CHELIDON FRAME
“(Null) Point Ex_”

Era da un po’ di tempo che non avevo più notizie di Alessio Premoli e del suo progetto Ambient a nome Chelidon Frame, quand’ecco giungermi la richiesta di recensione per questo breve EP digitale dall’indecifrabile titolo “(Null) Point Ex_”. Rilasciato in autoproduzione la scorsa estate e disponibile gratuitamente sulla pagina Bandcamp del progetto, il nuovo lavoro mostra solamente due nuove composizioni, con la title-track nata nel corso di una specie di happening artistico a Milano, nel quale veniva richiesto di creare qualcosa relativo al tema della luce in relazione al maestro Anton Bruckner. Continua a leggere

MAERORMID
“XIII”

Ad oramai cinque anni da “Zenit”, tornano sulle nostre pagine col loro secondo lavoro sulla lunga distanza i perugini Maerormid, una band che non ha mai fatto dell’immobilismo sonoro la propria cifra stilistica. In questo loro vecchio/nuovo “XIII”, si tratta infatti di un album uscito nel maggio 2016 ma ripubblicato di recente dalla label polacca Via Nocturna, i nostri si addentrano in lidi Black/Doom in cui compaiono anche vaghe influenze Death alla primissimi Katatonia, quando non ascendenze dal sapore Dark Ambient. L’idea di ricorrere anche all’ausilio di un violino per accompagnarci in questo viaggio in cui a farla da padrone sono le sonorità cupe e soffocanti si rivela, se non originale, quantomeno efficace nel dare al tutto quel tocco in più di inquietudine e di malata atmosfera, non suonando infatti come un abbellimento pomposo ma avvicinandosi più agli stranianti lamenti, passatemi il termine, riproducibili con un theremin. Continua a leggere

TELE.S.THERION
“Luzifers Abschied”

Non serve che sto qua di nuovo a menarvela sulla mia innata curiosità e sul fatto che, in questi anni di attività su questa ‘zine, ho sempre dimostrato di essere di mentalità totalmente aperta verso ogni genere musicale che suscitasse il mio interesse. In molti dei casi in cui non riuscivo a comprendere il senso di quel che stavo ascoltando, ho sempre preferito fare un passo indietro, fare solamente una descrizione per quanto possibile oggettiva di quanto ascoltato e chiuderla lì, lasciando così il cerino in mano ad un ascoltatore interessato. Tutto questo si ripeterà anche nel caso di questo “Luzifers Abschied” del collettivo musicale denominato Tele.S.Therion e prodotto dallo stesso Marco Melzi per la sua etichetta Minotauro Records. Continua a leggere

CRUELTY FORCE
“Cruelty Void”

Capisco che in un panorama ormai dominato da produzioni sempre più perfette e plasticose, molti gruppi tendano a tornare ad un suono più “nudo e crudo” con il quale rivendicare la propria integrità stilistica e musicale. Ma nel caso dei qui presenti Cruelty Force credo proprio che ci si sia spinti un po’ troppo oltre. Infatti, il duo romano formato da Angelo (chitarra e voce) e Mario (batteria) nel loro voler presentare la propria interpretazione di uno Speed/Thrash venato da qualche passaggio Black, in questa demo autoregistrata ed autoprodotta “Cruelty Void” hanno scelto di adottare un sound assolutamente grezzo e spartano, che ricorda da vicino alcune demo/rehearsal degli anni ’90 che si ascoltavano più per fare i completisti di qualche determinata band, che per vero e proprio merito musicale. Continua a leggere

VEXOVOID
“Call Of The Starforger”

