IL MALPERTUGIO
“Songs Of Hope And Hatred”

Dopo le atmosfere desertiche dei Grave, continuo ad occuparmi di Stoner con questo gruppo originario di Caserta avente il curioso monicker de Il Malpertugio. Fatto partire questo “Songs Of Hope And Hatred”, le prime note dell’opener “I Am The Black Blues” fanno presagire un ennesimo clone dei sempiterni Kyuss, ma in realtà basta aspettare qualche altro secondo per sentire all’interno delle loro influenze i primi Orange Goblin. Infatti, i nostri non limitano il proprio campo di azione alle tipiche sonorità desertiche dello Stoner, ma tendono anche ad ampliarle e a mescolarle con dei passaggi più movimentati e parecchio influenzati dal Blues. Basta ascoltare l’omonima traccia “Il Malpertugio” e risulta quasi impossibile non pensare ad un sound quasi Hard Rock. Continua a leggere

GRAVE
“A Trip To Mustafar”

Lo Stoner penso di averlo detto più e più volte è un po’ il genere che prediligo al momento, nonostante una forte sbandata sulla Retrowave che non riesco proprio a debellare. Mi piacerebbe mettermi a disquisire sul perché di questa affinità musicale, ma non credo che interessi a nessuno di voi, e soprattutto non interessa alla stessa band che mi ha gentilmente fornito il loro secondo EP, avente il titolo di “A Trip To Mustafa”. Ovviamente, credo che abbiate capito da soli che questi Grave, non siano i Grave di Ola Lindgren, ma un giovane terzetto strumentale italiano, il cui nome è da pronunciarsi in italiano. Infatti, i nostri baldi friulani capitanati dalla chitarra rocciosa di Marco Murello, si rifanno direttamente a sonorità tipicamente desertiche, figlie di act supremi come i sempiterni Kyuss, Karma To Burn o i redivivi Sleep, e con la presenza dei Black Sabbath a benedire il tutto. Continua a leggere

MORTUARY DRAPE
“Necromantic Doom Returns”

Chi ci segue da tempo, conosce bene la mia piccola perversione di andare a pescare di tanto in tanto delle ristampe di demo, per lo più di gruppi italiani, in bilico sull’oblio del tempo. Non so quale sia l’origine di tale mia curiosità, ma credo centri il fatto che per tanti anni, pur avendo dato i natali a band di importanza storica, eravamo ripiombati in una sorta di grigio underground dell’underground. Insomma, una sorta di terzo mondo del metallo, se mi passate un po’ questa definizione. Arrivando a questo “Necromantic Doom Returns” dei Mortuary Drape, di cui spero non servano parole introduttive, possiamo dire di essere praticamente nella preistoria del Metal italiano e non solo. Infatti, questa raccolta edita dalla Iron Tyrant raccoglie due demo della band piemontese, “Necromancy” del 1987 ed il successivo “Doom Return” posteriore di circa un paio di anni, più alcune tracce live estrapolate chissà da quale polveroso live tape. Giusto per farvi avere un miglior quadro temporale, pensate che “Deathcrush” dei Mayhem è uscito nello stesso anno, forse antecedente solo di qualche mese a “Necromancy”, e potrete trarre da questo la reale importanza che la band di Wildness Perversion riflette a livello mondiale. Continua a leggere

APNEICA
“Tra Rocce E Cortecce”

Gli Apneica sono oramai diventati un appuntamento fisso per il sottoscritto, dal momento che li seguo con molta attenzione da “Pulsazioni…Conversione”, EP datato 2014. Li considero un gruppo estremamente valido, sebbene ancora alla ricerca di un proprio stile capace di mediare la pesantezza del Doom con la melodia, seguendo un po’ lo stile dei Novembre. Per chi non avesse letto le mie precedenti recensione del gruppo, si può dire che in generale la band era in grado di sbalordirti sempre con una killer track di elevato livello qualitativo, ma che non venivano poi seguiti da brani altrettanto intensi, lasciando, almeno a me, un po’ l’amaro in bocca. Ora, un po’ a sorpresa, ritornano in pista con un nuovo EP dall’affascinante titolo “Tra Rocce E Cortecce”, con una line-up decisamente rinnovata dall’arrivo del nuovo batterista Giuseppe Fancellu, dalla seconda voce femminile di Piera Demurtas, ma soprattutto dalle Launeddas, un particolare flauto tradizionale sardo, suonate da Andrea Pisu. Continua a leggere

LA TREDICESIMA LUNA
“Oltre L’Ultima Onda Del Mare”

