LIVE REPORT – PUBLIC SERVICE BROADCASTING
Monk (Roma) – 10/11/2017

A distanza di circa un anno e mezzo, torno a vedere dal vivo il trio londinese dei Public Service Broadcasting. Se il precedente concerto si era tenuto presso il centralissimo Quirinetta, in questa nuova occasione l’evento si svolge al Monk, locale di cui diversi amici e colleghi mi han sempre parlato bene. La band capitanata dall’occhialuto Willgoose e’ in tour per promuovere il loro terzo disco “Every Valley”, uscito la scorsa estate ed il primo che li vede nell’attuale formazione a tre, dato l’innesto del simpatico bassista J.F. Abraham nel corso del precedente tour di supporto a “The Race For Space”. Personalmente, questo loro ultima fatica mi ha parzialmente deluso, poiché ha visto la band orientare il proprio sound verso un Post-Rock di matrice sempre più debitrice ai Mogwai, in parte abbandonando la parte elettronica che li ha sempre contraddistinti per tentando, in maniera piuttosto fallimentare a mio modesto avviso, di esplorare nuove strade con l’introduzione di vere e proprie parti cantate. Tuttavia, nulla toglie che la band abbia comunque portato a segno diversi brani di ottimo livello quali “The Pit”, “Go To The Road” e la violenta “All Out”, ma siamo comunque lontani dai livelli mostrati con i due precedenti album. Continua a leggere

DOWNCAST TWILIGHT
“Under The Wings Of The Aquila”

Come è nostra consuetudine, cassiamo in automatico qualsiasi promo che ci arriva in redazione la cui data di pubblicazione sia anteriore di sei mesi. Questo provvedimento è dovuto al fatto che la nostra redazione è estremamente limitata, ed è quindi necessario adottare questa soluzione al fine di rimanere un minimo sul pezzo. A tutto questo però ci sono delle deroghe, come nel qui presente caso dei Downcast Twilight. Arrivato inaspettatamente insieme ai Pereplut, questo debutto intitolato “Under The Wings Of The Aquila”, uscito per conto dei tizi della Stygian Crypt Productions quasi un anno fa, è semplicemente straordinario. Continua a leggere

CENTRIPETAL FORCE
“Eidetic”

Ascoltando la prima volta l’EP di esordio di questo terzetto italo inglese chiamato Centripetal Force, non si può che restare fin da subito avviluppati ed invischiati dai continui tecnicismi e cambi di tempo che il gruppo riversa nei tre lunghi brani di questo “Eidetic”. Una vera e propria forza centrifuga fatta di riff e strutture molto arzigogolate che hanno ben presente come riferimento la lezione dei grandi maestri come Watchtower, Death (ma soprattutto la meravigliosa appendice Heavy dei Control Denied), Atheist e Cynic. Il duo Carratta (batteria) – Saroglia (chitarre) cerca in tutti i modi di incasinare le proprie tracce con dei fill e degli stacchi di ogni tipo, dimostrando una padronanza tecnica assolutamente fuori dal comune, oltre che tentare di riprendere le file di un genere, il Technical Thrash, che a parte la parentesi Vektor, ha prodotto ben poco o nulla di particolarmente rilevante negli ultimi anni. Continua a leggere

LIVE REPORT – THE XX
Ippodromo Delle Capannelle (Roma) – 10/07/17

A molti di voi forse sembrerà molto strano vedere comparire il nome The XX sulle pagine di questa webzine, ed ancora di più a proposito della loro ultima apparizione live al Rock In Roma. Lungi da me dover giustificare i miei ascolti e le mie scelte personali, ho sempre considerato il trio inglese una delle pochissime realtà musicali che, raggiunta una buona popolarità a livello mondiale, han sempre mantenuto una propria coerenza interna, nonché a non cedere a tentazioni più spudoratamente commerciali. Personalmente, il mio prima approccio con i The XX è avvenuto ben sette anni fa, quando li vidi qui all’Auditorium di Roma, evento tra l’altro ricordato anche dal bassista e cantante Oliver in questa calda serata romana. Continua a leggere

FEN
“Winter”