Il confine tra manierismo e rilettura personale dei canoni di un certo genere è spesso molto labile e di ardua individuazione. Non posso quindi negare che mentre stavo ascoltando i primissimi minuti di questo “Call Of The Starforger”, esordio sulla lunga distanza per gli italiani Vexovoid, il timore fosse quello di trovarmi alle prese con una band appiattita sulle posizioni dei Vektor di “Terminal Redux”. Se già il loro monicker pareva infatti una crasi neanche troppo velata tra quello della band americana e quello dei Voivod, i titoli e le tematiche sci-fi sembravano proprio far pensare di trovarsi di fronte alla versione italiana della creatura di David DiSanto. Continua a leggere

A PALE DECEMBER
“The Shrine Of Primal Fire”

Sarà che il loro monicker mi evocava quei “Pale Folklore” e “Requiem Of December” che, pure nella loro diversità, ho sempre amato o forse, più poeticamente, sarà che pareva esser perfetto per descrivere quel giorno in cui li ho ascoltati per la prima volta, fatto sta che mi ero fatto, più o meno inconsciamente, parecchie aspettative su questi A Pale December, un giovane duo milanese nato e portato avanti da Riccardo “Korpsvart” Di Bella ed Ernesto “Ymir” Ciotola. Quando questo accade, il rischio di rimanere deluso si nasconde sempre dietro l’angolo, specie se ci si trova alle prese con il debutto sulla lunga distanza di una band che si cimenta in uno tra i generi più inflazionati da un po’ di anni a questa parte, ovverosia l’Atmospheric Black Metal. A dispetto di tutto ciò, questo “The Shrine Of Primal Fire” va invece nella direzione opposta, rivelandosi un full length sì derivativo, ma solido e completo sotto parecchi punti di vista. Continua a leggere

PAUL CHAIN VIOLET THEATRE
“Detaching From Satan”

“Detaching From Satan” è il primo tassello della sterminata discografia di Paul Chain dopo la sua fuoriuscita dai mitici Death SS, nonché il punto di partenza della gloriosa label Minotauro Records, fondata dal chitarrista pesarese insieme a Marco Melzi. In questa sua nuova incarnazione, Paul mette subito in chiaro le cose, volendo cambiare completamente pagina abbandonando, come da titolo, il satanismo per l’antica filosofia della morte o magia viola, di cui e’ stato più o meno inconsciamente un fedele seguace. Le scarne note di copertina evidenziano anche come l’obiettivo del nuovo collettivo dei Violet Theatre sia quello di creare un’entità musicale libera di poter sperimentare senza porsi limiti di sorta. Continua a leggere

FRANCESCO MARIA NARCISI & GIACOMO FIDANZA
“The Accordion Sessions”

Manipolare elettronicamente i suoni prodotti da una fisarmonica cromatica ed ottenere da essi un muro sonoro dalle tinte post-industriali, è questo l’ambizioso obiettivo che si sono prefissati i due musicisti coinvolti in questo progetto e che ha portato alla realizzazione di “The Accordion Sessions”. Un lavoro piuttosto arduo non solo da ascoltare, ma anche e soprattutto da recensire per il sottoscritto. In questi casi, quello che posso semplicemente fare è lasciarmi andare alle sensazioni, ed attraverso di esse provare a dare a voi ascoltatori un’idea del lavoro. A livello di fruizione, il disco si ascolta molto bene, i droni creati da Francesco Maria Narcisi, di cui tempo fa recensii il debutto dell’altro suo progetto Neutra, sono delicati e dal sapore quasi agreste. Continua a leggere

NEID
“Noise Treatment”

A dieci anni dalla loro formazione i viterbesi Neid, ormai delle vecchie conoscenze per chi bazzica da queste parti già da un po’ di tempo, stanno per rilasciare un EP celebrativo che fin dal suo titolo, “Noise Treatment”, riflette molto bene lo spirito e l’attitudine che la band ha messo nella propria musica nel corso di tutti questi anni di onorata carriera. I cinque inediti (più una cover dei Crash Box) proposti sono altrettante schegge impazzite che sembrano uscire da una ideale jam session tra i Napalm Death e i Cripple Bastards dell’ultimo periodo, lanciate come sono a folle velocità con l’unico scopo di colpire dritto sui denti l’ascoltatore. Continua a leggere

