TOBLAKAI
“Puritans Hand”

La scelta di un moniker come Toblakai, preso da una delle razze più assurde uscite dalla penna di Steven Erikson nella sua lunghissima saga dei Malazan, mi ha portato subito a ripensare agli stupendi Caladan Brood ed al loro unico lavoro “Echoes Of Battle”, incredibile copia americana dei Summoning ma totalmente immersa nei mondi e nelle storie dello scrittore canadese. Tuttavia, appena si preme play e parte questo “Puritans Hand”, si capisce fin dalle prime note quanto il campo di gioco tra le due band sia totalmente distante, dal momento che il trio austriaco in questione si propone in uno sporco e ruvido mix di Heavy e Black, vagamente contornato da un alone di epicità. Continua a leggere

DAMNATION GALLERY
“Broken Time”

Dopo la scorpacciata natalizia di Njiqahdda è tempo di ritornare alla nostra routine settimanale, andando a parlare del nuovo lavoro dei Damnation Gallery. Quattro anni fa il loro EP di debutto “Transcendence Hymn” mi aveva regalato buone sensazioni, mostrando in una manciata di brani la capacità di mescolare in un calderone ribollente Death SS, Mercyful Fate ed Opera IX. Certo, forse non tutto era ancora al suo posto, ma le qualità della band era già molto evidenti. Questo nuovo lavoro dal titolo “Broken In Time”, che arriva a due anni dal loro primo full-lenght “Black Stains”, di cui ho mancato colpevolmente l’uscita, giunge a dare una precisa risposta a tutto quello che era rimasto in sospeso nel corso della mia precedente recensione. La line-up è rimasta essenzialmente la stessa, con Scarlet dietro il microfono, Lord Edgard alla chitarra, a cui si aggiunge il nuovo arrivato alla seconda chitarra Lord Of Plague, mentre la sezione ritmica vede costante la presenza al basso di Low, mentre dietro le pelli si siede il batterista Coroner, subentrato già in occasione del precedente “Black Stains”. La proposta del quintetto è rimasta assolutamente fedele ai loro esordi e alle influenze sopra citate, ma ne risulta abbastanza cambiato il contesto. Continua a leggere

NERO OR THE FALL OF ROME
“Beneath the Swaying Fronds of Elysian Fields”

Pur essendo quasi arrivati alla nostra consueta pausa agostana, che poi pausa non lo è affatto visto che sto ultimando il terzo speciale dedicato ai Njiqahdda, il mio ultimo giro di ascolti mi ha riservato una inaspettata ultima sorpresa, ossia questo debutto dei Nero Or The Fall Of Rome. A dispetto del loro nome che potrebbe suggerire una provenienza romana, in realtà questo quartetto risulta essere originario di Verona, e se non ho capito male tutti loro provengono, o hanno avuto esperienze, nei Riul Doamnei, che il buon Metal Archives descrive come Symphonic Black. Tuttavia, qualunque sia l’origine della formazione di questo nuovo progetto, il loro debutto “Beneath The Swaying Fronds Of Elysian Fields” è certamente una delle uscite più originali e personali che ho ascoltato in ambito Black nel corso degli ultimi due o tre anni. Anzi, definire Black Metal la musica dei Nero Or The Fall Of Rome potrebbe anche risultare un pochino forzato, o comunque molto limitativo per descrivere l’ampia gamma d’influenze dispiegata dalla band. Infatti, pur avendo un background che affonda palesemente nel Black Metal melodico svedese, è altresì presente nella musica del quartetto scaligero una forte componente epica, che a sua volta si tira dietro richiami all’Heavy Metal più puro e incontaminato. Continua a leggere