VARGRAV
“Reign In Supreme Darkness”

Sul finire dell’anno scorso mi era capitato di sentire qualche brano del disco d’esordio del progetto a nome Vargrav, una one man band finlandese dietro il cui monicker troviamo V-Khaoz, una vecchia conoscenza della scena della terra dei mille laghi per avere alle proprie spalle diverse militanze in vari gruppi, tra cui spiccano gli Azaghal. Come sia approdato a mettere in piedi questa nuova esperienza musicale non mi è dato saperlo, ma il fine ultimo credo forse di poterlo indovinare, dal momento che “Netherstorm” e il qui presente “Reign In Supreme Darkness” sono due full length emblematici di un modo di intendere il Black Metal che si rifà totalmente alle sonorità dei primi anni novanta. Continua a leggere

AZAGHAL
“Valo Pohjoisesta”

A lungo ho associato il nome Narqath ai soli Wyrd ed Hellkult, venendo a sapere relativamente più tardi che l’eclettico musicista finlandese aveva le mani in pasta anche in parecchie altre band, su tutte gli Azaghal, il suo progetto principale. L’occasione, o per meglio dire l’input, per andare oltre un ascolto veloce e conoscere più da vicino la loro vasta discografia è arrivata molti anni dopo con lo speciale curato da KarmaKosmiK, che mi ha fatto apprezzare alcune cose messe forse troppo frettolosamente da parte, su tutti “Of Beast And Vultures”. L’uscita di questo “Valo Pohjoisesta”, l’undicesimo full length per i nostri, mi stava però passando sotto il naso senza che me ne accorgessi, salvo averlo recuperato all’ultimo grazie al singolo anticipatore, la title track, un bel biglietto da visita che mi ha preso subito bene forse anche per il suo riff iniziale che mi ha ricordato in qualche modo gli Enslaved di “Blodhemn” (vedi “I Lenker Til Ragnarok “). Continua a leggere