INNO
“The Rain Under”

Il nome Inno aveva già iniziato a circolare con insistenza, se non ricordo male, verso l’inizio di questo maledetto 2020, soprattutto per il fatto di venire considerato quasi un supergruppo, essendo formato da musicisti con alle spalle anni ed anni di militanza in importanti band della scena Metal tricolore. Basta solo pensare al buon Giuseppe Orlando, dotatissimo batterista, per tanti anni al fianco del fratello Carmelo negli indimenticabili Novembre, nonché stimato produttore per miriadi di gruppi nei suoi Outer Sound Studios di Roma. Tuttavia, anche gli altri componenti non sono da meno, a partire dal bassista Marco Mastrobuono, che attualmente milita anche i Buffalo Grillz o Hour Of Penance, mentre il chitarrista Cristiano Trionfera ha un lungo passato nei Fleshgod Apocalypse. A svolgere il ruolo di frontwoman, troviamo invece presente Elisabetta Marchetti, di cui parlai parecchio tempo fa in occasione della sua precedente band Riti Occulti. A riunire questo fior fiore di musicisti è stato scelto il nome di Inno, mentre “The Rain Under” è il primo frutto di questa gestazione, e rilasciato dalla Time To Kill Records a fine febbraio. Sin dal rilascio del video per il primo singolo “Pale Dead Sky”, si è potuto notare come la band avesse deciso di puntare decisa verso un Gothic Metal moderno, pesantemente influenzato dagli ultimi Katatonia, ma anche dotato di una certa orecchiabilità figlia degli indimenticati The Gathering, sebbene quest’ultimo paragone è forse fuorviato da una vaga somiglianza della voce di Elisabetta con quella di Anneke. Continua a leggere

INNER SHRINE
“Heroes”

Il nome Inner Shrine mi ha riportato immediatamente alla mente gli anni d’oro della mitica label fiorentina Dragonheart Records, capace di iniziare la propria carriera con un filotto di lavori davvero ottimi, tra cui ovviamente spiccava l’immortale debutto dei Domine “Champion Eternal”. Tra gli altri nomi da menzionare lanciati da questa etichetta, vi erano certamente gli Inner Shrine con il loro debutto “Nocturnal Rhymes Entangled In Silence” ed i Macbeth col pregevole esordio “Romantic Tragedy’s Crescendo”. Più di venti anni sono trascorsi da quel glorioso passato ma, nonostante varie vicissitudini e innumerevoli cambi di line-up, il mastermind Luca Liotti è riuscito sempre a portare avanti il glorioso nome degli Inner Shrine. Parlando a titolo personale, non nascondo che il loro debut all’inizio non mi fece subito una bella impressione, e che mi servirono parecchi ascolti per farmelo piacere. Ora come ora l’unica cosa che rimane impressa del periodo era che non mi piacevano per niente le vocals femminili, poi qualche tempo fa, vista la mia intenzione di occuparmi di questo nuovo “Heroes”, decisi di rimettere mano a quel cd impolverato sulla mia libreria. Continua a leggere

DARK ANGELS
“Venomous Embrace”

E no, purtroppo mi dispiace deludere i nostri cari lettori, ma questo “Venomous Embrace” non è l’insperato successore del mitico “Time Does Not Heal”, bensì il quarto full length di questo sestetto ceco avente il nome di Dark Angels, al plurale. Tuttavia, a parte l’infelice scelta del proprio nome, che potrebbe portare fuori strada più di qualche ascoltatore, questo “Venomous Embrace” è un lavoro che potrebbe suscitare l’interesse di tutti gli amanti del Gothic Doom di diretta discendenza inglese, ossia My Dying Bride e Paradise Lost, ma anche qualcosina dei Cradle Of Filth nelle parti più cattive. D’altronde, questi Dark Angels non sono una band alle prime armi, avendo una esperienza più che decennale ed un alchimia tra i vari componenti più che rodata, dal momento che quasi tutti loro suonano anche in un altro progetto Gothic a nome After Rain. Continua a leggere