LIVE REPORT – FRANK ZAPPA played by ENSEMBLE GIORGIO BERNASCONI and directed by PETER RUNDEL
Auditorium Parco Della Musica (Roma) – 10/10/2018

Credo di aver più volte ribadito nei miei vari articoli la grande predilezione che nutro nei confronti nell’opera omnia di Zappa. Tuttavia, sebbene le mie preferenze vadano verso il periodo delle Mothers Of Invention ed il periodo “jazzato” di fine anni sessanta inizio anni settanta con album come “Hot Rats” o “Waka/Jawaka”, non ho mai più di tanto approfondito il Zappa più dedito alla classica contemporanea. Ricordo ancora la definizione che sentii fare ad un commesso di un vecchio negozio di usato a San Lorenzo, oggi purtroppo chiuso, che definì questi lavori come suoni di orchestrine impazzite. In effetti, un po’ questa cosa mi è sempre rimasta addosso, ma quando la scorsa estate venni a sapere della riproposizione del suo ultimo lavoro “The Yellow Shark”, con tanto dell’originale direttore di orchestra dell’epoca Peter Rundel, non ci pensai due volte ad acquistare il biglietto. Continua a leggere

KYTERION
“Inferno II”

Letteratura e Metal non formano certo un binomio così insolito, basti anche solo pensare alle legioni di band ispirate dagli scritti di Tolkien e Lovecraft. Anche per la poesia, per quanto in misura minore, non mancano degli esempi, vedi i vari Baudelaire, Coleridge, Blake, Milton o il nostro Dante, che più di qualche spunto lo ha offerto con la Divina Commedia. Questo connubio però non è tuttavia sempre stato sinonimo di qualità, anzi talvolta ha dato vita a concept pacchiani se non al limite del ridicolo. Quando mi sono capitati tra le mani i Kyterion ed il loro “Inferno II”, secondo capitolo di una ambiziosa trilogia incentrata per l’appunto sulla prima cantica dell’opera dantesca, non nascondo che la curiosità si mescolava a qualche dubbio, anche perché il già arduo compito in cui questi bolognesi si erano cimentati prevedeva un ulteriore grado di difficoltà dato dall’utilizzo diretto dei versi del poeta fiorentino. Continua a leggere

COEXISTENCE
“Contact With The Entity”

Questo “Contact With The Entity” rappresenta la prima solida testimonianza per questa giovane band che arriva dalla Toscana e che risponde al nome di Coexistence. Capitanati dal chitarrista e cantante Mirko Battaglia Pitiniello, il gruppo non si può dire certo formato da gente inesperta, vista la presenza in formazione di un bassista virtuoso come Christian Luconi, attivo anche nei Coram Lethe, e di Leonardo Bellavista, già chitarrista dei Vexovoid, una vecchia conoscenza di Hypnos Webzine. A completamento del quartetto troviamo il drummer Alessandro Formichi. Fatte le dovute presentazioni di rito, è tempo di presentare a voi lettori questo EP a firma Coexistence. Continua a leggere

LOU QUINSE
“Lo Sabbat”

Trascorsa ormai più della metà di questo 2018, la nostra cara e vecchia Italia continua a vivere un momento di grazia a livello musicale. Infatti, dopo i viaggi ancestrali dei Towards Atlantis Lights e le atmosfere oniriche dei Messa, possiamo ora aggiungere alla lista di band che potranno dire la loro a fine anno anche i piemontesi Lou Quinse. Questo secondo lavoro intitolato “Lo Sabbat” è semplicemente un puro concentrato di energia. È voglia di scatenarsi nella danza fino a quando le gambe non sono più in grado di reggerti, oppure bere e fare casino fino a collassare senza pietà sul ciglio della piazza principale del proprio paese. Continua a leggere

HYENA RIDENS
“La Corsa”

Credo che la Overdub Recordings ci stia proprio prendendo gusto a mettermi in difficoltà, perché dopo i particolarissimi Cento Scimmie recensiti lo scorso luglio, ora tocca agli Hyena Ridens farmi mettere mano al dizionario per scovare i termini adatti per descrivere questo loro stranissimo mix musicale. Infatti, scherzi a parte, il trio capitanato da Gennaro Davide alla voce e basso, dopo un primo lavoro autoprodotto suonato in una classica line-up a 5 elementi, decide di mettersi in discussione, optando per una nuova forma più snella a soli 3 elementi, sacrificando completamente la chitarra elettrica. Una scelta estremamente rischiosa la loro, soprattutto per il fatto che gli Hyena Ridens non sono una band particolarmente sperimentale. Continua a leggere

