BURNING GROUND
“Last Day Of Light”

Aspettare ben sedici anni per riuscir a realizzare il primo full length, indipendentemente dalla qualità finale del prodotto, è senza alcun’ombra di dubbio un grande risultato per qualunque band. Pur non conoscendo la storia dei sardi Burning Ground, la loro tenacia di portare avanti questo progetto nella loro bellissima e difficile terra, basta da sola a guadagnare tutto il mio rispetto. A supportare la band capitanata dal talentuoso vocalist Maurizio Meloni, troviamo la sempre attenta Minotauro Records, che dopo le bizzarre uscite di Tele.S.Therion e Flames Of Genesis, torna a pescare nel genere che più la contraddistingue, ossia il caro e vecchio Heavy Metal. “Last Day Of Light” contiene sei tracce, oltre a due brevi strumentali poste in apertura e chiusura del disco, di puro e scintillante Power Heavy di chiara matrice americana, avente come principali riferimenti Iced Earth e primi Savatage. Continua a leggere

FROZEN SAND
“Fractals: A Shadow Out Of Lights”

Difficile catalogare in maniera semplicistica la proposta di questo giovane gruppo del novarese, che dopo diversi anni di dura gavetta è riuscito alla fine ad autoprodurre il tanto agognato album di debutto. Infatti, nonostante una produzione a tratti un po’ grezza e confusionaria, questo “Fractals: A Shadow Out Of Lights” mostra una band capace di integrare in maniera convincente il Prog Metal di chiara discendenza Dream Theater, concedendosi anche qualche deragliamento in ambito Djent, con delle sane sfuriate in doppia cassa tipicamente Power Metal, riuscendo sempre a rimanere focalizzato su delle linee melodiche convincenti. A parte l’indiscussa elevata preparazione tecnica del quintetto, la vera arma vincente dei Frozen Sand è, a mio modesto avviso, il vocalist Luca Pettinaroli, un vero e proprio camaleonte del microfono. Continua a leggere

INTERVISTA ARCANA OPERA – Alexander Wyrd

Con lo splendido “De Noir”, gli Arcana Opera si sono confermati una band che ha fatto dell’ecletticità musicale e dell’estrema cura dei propri testi il proprio biglietto da visita. Non potevamo perciò non andare ulteriormente a fondo nel loro universo andando a tastare il polso della situazione con il leader e vocalist Alexander Wyrd. Continua a leggere

ARCANA OPERA
“De Noir”

Sono ormai rassegnato al fatto che nei primi mesi di un nuovo anno saltino fuori lavori di una qualità clamorosa, rimasti fuori dalla top 5 solo per meri motivi temporali. Infatti, se l’anno scorso scovai Solitvdo ed Atom Made Earth, questa volta è toccato ai Funeral Marmoori ed ora agli Arcana Opera. Nati dalla fervida immaginazione del cantautore vicentino Alexander Wyrd con l’intento di creare musica al di fuori di ognii banale catalogazione, ma in grado di dare pieno risalto alla profondità dei suoi testi, dopo aver radunato una seria di musicisti alla causa la band inizia a presentarsi live fin dal 2010 ed a rifinire i propri brani che finiranno poi sul loro primo lavoro autoprodotto intitolato “Quetzalcoatl”. Il debutto suscita diverso interesse e in poco tempo arriva il deal con la Nemeton Records, che licenzia il full length “Arcana Opera” nel 2014 e, nel giugno dello scorso anno, questo nuovo lavoro intitolato “De Noir”. Continua a leggere

NAMELESS ONE
“Thousand Memories And Nameless Sword”

Piatto del giorno: Extreme Power Metal alla giapponese, altresì detto Nameless One. Preparazione: prendere il Power degli Helloween dell’indimenticabile “Walls Of Jericho”, prediligendo soprattutto i tempi accelerati e gli incastri elaborati tra le due chitarre. Fare bollire per una ventina di minuti ed infine aggiungere uno screamer a la Alexi Laiho. Spruzzare abbondantemente il tutto con la tamarraggine dei Dragonforce e, per finire, farcire con delle tutine simili ai Power Rangers. Servire caldo. Continua a leggere

BLIND GUARDIAN
“At The Edge Of Time”

Vista la recente pubblicazione di “Twilight Of The Gods”, singolo apripista del futuro ritorno sulle scene dei Bardi di Krefeld con il nuovo “Beyond The Red Mirror”, ho deciso di rinfrescarmi le idee andando a rispolverare “At The End Of Time”, loro ultimo lavoro in studio nonchè nono episodio della loro lunga carriera musicale. Alla sua uscita nell’estate del 2010 erano passati ben quattro anni dal sottovalutato e molto criticato “A Twist In The Mist”, una release che mostrava i bardi di Krefeld in un inaspettato ritorno alle origini dopo la sbornia compositiva di “A Night At The Opera”, senza però rinunciare a sperimentare nuove sonorità come nelle hard-rockeggianti “Fly” e “Another Stranger In Me”. Altra novità presente in quell’album era l’esordio dietro le pelli di Frederik Ehmke, chiamato a sostituire il dimissionario e mitico Thomen Stauch, ormai stanco delle velleità progressive mostrate dalla band e desideroso di ritornare verso lidi più classicamente Power. Continua a leggere