OLD FOREST
“Black Forest Of Eternal Doom”

I miei pochi, ma spero affezionati lettori, sanno che negli ultimi tempi, a parte lo specialone natalizio sui Njiqahdda, scrivo decisamente poco di Black Metal. Ogni tanto tendo a chiedermi come mai e gli unici motivi che sono riuscito a trovare sono essenzialmente due: una scena attuale che non rientra nei miei gusti personali, a cui si abbina anche una questione di età. Prossimo alla soglia dei quarant’anni, e con vari aspetti della vita reale con cui dover fare continuamente i conti, riuscire ad immergersi nelle atmosfere di un disco Black come facevo vent’anni addietro è certamente molto più difficile. Inoltre, trovo noiosissimi i Deathspell Omega e tutto quel Black Metal colto ed iperstrutturato che pare andare tanto in voga oggigiorno, il War Metal (o Metal Of Death che dir si voglia) l’ho esplorato in lungo e largo una decina di anni fa, mentre i cloni dei Darkthrone, per quanto piacevoli e simpatici possano essere, alla lunga stancano. Tuttavia, ed ammetto che questa è già la seconda volta che succede, questi Old Forest riescono sempre a mandare a gambe all’aria tutti questi discorsi appena accennati. Continua a leggere

GORILLA
“Treecreeper”

Immaginate di avere due montagne gemelle, sulle cui cime stan suonando da una parte l’immortale Lemmy con i suoi Motörhead, e dall’altra Tony Iommi con i suoi Black Sabbath. In mezzo, invece, ci sono tre persone impegnate a costruire un solido ponte che unisca entrambe le montagne. Questa forse stupida e banale immagine può essere un buon tentativo per descrivere questo “Treecreeper”, che se non erro dovrebbe essere il quarto full-lenght in carriera per questo trio inglese chiamato Gorilla. Guidati dal vocalist e chitarrista Johnny Gorilla, i Gorilla non ne vogliono assolutamente sapere di voler essere al passo con i tempi, preferendo rimanere ancorati ai due gruppi sopracitati, puntando su un suono ruvido, ma al tempo stesso infuocato, nel quale vengono innestati massicce dosi di blues e psichedelia. Continua a leggere

LIVE REPORT – KING CRIMSON
Umbria Jazz Arena Santa Giuliana (Perugia) – 18/07/19

Dopo un’annata che mi ha visto praticamente lontano dai concerti, con punte di sfighe clamorose come una trasferta lavorativa a Pavia il giorno dei Neurosis ad Ostia antica, niente e nessuno poteva impedirmi di assistere al mio terzo concerto in quattro anni dei King Crimson. In occasione del cinquantenario della band, Fripp e soci decidono di fare un grande regalo ai fedelissimi fan italiani proponendo ben quattro date. Per vari motivi, tra cui anche il fatto che il concerto rientrava nell’ampio programma dell’Umbria Jazz, decido di optare per la splendida cornice di Perugia. Nonostante una giornata calda e priva di nubi, a circa venti minuti dall’inizio del concerto, una maledetta nuvola in stile Fantozzi si posiziona sopra l’arena di Santa Giuliana e decide di voler rompere le palle ai fedelissimi sudditi del Re Cremisi. Completamente sprovvisti di ombrelli o keeway, cerchiamo rapidamente riparo, nonché acquistiamo per la “modica” cifra di cinque euro una tristissima mantellina di plastica. Fortunatamente, l’aura mistica di Robert Fripp ci protegge ed a pochi minuti dall’inizio del concerto, la nube se ne va e possiamo di nuovo accomodarci per goderci a pieno il concerto. Continua a leggere