SELVANS
“Faunalia”

Pur non avendolo recensito essendomi capitato tra le mani un bel po’ di tempo dopo la sua uscita, il debutto dei Selvans non era decisamente uno di quegli album che passano via indifferenti, vuoi per la sua intrinseca bellezza vuoi per la maturità compositiva decisamente sopra la media, in questo aiutati dall’esperienza fatta già in altre band (vedi Draugr). Per quanto personale e affascinante, “Lupercalia” rimaneva comunque un full length profondamente legato ad un Black Metal di stampo tradizionale che lasciava intravvedere solo in minima parte l’enorme potenziale che i nostri sono riusciti a mettere sul piatto con questo “Faunalia”. Parlare di questo secondo lavoro sulla lunga distanza dei Selvans non è però per nulla facile, anzitutto perché questo “Faunalia” è molto più che un semplice album, è un’esperienza sonora eclettica ed intrisa di lucida follia che ci porta, a partire da una base Black, per altro meno marcata rispetto all’esordio, su territori non tanto mai esplorati, ma difficili da trovare fusi nello stesso contesto. Continua a leggere

DUIR
“Obsidio”

Nell’ascoltare questo “Obsidio”, secondo EP a firma dei veneti Duir, si ha come la sensazione di tornare con la mente a cavallo del secolo quando, passata la prima ondata Black norvegese, era tutto una rincorsa ad ascoltare i gruppi più astrusi provenienti da ogni angolo dell’Europa. Dall’ortodossia feroce di pazzoidi come i mitici Maniac Butcher fino alle contaminazioni con il Folk dei vari gruppi provenienti dalle aree dell’ex Unione Sovietica, era tutto uno scoprire nuove realtà che cercavano un proprio percorso musicale, nonostante una qualità sonora che il più delle volte raggiungeva livelli veramente infimi. Eppure, in tutto quel caos sonoro, si percepiva sempre una passione che oggigiorno è sempre più difficile trovare. Ebbene, l’ascoltare questi Duir mi ha riportato un po’ a quel periodo. Continua a leggere

LOU QUINSE
“Lo Sabbat”

Trascorsa ormai più della metà di questo 2018, la nostra cara e vecchia Italia continua a vivere un momento di grazia a livello musicale. Infatti, dopo i viaggi ancestrali dei Towards Atlantis Lights e le atmosfere oniriche dei Messa, possiamo ora aggiungere alla lista di band che potranno dire la loro a fine anno anche i piemontesi Lou Quinse. Questo secondo lavoro intitolato “Lo Sabbat” è semplicemente un puro concentrato di energia. È voglia di scatenarsi nella danza fino a quando le gambe non sono più in grado di reggerti, oppure bere e fare casino fino a collassare senza pietà sul ciglio della piazza principale del proprio paese. Continua a leggere