Iniziamo questo nuovo anno di recensioni, andando a parlare nuovamente di un progetto che lo scorso anno mi aveva davvero colpito, ossia La Tredicesima Luna del mastermind milanese Matteo Brusa. Nel secondo capitolo della sua discografia intitolato “Oltre L’Ultima Onda Del Mare”, Brusa rivolge la sua attenzione alle acque oscure del mare ed alla loro capacità di dar vita ad una sorta di luminescenza. La scelta di questo particolare soggetto si traduce in un Dark Ambient dalle sonorità ipnotiche e fortemente debitore a Burzum. Addirittura, nella traccia “La Solitudine Del Mare Infinito” compare anche per la prima volta una chitarra distorta dal forte sapore Black, capace di generare un tappeto sonoro praticamente traslato da “Filosofem”, ma che nonostante tutto si integra bene al taglio ipnotico del brano. Continua a leggere

SHENANIGANS
“Muta In Potenza”

Penso di avere già detto in qualche altra recensione che l’Hardcore è stato per molti anni, utilizzando una famosa espressione anglosassone, non propriamente “my cup of tea”. Eppure, considerando che molta roba etichettata come Post-Hardcore mi garba parecchio, e che ritengo “Zen Circus” degli Husker Du un lavoro per me di estrema importanza, ho da tempo maturato l’intenzione di voler iniziare a conoscere in modo più approfondito questo genere musicale. In tale contesto, i parmigiani Shenanigans cadono decisamente a fagiolo. Pur rimanendo perfettamente ancorati ad un contesto sonoro tipico dell’Hardcore, non sono così infrequenti parecchi sconfinamenti in ambito più gustosamente Thrash Metal. Ma d’altronde, è ben risaputo che il confine tra i due generi è stato spesso attraversato anche da gruppi decisamente importanti come Slayer o Sacred Reich, tanto per limitarsi a qualche nome da poco. Continua a leggere

WANDERING VAGRANT
“Get Lost”

I Dream Theater e gli Opeth sono considerati un po’ da tutti i fari all’interno del panorama del Progressive Metal, e certamente non serve stare qua a spendere tante altre parole sulla loro carriera o sui loro personali capolavori. Tuttavia, lasciatemi spazio per una breve considerazione, ossia che entrambe le band sono in piena caduta da ormai diversi anni, con i newyorkesi che si sono ritrovati da tempo in difficoltà nel riuscire ad uscire dai loro stessi schemi, mentre il buon Mikael Åkerfeldt rimane perso nella sua smania di voler rinverdire l’epoca d’oro del Progressive Rock degli anni ’70. Ma perché iniziare la recensione di questi giovani Wandering Vagrant parlando (male) di Opeth e Dream Theater? La risposta è semplice, il gruppo perugino capitanato dal vocalist e chitarrista Alessandro Rizzuto ha come suoi personali totem di riferimento proprio questi due gruppi. Continua a leggere

CORPSEFUCKING ART
“Splatterphobia”

È davvero impossibile per me poter parlare in termini negativi dei Corpsefucking Art, veri e propri alfieri del Brutal Death italiano. Mi pare di averli visti dal vivo più volte quand’ero un giovane studente universitario e mi capitava di frequentare piuttosto assiduamente serate Metal e concerti. Se non ricordo male, un paio di volte mi capitò anche di scambiare qualche chiacchiera con Andrea, e farmi dare anche qualche dritta su gruppi da ascoltare e cose di questo genere. Certo, ammetto che l’unico lavoro che possiedo della band è “War Of The Toilet Gear” targato 2005, ma questo non diminuisce il rispetto che possiedo per questo gruppo storico romano. “Splatterphobia” arriva a quasi quattro anni dal precedente “Quel Cimitero Accanto Alla Villa”, e vede l’innesto di Mario Di Giambattista proveniente dai Devangelic alla seconda chitarra e di Southern Bastard, già nei Southern Drinkstruction, in qualità di nuovo vocalist. Continua a leggere

SELVANS
“Faunalia”

Pur non avendolo recensito essendomi capitato tra le mani un bel po’ di tempo dopo la sua uscita, il debutto dei Selvans non era decisamente uno di quegli album che passano via indifferenti, vuoi per la sua intrinseca bellezza vuoi per la maturità compositiva decisamente sopra la media, in questo aiutati dall’esperienza fatta già in altre band (vedi Draugr). Per quanto personale e affascinante, “Lupercalia” rimaneva comunque un full length profondamente legato ad un Black Metal di stampo tradizionale che lasciava intravvedere solo in minima parte l’enorme potenziale che i nostri sono riusciti a mettere sul piatto con questo “Faunalia”. Parlare di questo secondo lavoro sulla lunga distanza dei Selvans non è però per nulla facile, anzitutto perché questo “Faunalia” è molto più che un semplice album, è un’esperienza sonora eclettica ed intrisa di lucida follia che ci porta, a partire da una base Black, per altro meno marcata rispetto all’esordio, su territori non tanto mai esplorati, ma difficili da trovare fusi nello stesso contesto. Continua a leggere

