COMACOZER / BLOWN OUT
“In Search Of Highs Volume One”

Non credo si debbano spendere troppe parole per presentare il terzetto australiano dei Comacozer ai nostri lettori, dal momento che in tutti questi anni abbiamo seguito con molta attenzione il loro percorso discografico. Sin dai loro primi vagiti con l’EP “Deloun” fino alla svolta completamente psichedelica dell’ultimo “Kalos Eidos Skopeo”, abbiamo sempre raccontato e descritto nei minimi dettagli le mie/nostre impressione sulle atmosfere generate dal terzetto formato da Rick (chitarre), Rich (basso) e Andrew (batteria). In questa nuova uscita, i Comacozer si presentano in compagnia dei britannici Blown Out, rilasciando una lunga e monolitica traccia (intitolata “Binbeal”) che riempie un’intera facciata di questo split. Nei suoi diciotto minuti di durata, ci troviamo di fronte ad un brano dalle atmosfere notturne e sognanti, un flusso di coscienza musicale che dipinge una onirica notte trascorsa nel deserto australiano. Sebbene a livello musicale non vi sia nulla di veramente differente dal loro precedente album, “Binbeal” si lascia ben ascoltare per tutta la sua durata, avvolgendo in un sottile manto psicotropo l’ascoltatore. Continua a leggere

PAUL CHAIN
“Container 168 – Master Of All Times”

Uscito originariamente nel 2001 per conto della label veneta Andromeda Relix, “Container 168 – Master Of All Times” è il risultato di un’intensa seduta di improvvisazione avvenuta il 30 ottobre di due anni prima. Il buon Paul, qui nelle vesti di Paul Chain The Improvisor, decide di metter da parte la sua chitarra per dedicarsi esclusivamente all’organo Hammond e alle tastiere. A partecipare a queste intense session d’improvvisazione, infatti il termine container veniva usato da Paul per organizzare le sue diverse sedute di registrazione, troviamo un ristretto gruppo di musicisti, ossia il flauto etereo di Anna Auer, presente anche insieme a Paul nelle splendide session fotografie stile liberty del booklet, la precisa batteria di Danilo Gabanelli, e lo spettrale violino di Filippo Rollando, il cui suono sembra voler ricreare in diversi passaggi quello di una chitarra elettrica. Ovviamente questa particolare line-up non poteva che creare qualcosa di assolutamente diverso da quanto normalmente proposto dal maestro pesarese. Continua a leggere

COMACOZER
“Kalos Eidos Skopeo”

Davvero instancabili gli australiani Comacozer, che a nemmeno un anno di distanza dall’ottimo exploit di “Astra Planeta”, ritornano a raccontarci le loro ultime esperienze psicotrope e relativi trip mentali col qui presente “Kalos Eidos Skopeo”. Questo nuova fatica, ancora una volta uscito sotto l’egida della Headspin Records, mostra una prima e importante novità innanzitutto a livello di line-up, con l’ingresso del nuovo tastierista Frank Attard, a cui spetta il compito di ampliare e dare profondità alle atmosfere create dalla band. Infatti, sin dall’opener “Axis Mundi”, si nota come i Comacozer, per questa loro fatica discografica, abbiano puntato quasi esclusivamente sull’aspetto psichedelico del loro suono, fatto di chitarre ricche di effetti e dal forte sapore orientaleggiante, con il lato più prettamente Stoner che viene ulteriormente messo un pochino da parte. Continua a leggere

OLNEYA
“Olneya”

Gli Olneya, a discapito dei caratteri cirillici con il quale è scritto il loro monicker, non sono una band che arriva da chissà qualche lontano e sperduto posto dell’ex-Unione Sovietica, bensì un progetto romagnolo, capitanato dal chitarrista Maurizio Morea, dedito ad uno sperimentale e strumentale Stoner Rock. Di recentissima formazione, gli Olneya iniziano la loro attività come one-man project, arrivando a pubblicare lo scorso gennaio questo debutto autoprodotto per poi allargarsi di recente fino a diventare un terzetto con l’ingresso del batterista PJ e del bassista Enry Cava. A livello musicale, gli Olneya hanno due direttive principali, ossia i Black Sabbath per la costruzione dei riff e i Kyuss per le divagazioni psichedeliche. Continua a leggere

THE GREAT SAUNITES
“Green”

