BATUSHKA
“Raskol”

Come spesso mio solito, mi tocca andare sempre controcorrente, visto che nonostante il grande effetto mediatico scaturito da “Liturgiya”, non sono riuscito ad esserne pienamente conquistato. Non lo so, avevo una forte impressione che tutto l’armamentario derivato dalla chiesa ortodossa, tra concept, costumi e cori, servisse semplicemente da copertura ad una proposta in realtà piuttosto semplice e priva di reali innovazioni. Certo, i cori liturgici erano molto belli, ed il tutto aveva una bella confezione, ma dopo diversi ascolti ho comunque smesso di ascoltarlo per passare ad altro. Poi, senza stare a raccontare in dettaglio ciò che tutti sanno, la band si è splittata in due entità distinte, una formazione con il nome scritto in latino Batushka, capitanata dal vocalist Bartłomiej Krysiuk, e l’altra con la scritta in cirillico con protagonista il chitarrista Krzysztof Drabikowski. Insomma, un caso che ha generato chiacchiere su chiacchiere, manco fossimo al livello del caso BugoMorgan sanremese. Ora, non ho ascoltato i due lavori successivi prodotti da questi due progetti paralleli, di cui cito giusto “Hospodi”, uscito niente meno che per la Metal Blade, e quindi mi sono approcciato a questo “Raskol” in maniera piuttosto easy, sfruttando semplicemente il fatto che questo promo compariva insieme a quello degli incredibili Eternal Rot. Continua a leggere

ETERNAL ROT
“Putridarium”

In questo maledetto 2020 che sta lentamente e dolorosamente arrivando alla sua conclusione, questi Eternal Rot, sono senza alcun dubbio la mia sorpresa musicale dell’anno. Per carità, ho ascoltato di certo ottimi lavori, tra i quali cito giusto i Giobia o i Nero Or The Fall Of Rome, però mancava ancora quel disco che ti facesse veramente saltare dalla sedia, soprattutto in un contesto musicale più estremo. Questo terzetto polacco riesce con questo “Putridarium”, loro secondo full-lenght, a tirare fuori dal cilindro un incredibile incrocio tra Death svedese e Doom, riuscendo nella loro fangosità a risultare persino onirici e psichedelici. Dalle mie parole potrebbe sembrare che la loro proposta risulti piuttosto cervelottica o astratta, ma in realtà la parola d’ordine per gli Eternal Rot, è semplicità. Ascoltatevi la seconda traccia “Serenity Through Maniacal Flagellation with Decomposing Limbs” e stupitevi. Il riffing di chitarra di Mayer, ed i pattern di batteria di Psycholadek, è quanto di più semplice e lineare si possa trovare in giro. Continua a leggere

ARS MAGNA UMBRAE
“Apotheosis”

Per farvi capire quanto sono ultimamente fuori di testa tra lavoro e cavoli vari, con un prossimo nuovo lockdown in dirittura di arrivo, ero fermamente che questo progetto dall’altisonante nome Ars Magna Umbrae, provenisse dal qualche bel paese dell’Umbria, tipo Spello o Gubbio, invece che dalla ben più distante Polonia. Infatti, unica mente del progetto è tale K.M., che con questo “Apotheosis” giunge al secondo full-lenght della sua storia discografica, sotto l’ala protettrice della I, Voidhanger Records, ormai etichetta di riferimento nell’ambito del Black Metal così detto colto e d’avanguardia. Cercando qualche info in giro per la rete, pare che il precedente debutto “Lunar Ascension” di due anni precedente abbia riscontrato parecchi consensi per via di sonorità nere e spaziali, abbinate ad un riffing cervellotico e schizoide derivato dai Deathspell Omega. Continua a leggere

BEGERITH
“A.D.A.M.”

