LA BOTTEGA DEL TEMPO A VAPORE
“Viaggi InVersi”

A distanza di due anni dall’esordio acerbo de “Il Guerriero Errante”, i beneventani de La Bottega Del Tempo A Vapore tornano in scena con un nuovo full-lenght dall’affascinante titolo di “Viaggi InVersi”. Lasciata la Minotauro Records, la band approda ad un’altra etichetta italiana in continua espansione come Revalve Records, decidendo in questo nuovo capitolo della loro saga discografica di volgere il proprio sguardo sull’approfondimento degli stessi personaggi che componevano il concept del full length precedente. Mantenuta intatta la propria line-up, con il chitarrista Alessandro Zeoli in cabina di regia per la parte musicale ed Alfredo Martinelli per i testi e concept, La Bottega Del Tempo A Vapore riesce a portare a termine un album decisamente più solido e risolto del precedente. Continua a leggere

HEAVENBLAST
“Stamina”

Tra i vari generi che sono solito ascoltare tutti i giorni, il Power è forse quello che meno passa nel mio stereo. Certo, ogni tanto mi prende la mania di rimettere l’intera discografia dei bardi di Kleferd per giorni e giorni ma, eccetto questo dettaglio, non sono proprio un grande fan del genere. Più che altro, ho smesso ormai da parecchio tempo di seguire gli sviluppi del genere. Questo preambolo serve un po’ a giustificare il mio umile commento relativo a questa terza fatica a nome Heavenblast avente il titolo di “Stamina”. Ma andiamo con ordine. Gli Heavenblast non sono proprio dei novellini, anzi, ridendo e scherzando hanno alle spalle più di venti anni di esperienza, sebbene lo split avvenuto nel 2008 abbia portato a tre anni di stop forzato. Continua a leggere

CENTO SCIMMIE
“Fragile”

L’aggettivo che meglio si accosta a questo disco è senza alcun dubbio “particolare”. C’è davvero qualcosa di inafferrabile nel debutto discografico di questo quintetto originario di Padova. Qualsiasi inquadramento in predeterminate categorie della loro proposta musicale sembra scivolare via come un’anguilla insaponata. Non son sufficientemente pesanti per essere definiti Metal, ma allo stesso tempo l’atmosfera che si respira nel disco è cupa e opprimente, con la coppia di chitarre formata da Alessio OmettoAntonello Carrossa capace in qualche modo di infilare riff di chiara estrazione Metal, come per esempio in “Verme”. A complicare ancora di più la situazione, ci si mette anche la particolare timbrica di Andrea Coppo, che in alcuni casi, come nella onirica “Ipergiganti Gialli”, sembra quasi ricordare quella del cantante dei Negramaro, fortunatamente mettendo però da parte i suoi odiosi ghirigori vocali. Continua a leggere

PARCO LAMBRO
“Parco Lambro”

Proporsi di suonare Jazz Rock sulla scia di gruppi storici come Area e Soft Machine e scegliersi un nome impegnativo come Parco Lambro, il parco milanese che nella metà degli anni settanta ospitò lo storico Festival del Proletariato Giovanile, può essere visto come un segno di totale arroganza o di completa fiducia nei propri mezzi. Per fortuna, l’omonimo debutto di questo quintetto bolognese è senza ombra di dubbio un capolavoro con la c maiuscola. Le loro composizioni sembrano essere uscite da un portale temporale direttamente dagli anni settanta, con schegge di Jazz Rock che si scontrano in maniera furiosa con la Psichedelia ed un acido Prog Rock che chiama in causa direttamente maestri come King Crimson o Magma. I Parco Lambro mostrano in queste loro lunghe tracce di avere grinta e personalità da vendere, per niente spaventati di voler suonare una musica così rétro, ma allo stesso tempo così viva e pulsante tra tripudi di moog e farfisa, sciabolate di chitarre elettriche e stoccate feroci di sax. Continua a leggere