Due soli brani per poco più di quarantacinque minuti di durata. Due grossi totem musicali in cui sono riversate tonnellate di psichedelia fumante, fatte di stratificazioni sonore ad altissimo tasso ipnotico. Questo è il biglietto da visita di questo duo composto da Atros (basso) e dal polistrumentista Leonard K. Layola, (batteria, tastiere e chitarra). “Green”, loro secondo lavoro dedicato a una trilogia incentrata sui colori iniziata nel 2016 con l’album “Nero”, è rilasciato in un elegante formato DVD limitato a 50 copie numerate a mano tramite Toten Schwan Records e Hypershape Records. I due lunghi brani che compongono questa nuova fatica posseggono più o meno la stessa struttura, ovverosia una solida sezione ritmica, composta da batteria e basso distorto, che guida e sorregge il tutto grazie a complesse ed ipnotiche stratificazioni sonore in cui delle chitarre ultra effettate si sciolgono in acidi synth. Continua a leggere

COMACOZER
“Astra Planeta”

I più attenti di voi ricorderanno forse che avevo già avuto modo di parlare in passato degli australiani Comacozer e più precisamente del loro secondo EP “Deloun”, qui recensito circa un anno e mezzo fa. Pur apprezzando il loro Stoner in chiave psichedelico, mi ero fatto l’idea che la loro musica fosse decisamente più adatta per infinite live session improvvisate e condite da un alto tasso di sostanze psicotrope piuttosto che per “l’immobilismo” di album in studio. Ora, il trio capitanato dal chitarrista Rick ritorna con questo nuovo full-lenght, il cui titolo “Astra Planeta” è già tutto un programma. Continua a leggere

WOODWALL
“The Quest”

Gli sgargianti e psichedelici colori usati per la copertina di questo “The Quest”, secondo release ad opera dei toscani Woodwall, non possono che rimandare ad uno Stoner fortemente contaminato da sostanza psicotrope. Fondati nel 2009, i nostri sono un quartetto composto da Matteo Signanini alla voce e alla chitarra, Andrea Ricci alla seconda chitarra, Pietro Groppi alla batteria e Marco Barsanti al basso. Il loro esordio discografico avviene con l’autoprodotto “WoodEmpire” pubblicato nel 2013, un album composto da sei tracce di media e lunga durata, bissato ora con questo breve “The Quest”, EP di tre brani per una ventina di minuti di musica. Continua a leggere

Live Report – BLACK MOUNTAIN & SOVIET SOVIET
Villa Ada (Roma) – 04/07/2016

A distanza di alcuni mesi dal concerto degli Amorphis all’Orion, torno ad assistere ad un evento live, questa volta nella splendida e fresca cornice di Villa Ada. Ad esibirsi in questo contesto estivo ci sono i canadesi Black Mountain, con l’inattesa ma gradita presenza del gruppo Post-Punk pesarese Soviet Soviet come supporting act. Fortunatamente, l’organizzazione, tenendo presente che era un lunedì sera, ha scelto un ottimo orario per il concerto, le 21.30, permettendomi di arrivare con tutta calma dandomi così la possibilità di poter ascoltare anche i Soviet Soviet. Continua a leggere

COMACOZER
“Deloun”

Giunge dalla lontana Australia, e più precisamene dalla stupenda Sydney, questo progetto che risponde al nome di Comacozer, un trio dedito ad uno Stoner strumentale dai toni altamente psichedelici. Formatasi abbastanza di recente, era il 2013, la band è composta da Rick B. alla chitarra, Rich E. al basso, con il batterista Andrew P. a completare la line up. Il primo risultato discografico dei Comacozer è stato l’EP “Session”, un’autoproduzione pubblicata nel novembre del 2014 e successivamente bissata, nel marzo di quest’anno, dal qui presente EP intitolato “Deloun”. Continua a leggere

KING BONG
“PINNG Or The Underwater Adventures Of A Young Cthulhu”

Un’unica traccia strumentale nella quale riversare tutto il proprio amore per il Doom, lo Stoner e la Psichedelia più acida, ecco cosa è contenuto in questo EP dall’ alquanto strambo titolo di “PINNG Or The Underwater Adventures Of A Young Cthulhu” proposto dal trio milanese King Bong. Forti di una collaudata line-up composta dal chitarrista Andrea Ferrari, dal bassista Alberto Trentanni e dal batterista Teo HeavyDrum Ravelli, i King Bong sono in attività dal 2008 e nel corso di questi anni non si sono certo risparmiati tra importanti esibizioni live, anche di spalla a nomi blasonati come Karma To Burn e Stoner Kebab, e ben tre full-lenght, l’ultimo dei quali, “Space Shanties”, uscito nel 2012. Continua a leggere