JODÖDEN
“Sittandes I Sjön Med Vatten Över Huvudet”

Anche se ormai son già passate alcune settimane da quando ho cominciato ad ascoltarlo, questo “Sittandes I Sjön Med Vatten Över Huvudet”, esordio assoluto per il progetto che risponde al nickname del suo fondatore, Jodöden, continua a rimanere un lavoro che faccio fatica a inquadrare, enigmatico come è sin dalla copertina e dal titolo che suona qualcosa come “seduto nel lago con l’acqua sopra alla testa”. Forse per semplicità, o forse per mancanza d’altro, alcuni lo hanno pilatescamente accostato al calderone Atmospheric Black, ma in tutta sincerità mi sembra una definizione abbastanza fuorviante visto che si tratta di un album che, al netto della sua eterogeneità di fondo, difficilmente può essere circoscritto a tale genere. Continua a leggere

VESPERTINA
“Glossolalia”

Ci sono lavori che necessitano di parecchi ascolti prima di rivelare completamente tutta la propria essenza musicale, mentre ci sono casi, purtroppo sempre meno frequenti, nei quali bastano poche note ascoltate per rapirti completamente. Questo è quanto mi è successo, visto che mi è bastato vedere il singolo di “Nuova York” per rimanere completamente soggiogato dalla splendida voce di Vespertina, alias Lucrezia Peppicelli, cantante di origine perugina che giunge al suo esordio discografico con questo splendido EP intitolato “Glossolalia”. Continua a leggere

TERVAHÄÄT
“Kalmonsäie”

È quasi inutile che ribadisca le stesse cose dette in una altra recensione a proposito della potenza e capacità di un artwork di attrarre la mia attenzione. La copertina in bianco e nero che campeggia su questo secondo lavoro dei misteriosi finnici Tervahäät è veramente stupenda. Quel suo tronco d’albero mezzo rinsecchito ed adagiato sulla sponda d’un maestoso lago trasmette da subito un forte senso di tristezza mista a malinconia. Ovviamente, con la delusione precedente ancora viva, un po’ temevo di approcciarmi ad un’altra fregatura, ma fortunatamente questi Tervahäät son a dir poco meravigliosi. Se il canto funereo del brano d’apertura “Marrasvirsi” potrebbe erroneamente far pensare a uno dei tanti gruppi Neofolk clone degli Ulver di “Kveldssanger”, ci pensa il mantra ipnotico della title-track a fugare qualsiasi dubbio. Continua a leggere

NECHOCHWEN
“Heart Of Akamon”

Anche se ne avevo già sentito parlare in termini più che positivi, per un motivo o per l’altro non ero mai andato a sentirmi i Nechochwen ed il rischio, anzi l’errore, stava per ripetersi di nuovo dato che sono venuto a sapere di questa uscita non più di un paio di settimane fa a quasi un anno dalla sua pubblicazione. A differenza delle altre occasioni, questa volta, chissà poi perché, non ho tirato dritto e sono andato ad ascoltare qualcosa, finendo così inevitabilmente irretito nelle pieghe di questo “Heart Of Akamon”, un lavoro che, anticipandovi subito le considerazioni finali, merita un posto tra le migliori uscite, Black e non solo, del 2015 in virtù delle molteplici emozioni che riesce ad evocare grazie ad un songwriting non certo innovativo ma maledettamente ammaliante. Continua a leggere

EVERGREEN REFUGE
“Fungal”

Un anno fa, più o meno proprio di questi tempi, mi sono imbattuto nel solo project Evergreen Refuge, una one man band americana che nel giro di poco tempo aveva rilasciato ben sei lavori che delineavano un progressivo ed inesorabile passaggio da sonorità Atmospheric Black Metal a composizioni prettamente acustiche. Dopo una simile metamorfosi culminata con l’uscita dell’eccellente “Earthborn”, ero perciò davvero molto curioso di veder dove il mastermind Dylan Rupe sarebbe potuto andare a parare con la sua nuova fatica, questa volta “dedicata” ai funghi, organismi che il nostro “spera saranno in grado di distruggere i resti della nostra civiltà una volta che l’umanità si sarà inevitabilmente estinta”. Continua a leggere

CHIRAL
“Snow//Heritage”

Come già ci aveva anticipato in sede di intervista, Chiral non ha perso tempo ed è subito tornato a farsi sentire con il suo omonimo progetto. Dopo l’eccellente “Night Sky”, ero molto curioso di vedere dove sarebbe andato questa volta a parare l’eclettismo del musicista italiano, quanto mai incline nelle precedenti uscite a mutar anche radicalmente pelle al proprio sound, passando dal ruvido Black/Death degli esordi ad un più raffinato Atmospheric Black Metal di forte ascendenza Cascadian. Questa sua inclinazione al cambiamento viene confermata anche in questo “Snow//Heritage”, un EP di quattro tracce in cui il nostro abbandona in parte le atmosfere del precedente album per concentrarsi su di un approccio più orientato verso una dimensione Neofolk/acustica, pur non dimenticando, come vedremo, le sue radici. Continua a leggere

WALDWEG
“Pastoral Whisper”

Dopo averli ospitati con l’omonimo demo di debutto, un lavoro convincente che comunque ricalcava abbastanza fedelmente i dettami di un certo tipo di Black Metal dalle venature funeree e dall’ascendenza Doom, mai mi sarei immaginato che i Waldweg potessero mutare la propria pelle in modo così netto. Certo, in quell’esordio vi erano alcune tracce che mostravano come i perugini fossero a loro agio anche con partiture acustiche, ma pensare che di lì a poco avrebbero sfornato un nuovo demo, che per durata potrebbe tranquillamente essere considerato un full length, interamente dedito a quelle sonorità non era niente affatto prevedibile, tanto che sono stati loro stessi i primi a stupirsene, se è vero com’è vero che questa trasformazione è avvenuta quasi per caso ed in modo del tutto naturale quando, in sala prove, si sono accorti che i riff Black erano molto meno soddisfacenti degli stacchi acustici. Continua a leggere