INTERVISTA WILL’O’WISP – Paolo Puppo

Lungamente atteso dal sottoscritto, il nuovo lavoro a firma Will’O’Wisp intitolato “Mot” è stato sicuramente uno dei dischi che più ho ascoltato negli ultimi mesi. Sanguinario e ferale, la band del chitarrista genovese Paolo Puppo tira fuori in questo contesto, l’opera più violenta della propria carriera. Come ho ampiamente scritto in sede di recensione, “Mot” si mantiene un lavoro certamente sopra le righe, sebbene continui a rimanermi qualche dubbio sull’effettiva riuscita di alcune tracce. Un motivo in più per contattare il sempre disponibile Paolo per una nuova intervista. Continua a leggere

WILL’O’WISP
“Mot”

Dopo un lavoro fantastico come “Inusto”, non deve essere stato proprio facile per il mastermind della band Paolo Puppo decidere verso quali lidi portare i Will’O’Wisp. Già dalla ultima intervista che mi rilasciò il chitarrista ligure, era ben chiaro che qualcosa sarebbe dovuto necessariamente cambiare a livello di composizione, dal momento che “Inusto” rappresentava per forza di cose un punto di arrivo decisamente insuperabile in fatto di Technical Death. Tuttavia, tra i vari film che mi ero fatto, l’unica cosa a cui non avevo affatto pensato era quello di imbruttimento e semplificazione del loro sound. Infatti, “Mot” mostra il lato carnale e sanguinolento dei Will’O’Wisp, attraverso composizioni più brevi e violente ottenute scarnificando il proprio sound al fine di ricreare una atmosfera ferale e selvaggia. Sembrerà forse un po’ ridicolo, ma la prima immagine che mi si è formata in testa durante il primo ascolto di questo “Mot” è stata la scena della fuga di Indiana Jones attraverso la miniera in “Indiana Jones E Il Tempio Maledetto”. Detto così potrebbe far sorridere, e sicuramente la cover dell’album avrà suggestionato in qualche modo questo mio ricordo d’infanzia, però in effetti su “Mot” non c’è un momento di respiro, la band aggredisce senza sosta l’ascoltatore, lasciando gli unici scampoli melodici agli assoli di Puppo, con il buon Deimos assolutamente credibile nelle vesti di officiatore di qualche antico culto sanguinario. Continua a leggere

SACRO ORDINE DEI CAVALIERI DI PARSIFAL
“Heavy Metal Thuderpicking”

Un nome come Sacro Ordine Dei Cavalieri Di Parsifal, accorciato dagli stessi musicisti in Sacro Ordine, non poteva assolutamente passarmi sotto il naso senza suscitarmi un minimo di curiosità. Sebbene questo “Heavy Metal Thunderpicking” sia il loro esordio sulla lunga distanza sotto l’egida dell’etichetta italiana Sliptrick Records, la storia di questi paladini del Metal parte decisamente più indietro nel tempo. Infatti, la band risulta essere stata creata intorno al 2001 dal cantante Paolo Fumis e dal chitarrista Carlo Venuti, ma nonostante questa lunga anzianità di servizio alle spalle, la fortuna non deve aver arriso molto ai Sacro Ordine. Continua a leggere

MESSA
“Feast For Water”

Girava davvero tanto hype intorno alla seconda prova in studio dei Messa e sebbene da più parti continuavano ad arrivare commenti positivi anche dal precedente “Belfry”, non ero ancora andato a verificare in prima persona. Fortunatamente, ci ha pensato la Purple Sage PR a rimediare a questa lacuna, offrendomi questo loro nuovo “Feast For Water” sul classico piatto d’argento. Senza stare qui a perdere tempo, posso confermare la bontà di tutti i giudizi positivi da qui captati, e sono quasi certo che “Feast For Waster” girerà parecchio a lungo nel mio stereo. La ricetta dei nostri a base di alte dosi di Black Sabbath unita con disarmante facilità a frammenti sonori dalle provenienze più disparate come il Jazz o l’Ambient, nonché mettendo sempre in bella vista un retaggio culturale che arriva direttamente dagli anni settanta, funziona alla grande. Continua a leggere

HORNWOOD FELL
“Inferus”

