DARKENHÖLD
“Memoria Sylvarum”

La fascinazione verso un Medioevo idealizzato e carico di suggestioni epiche ha sempre trovato nel corso degli anni terreno molto fertile tra numerosi gruppi Metal, non da ultimi i Darkenhöld, una band francese che abbiamo già avuto modo di ospitare sulle nostre pagine virtuali e che ora ritorna a far sventolare in alto il proprio vessillo. Per chi tra di voi si fosse perso i loro precedenti lavori, i transalpini sono tra i più convincenti fautori di un Black Metal in bilico tra influenze Symphonic e slanci in odore di Epic, non disdegnando brevi passaggi acustici come pure fraseggi di pregevole fattura nei vari assoli che impreziosiscono le composizioni. Continua a leggere

NECROWRETCH
“Satanic Slavery”

C’è poco da fare. Quando hai una band feticcio, è quasi impossibile che ti possa riservare qualche delusione. E questo anche, o soprattutto, se con il passare degli anni continua a proporre più o meno sempre lo stesso tipo di sonorità. Ecco, basterebbero già queste poche righe per illustrare compiutamente questa terza fatica sulla lunga distanza dei francesi Necrowretch, un gruppo del quale ormai posso scrivere con il pilota automatico e per cui rimangono sempre valide le parole spese in occasione delle recensioni dei precedenti “Putrid Death Sorcery” e “With Serpents Scourge”. Continua a leggere

COSMOS
“Atlas”

Detto onestamente, non saprei proprio cosa possa aver di così particolare da dire questo “Atlas”, EP di debutto del quartetto francese Cosmos, dal momento che il suo Post-Rock rimanda in maniera pesante alle alternanze piano-forte tipiche dei Mogwai. Eppure, nonostante ciò, una volta ascoltato, è in grado di tornare continuamente in mente, costringendomi a riascoltarlo anche più e più volte durante i miei spostamenti in macchina in Canada. In particolare, il mood ombroso e malinconico di questo lavoro sembrava ben sposarsi con i paesaggi ancora parzialmente innevati della Chemin du Roi, la strada che da Montreal porta a Quebec City. Le stesse chitarre, così ricche di delay e riverbero, richiamavano fortemente l’enorme fiume San Lorenzo che si intravedeva spesso e volentieri dalla strada. Continua a leggere

DAY BEFORE US
“Nihil Interit”

E’ passato poco più di un anno da quando ho recensito in modo entusiasta le sonorità elegiache e crepuscolari dell’artista francese Philippe Blache e del suo progetto a nome Day Before Us, ed ecco giungere in maniera del tutto inaspettata il suo seguito “Nihil Interit”. Sebbene le coordinate stilistiche scelte da Blache rimangano più o meno ancorate a quanto mostrato nel debutto, fin dalle due tracce d’apertura “Saint Of Grief” e “Vigils Of Time” si nota una decisa sterzata verso sonorità più minimali e dilatate, con la delicata voce di Natalya Romashina a fare il suo ingresso solamente nella terza traccia “Per Aspera Ad Astra”. Continua a leggere

WRATH FROM ABOVE
“Beyond Ruthless Cold”

A dispetto di un nome che sembra evocare gli Immortal di “Damned In Black”, i francesi Wrath From Above debuttano con il qui presente “Beyond Ruthless Cold” ponendosi nel solco della tradizione così ben tracciata dai Marduk con “Panzer Divison Marduk” ma anche dagli Angelcorpse coi micidiali “Exterminate” e “The Inexorable”. I propositi dei nostri sono di quelli decisi e battaglieri, ossia dare vita ad un Black Metal con pesanti influssi Death al servizio di pezzi carichi di ferocia e di bordate micidiali, ma c’è da dire che se bastassero solo le parole e le intenzioni, avremmo una scena invasa di band che sfornano capolavori. Continua a leggere

REGARDE LES HOMMES TOMBER
“Exile”

Prima di parlarvi dei Regarde Les Hommes Tomber, gruppo francese attivo dal 2011 e con già alle spalle un omonimo debutto sulla lunga distanza ed uno split, mi sento in dovere di aprire una piccola parentesi sul mio rapporto con il Post-Black Metal che, almeno stando alle tante richieste che ci arrivano, in questo periodo sembra andare per la maggiore. Se su queste pagine non se ne parla poi molto è sintomatico del fatto che, quantomeno da parte mia, sono fin troppo selettivo quando si tratta di questo sottogenere, al punto da avere con esso un complicato rapporto di amore ed odio. Se infatti a livello puramente strumentale riesco ad apprezzarlo abbastanza facilmente, l’aspetto che spesso e volentieri me lo fa detestare è il cantato, quasi sempre uno scream lamentoso e, in tutta onestà, veramente irritante. Continua a leggere

DAY BEFORE US
“Prèlude À l’Âme d’Êlègie”