Anche se li ascolto già da diverso tempo, per un motivo o per l’altro non ho mai parlato su queste pagine virtuali dei Fen, un gruppo inglese attivo ormai da una decina d’anni che è andato sempre più ritagliandosi un proprio spazio nell’affollato panorama musicale, scrollandosi via via di dosso l’ingombrante “spettro” degli Agalloch. Che i nostri abbiano mandato a memoria la lezione impartita dall’ormai ex band di Portland è, per carità, innegabile, ma album dopo album hanno saputo declinarla in forme e modi che, di fatto, han permesso loro di ampliare i propri orizzonti sonori e di assumere una propria fisionomia ben definita. Continua a leggere

DAVID BOWIE
“Low”

Non sono per niente un tipo da celebrazioni, ed infatti lo scorso anno, sia per la morte di Lemmy che di Bowie, ho preferito mantenere un profilo basso, in maniera da poter elaborare a lungo ed in privato tali scomparse. Nel caso di Bowie, posso senza alcun ombra di dubbio dire che sia stato l’artista che ho ascoltato di più durante il 2016. Complice un libro che approfondisce ed analizza i suoi testi che sto leggendo da tempo e anche una visita alla splendida mostra giunta in quel di Bologna lo scorso autunno, ho avuto la possibilità di scandagliare in maniera molto approfondita tutta la sua discografia, ascoltando il timido cantautore degli esordi per poi passare per il periodo d’oro del Glam Rock di Ziggy Stardust e per quello berlinese, cercando di trovare qualche cosa di interessante nei bui anni novanta, sino ad arrivare al bellissimo finale di “Blackstar”. Continua a leggere

LIVE REPORT – KING CRIMSON
Auditorium Conciliazione (Roma) – 12/11/16

Senza parole. Veramente non ho alcun aggettivo per rendere perfettamente l’esperienza sonora, visiva e sensoriale che ho vissuto con questo concerto. Che Robert Fripp e le sue innumerevoli versioni dei King Crimson fossero di livello superiore si sapeva, ma mai mi sarei potuto immaginare un concerto di tale portata. Eppure, i presupposti c’erano già, i vari commenti letti in giro sul web sulle precedenti date erano tutti strapositivi, parlando di una delle incarnazioni live più riuscite della band. Pur non avendo comparazioni precedenti per giudicare, se non alcuni live visti su Youtube, probabilmente è così. La scelta stramba di piazzare ben tre batteristi davanti sul palco non solo amplifica il senso di spettacolo, vedere quei tre passarsi rullate o incastrarsi tra vari fillers è un piacere per gli occhi, ma permette a noi poveri mortali di poter entrare dentro tutti i meccanismi che regolano il Re Cremisi. Continua a leggere

LIVE REPORT – THE CURE + THE TWILIGHT SAD
Palalottomatica (Roma) – 30/10/2016

Non sono mai stato un accanito fan dei The Cure, ma se c’è un disco che mi porterei sulla classica isola deserta, questo sarebbe senza alcun dubbio “Disintegration”. Uno di quei pochi lavori che quando sei in un particolare stato mentale, diventa quasi una sorta di droga di cui non puoi proprio fare a meno. Quelle chitarre che definirei quasi liquide, unite al meraviglioso basso di Gallup, sono un ideale accompagnamento alle proprie riflessioni interiori ed hanno davvero pochi uguali nella musica. Ad ogni buon conto, nei miei ascolti passati non c’è ovviamente solo questo grandissimo capolavoro, ma anche lavori come “17 Seconds” o “Pornography”, insomma i The Cure più foschi e cupi, hanno forgiato e non poco il mio background musicale. Fatta eccezione per la stramba parentesi del loro debut album, ho sempre snobbato invece la parte più solare e pop della band, quella che appare in parte su “The Head On The Door”, ma in special modo in dischi come “The Top”, “Kiss Me Kiss Me Kiss Me” o “Wish”. Per quanto belle e trascinante potessero essere “Friday I’m In Love” o “Close To Me”, i veri The Cure per me erano quelli che trascinavano in mondi da incubo, come in “A Forest”, o che esaltavano a dismisura il proprio stato malinconico, manco a dirlo “Fascination Street”, il MIO pezzo dei The Cure. Tutto questo preambolo serve a dire che, sebbene i The Cure bene o male siano stati sempre presenti nella mia vita, ero comunque un po’ titubante di andarli a vedere dal vivo, o comunque non erano certamente in cima ai pensieri, come invece è per i King Crimson che suoneranno questo fine settimana. Però se ricevi il biglietto per il parterre come regalo di compleanno, non puoi che esserne strafelice. Continua a leggere