MALAURIU
“Semper Ad Mortem Cogitantes”

Era ormai un po’ di tempo che non avevo notizie dei Malauriu, il cui valido EP di debutto “Presagi Di Morte” mostrava un interessante connubio tra Black Metal norvegese e spunti riconducibili alla tradizione siciliana. In seguito ad una breve serie di split, la band del mastermind Asmodeus riesce ad arrivare a pubblicare, sotto l’egida della piccola etichetta War Commando Records, il suo primo lavoro sulla lunga distanza “Semper Ad Mortem Cogitantes”. Ad accompagnarlo in questo viaggio funebre, troviamo due musicisti sempre impegnati in multiple collaborazioni, come Ant (Frentrum ed Orcrist), e Frozen (Arcanum Inferi, Krowos). Aperto da una mortifera intro composta dallo stesso Ant, “Semper Ad Mortem Cogitantes” si apre con “Iusta Funebria”, un brano bello tirato che mostra quanto i Malauriu rimangano saldamente ancorati al Black Metal Scandinavo. Continua a leggere

KROWOS
“Verbum Luciferi”

Avevo già parlato dei Krowos diverso tempo fa in occasione della pubblicazione di “Under The Veil Of Death”, uno split a tre che li vedeva assieme ai conterranei Mors Spei e Mystica Nox. Nato come side-project personale del batterista Frozen (Malauriu, Arcanum Inferi, Lilyum, e non solo), i Krowos si sono poi applicati fino a diventare una vera e propria band, anche se il tutto continua a rimanere saldamente nelle mani del suo creatore, che oltre a sedersi dietro la batteria si occupa anche delle chitarre. “Verbum Luciferi” è il secondo full-lenght della band e giunge a quattro anni dal debutto “Enthroning Our End” e da una nutrita serie di split album. Continua a leggere

INVERTED MATTER
“Detach”

Strani. Fottutamente strani. Questo il mio primo pensiero su questo debutto autoprodotto intitolato “Detach” creato dal combo italo-americano che risponde al nome di Inverted Matter. Formatasi nel 2007 col nome di Cyanide Christ come duo con Gianluigi Giacon (voce) ed Andrea Tocchetto (chitarra, basso e drum machine), la band ha nel corso degli anni subito ben due radicali mutazioni che han trasformato questo piccolo progetto della provincia trevigiana in un corazzata che vede tra le proprie file nientemeno che Michael Smith, lo storico batterista dei Suffocation, oltre al chitarrista Jason Nealy, già in forza nei Bleeding Eyes, ed al bassista Livio “Lispio” Langaro. Nonostante la presenza di un peso massimo come Smith in formazione, questo esordio intitolato “Detach” è uscito lo scorso aprile stranamente come autoproduzione disponibile all’ascolto ed all’acquisto tramite Bandcamp. Continua a leggere

NECANDI HOMINES
“Da’at”

Formati per metà da due membri dei ben più noti Infernal Angels, i Necandi Homines riassumono la loro proposta musicale presente in questo loro debutto “Da’aT” per conto di Vacula Productions con un sintetico Black Doom. In realtà, quanto si ascolta in questo loro primo lavoro sulla lunga distanza è certamente qualcosa di più complesso e di complicata definizione. Solamente l’iniziale e spettrale “Memento”, che vede la partecipazione alle vocal di Federica Priscilla Nicodemo, affonda le proprie radici in un suono gelido e minimale, a cavallo tra un desolato Dark Ambient e vaghissimi spunti di Dark Wave, da rintracciarsi nelle scheletriche melodie di una chitarra ultra effettata. Continua a leggere

VESPERTINA
“Glossolalia”

