DAY BEFORE US
“As My Spirit Wanders Free”

Con i Day Before Us ho sempre avuto un rapporto speciale, “Prélude à l’âme D’élégie” ed “Ode À La Nuit D’Ombre” sono stati due lavori a dir poco fantastici, capaci di finire anche nelle mie classifiche di fine anno, dal momento che la loro Dark Wave dalle tinte neoclassiche è per il sottoscritto un vero portale per altri mondi fantastici, dove l’unica azione da compiere è quello di mettere un bel paio di cuffie e scacciare via il disturbante mondo reale. Tuttavia, nell’ascoltare questo nuovo “As My Spirit Wanders Free” non nascondo di aver avuto diversi problemi nel trovare una chiave di accesso sicura. Forse settembre non era il mese più indicato per iniziare il suo ascolto, impegnato com’ero nella tumultuosa e caotica ripresa delle attività lavorative dopo la sospensione agostana, ma ritengo che forse ci sia in ballo qualcosa di più. Continua a leggere

SETH
“La Morsure Du Christ”

Dopo l’ottimo lavoro dei Nanga Parbat, è giunto il tempo di parlare di quello che molto probabilmente sarà il disco che finirà in cima alle mie preferenze di fine anno, ossia “La Morsure Du Christ”, incredibile colpo coda degli storici blackster francesi Seth. Non credo che Heimoth e soci abbiano bisogno di una qualche presentazione da parte del sottoscritto, ma nel caso andatevi a ripescare quell’incredibile debutto che fu “Les Blessures De L’âme”, probabilmente uno dei migliori lavori Black Metal usciti dalla Francia. Peccato, che dopo il discreto “The Excellence”, la band abbia preso una piega discendente, culminata poi in un temporaneo scioglimento di alcuni anni, e ritornare in pista con l’album “The Howling Spirit”, avente i soli Heimoth e Alsvid come unici membri superstiti. Onestamente, non li ho più seguiti dai tempi di “The Excellence”, più che altro poiché associo a quel disco un evento piuttosto nefasto della mia vita, che mi ha portato inconsciamente ad allontanarmi dalla loro discografia successiva. Continua a leggere

APPALOOZA
“The Holy Of The Holies”

Dopo l’ottimo “Casting The Circle” delle High Priestess, finito poi tra i migliori lavori ascoltati nella scorsa annata, la Ripple Music dimostra nuovamente di avere un gran fiuto per band emergenti tirando fuori dal cilindro questo quartetto francese dal nome Appalooza. Questo “The Holy Of The Holies” è il loro secondo lavoro di una discografia ancora piuttosto striminzita, composta giusto da un paio di demo ed un full autoprodotto, ma che da quanto mostrato in questa sede, sembra essere alquanto promettente. Infatti, la band capitanata dal cantante\chitarrista Sylvain Morel, riesce a plasmare un sound capace di coniugare la psichedelia malata di Soundgarden ed Alice In Chains, con un sound potente e roccioso figlio dello Stoner più incontaminato. La capacità degli Appalooza è certamente quella di riuscire a risultare personali, nonostante le influenze dei due nomi sopra citati sia piuttosto marcata, visto che dai primi arriva un certo gusto orientaleggiante verso atmosfere e melodie, mentre dai secondi deriva l’utilizzo delle vocals di Sylvain, che seppur lontani dal malessere di Layne Stanley, riescono ad essere uno dei punti forza della band. Ripentendo quanto scritto poc’anzi, uno dei pregi della band è quella di riuscire ad essere evocativi, per non dire sciamanici, pur mostrando un sound gonfio e muscolare, senza però rinunciare ad intagliare anche delle belle melodie. Continua a leggere

THE SCALAR PROCESS
“Coagulative Matter”

Finita questa piccola appendice dedicata ai Njiqahdda, possiamo tornare alle recensioni ordinarie, dando inizio finalmente all’anno corrente, e dopo i multiversi dei Fractal Generator, torniamo ad occuparci di Technical Death Metal attraverso il debutto assoluto di questi francesi chiamati The Scalar Process. Questo “Coagulative Matter” ci fa decisamente ben sperare, almeno dal punto di vista prettamente musicale su questo 2021, vista la sua estrema ricercatezza ed una discreta dose di originalità. Capitanati dal chitarrista Eloi Nicod, questi The Scalar Process riescono a coniugare in maniera piuttosto intelligente, la macinazione di note a tutta velocità tipica dei Necrophagist a passaggi maggiormente rilassati ed atmosferici di chiara derivazione Cynic, capaci di aggiungere un sapore quasi mistico e trascendentale alla release. Inoltre, a vantaggio della band c’è anche un vocalist veramente dotato come Mathieu Lefevre, che alza ulteriormente il livello qualitativo schierato in campo. Continua a leggere

MARS RED SKY
“The Task Eternal”

Dopo l’avvincente Stoner Rock dei Duel e l’avvolgente Death Doom degli Esogenesi, quest’oggi è il momento di rendere omaggio al quarto lavoro dei francesi Mars Red Sky, ennesimo lavoro che conferma l’ottima annata per tutti gli amanti del Black Sabbath sound. Infatti, questo “The Task Eternal” è un grandioso esempio di Stoner Doom a forti tinte psichedeliche. Infatti, se la parte strumentale pesca a piene mani dai maestri inglesi attraverso delle sonorità cupe e rallentate, la sola voce del chitarrista\cantante Julien Pras, cosi sottile e raffinata, riesce a creare un incredibile effetto estraniante. In certe parti, come per esempio nel chorus della magnifica “Collector” ho avuto quasi l’impressione di sentire dei forti richiami ai Beatles più psichelici. Per certi versi, come stile non siamo poi molto lontani dagli Uncle Acid & The Dead Beats, ma è pur vero che l’uso dell’effettistica da parte dei francesi è decisamente più elevata, oltre al fatto che in questo “The Task Eternal” manca quella forte impronta orrorifica che caratterizzava i loro lavori. Continua a leggere