BRANT BJORK
“Mankind Woman”

In occasione della ristampa di “Tres Dias”, mi ero ripromesso di ascoltare e scrivere qualcosa in futuro a proposito di questo nuovo lavoro a firma Brant Bjork, recante il titolo di “Mankind Woman”. Aiutato dal produttore e chitarrista Bubba Dupree, già con Brant nei Low Desert, questo dodicesimo lavoro da solista mostra un Brant che guarda con forza al passato. Sin dal primo brano “Chocolatize” con il suo riffone alla Black Sabbath, si respira un forte aria retrò, che non si limita però a fare solamente il verso ai maestri inglesi, un po’ a cavallo tra il beat, psichedelia ed il nascente Hard Rock del periodo. A dominare la scena sono senza dubbio le chitarre, cariche di groove e capaci di dare una forte credibilità a questo ritorno al passato. Il continuo utilizzo del wah-wah della solista porta subito alla mente Jimi Hendrix, mentre la costruzione di alcuni riffs non possono non richiamare i Deep Purple di annata. Continua a leggere

CAPTAIN CRIMSON
“Remind”

Con il 2017 che ormai ha compiuto il giro di boa, posso già affermare che sono veramente molto pochi i lavori di questo anno solare che mi hanno pienamente convinto e che possono avere qualche chance di finire nella mia top 5. Per fortuna il 2016 continua ancora a tirare fuori cose interessanti, come sicuramente il secondo lavoro di questi svedesi chiamati Captain Crimson che, sulla scia del revival degli anni settanta che sta invadendo il mercato da un po’ di anni a questa parte, tirano fuori dal cilindro un disco veramente interessante intitolato “Remind”, fortemente ispirato all’Hard Rock dei Deep Purple, e dotato di una ruspante influenza Blues, senza però disdegnare passaggi di chiara marca Stoner ed un sound gustosamente metallico e sferragliante. E pensare che ai primi ascolti rimasi alquanto deluso, poiché la mia mente bacata, senza nemmeno leggere la bio di presentazione, aveva immediatamente accostato il nome della band alle follie di Captain Beefhart ed alla preparazione tecnica e strumentale dei King Crimson. Continua a leggere

RUN CHICKEN RUN
“Run Chicken Run”

Dopo due settimane praticamente passate a girovagare per le strade del Canada francofono, il sottoscritto torna in forma semi smagliante riprendendo la propria attività di scribacchino e parlandovi degli irriverenti rocker Run Chicken Run. Del tutto indifferente al passar del tempo, il quartetto capitanato dal cantante e chitarrista Michele Montesi è un tanto puro quanto semplice concentrato di Rock’n’Roll completamente ispirato al sommo verbo dei fratelli Young. Insomma, non c’è spazio per alcun tipo di sperimentazione nella proposta dei Run Chicken Run, tutto deve essere semplice e ruspante, come un buon bicchiere di vino fatto in casa o un bel polletto allo spiedo con contorno di patate, giusto per rimanere in tema di gallinacei. Continua a leggere

CHRONIC HANGOVER
“Nero Inferno Italiano”

Dopo l’ottima rivisitazione del Black Sabbath sound ad opera degli Ufosonic Generator, questa volta l’attenta Minotauro Records pesca nel brulicante underground italiano un altro bel jolly che risponde al nome Chronic Hangover. “Nero Inferno Italiano” è un ottimo album di debutto che mostra la grande capacità del quartetto romano nel costruire una solida base composta in egual misura da un ottimo Heavy d’annata e da un ruspante e vivacissimo Hard Rock, riuscendo a contaminarlo con fulminei passaggi ad alto tasso psichedelico, l’apertura della title-track è praticamente un omaggio a “Welcome To Machine” dei Pink Floyd, o con altri di stampo country western, come nella conclusiva “Lucifer In The Sky With Diamonds”. Continua a leggere

LIVE REPORT – UNCLE ACID & THE DEADBEATS + SCORPION CHILD
Quirinetta (Roma) – 24/10/2016

Ultimamente mi capita spesso di iniziare una recensione ammettendo la mia ignoranza relativa alla conoscenza di un determinato gruppo o disco, ma d’altronde non sono più lo studente adolescente o post-adolescente con molto tempo libero da dedicare all’ascolto o alla ricerca di nuovi gruppi. Tra l’altro, le numerose richieste che riceviamo qui in redazione occupano quasi la totalità dei miei ascolti, e quindi il tempo per cercare altra nuova musica è estremamente limitato. Tutto sto cappello introduttivo serve per dire semplicemente che, fino a qualche mese fa, questi Uncle Acid & The Deadbeats non sapevo nemmeno dove fossero di casa, avendoli scoperti per caso dando una scorsa al programma dei concerti autunnali del Quirinetta, che da qualche anno sta proponendo gruppi indie davvero di buon livello (vedi il memorabile live dei Public Service Broadcasting della scorsa primavera), rimanendone colpito dal nome. Potete capire come mi sia poi caduta la mascella quando ho scoperto che facevano parte del rooster della Rise Above di sua maestà Lee Dorian. Non ci ho pensato su due volte ed ho iniziato ad ascoltarmi la loro discografia su Spotify ma, pur essendomi piaciuti abbastanza, è stato soltanto dopo questo concerto che il loro ultimo “The Night Creeper” rischia seriamente di finire diritta nella top 5 di fine anno. Ma andiamo con ordine. Continua a leggere