Ci sono lavori che necessitano di parecchi ascolti prima di rivelare completamente tutta la propria essenza musicale, mentre ci sono casi, purtroppo sempre meno frequenti, nei quali bastano poche note ascoltate per rapirti completamente. Questo è quanto mi è successo, visto che mi è bastato vedere il singolo di “Nuova York” per rimanere completamente soggiogato dalla splendida voce di Vespertina, alias Lucrezia Peppicelli, cantante di origine perugina che giunge al suo esordio discografico con questo splendido EP intitolato “Glossolalia”. Continua a leggere

DAWN OF A DARK AGE
“The Six Elements, Vol. 5 Spirit / Mystères”

Tra i dischi lasciati a macerare lentamente nel corso di questi ultimi mesi c’è anche questo atteso ritorno del buon Vittorio Sabelli e del suo progetto Dawn Of A Dark Age. Persa la possibilità di poter mantenere le sue strette scadenze semestrali a causa della mancanza di una solida label di supporto, Vittorio al termine di una lunga ricerca ha trovato il giusto sostegno necessario nella label americana Razed Soul Productions, che lo scorso marzo ha rilasciato i due episodi conclusivi della sua serie “The Six Elements”, accorpando insieme gli episodi finali di “Spirit” e “Mystères”. Ad accompagnare il polistrumentista Vittorio in questo suo viaggio finale, troviamo nuovamente il valido supporto dietro le pelli di Aeternus (Handful Of Hate e Maerormid) e la presenza alle vocals di Luca Del Re (Silvans), con l’aggiunta anche di P-Kast alla viola e Marco Molino alle percussioni e marimba. Continua a leggere

HORNWOOD FELL
“My Body, My Time”

Se già l’evoluzione musicale occorsa tra il debutto omonimo e “Yheri” sembrava lasciarlo presagire, quanto mi era stato detto in un’intervista da Marco Basili, che assieme al fratello Andrea è l’anima pulsante degli Hornwood Fell, suonava proprio come una una conferma del cambiamento come necessità per la band: “Mi è sempre molto difficile rimanere sugli stessi binari in tutto e per tutto, per non parlare di mio fratello […] Mi sono reso conto di non essere capace di portare avanti una cosa di questo tipo anche da un punto di vista emotivo. […] Per me sarebbe come vivere sempre nella stessa stanza: spostare i mobili, pitturare i muri di un altro colore non mi farebbe sentire meno costretto”. Non c’è quindi da stupirsi che i nostri tornino ora a farsi sentire con un nuovo lavoro, “My Body, My Time”, che incarna alla perfezione questo spirito che tende per sua intima natura ad una evoluzione continua. Continua a leggere

IN TORMENTATA QUIETE
“Finestatico”

Ascoltare un lavoro degli In Tormentata Quiete non è una cosa affatto semplice, troppe sono le possibilità di fraintendere o sottovalutare un testo o un brano. Niente è mai come sembra con un loro disco, ed è compito del sottoscritto cercare di andare oltre la superficie della loro musica per provare a trasmetterla a voi lettori. Non a caso ci sono andato con i piedi di piombo nei riguardi di questo loro nuovo “Finestatico”, prendendomi praticamente tutta l’estate per assimilarlo. Tra l’altro, ricordo di aver visto il video di anteprima della traccia “R136a1”, e di esserne rimasto un pochino deluso, poiché sentivo da questo brano che il loro stile era rimasto più o meno invariato rispetto al precedente e bellissimo “Cromagia”. Continua a leggere

APNEICA
“Vulnerabile Risalita”

Tra gli album che più hanno occupato i miei ascolti durante l’estate appena trascorsa ci sono senza alcun ombra di dubbio questo nuovo lavoro firmato Apneica e l’inaspettato ritorno degli In Tormentata Quiete con “Zerostatica”. Ma se nel caso di questi ultimi abbiamo una ulteriore conferma della loro classe e talento (ne parlerò in dettaglio prossimamente su queste pagine), nel caso dei sardi purtroppo ho come la sensazione che questo loro “Vulnerabile Risalita” sia per certi versi una occasione mancata. Continua a leggere