Bellissimo. Mi basterebbe semplicemente questa parola per chiudere subito la recensione di “Prèlude À l’Âme d’Êlègie”, quarto full-lenght del progetto francese Day Before Us pubblicato nel corso dello scorso dicembre dalla conterranea label Opn. Infatti, sin dalla prima volta che ho premuto play, sono stato immediatamente rapito dalle splendide sonorità elegiache e crepuscolari create magistralmente dal mastermind Philippe Blache. Un suono intriso del romanticismo più puro, che d’incanto ti trasportano dentro un quadro di Friedrich, dove la bellezza della natura più selvaggia si mostra davanti a noi poveri mortali. Tutto questo viene meravigliosamente rappresentato dai synth di Blache, dove Ambient, Dark Wave e Neoclassicismo si uniscono per dare vita a scenari di incomparabile bellezza in cui anche il tempo sembra quasi volersi arrestare. Continua a leggere

EAUX SAINES
“Eaux Saines”

Dai primi scambi di email avuti con Colin Manierka, il mastermind che si cela dietro questo progetto francese chiamato Eaux Saines, mi ero fatto una specie di idea tutta personale di quel poteva veramente essere il Dark Wave proposto. Guardando la surreale copertina, avevo istintivamente pensato ad un qualcosa che inglobasse partiture Neofolk con qualche tocco Ambient. Invece le mie elucubrazioni sono state quasi del tutto sconfessate dall’ascolto reale di questo full-lenght di debutto. Infatti, il Dark Wave inteso da Colin è proprio un ritorno alle radici reali del genere, ossia quelle dei primi anni ’80 che vedono i propri padri figurativi nei Depeche Mode e Gary Numan, con tanto di drum machine pulsante e qualche divagazione che sfocia in brani potenzialmente ballabili dagli amanti del Synth Pop degli anni ’80 come nel caso di “Almost” e “Unfalling”. Continua a leggere

MAÏEUTISTE
“Maïeutiste”

Da ormai ben più di quattro mesi ascolto con una certa continuità il debutto di questo gruppo francese chiamato Maïeutiste eppure, nonostante questo, il mio pensiero riguardante questa opera prima uscita per conto della Les Acteurs De l’Ombre Productions rimane labile e fumoso come la figura barbuta con le corna presente in copertina. La capacità tecnico-compositiva d’ognuno dei sei membri è senza ombra di dubbio di altissimo livello, e la loro abilità di risultare camaleontici muovendosi con disinvoltura da un genere all’altro è sicuramente degna di ammirazione. Tuttavia, questo esordio rimane per me un enorme punto interrogativo. A parte l’opener “…In The Mirror”, che rievoca melodie a là …In The Woods o momenti più cervellotici tipici degli ultimi Emperor, il tutto combinato con un Black Metal di estrazione scandinava, il resto fatica proprio ad entrarmi in testa. Continua a leggere

ENSHINE
“Singularity”

Arrivato dopo una interminabile attesa, questo secondo lavoro degli Enshine intitolato “Singularity” era senza alcun dubbio una delle uscite maggiormente attese dal sottoscritto per l’anno appena trascorso. Il duo formato dal chitarrista e compositore Jari Lindholm assieme al vocalist francese Sébastien Pierre, era salito in modo perentorio alla ribalta due anni fa con l’incredibile debutto “Origin”, una release che presentava un Death Metal melodico fortemente orientato verso atmosfere sognanti e dilatate. Ora ecco finalmente il momento per questa nuova fatica, che vede nuovamente il supporto della Rain Without End Productions, oltre che la presenza del batterista dei Marduk, Fredrik Widigs. Continua a leggere

MYSTICISME
“Répandre”

Anche se mentre scrivo i Mysticisme hanno annunciato sulla loro pagina Facebook che due dei tre membri han dovuto allontanarsi, solo da un punto di vista geografico, dal progetto, rendendo il proseguo un po’ più difficoltoso, ritengo sia doveroso spendere qualche parola su questo “Répandre”, loro primo full length uscito oramai già da qualche mese. Ma perché dare spazio ad un gruppo dal futuro in leggera salita a scapito di qualche altra realtà? Beh, non posso proprio nascondere che ho valutato se non fosse il caso di passare oltre in attesa di tempi migliori, e non è stata certo la notizia del loro imminente ingresso in studio (ma con quali difficoltà?) per registrare del nuovo materiale che mi ha spinto a scriverne. Il fatto è che, molto più semplicemente, questo lavoro gira sul mio stereo da un bel po’ di tempo e credo meriti la vostra attenzione, non fosse altro che per il suo essere decisamente oltre il livello medio delle richieste che ci arrivano, visto che in esso i Mysticisme, al netto delle attuali difficoltà, hanno sfoderato una prestazione molto convincente, regalandoci tre quarti d’ora di un Black Metal davvero intenso e glaciale che si avvicina ad un’ideale incrocio tra i Tymah e i Darkened Nocturn Slaughtercult. Continua a leggere

ARIES
“D’Ombres Et De Flammes”