Dopo un’evoluzione che li aveva portati, nel breve volgere di pochi anni, da un omonimo debutto incentrato su un Black Metal di chiara ispirazione norvegese ad un album, “My Body, My Time”, decisamente più sperimentale e rivolto verso lidi con ascendenze Avantgarde, gli Hornwood Fell tornano a bussare alle nostre porte con questo EP di tre tracce intitolato “Inferus”. Nonostante la loro naturale inclinazione all’evoluzione musicale non mi lasciasse poi molte possibilità di indovinare quali orizzonti sarebbero stati esplorati in questa nuova uscita, in tutta franchezza mi sarei sentito di escludere, o quantomeno di ritenere assai poco probabile, una sorta di ritorno sui propri passi. Continua a leggere

CHARUN
“Mundus Cereris”

Se proprio dovessi scegliere solo tre aggettivi per descrivere questo terzo lavoro a firma Charun, sceglierei affascinante, notturno e prevedibile. Certo, questi aggettivi piazzati così, senza alcun contesto di contorno, potrebbe far sembrare che il sottoscritto sia andato in contro a qualche crisi schizofrenica. Eppure, questa è in estrema sintesi la visione che mi sono fatto di questo “Mundus Cereris”, che vede il quartetto capitanato dal chitarrista Nicola Olla spostare il proprio Post-Metal sempre più verso lidi più tipici del Post-Rock, mettendo ancor più in evidenza l’alternanza tra momenti soffusi ed esplosioni ricche di gain di chitarra distorta. Continua a leggere

THE NIGHTLY DISEASE
“Smell Of Burning Wood”

“Immaginate una giornata nevosa. Gli ultimi raggi di luce filtrano attraverso i pini carichi di neve. Un vento incessante ulula una solitaria melodia…” Lo so, lo so, in queste righe che lo introducono sono condensati molti dei topos del Black Metal ed il tutto è corredato da una copertina e da un titolo altrettanto eloquenti, eppure questo “Smell Of Burning Wood” della misteriosa one man band italiana The Nightly Disease fortunatamente è qualcosa di diverso da un’accozzaglia di luoghi comuni e banalità. Se infatti mi sono inizialmente avvicinato con un po’ di sano scetticismo temendo di trovare un lavoro intriso degli stereotipati tipici del genere, è basto poco per rendermi conto che non era affatto così, finendo con il rimanere irretito nella mezz’ora e poco più di queste due tracce laconicamente intitolate “Part One” e “Part Two”. Continua a leggere

HADEON
“Sunrise”

Osservando i dettagli con cui è stato confezionato sia il digipack che il libretto di questo “Sunrise”, debutto interamente autoprodotto pubblicato dal giovane quintetto italiano a nome Hadeon, si può ragionevolmente pensare di avere a che fare con una realtà assolutamente conscia delle proprie capacità. Infatti, tutto l’artwork si presenta come un elegantissimo diario personale, nel cui interno troviamo i testi scritti con un font che richiama una bella scrittura fatta mano, e degli ottimi disegni, di cui sono presenti informazioni relativi all’artista che li ha fatti, che vanno a evidenziare il tema principale di ogni singola traccia. Questo “Sunrise” è un viaggio che tocca, attraverso diverse storie concepite dal vocalist e tastierista Federico Driutti, gli aspetti più controversi e duri della realtà umana, come per esempio la malattia mentale in “Lightline”. Gli Hadeon interpretano queste storie affidandosi ad un Prog Metal di chiara e forse troppo ingombrante influenza Dream Theater, con il fantasma di “Metropolis Pt. 2 – Scenes From A Memory” emerge continuamente dai solchi di questo debutto. Continua a leggere

THE REPTILIAN SESSION
“The Reptilian Session”

Nonostante il mio interesse per quella che viene definita archeologia misteriosa a cui ho accennato varie volte, ho sempre avuto pochissimo interesse per le varie teorie cospirative su ipotetici accordi tra i nostri governi e non meglio specificate razze aliene. Tra queste, la più malvagia sarebbe quella dei famosi rettiliani, feroci conquistatori ma anche abilissimi a nascondersi sotto sembianze umane. Sarebbe quindi lecito domandarsi se questo trio chiamato The Reptilian Session rappresenti una sorta di manifesto sonoro di questa razza, o sia semplicemente formato da tre giovani romani con il pallino della fantascienza. Continua a leggere

DEADLY CARNAGE
“Through The Void, Above The Suns”

