DEADLY CARNAGE
“Through The Void, Above The Suns”

Anche se ad esser sincero non sono mai riuscito ad apprezzarlo fino in fondo, il Post-Black in tutte le sue varie contaminazioni rimane un ascolto che di tanto in tanto mi concedo volentieri. L’idea di andare a sentire una band che con le precedenti uscite aveva ricevuto dei giudizi positivi un po’ da tutte le parti quindi mi stuzzicava, al punto che mi sono avvicinato con più di qualche aspettativa a questo “Through The Void, Above The Suns”. In questo loro quarto full length i Deadly Carnage, a dispetto di un monicker che sembrerebbe promettere ben altro e che riflette i loro inizi in territori prettamente Black, si cimentano appunto in un Post-Black intriso di influenze Doom e Post-Rock formalmente ineccepibile e ambizioso, essendo stato il tutto sviluppato tra l’altro come un concept album. Continua a leggere

EVOCA
“Val D’Inverno”

Un debutto decisamente ambizioso il qui presente “Val D’Inverno” della one-man band veneta Evoca. Questa tape, limitata soltanto ad ottantanove copie autoprodotte e corredata da un artwork molto accattivante, presenta un unico brano della durata di quasi mezz’ora. Le uscite monotraccia, ma in generale anche i brani dalla durata esagerata, si sa che sono delle brutte bestie da pelare, sia da parte di chi recensisce, ma soprattutto dalla parte del compositore, che deve riuscire a trovare un perfetto equilibrio tra organicità strutturale e variazioni, cosa che è tutt’altro che semplice da realizzare. Indubbiamente ad S., la mente dietro al progetto, coadiuvato nelle parti di batteria dal session man P., non si può certo dire che manchi il coraggio per poter affrontare una tale sfida, a cui si aggiunge l’ulteriore e innegabile difficoltà dovuta al fatto che questo “Val D’Inverno” è interamente strumentale. Continua a leggere

SOUL DISSOLUTION
“Pale Distant Light”

Può un album esaltare ma al tempo stesso lasciarti con un lieve amaro in bocca? Per quanto possa sembrare paradossale, questa è stata l’impressione che ho avuto a mano a mano che mi addentravo nell’ascolto di “Pale Distant Light”, prima fatica sulla lunga distanza per i Soul Dissolution, duo belga attivo dal 2012 e con alle spalle un solo demo (“Cold Rays And Grey Waves”) e una militanza comune nei L’Hiver En Deuil, di cui tale combo doveva essere inizialmente solo un side project. Ma concentriamoci su questo “Pale Distant Light” e vediamo come mai non ha saputo conquistarmi in tutti i suoi aspetti, o meglio, come mai mi ha lasciato la sensazione di un album a cui manca ancora qualcosa per essere quasi perfetto. Forse una prima causa potrebbe essere attribuibile allo scomodo “paragone” che si portava dietro dall’infosheet, visto che si parlava di un gruppo che si ispirava, tra gli altri, agli Agalloch, circostanza che già aveva alzato la mia dose di aspettative. Continua a leggere

REGARDE LES HOMMES TOMBER
“Exile”

Prima di parlarvi dei Regarde Les Hommes Tomber, gruppo francese attivo dal 2011 e con già alle spalle un omonimo debutto sulla lunga distanza ed uno split, mi sento in dovere di aprire una piccola parentesi sul mio rapporto con il Post-Black Metal che, almeno stando alle tante richieste che ci arrivano, in questo periodo sembra andare per la maggiore. Se su queste pagine non se ne parla poi molto è sintomatico del fatto che, quantomeno da parte mia, sono fin troppo selettivo quando si tratta di questo sottogenere, al punto da avere con esso un complicato rapporto di amore ed odio. Se infatti a livello puramente strumentale riesco ad apprezzarlo abbastanza facilmente, l’aspetto che spesso e volentieri me lo fa detestare è il cantato, quasi sempre uno scream lamentoso e, in tutta onestà, veramente irritante. Continua a leggere

WILDERNESSKING
“Mystical Future”

Sarà che questo genere è ormai invaso da orde di band fotocopia, sarà che questa abbondanza, forse complice l’elevato numero di richieste, è tale e tanta da avermelo reso quasi detestabile, fatto sta che ogni nuova richiesta Atmospheric/Post-Black che mi arriva tra le mani non mi suscita certo chissà che entusiasmo, anzi. Questo è stato anche l’iniziale spirito con cui mi sono approcciato al qui presente “Mystical Future” dei Wildernessking, quartetto sudafricano al secondo full length nell’arco di pochi anni pur potendo comunque contare su una militanza alle spalle un po’ più longeva con il monicker Heathens. Una volta messo il cd nello stereo il mio scetticismo si è però presto dissolto, perché se è vero che i nostri non reinventano il genere e, tutto sommato, non vanno troppo oltre i topos che ci si aspetta di trovare in release di questo tipo, d’altro canto dimostrano di avere una facilità di scrittura davvero molto convincente e una varietà compositiva piuttosto intrigante. Continua a leggere