VERANO’S DOGS
“Summoning The Hounds”

Da quando abbiamo dato vita a Hypnos Webzine non ricordo di aver mai preso delle grosse pause tra una recensore e l’altra. Generalmente il mese di agosto lo usavo per togliermi qualche sfizio e scrivere di intere discografie, vedasi il lavoro fatto su Azaghal e Therion, ma quest’anno, complice alcune situazioni lavorative, ho deciso di non fare praticamente nulla. Pur avendo tonnellate di roba da ascoltare, ho limitato i miei ascolti per future recensioni solo a questi Verano’s Dogs ed agli strani Hyena Ridens, di cui presto leggerete su queste pagine. Per il resto ho voluto spaziare tantissimo, sebbene la parte del leone quest’anno l’abbiano fatta i CCCP, che ho ascoltato praticamente in ogni giorno di ferie. Continua a leggere

LA BOTTEGA DEL TEMPO A VAPORE
“Viaggi InVersi”

A distanza di due anni dall’esordio acerbo de “Il Guerriero Errante”, i beneventani de La Bottega Del Tempo A Vapore tornano in scena con un nuovo full-lenght dall’affascinante titolo di “Viaggi InVersi”. Lasciata la Minotauro Records, la band approda ad un’altra etichetta italiana in continua espansione come Revalve Records, decidendo in questo nuovo capitolo della loro saga discografica di volgere il proprio sguardo sull’approfondimento degli stessi personaggi che componevano il concept del full length precedente. Mantenuta intatta la propria line-up, con il chitarrista Alessandro Zeoli in cabina di regia per la parte musicale ed Alfredo Martinelli per i testi e concept, La Bottega Del Tempo A Vapore riesce a portare a termine un album decisamente più solido e risolto del precedente. Continua a leggere

HEAVENBLAST
“Stamina”

Tra i vari generi che sono solito ascoltare tutti i giorni, il Power è forse quello che meno passa nel mio stereo. Certo, ogni tanto mi prende la mania di rimettere l’intera discografia dei bardi di Kleferd per giorni e giorni ma, eccetto questo dettaglio, non sono proprio un grande fan del genere. Più che altro, ho smesso ormai da parecchio tempo di seguire gli sviluppi del genere. Questo preambolo serve un po’ a giustificare il mio umile commento relativo a questa terza fatica a nome Heavenblast avente il titolo di “Stamina”. Ma andiamo con ordine. Gli Heavenblast non sono proprio dei novellini, anzi, ridendo e scherzando hanno alle spalle più di venti anni di esperienza, sebbene lo split avvenuto nel 2008 abbia portato a tre anni di stop forzato. Continua a leggere

CENTO SCIMMIE
“Fragile”

L’aggettivo che meglio si accosta a questo disco è senza alcun dubbio “particolare”. C’è davvero qualcosa di inafferrabile nel debutto discografico di questo quintetto originario di Padova. Qualsiasi inquadramento in predeterminate categorie della loro proposta musicale sembra scivolare via come un’anguilla insaponata. Non son sufficientemente pesanti per essere definiti Metal, ma allo stesso tempo l’atmosfera che si respira nel disco è cupa e opprimente, con la coppia di chitarre formata da Alessio OmettoAntonello Carrossa capace in qualche modo di infilare riff di chiara estrazione Metal, come per esempio in “Verme”. A complicare ancora di più la situazione, ci si mette anche la particolare timbrica di Andrea Coppo, che in alcuni casi, come nella onirica “Ipergiganti Gialli”, sembra quasi ricordare quella del cantante dei Negramaro, fortunatamente mettendo però da parte i suoi odiosi ghirigori vocali. Continua a leggere

SPELLBLAST
“Of Gold And Guns”