Anche se ad esser sincero non sono mai riuscito ad apprezzarlo fino in fondo, il Post-Black in tutte le sue varie contaminazioni rimane un ascolto che di tanto in tanto mi concedo volentieri. L’idea di andare a sentire una band che con le precedenti uscite aveva ricevuto dei giudizi positivi un po’ da tutte le parti quindi mi stuzzicava, al punto che mi sono avvicinato con più di qualche aspettativa a questo “Through The Void, Above The Suns”. In questo loro quarto full length i Deadly Carnage, a dispetto di un monicker che sembrerebbe promettere ben altro e che riflette i loro inizi in territori prettamente Black, si cimentano appunto in un Post-Black intriso di influenze Doom e Post-Rock formalmente ineccepibile e ambizioso, essendo stato il tutto sviluppato tra l’altro come un concept album. Continua a leggere

VISIONOIR
“The Waving Flame Of Oblivion”

C’è poco da fare, questo 2018 è alquanto foriero di sventura per il sottoscritto per quanto riguarda l’informatica. Infatti, quella che state leggendo è praticamente la terza stesura che faccio di questo debutto a nome Visionoir. Purtroppo, è anche un po’ colpa mia, vista la mia ostinazione a volere scrivere le recensioni usando il blocco note e non Word. Fatto sta che per due volte, a recensione quasi terminata, il PC ha deciso di impallarsi in maniera brutale, buttando nel cesso tutto quello che avevo scritto. Comunque sia, tornando a parlare di cose più serie, dietro al monicker Visionoir troviamo il polistrumentista friulano Alessandro Sicur, che ha fondato questo progetto ben vent’anni fa. Continua a leggere

TOWARDS ATLANTIS LIGHTS
“Dust Of Aeons”

Antiche rovine di una civiltà oramai scomparsa sotto il lento accumularsi di sabbia e terra, che conducono questi miseri ultimi resti verso l’oblio della memoria. Potrei tranquillamente terminarla qui, ed avreste racchiuso in pochissime parole il senso di questo “Dust Of Aeons”, debutto del quartetto italo-britannico che risponde al nome di Towards Atlantis Lights. Creati nel 2017 come progetto solista di Ivan Zara dei Void Of Silence, a cui si sono aggregati in poco tempo il batterista Ivano Oliveri ed il bassista degli Aphonic Threnody Riccardo Veronesi, chiudendo poi la line-up, a mo’ di ciliegina sulla torta, con il talentuoso vocalist e tastierista Kostas Panagiotou, Pantheist e Landskap tra i suoi progetti più recenti, i Towards Atlantis Lights propongono un evocativo incrocio tra le lentezze esasperanti del Funeral Doom ed i fraseggi melodici di piano e synth di Panagiotou. Continua a leggere

HOLYPHANT
“Holyphant”

Seguire il sacro verbo di Tony Iommi al fine di riportare il Metallo nella sua forma più pura ed incontaminata, ritengo che sia questo il compito che gli Holyphant si siano imposti al momento della loro creazione. Tuttavia, sebbene il terzetto capitanato dal cantante e chitarrista Bale veda nel sommo maestro di Birmigham il punto vitale su cui incentrare le composizioni di questo loro omonimo debutto, non è assolutamente possibile liquidare gli Holyphant semplicemente come cover band. I rimandi all’opera omnia dei Black Sabbath sono presenti ed evidenti sin dal primo ascolto, eppure gli Holyphant riescono in qualche maniera a fare uscire prepontemente la propria personalità compositiva. Continua a leggere

SOJOURNER
“The Shadowed Road”

A neanche due anni di distanza dal sorprendente esordio con “Empires Of Ash”, non posso certo nascondere che ero piuttosto curioso di andare a sentire se il progetto Sojourner sarebbe stato in grado di ripetersi ancora a così alti livelli. Ampliata ulteriormente l’internazionalizzazione con l’arrivo in line up dell’italiano Riccardo Floridia dietro le pelli, i nostri si sono subito rimboccati le maniche e, come detto, in breve tempo hanno dato vita a questo “The Shadowed Road”. Se già la copertina tra il Fantasy e l’onirico lascia suggerire più di una vicinanza con il precedente full length, bastano già le prime note dell’opener “Winter’s Slumber” per dissipare ogni altro eventuale dubbio, con i Sojourner che sembrano non essere mai usciti dallo studio di registrazione. Continua a leggere