DEWFALL
“Hermeticus”

Tra le varie richieste giunte nella nostra redazione nel corso di questi ultimi mesi, avevo trovato fin dall’inizio particolarmente attraente quella riguardante proprio il presente “Hermeticus” dei pugliesi Dewfall. Come sono solito fare, mi annoto i vari nomi che ritengo più papabili per una possibile recensione, confidando in tempi migliori per poter affrontare infine l’ascolto e la recensione. Poi, qualche tempo fa ho parlato con una persona che era stata al recente concerto romano dei Taake e che mi aveva detto di essere rimasta impressionata da una delle band di apertura, di cui al momento non ricordava affatto il nome. Facendo rapidamente una ricerca, ecco che risalta fuori il nome dei Dewfall, facendo balzare di colpo il mio interesse nei loro riguardi. Quello che è certo è che i Dewfall si meritano senz’altro tutto questo picco di attenzione, dal momento che questo loro “Hermeticus” è un lavoro che, nonostante un calo piuttosto evidente nella seconda metà del disco, merita senza dubbio totale supporto. Continua a leggere

DUIR
“Obsidio”

Nell’ascoltare questo “Obsidio”, secondo EP a firma dei veneti Duir, si ha come la sensazione di tornare con la mente a cavallo del secolo quando, passata la prima ondata Black norvegese, era tutto una rincorsa ad ascoltare i gruppi più astrusi provenienti da ogni angolo dell’Europa. Dall’ortodossia feroce di pazzoidi come i mitici Maniac Butcher fino alle contaminazioni con il Folk dei vari gruppi provenienti dalle aree dell’ex Unione Sovietica, era tutto uno scoprire nuove realtà che cercavano un proprio percorso musicale, nonostante una qualità sonora che il più delle volte raggiungeva livelli veramente infimi. Eppure, in tutto quel caos sonoro, si percepiva sempre una passione che oggigiorno è sempre più difficile trovare. Ebbene, l’ascoltare questi Duir mi ha riportato un po’ a quel periodo. Continua a leggere

CRIPPLE BASTARDS
“La Fine Cresce Da Dentro”

A poco più di quattro anni da “Nero In Metastasi”, i Cripple Bastards tornano a farsi sentire con questo “La Fine Cresce Da Dentro”, loro settima fatica sulla lunga distanza. Ecco, la recensione potrebbe chiudersi qui, e non per un mio maldestro tentativo di trasporre in parole l’urgenza e la concisione espressiva tipica del Grind, ma per un motivo molto più prosaico: non serve spendere molte parole sui Cripple Bastards, o si amano o si odiano, non possono esistere mezze misure. Gli astigiani capitanati dal buon Giulio The Bastard del resto non hanno mai fatto fortunatamente nulla per rendere più appetibile la propria proposta ed anche questa volta tirano dritti per la propria strada a suon di mazzate tra i denti, forti di una attitudine che non è cambiata di una virgola da quella degli esordi. Ciò detto, anche se questo lavoro esce nell’anno in cui ricorre il trentennale della creazione della band, sarebbe comunque sin troppo facile voler vedere in questa loro nuova fatica una sorta di riassunto di ciò che è stato. Continua a leggere

EXPIATORIA
“Evil Crimson Eyes”

Gli Expiatoria sono una band che affonda le proprie radici addirittura nella seconda metà degli anni ottanta ma la cui sorte non deve essere stata di certo molto favorevole. La loro discografia infatti risulta essere piuttosto scarsa in termini numerici, mostrando giusto qualche oscuro demotape a cavallo degli anni 80 e 90, un EP autoprodotto del 2010, “Return To Golgotha”, ed infine questo “Evil Crimson Eyes” uscito lo scorso marzo sempre in autoproduzione. Tuttavia, le tracce di questa loro ultima fatica discografica ci fanno sentire fin dal primo brano “Prelude To Darkness” la grande esperienza che la band si porta dietro, anche grazie ad una produzione meravigliosamente secca ed anni ottanta, che pesca a piene mani tra la NWOBHM più classica, King Diamond/Mercyful Fate e i Candlemass, creando un ibrido Heavy Doom dall’elevato tasso qualitativo e dalle atmosfere vagamente sulfuree. Continua a leggere