Parlare della miticia epoca del Far West avendo un nome quale Spellblast, potrebbe sembrare ai più una mossa azzardata, se non addirittura un controsenso. Soprattutto se hai alle spalle già tre album quasi tutti incentrati su tematiche dal gusto tipicamente fantasy. Eppure, se pensiamo che il precedente “Thirteen” era ispirato alla serie de “La Torre Nera” di Stephen King, allora questo innamoramento per pistoleri e saloon non risulta più così campato in aria. inoltre, c’è anche da dire che la band capitanata dal chitarrista Luca Arzuffi ha evitato di rendere una macchietta la sua visione del Western, mantenendo le proprie coordinate musicali su un robusto Power Metal, che strizza l’occhio sia alla Germania, un certo gusto barocco delle orchestrazioni non possono non rimandare che agli ultimi Blind Guardian, sia oltreoceano verso gli Iced Earth di mister Jon Schaffer. Continua a leggere

PARCO LAMBRO
“Parco Lambro”

Proporsi di suonare Jazz Rock sulla scia di gruppi storici come Area e Soft Machine e scegliersi un nome impegnativo come Parco Lambro, il parco milanese che nella metà degli anni settanta ospitò lo storico Festival del Proletariato Giovanile, può essere visto come un segno di totale arroganza o di completa fiducia nei propri mezzi. Per fortuna, l’omonimo debutto di questo quintetto bolognese è senza ombra di dubbio un capolavoro con la c maiuscola. Le loro composizioni sembrano essere uscite da un portale temporale direttamente dagli anni settanta, con schegge di Jazz Rock che si scontrano in maniera furiosa con la Psichedelia ed un acido Prog Rock che chiama in causa direttamente maestri come King Crimson o Magma. I Parco Lambro mostrano in queste loro lunghe tracce di avere grinta e personalità da vendere, per niente spaventati di voler suonare una musica così rétro, ma allo stesso tempo così viva e pulsante tra tripudi di moog e farfisa, sciabolate di chitarre elettriche e stoccate feroci di sax. Continua a leggere

INTERVISTA WILL’O’WISP – Paolo Puppo

Lungamente atteso dal sottoscritto, il nuovo lavoro a firma Will’O’Wisp intitolato “Mot” è stato sicuramente uno dei dischi che più ho ascoltato negli ultimi mesi. Sanguinario e ferale, la band del chitarrista genovese Paolo Puppo tira fuori in questo contesto, l’opera più violenta della propria carriera. Come ho ampiamente scritto in sede di recensione, “Mot” si mantiene un lavoro certamente sopra le righe, sebbene continui a rimanermi qualche dubbio sull’effettiva riuscita di alcune tracce. Un motivo in più per contattare il sempre disponibile Paolo per una nuova intervista. Continua a leggere

WILL’O’WISP
“Mot”

Dopo un lavoro fantastico come “Inusto”, non deve essere stato proprio facile per il mastermind della band Paolo Puppo decidere verso quali lidi portare i Will’O’Wisp. Già dalla ultima intervista che mi rilasciò il chitarrista ligure, era ben chiaro che qualcosa sarebbe dovuto necessariamente cambiare a livello di composizione, dal momento che “Inusto” rappresentava per forza di cose un punto di arrivo decisamente insuperabile in fatto di Technical Death. Tuttavia, tra i vari film che mi ero fatto, l’unica cosa a cui non avevo affatto pensato era quello di imbruttimento e semplificazione del loro sound. Infatti, “Mot” mostra il lato carnale e sanguinolento dei Will’O’Wisp, attraverso composizioni più brevi e violente ottenute scarnificando il proprio sound al fine di ricreare una atmosfera ferale e selvaggia. Sembrerà forse un po’ ridicolo, ma la prima immagine che mi si è formata in testa durante il primo ascolto di questo “Mot” è stata la scena della fuga di Indiana Jones attraverso la miniera in “Indiana Jones E Il Tempio Maledetto”. Detto così potrebbe far sorridere, e sicuramente la cover dell’album avrà suggestionato in qualche modo questo mio ricordo d’infanzia, però in effetti su “Mot” non c’è un momento di respiro, la band aggredisce senza sosta l’ascoltatore, lasciando gli unici scampoli melodici agli assoli di Puppo, con il buon Deimos assolutamente credibile nelle vesti di officiatore di qualche antico culto sanguinario. Continua a leggere

SACRO ORDINE DEI CAVALIERI DI PARSIFAL
“Heavy Metal Thuderpicking”

