SKIALYKON
“Aura Kósmos I: Madre Notte”

Oserei quasi dire che Vulr, il mastermind che si cela dietro il progetto Skialykon, abbia come suo principale obiettivo quello di mettere in serie difficoltà l’ascoltatore, o forse sarebbe meglio specificare ascoltatori sempre incasinati come il sottoscritto. Infatti, per riuscire ad entrare nei meandri di questo “Aura Kósmos I: Madre Notte”, che segue di quasi sei anni l’ottimo debutto di “Vestigio”, ho dovuto dedicare diversi mesi di ascolto prolungato e nonostante tutto faticavo a venirne a capo. Poi, ad un certo punto, è come se fosse partito un clic nelle orecchie, e da quel momento la bellezza del lavoro si è dischiusa in tutta la sua grandiosità. Capisco che gli ultimi mesi lavorativi sono stati piuttosto massacranti, e che quindi approcciare ad un disco del genere con la mente occupata da altri pensieri non è proprio il massimo, però c’è anche da dire che lo stesso debut album mi creò al tempo gli stessi problemi di ascolto. Non so che dire, alla fine il buon Vulr si cimenta in un ottimo Black Metal di derivazione norvegese, con i vecchi Satyricon ben presenti tra le sue primarie influenze, ma che in questo “Aura Kósmos I: Madre Notte” sembra quasi voler rivolgere il proprio sguardo verso il cielo ed alle meraviglie del cosmo, creando un effetto piuttosto straniante tra il pulsare feroce delle screaming vocals e di una drum machine lanciata sempre a manetta, e l’ariosità e grandiosità delle melodie creata da chitarra e synth, il cui suono sembra voler evocare l’immensità del cosmo. Continua a leggere

TETRARCHATE
“With The Sole Acquiescence To Lead Us”

I Tetrarchate sono una vecchia conoscenza per Hypnos Webzine, visto che la ex-collega Alonewalksfaster si occupò ben sette anni fa del loro EP “Symposium Of The Tetrarchs”. Da quel lontano 2014, di acqua sotto i ponti ne è passata tantissima, ed in questo lungo lasso di tempo la band marchigiana è riuscita a pubblicare il loro full-lenght di debutto, “Drakon Particles Worming In Our Bodies” del 2017, a cui fa seguito questo “With The Sole Acquiescence To Lead Us”, licenziato in autoproduzione lo scorso maggio. Lo stile proposto dai Tetrarchate è stato ben descritto nella già citata recensione dell’EP, e vede grandi dosi di Thrash Metal di chiara matrice Kreator, a cui vengono aggiunte anche piccole dosi di puro e scintillante Heavy Metal, capace di dare anche un tocco di epicità e sontuosità alle intricate e velocissime ritmiche imposte dalla band. La produzione mi piace molto, ha un suono asciutto che fa tanto primi anni Novanta e ben lontana dalle plasticosità odierne. Anche a livello di composizione, pur attingendo ad un patrimonio ben consolidato, i Tetrarchate sanno il fatto loro, mostrando anche un minimo di personalità in fase di songwriting, cosa al giorno d’oggi assolutamente non scontata. Continua a leggere

UNALEI
“Galatea”

Arrivato alle mie orecchie solo quest’estate, sebbene la sua pubblicazione risalga dicembre 2020, non potevo assolutamente esimermi dallo scrivere qualcosa su questo “Galatea”, secondo full-lenght del polistrumentista Federico Sanna con il suo progetto Unalei. Frutto di un lavoro di composizione e produzione durato ben quattro anni, “Galatea” segna un profondo punto di rottura con il proprio passato musicale, per gettarsi a capofitto e senza reti di protezione verso un suono che affonda le proprie radici nelle tradizioni popolari del Sud Italia, ed in particolare del Salento (“Anarada” e “Gloria”), relegando il Metal e le sue distorsioni giusto ad alcuni interventi di contorno. Eppure, nonostante questo incredibile cambio di direzione, l’influenza dei Novembre continua ad essere presente, seppur labile e mai perfettamente inquadrabile, ma è comunque innegabile che le calde atmosfere che si sprigionano da questo “Galatea” abbiano dei chiari rimandi ai quei capolavori che rispondono al nome di “Novembrine Waltz” e “Materia”. Continua a leggere

FULCI
“Exhumed Information”

A circa due anni di distanza dal precedente “Tropical Sun”, che ha praticamente lanciato alla grande la carriera dei Fulci, il terzetto campano ritorna in maniera piuttosto inaspettata con questo “Exhumed Information”, album ispirato a quello che se non erro è il penultimo film girato dal Maestro. Un giallo piuttosto atipico e dai toni vagamente soprannaturali, che vedeva tra i protagonisti la recentemente scomparsa Karina Huff, più conosciuta come la fidanzatina inglese di De Sica in “Sapore di Mare”, Duilio Del Prete, il mitico Necchi del primo “Amici Miei”, oltre ad un giovanissimo e irriconoscibile Lorenzo Flaherty nei panni di Gianni, il fidanzato della Huff. Questo “Exhumed Information” è un lavoro piuttosto strambo per i Fulci, poiché presenta giusto cinque tracce del loro tipico Death Metal fortemente influenzato dai maestri americani, lasciando sostanzialmente la seconda parte del disco al misterioso progetto TV-Crimes, che invece guardano direttamente al mondo della Synthwave e delle colonne sonore degli anni ottanta, spezzando praticamente il disco in due parti ben nette e distinte. Continua a leggere

NANGA PARBAT
“Downfall And Torment”

Dopo un periodo di riposo post-recensioni Njiqahdda, volevo riprendere la nostra solita programmazione parlando dei Nanga Parbat, un nome che già da tempo che vedevo rimpallare in continuazione tra quei pochi siti Internet che seguo con costanza, ed uno YouTube talmente insistente che mi consigliava in continuazione la visione dei videoclip realizzate per le tracce “Demon In The Snow” e “Tidal Blight”. A dare poi il la a questa recensione è stata poi l’inaspettata richiesta di recensione da parte della Grand Sounds PR. Pur avendo in testa le recensioni positive lette su altre portali, ho cercato come mio solito di mantenere il mio cervello sgombro da qualsiasi tipo di pregiudizio, e lasciarmi andare all’ascolto di questo loro debutto “Downfall And Torment” senza alcun tipo di pressione o aspettativa. Onestamente, devo ammettere di essere rimasto piuttosto freddino dai primi ascolti, forse più per la produzione di Marco Mastrobuono, sicuramente moderna ed al passo con i tempi, ma troppo fredda e ripulita per i miei gusti personali, ma poi man mano che si avanzava nell’assimilazione delle singole tracce, tutta l’abilità della band romana è iniziata a venire fuori di prepotenza, regalandomi la chiave giusta per poter iniziare a gustarmi questo loro debutto. Continua a leggere