A prescindere dal fatto che si tratti o meno di richieste che ci arrivano, gli EP, come gli split o, peggio ancora, i singoli, sono un formato che non amo particolarmente recensire, fondamentalmente perché è spesso difficile trarne una impressione definitiva, finendo quasi sempre per terminare l’analisi con la laconica constatazione che un giudizio più esaustivo potrà essere dato solo su una prova sulla lunga distanza. Questo discorso si complica ulteriormente se il lavoro in questione è un’opera prima, perché spariscono anche dei possibili metri di paragone con quanto fatto in precedenza, rendendo il tutto una mera sfilza di auspici per il futuro e poco altro. Continua a leggere

OSCULUM INFAME
“The Axis Of Blood”

Per un certo periodo, il Black Metal di scuola francese degli anni ’90 ha rappresentato quanto di meglio potessi desiderare in fatto di musica. Se in buona parte la mia attenzione era rivolta ad una schiera di band più o meno direttamente riconducibili alle Légions Noire, un posto di primo piano lo hanno comunque sempre avuto anche gli Osculum Infame, il cui demo “I’a Aem’nh S’ha-t’n” e “Dor-Nu-Fauglith”, pur distaccandosi dalla produzione grezza e cacofonica delle precedenti band, sono riusciti a stamparsi a fuoco sulla mia pelle. Vuoi per un’inevitabile evoluzione dei gusti, vuoi per il loro scioglimento, nel corso degli anni ho però finito per perdere di vista Drac e soci, ed è stato dunque con un certo stupore misto a curiosità che mi sono avvicinato a questa loro nuova release che, se si escludono i due EP “Quwm” e “Consuming The Metatron”, rispettivamente del 2010 e 2012, rappresenta la loro prima uscita da quasi quindici anni a questa parte. Continua a leggere

CHAOS ALTAR
“And Then You Die”

Se, comprensibilmente, il monicker Chaos Altar vi dice poco o nulla, forse i più attenti ricorderanno qualcosa se nomino Executor (noto anche come ‘N’), già batterista nei live per i Necrowretch e mente dietro all’ex progetto Nir’um’Tuk, dove uso l’aggettivo “ex” proprio perché Chaos Altar altro non è che la reincarnazione di quella one man band. Questo cambio di nome non è l’unica novità apportata perché, credo assolutamente non per puro caso, anche la componente sonora ha subito una evoluzione, passando da un Black Metal tra il sinfonico e il thrasheggiante ad uno che mi ha in qualche modo richiamato alla mente i Mayhem di “Grand Declaration Of War”, pur non condividendone l’esasperata volontà di sperimentazione. Continua a leggere

NECROWRETCH
“With Serpents Scourge”

Ci siamo, l’attesa è terminata. Dopo due anni di silenzio interrotti soltanto da una raccolta di vecchio materiale e dalla breve ma succosa anticipazione dell’EP “Even Death May Die”, vede finalmente la luce il secondo full length dei francesi Necrowretch, che con il loro debutto “Putrid Death Sorcery” mi avevano a dir poco colpito, rendendo questo “With Serpents Scourge” una delle uscite più attese da un bel po’ di tempo a questa parte. Per coloro che si fossero persi quello splendido esordio, vale forse la pena ricordare che i transalpini non inventano nulla di nuovo, anzi si dedicano ad un Death Metal old school orgogliosamente refrattario a ogni contaminazione moderna, concedendosi al massimo delle divagazioni in territori Thrash e Black e allo stesso tempo non disdegnando una lieve vena melodica nei riffing portanti come da migliore tradizione di casa Dissection. Continua a leggere

INTERVISTA HAVENLESS – Fred

Con il loro full length di debutto “The Crimson Lines”, i francesi Havenless hanno dato vita ad uno dei lavori più interessanti dell’anno appena trascorso. Ammaliati da questa uscita, Hypnos Webzine ha colto l’opportunità per conoscere più da vicino questa band e il suo lavoro. Ecco cosa ci ha raccontato il cantante e chitarrista Fred. Continua a leggere

INTERVISTA HAVENLESS – Fred (ENG)

With its debut full length “The Crimson Lines”, french band Havenless has given birth to one of the best album of the last year. Bewitched by this release, Hypnos Webzine has taken the opportunity to know something more about the band and its work. Here’s what vocalist/guitarist Fred has told us. Continua a leggere

HAVENLESS
“The Crimson Lines”

Dopo essermi scottato più di qualche volta con gruppi che puntavano tutto su un manierismo tanto elaborato quanto sterile piuttosto che su una riproposizione piatta e pedissequa di chi questo genere l’ha codificato, devo ammettere che ogni volta mi avvicino con molta cautela, e forse anche con un certo pregiudizio, a tutti quei lavori che vengono etichettati come Prog Death Metal. Anche nel caso degli Havenless, quartetto francese attivo dal 2012 e con alle spalle un solo EP, le mie aspettative non erano chissà quanto elevate, anche perché i nostri scomodavano nomi di un certo peso, definendosi “molto influenzati da Opeth, Enslaved (e il nome sembra in effetti esserne un chiaro omaggio, ndr), Ihsahn e Porcupine Tree. Insomma, il rischio pastone o, peggio ancora, minestra riscaldata e insipida allungata con ingredienti triti e ritriti avrebbe potuto nascondersi dietro l’angolo, ma invece… Continua a leggere