HARROW
“The River”

Dopo averli ospitati poco tempo fa con l’entusiasmante “Fallow Fields”, tornano sulle nostre pagine i canadesi Harrow che, come già anticipato in quella circostanza, sono freschi di pubblicazione del qui presente EP “The River”. Se due uscite così a stretto giro potrebbero far pensare a dei lavori se non connessi quantomeno molto simili, ciò in effetti appare evidente fin dalle prime note dell’iniziale title track, un bellissimo pezzo acustico che riprende il discorso esattamente dov’era stato interrotto nel precedente lavoro, evidenziando come gli Harrow siano una band che ha una facilità di scrittura su alti livelli davvero impressionante, come confermato anche dai successivi brani, “Stream Enterer” e “Return” Continua a leggere

HARROW
“Fallow Fields”

Sempre attenta a scandagliare nei recessi dell’universo Black Metal, l’attivissima Avantgarde Music questa volta ci propone i canadesi Harrow ed il loro terzo full length “Fallow Fields”, uscito originariamente come tape per Broken Limbs Recordings a metà febbraio pur essendo stato ultimato fin dall’anno precedente, circostanza che spiega la pubblicazione a ridosso dell’EP “The River” di cui ci occuperemo in una delle prossime recensioni. Anche se finire sotto l’egida dell’etichetta italiana è una sorta di certificato di garanzia, il fatto che l’infosheet distribuito dal promoter etichettasse i nostri come “Atavistic Folk Black Metal” qualche perplessità me la aveva fatta venire. Se l’aggettivo “atavistic” poteva infatti voler dire tutto e niente, l’accostamento tra Folk e Black non mi lasciava del tutto tranquillo perché, al netto di lodevoli eccezioni, il più delle volte non si va poi troppo distanti da sonorità degne delle peggiori feste della birra. Continua a leggere

EVERGREEN REFUGE
“Earthborn”

Creato nel 2011 dal polistrumentista statunitense Dylan Rupe con lo scopo di ritrovare il contatto con la natura e la solitudine in un mondo lanciato inesorabilmente verso l’autodistruzione, il solo project Evergreen Refuge ha rilasciato in questo breve lasso di tempo ben cinque full length ed uno split. Nonostante tale prolificità possa fare pensare ad una serie di lavori tutto sommato simili, nel corso di queste uscite il sound del progetto del Colorado ha subito una lenta ma progressiva evoluzione che lo ha visto andare dall’Atmospheric Black Metal/Post-Rock dell’omonimo debutto verso sonorità sempre più massicciamente contaminato da partiture acustiche, con la scelta di creare pezzi interamente strumentali come denominatore comune a tutti i lavori. Di pari passo a questa progressione musicale, il mastermind Dylan Rope ha compiuto anche una decisa sterzata verso brani sempre più lunghi, superando l’ora di durata con le due tracce di “As The Fires Burn” e andandoci vicino con l’unico pezzo del successivo “Embers”, segno evidente che la voglia di mettersi ogni volta in gioco di certo non è mai venuta meno. Continua a leggere

NID
“A Fair Masquerade”

Era davvero da un bel po’ di tempo che non mi capitava tra le mani qualcosa di totalmente inatteso, capace di sorprendermi sin dai primi ascolti ed allo stesso tempo in grado di rapirmi completamente grazie alle atmosfere celate nei solchi del disco. Tutto questo è stato possibile grazie al quartetto pugliese dei NID, che ha realizzato lo scorso anno questo stupendo lavoro di Neofolk intitolato “A Fair Masquerade”, uscito per la label La Esencia. Ma andiamo con ordine e riavvolgiamo per un momento il nastro. I NID si formano nel settembre del 2011 per opera di Luca Attanasio (voce e synth), Cosimo Barbaro (basso), Luca Mazzotta (chitarra) e Alessandro Mangione (computer programming), e le loro primissime composizioni, raccolte nell’EP “Nature In Disguise”, mostrano una solida base Neofolk che si allarga fino ad inglobare atmosfere Industrial, Dark e persino momenti di World Music. L’EP ha un buon riscontro tra gli addetti ai lavori e permette al quartetto di poter girare l’Italia con diverse date live, ed allo stesso tempo di poter iniziare la composizione del loro primo full-lenght, ovverosia il qui recensito “A Fair Masquerade”. Continua a leggere

BLAZE OF SORROW
“Fulgida Reminiscenza”

Avevamo lasciato Peter e la sua creatura sul finire del 2012 con la pubblicazione dell’ottimo full length “Echi”, e lo ritroviamo nuovamente sulle nostre pagine virtuali con l’uscita dell’EP “Fulgida Reminiscenza”, un lavoro che presenta tre tracce registrate originariamente nel 2010 e che solo ora vedono la luce, accompagnate da un ulteriore brano inedito e da una cover, anche grazie al supporto della label rumena Sun & Moon Records. Continua a leggere

ALOR
“Haerfest”

Sarà che certi avvenimenti ed incontri finiscono per influenzare inevitabilmente anche le proprie prerogative musicali, o forse solo che ogni tanto diventa necessario distaccarsi da certe sonorità per non finirne saturati, fatto sta che ultimamente mi sono ritrovato sempre più spesso ad ascoltare questo debutto del progetto Alor, one man band spagnola nata l’anno scorso su iniziativa di Mikael Black e subito portata all’esordio. Continua a leggere