Un nome come Sacro Ordine Dei Cavalieri Di Parsifal, accorciato dagli stessi musicisti in Sacro Ordine, non poteva assolutamente passarmi sotto il naso senza suscitarmi un minimo di curiosità. Sebbene questo “Heavy Metal Thunderpicking” sia il loro esordio sulla lunga distanza sotto l’egida dell’etichetta italiana Sliptrick Records, la storia di questi paladini del Metal parte decisamente più indietro nel tempo. Infatti, la band risulta essere stata creata intorno al 2001 dal cantante Paolo Fumis e dal chitarrista Carlo Venuti, ma nonostante questa lunga anzianità di servizio alle spalle, la fortuna non deve aver arriso molto ai Sacro Ordine. Continua a leggere

MESSA
“Feast For Water”

Girava davvero tanto hype intorno alla seconda prova in studio dei Messa e sebbene da più parti continuavano ad arrivare commenti positivi anche dal precedente “Belfry”, non ero ancora andato a verificare in prima persona. Fortunatamente, ci ha pensato la Purple Sage PR a rimediare a questa lacuna, offrendomi questo loro nuovo “Feast For Water” sul classico piatto d’argento. Senza stare qui a perdere tempo, posso confermare la bontà di tutti i giudizi positivi da qui captati, e sono quasi certo che “Feast For Waster” girerà parecchio a lungo nel mio stereo. La ricetta dei nostri a base di alte dosi di Black Sabbath unita con disarmante facilità a frammenti sonori dalle provenienze più disparate come il Jazz o l’Ambient, nonché mettendo sempre in bella vista un retaggio culturale che arriva direttamente dagli anni settanta, funziona alla grande. Continua a leggere

HORNWOOD FELL
“Inferus”

Dopo un’evoluzione che li aveva portati, nel breve volgere di pochi anni, da un omonimo debutto incentrato su un Black Metal di chiara ispirazione norvegese ad un album, “My Body, My Time”, decisamente più sperimentale e rivolto verso lidi con ascendenze Avantgarde, gli Hornwood Fell tornano a bussare alle nostre porte con questo EP di tre tracce intitolato “Inferus”. Nonostante la loro naturale inclinazione all’evoluzione musicale non mi lasciasse poi molte possibilità di indovinare quali orizzonti sarebbero stati esplorati in questa nuova uscita, in tutta franchezza mi sarei sentito di escludere, o quantomeno di ritenere assai poco probabile, una sorta di ritorno sui propri passi. Continua a leggere

CHARUN
“Mundus Cereris”

Se proprio dovessi scegliere solo tre aggettivi per descrivere questo terzo lavoro a firma Charun, sceglierei affascinante, notturno e prevedibile. Certo, questi aggettivi piazzati così, senza alcun contesto di contorno, potrebbe far sembrare che il sottoscritto sia andato in contro a qualche crisi schizofrenica. Eppure, questa è in estrema sintesi la visione che mi sono fatto di questo “Mundus Cereris”, che vede il quartetto capitanato dal chitarrista Nicola Olla spostare il proprio Post-Metal sempre più verso lidi più tipici del Post-Rock, mettendo ancor più in evidenza l’alternanza tra momenti soffusi ed esplosioni ricche di gain di chitarra distorta. Continua a leggere

THE NIGHTLY DISEASE
“Smell Of Burning Wood”

“Immaginate una giornata nevosa. Gli ultimi raggi di luce filtrano attraverso i pini carichi di neve. Un vento incessante ulula una solitaria melodia…” Lo so, lo so, in queste righe che lo introducono sono condensati molti dei topos del Black Metal ed il tutto è corredato da una copertina e da un titolo altrettanto eloquenti, eppure questo “Smell Of Burning Wood” della misteriosa one man band italiana The Nightly Disease fortunatamente è qualcosa di diverso da un’accozzaglia di luoghi comuni e banalità. Se infatti mi sono inizialmente avvicinato con un po’ di sano scetticismo temendo di trovare un lavoro intriso degli stereotipati tipici del genere, è basto poco per rendermi conto che non era affatto così, finendo con il rimanere irretito nella mezz’ora e poco più di queste due tracce laconicamente intitolate “Part One” e “Part Two”. Continua a leggere