LIVE REPORT – FRANK ZAPPA played by ENSEMBLE GIORGIO BERNASCONI and directed by PETER RUNDEL
Auditorium Parco Della Musica (Roma) – 10/10/2018

Credo di aver più volte ribadito nei miei vari articoli la grande predilezione che nutro nei confronti nell’opera omnia di Zappa. Tuttavia, sebbene le mie preferenze vadano verso il periodo delle Mothers Of Invention ed il periodo “jazzato” di fine anni sessanta inizio anni settanta con album come “Hot Rats” o “Waka/Jawaka”, non ho mai più di tanto approfondito il Zappa più dedito alla classica contemporanea. Ricordo ancora la definizione che sentii fare ad un commesso di un vecchio negozio di usato a San Lorenzo, oggi purtroppo chiuso, che definì questi lavori come suoni di orchestrine impazzite. In effetti, un po’ questa cosa mi è sempre rimasta addosso, ma quando la scorsa estate venni a sapere della riproposizione del suo ultimo lavoro “The Yellow Shark”, con tanto dell’originale direttore di orchestra dell’epoca Peter Rundel, non ci pensai due volte ad acquistare il biglietto. Continua a leggere

KYTERION
“Inferno II”

Letteratura e Metal non formano certo un binomio così insolito, basti anche solo pensare alle legioni di band ispirate dagli scritti di Tolkien e Lovecraft. Anche per la poesia, per quanto in misura minore, non mancano degli esempi, vedi i vari Baudelaire, Coleridge, Blake, Milton o il nostro Dante, che più di qualche spunto lo ha offerto con la Divina Commedia. Questo connubio però non è tuttavia sempre stato sinonimo di qualità, anzi talvolta ha dato vita a concept pacchiani se non al limite del ridicolo. Quando mi sono capitati tra le mani i Kyterion ed il loro “Inferno II”, secondo capitolo di una ambiziosa trilogia incentrata per l’appunto sulla prima cantica dell’opera dantesca, non nascondo che la curiosità si mescolava a qualche dubbio, anche perché il già arduo compito in cui questi bolognesi si erano cimentati prevedeva un ulteriore grado di difficoltà dato dall’utilizzo diretto dei versi del poeta fiorentino. Continua a leggere

COEXISTENCE
“Contact With The Entity”

Questo “Contact With The Entity” rappresenta la prima solida testimonianza per questa giovane band che arriva dalla Toscana e che risponde al nome di Coexistence. Capitanati dal chitarrista e cantante Mirko Battaglia Pitiniello, il gruppo non si può dire certo formato da gente inesperta, vista la presenza in formazione di un bassista virtuoso come Christian Luconi, attivo anche nei Coram Lethe, e di Leonardo Bellavista, già chitarrista dei Vexovoid, una vecchia conoscenza di Hypnos Webzine. A completamento del quartetto troviamo il drummer Alessandro Formichi. Fatte le dovute presentazioni di rito, è tempo di presentare a voi lettori questo EP a firma Coexistence. Continua a leggere

LOU QUINSE
“Lo Sabbat”

Trascorsa ormai più della metà di questo 2018, la nostra cara e vecchia Italia continua a vivere un momento di grazia a livello musicale. Infatti, dopo i viaggi ancestrali dei Towards Atlantis Lights e le atmosfere oniriche dei Messa, possiamo ora aggiungere alla lista di band che potranno dire la loro a fine anno anche i piemontesi Lou Quinse. Questo secondo lavoro intitolato “Lo Sabbat” è semplicemente un puro concentrato di energia. È voglia di scatenarsi nella danza fino a quando le gambe non sono più in grado di reggerti, oppure bere e fare casino fino a collassare senza pietà sul ciglio della piazza principale del proprio paese. Continua a leggere

HYENA RIDENS
“La Corsa”

Credo che la Overdub Recordings ci stia proprio prendendo gusto a mettermi in difficoltà, perché dopo i particolarissimi Cento Scimmie recensiti lo scorso luglio, ora tocca agli Hyena Ridens farmi mettere mano al dizionario per scovare i termini adatti per descrivere questo loro stranissimo mix musicale. Infatti, scherzi a parte, il trio capitanato da Gennaro Davide alla voce e basso, dopo un primo lavoro autoprodotto suonato in una classica line-up a 5 elementi, decide di mettersi in discussione, optando per una nuova forma più snella a soli 3 elementi, sacrificando completamente la chitarra elettrica. Una scelta estremamente rischiosa la loro, soprattutto per il fatto che gli Hyena Ridens non sono una band particolarmente sperimentale. Continua a leggere