NESTOR
“Kids In A Ghost Town”

Per chiudere in bellezza questo 2021 musicale, tra i vari lavori che hanno stazionato con ricorrenza sui miei padiglioni auricolari, una posizione di rilievo è sicuramente occupata dal fenomeno Nestor. Per chi non avesse ancora scorto in rete i cliccatissimi, nonché curatissimi, videoclip di “1989” e “On The Run”, i Nestor sono un quintetto svedese, attivi secondo il loro sito ufficiale dal lontanissimo 1989, ed autori di un paio di EP autoprodotti negli anni Novanta, ma che solo lo scorso anno sono riusciti a dare alle stampe questo loro debutto “Kids In A Ghost Town”. Un debutto veramente col botto, e che potremmo definire trasversale. Infatti, la band svedese piace un po’ a tutti, a noi vecchi rincoglioniti che ancora ci ostiamo a guardare per la millesima volta film come “Rocky” o “Beverly Hills Cop”, ma anche agli amanti della più giovine Synthwave, ma d’altronde i riferimenti culturali sono praticamente gli stessi. D’altronde, che i Nestor non siano affatto dei pivellini, s’intuisce subito dall’estrema rifinitura dei suoni e degli arrangiamenti, che impattano in pieno l’idea di fondo proposta dalla band, ossia ricreare in tutto e per tutto proprio quel Rock \ Hard Rock liscio e patinato da colonna sonora, che tanto ci piacevano e fomentavano quando eravamo dei fottuti ragazzini. Continua a leggere

WITCHRIDER
“Electrical Storm”

Pur avendo sbaragliato la concorrenza per il premio di peggior copertina dell’anno con questo “Electrical Storm”, primo lavoro per l’etichetta dei Truckfighters, ossia la Fuzzorama Records, questi Witchrider sono stati una vera e propria scoperta per il sottoscritto. Inizialmente adocchiati per l’orribile cover con il lupo aviatore, ma soprattutto per il fatto che il promoter li spacciasse come un gruppo Stoner ed in quel momento avevo sinceramente voglia di ascoltare qualcosa del genere. In realtà, sin dalle prime note dell’opener “Shadows”, risulta subito chiaro come questi baldi austriaci centrino ben poco con lo Stoner, eccetto qualche assonanza con i Queens Of The Stone Age più melodici. Infatti, le distorsioni delle chitarre sono ben addomesticate e decisamente lontana dalla distorsione grassa e colante tipica del genere, ed il centro di tutte le loro composizioni è relativo alla stupenda voce del cantante, dal timbro caldo ma non scevra di una certa nota malinconica. È quindi chiaro di trovarci davanti ad un sound piuttosto soft, per non dire radiofonico, dove in alcuni passaggi è possibile anche azzardare qualche similitudine con i Foo Fighters dei primi due dischi, come per esempio nella meravigliosa title-track. Continua a leggere

VAN HALEN
“Live: Right Here, Right Now”

Sono stato diversi giorni indeciso sul fare o meno questa recensione quale personale tributo all’appena scomparso Eddie Van Halen. Onestamente non sono mai stato un grande fan della band, anzi se devo proprio essere onesto fino in fondo, l’unico disco ascoltato in vita è stato proprio questo live del 93, che ascoltai da giovanissimo, in un periodo in cui avevo ero stato appena fulminato dall’ascolto di “For Whom The Bell Tolls” da parte di un mio cugino più grande. Prima di questo vera e propria epifania, non ero molto interessato alla musica, e lo scoprire qualcosa come i Metallica, e successivamente Guns ed Iron Maiden, può essere visto come una vera e propria rinascita. Continua a leggere

DUEL
“Valley of Shadows”

A noi poveri recensori capita spesso di stare là a lambiccarci il cervello, domandosi che strada possa aver imboccato il Metal al giorno d’oggi e che tipo di evoluzioni possa ancora fare in futuro. Oppure, ancor più banalmente, si perde tempo a fare confronti con il passato e a ricordare tempi andati e che sicuramente non torneranno più. Tuttavia, fortunatamente esistono gruppi come i Duel che se ne sbattono altamente di tutte queste cose e con la loro musica ci fanno ritornare con i piedi per terra. Alla fine, si torna sempre alla lezione dei Ramones, ossia, noi possiamo inventarci tutto quello che vogliamo per creare tutte le nuove forme musicali che vogliamo, ma alla fine della fiera, ci bastano solo pochi accordi ficcati in serie per farci muovere il culo e farci stare bene. La stessa cosa vale per i Duel, il gruppo capitanato dal cantante e chitarrista Tom Frank, che insieme al bassista Shaun Avants, facevano in passato parte della prima incarnazione degli Scorpion’s Child, rockband americana di cui parlai in occasione di un live report degli Uncle Acid & The Deadbeats. Continua a leggere

BRANT BJORK
“Mankind Woman”

In occasione della ristampa di “Tres Dias”, mi ero ripromesso di ascoltare e scrivere qualcosa in futuro a proposito di questo nuovo lavoro a firma Brant Bjork, recante il titolo di “Mankind Woman”. Aiutato dal produttore e chitarrista Bubba Dupree, già con Brant nei Low Desert, questo dodicesimo lavoro da solista mostra un Brant che guarda con forza al passato. Sin dal primo brano “Chocolatize” con il suo riffone alla Black Sabbath, si respira un forte aria retrò, che non si limita però a fare solamente il verso ai maestri inglesi, un po’ a cavallo tra il beat, psichedelia ed il nascente Hard Rock del periodo. A dominare la scena sono senza dubbio le chitarre, cariche di groove e capaci di dare una forte credibilità a questo ritorno al passato. Il continuo utilizzo del wah-wah della solista porta subito alla mente Jimi Hendrix, mentre la costruzione di alcuni riffs non possono non richiamare i Deep Purple di annata. Continua a leggere