Sebbene abbia più volte dimostrato di avere una mentalità aperta a qualsiasi genere ed anche di mostrare sempre il massimo rispetto verso tutti i gruppi e le label che nel corso degli anni ci hanno spedito del materiale, capita purtroppo anche a me che vi siano dei casi in cui il gusto personale finisca per sovrastare la mia “professionalità”, in nome della quale cerco di mantenere un giudizio quanto più possibile obiettivo. Tutto questo inutile ma necessario preambolo mi serve per dire in maniera più onesta possibile che, per quanto io possa aver ascoltare questo disco dei Begerith, un quartetto russo trapiantato in Polonia, non riesco ad andare oltre una forte sensazione di noia. Non me ne vogliano i quattro che, per carità, il loro Black Death di totale derivazione Behemoth, a cui si aggiungono qua e là anche qualche speziatura a là Nile, lo portano a casa senza problemi. Continua a leggere

NEOHERESY
“Potop”

Quando ho scelto di recensire questo disco del progetto polacco Neoheresy, non avevo minimamente idea che dietro a tutto ci fosse F degli Hellveto e che questa one man band ne fosse la diretta prosecuzione. Nel 2014, F. ha infatti deciso di mettere la parola fine al suo storico progetto principale per dare vita a questa nuova creatura chiamata per l’appunto Neoheresy, monicker tra l’altro preso dall’omonimo full-lenght degli Hellveto del 2008, in maniera da poter essere più libero di sviluppare nuovi percorsi musicali meno legati al suo passato Black Metal. “Potop” è il terzo full-lenght in tre anni di questa incarnazione del polistrumentista polacco e mostra un suono che, pur lambendo in diversi momenti il tipico Black Metal di stampo epico di scuola Graveland, e mantenendo comunque sempre delle atmosfere in bilico tra l’epico ed il marziale, cerca una particolare commistione tra richiami sinfonici, Folk tradizionale e particolari agganci alla Dark Wave tramite l’utilizzo della clean guitar ultra-effettata. Continua a leggere

POENARI
“Wrath, War, Lucifer”

“Wrath, War, Lucifer”, una triade di parole perfetta per descrivere il furioso Black suonato dal quartetto polacco Poenari. Uscito originariamente su tape nel 2013, per poi essere ristampato dall’americana EEE Recordings la scorsa estate, “Wrath, War, Lucifer” è un impetuoso assalto all’arma bianca condotto dal riffing senza sosta del chitarrista Daniel Babecki e sostenuto ottimamente dal continuo blast-beat dell’infaticabile drummer Lukasz Tomczak. Un lavoro privo di compromessi quindi, in cui a dominare la scena c’è la chitarra impazzita di Babecki, che macina riff velocissimi la cui provenienza potrebbe ricondursi alla mano del buon Demonaz dei tempi d’oro, così come a quella del leader dei Marduk. Continua a leggere

DISLOYAL
“Godless”

Nonostante provengano geograficamente dalla Polonia, i Disloyal propongono un Death dall’alto tasso tecnico e d’ispirazione americana, con i Morbid Angel nelle vesti di loro principali padri putativi, e con questo “Godless” riemergono da un silenzio compositivo durato quasi otto anni, tanto il tempo che separa questo nuovo lavoro dal precedente “Prophecy”, durante il quale hanno dovuto far fronte alla defezione del chitarrista/cantante Tomasz “Macabre” Korzeniowski, sostituito in seguito dietro al microfono da Krzysztof Bendarowicz e dal chitarrista Artyom Serdyuk, il quale aveva già partecipato alle sessioni di “Prophecy” come turnista al basso. Insomma, una nuova line-up tutta al servizio del drummer Jaroslaw Paprota, che rimane così l’unico membro fondatore della band. Continua a leggere

SCINDITE
“Scindite”

Gli Scindite sono un duo polacco composto da Adam Mankowski, produttore noto anche con gli pseudonimi di Insomnia e Limited Liability Sounds, e da Michal Goreski, vocalist e scrittore, il cui compito è quello di sperimentare attraverso ampie dosi di improvvisazione, la commistione tra Elettronica, Industrial Noise e Musica Classica, oltre che riversare in musica esperienza ed ispirazioni anche extra musicali. Questo EP di debutto può essere considerato come una sorta di antipasto al loro primo full-lenght, la cui pubblicazione è prevista nei prossimi mesi, ed è il frutto di una collaborazione della band con l’etichetta italiana Toten Schwan Records, che ha curato l’edizione digipack del lavoro. Continua a leggere