NJIQAHDDA
“Almare Dosegaas Fyaltu”

Pur essendo uscito a soli due mesi di distanza da “Njimajikal Arts”, questo “Almare Dosegaas Fyaltu” si allontana notevolmente dalla sbornia psichedelica del suo predecessore. Infatti, sin dalle prime note della title-track è possibile notare un suono totalmente dominato dalla chitarra distorta di /, oltre che delle sonorità che si avvicinano molto al Funeral Doom. Totalmente assenti sia le vocals ultrafiltrate tipiche della band, che gli strani effetti sonori che hanno caratterizzato il lavoro precedente, mentre è presente un notevole lavoro sui reverberi della distorsione della chitarra, e che permette al duo di poter sviluppare su una lunga durata la melodia portante, senza però cedere nulla a livello di tensione. Si stenta quasi a riconoscere i Njiqahdda di “Njimajikal Arts”, anche nella loro versione più legata all’Ambient, che caratterizza la successiva traccia “Nostri di Consivint Mek“, quasi venti minuti di aspri suoni metallici che sembrano ricordare la partenza di un aereoplano. Continua a leggere

PANTHEIST
“Seeking Infinity”

Deve essere un tipo davvero instancabile il nostro Kostas Panagiotou, visto che in primavera aveva preso parte all’ottimo debutto del progetto a nome Towards Atlantis Lights, ed ora torna in scena col quinto lavoro lavoro dei suoi Pantheist, dal titolo “Seeking Infinity”. Il tastierista e cantante di origine greca tende a muoversi sempre in un territorio prettamente Doom, anche se rispetto all’altro progetto sopra citato, i tempi sono meno dilatati e le chitarre di Frank Allain, che ricordiamo essere anche chitarrista dei Fen, risultano rocciose e capaci di creare solidi pattern ritmici insieme ai restanti membri della sezione ritmica, Aleksej Obradović al basso e la new entry Dan alla batteria. Continua a leggere

THETA
“LXXV”

La connessione fra la lettera greca theta ed il numero LXXV, settantacinque, presenti nella minimale copertina di questo EP, è in realtà anche il fulcro principale attorno al quale ruota tutto questo misterioso progetto chiamato Theta. Infatti, come ben spiegato nel booklet allegato, le onde theta si manifestano in condizioni normali durante le prime fasi del sonno ed il dormiveglia, e, se misurate, fan registrare un potenziale di settantacinque microvolt. Ecco quindi svelato l’oscuro numero che dona il titolo a questo EP, che si ripresenta anche nella durata dei tre brani che lo compongono, ossia sette minuti e cinquanta secondi. Insomma, alla base di questo “LXXV” c’è la volontà di creare un massivo viaggio sonoro che lo scopo di emulare un freddo e razionale studio scientifico su quanto accade durante il sonno. Continua a leggere