LIVE REPORT – UNCLE ACID & THE DEADBEATS + SCORPION CHILD
Quirinetta (Roma) – 24/10/2016

Ultimamente mi capita spesso di iniziare una recensione ammettendo la mia ignoranza relativa alla conoscenza di un determinato gruppo o disco, ma d’altronde non sono più lo studente adolescente o post-adolescente con molto tempo libero da dedicare all’ascolto o alla ricerca di nuovi gruppi. Tra l’altro, le numerose richieste che riceviamo qui in redazione occupano quasi la totalità dei miei ascolti, e quindi il tempo per cercare altra nuova musica è estremamente limitato. Tutto sto cappello introduttivo serve per dire semplicemente che, fino a qualche mese fa, questi Uncle Acid & The Deadbeats non sapevo nemmeno dove fossero di casa, avendoli scoperti per caso dando una scorsa al programma dei concerti autunnali del Quirinetta, che da qualche anno sta proponendo gruppi indie davvero di buon livello (vedi il memorabile live dei Public Service Broadcasting della scorsa primavera), rimanendone colpito dal nome. Potete capire come mi sia poi caduta la mascella quando ho scoperto che facevano parte del rooster della Rise Above di sua maestà Lee Dorian. Non ci ho pensato su due volte ed ho iniziato ad ascoltarmi la loro discografia su Spotify ma, pur essendomi piaciuti abbastanza, è stato soltanto dopo questo concerto che il loro ultimo “The Night Creeper” rischia seriamente di finire diritta nella top 5 di fine anno. Ma andiamo con ordine. Continua a leggere

LIVE REPORT – SONISPHERE 2016
Ippodromo delle Capannelle (Roma) (24/07/2016)

PREMESSA

C’era molta attesa e tanta curiosità per questa nuova calata dei Maiden in quel di Roma, a cui poi è stato costruito attorno il Sonisphere di quest’anno con l’aggiunta di nomi importanti quali Sabaton, Saxon ed Anthrax. L’uscita di “The Book Of Souls” è stato oggetto di numerose discussioni la scorsa estate, nonchè c’era anche la speranza che il nostro Bruce fosse perfettamente ristabilito dopo l’annus horribilis che aveva vissuto per la sua inaspettata malattia. Per questi motivi, all’annuncio della presenza degli Iron Maiden al Rock In Roma non ho saputo dire di no, ed insieme a quattro amici ho prontamente acquistato il biglietto. Difficilmente qui su Hypnos Webzine diamo risalto alle uscite discografiche di gruppi importanti quali i Maiden, però due parole su “The Book Of Souls” vorrei spenderle. Premetto, che dalla reunion con Bruce, ho seguito con molta attenzione le varie mosse della band, ritenendo che, sempre a mio personalissimo avviso, eccetto un “Dance Of Death” non pienamente riuscito, sono sempre riusciti a mantenersi su dei livelli quantomeno accettabili, tirando fuori anche un quasi capolavoro come “A Matter Of Life & Death”. Quindi, potete ben capire, che alle prime reazione strapositive apparse sul web all’ascolto di questo doppio album, non ho potuto fare a meno di buttarmi a scatola chiusa sull’acquisto della versione digibook. Tuttavia, nonostante abbia ascoltato il disco con buona costanza per parecchi mesi, continuo a non esserne pienamente convinto, trovando diversi brani dei filler francamente evitabili, e che forse il buon Bruce avrebbe avuto bisogno di un po’ di tempo in più per rimettersi in forma con la voce. Diventa quindi evidente come questo concerto risultasse anche un modo per chiarirmi maggiormente le idee anche sull’effettiva qualità del disco. Comunque sia, basta chiacchiere e veniamo al concerto. Continua a leggere

OLD FOREST
“Dagian”

Anche se stiamo per superare la prima metà del 2016, devo ammettere che non sono ancora riuscito a trovare uscite, sia in ambito Death che Black, degne di essere ricordate negli anni a venire. In effetti, fino ad ora le cose che più mi ho apprezzato e che continuano a girare con una certa frequenza nel mio stereo, riguardano tutt’altri generi. Giusto per rinfrescarmi un poco le idee, vorrei citare tra le cose arrivate in redazione, i friulani Veuve con il loro fenomenale “Yard”, le conferme degli Hate & Merda e Atom Made Earth, a cui aggiungo desolanti viaggi lisergici fatti con i Nonsun, mentre allargando il tiro in ambito più Mainstream, le uniche cose che mi hanno destato parecchio interesse sono senza alcun dubbio i fenomenali ritorni dei Black Mountain e Blood Ceremony. Come potete vedere, siamo ben distanti dai generi che maggiormente trattiamo su questa zine e, come al solito, la domanda che mi pongo è sempre la solita, è il sottoscritto che invecchiando rivolge il proprio interesse su altre cose, o semplicemente i due generi musicali non stanno godendo di buona salute? Fortunatamente, e così chiudo questo inutile cappello introduttivo, mi sono capitati tra le mani questi Old Forest, che con il loro terzo full-lenght intitiolato “Dagian” danno una personale ma soprattutto importante declinazione dell’Atmospheric Black, genere ormai talmente in voga da risultarmi quasi indigesto a prescindere. Continua a leggere

HYBERNOID
“The Last Day Begins?”

La Xtreem Music è da sempre interessata ad andare a scovare gruppi attivi negli ’80 e nei ’90, che per svariati motivi sono rimasti quasi sempre misconosciuti e poco considerati da etichette e fans, e ristamparne i principali full-lenght con annessi lavori minori, come EP o demo, ormai introvabili. Nel caso dei qui recensiti Hybernoid, confesso candidamente che si tratta di una band di cui non avevo mai sentito parlare prima e che mi ha attratto principalmente per la copertina scelta per questo lavoro. Ogni tanto mi diletto in letture incentrate sull’archeologia misteriosa, e quelle quattro statue fotografate in mezzo a quella che sembrerebbe una giungla, mi hanno subito riportato alla mente le teorie sugli antichi astronauti di Sitchin o i fantastici viaggi di fantasia di Kolosimo su oscure e dimenticate popolazioni pre-Inca. Ovviamente, questi sono solo film mentali del sottoscritto, sebbene i testi degli Hybernoid mantengano una qualche connotazione con tematiche sci-fi. Ma, a parte questo, l’ascolto di questo “The Last Day Begins?”, che venne originariamente pubblicato nel lontano 1994 dalla mitica Displeased Records, mi ha lasciato alquanto a bocca aperta. Continua a leggere

DREAMFIRE
“Atlantean Symphony”

Allacciatevi le cinture e preparatevi ad un emozionante viaggio in terre lontane, esplorando lande abbandonate ormai da tempo, dove l’unica testimonianza di presenza umana è data dalle meravigliose rovine di oscure civiltà ormai perse nell’oblio del tempo. Tutto questo è ciò che vi attende durante l’ascolto di questo interessantissimo debutto, intitolato “Atlantean Symphony”, realizzato da un misterioso progetto di ambient sinfonico chiamato Dreamfire. Continua a leggere

MONUMENTOMB
“Ritual Exhumation”

Gli inglesi Monumentomb, giovane quartetto formatosi sul finire del 2013 in quel di Maidstone, non hanno perso tempo e sono subito giunti al debutto con il qui presente “Ritual Exhumation”, un EP di cinque pezzi, più un intro, oscuro ma allo stesso tempo dotato di una certa dose di elementi catchy. Su di una base prettamente Death old school venata da qualche influenza Thrash, i nostri infatti innestano sporadiche partiture melodiche, specialmente grazie agli assoli, che strizzano l’occhio alla scuola svedese, permettendo di fatto ai vari pezzi di assumere una propria fisionomia ben definita che contribuisce ad allontanare lo spettro di una monotematicità di fondo che troppo spesso accomuna le release di questo genere. Continua a leggere