NECROPHOBIC
“Mark Of The Necrogram”

Anche se magari non sono tra i primi nomi che mi vengono in mente quando si parla del panorama estremo svedese, i Necrophobic sono un gruppo che è in giro ormai da davvero tanto tempo e che, per quel che mi riguarda, è riuscito a ritagliarsi un meritato spazio con “The Nocturnal Silence” e “Darkside” prima di iniziare a perdersi un po’ per strada con i successivi album. Questa loro ottava fatica sulla lunga distanza intitolata “Mark Of The Necrogram” non era quindi magari una di quelle uscite che attendevo con chissà quale impazienza o aspettative, in particolare dopo l’anonimo “Womb Of Lilithu”, ma l’ascolto era quantomeno obbligatorio visto anche il ritorno in formazione degli storici Sebastian Ramstedt e Anders Strokirk, pronti ad affiancare nuovamente il buon Joakim Sterner. Continua a leggere

GRAFVITNIR
“Keys To The Mysteries Beyond”

Ormai è un classico. Aspetto fino all’ultimo istante per stilare la classifica di fine anno e, non appena viene pubblicata, ecco saltare fuori un lavoro che meriterebbe di farne parte. Ma che cosa ha poi di tanto speciale questo “Keys To The Mysteries Beyond” dei Grafvitnir, una band svedese attiva dal 2007 alla quinta fatica sulla lunga distanza in meno di cinque anni e di cui, in tutta franchezza, non avevo mai sentito parlare prima d’ora? Da un punto di vista prettamente musicale, nulla di così rivoluzionario, visto che quello che propongono è un Black Metal canonico che si rifà alla lezione dei Marduk di “Opus Notturne” e “Nightwing” e la coniuga con l’innato senso per la melodia, se così possiamo definirlo, di gruppi come Dark Funeral, Sargeist o Behexen. Ma è il modo in cui tali influenze vengono concretizzate che dà una marcia in più a questo lavoro e che lo fa emergere dalla sterminata schiera di emuli che infesta la scena. Continua a leggere

JODÖDEN
“Sittandes I Sjön Med Vatten Över Huvudet”

Anche se ormai son già passate alcune settimane da quando ho cominciato ad ascoltarlo, questo “Sittandes I Sjön Med Vatten Över Huvudet”, esordio assoluto per il progetto che risponde al nickname del suo fondatore, Jodöden, continua a rimanere un lavoro che faccio fatica a inquadrare, enigmatico come è sin dalla copertina e dal titolo che suona qualcosa come “seduto nel lago con l’acqua sopra alla testa”. Forse per semplicità, o forse per mancanza d’altro, alcuni lo hanno pilatescamente accostato al calderone Atmospheric Black, ma in tutta sincerità mi sembra una definizione abbastanza fuorviante visto che si tratta di un album che, al netto della sua eterogeneità di fondo, difficilmente può essere circoscritto a tale genere. Continua a leggere

PAGANIZER
“Land Of Weeping Souls”

Era da qualche tempo che avevo voglia di ascoltare almeno uno dei tanti progetti nei quali è impegnato Rogga Johansson. Il biondo chitarrista svedese ha infatti all’attivo decine e decine di progetti, tra cui i Megascavenger e Johansson & Speckmann, assieme al mastermind dei Master. Dal momento che l’etichetta indiana Transcending Obscurity ci ha proposto la recensione dell’ultimo nato sotto il nome Paganizer, non mi sono fatto assolutamente scappare l’occasione. Pur non conoscendo la precedente ed estremamente nutrita discografia della band, posso immaginare che i Paganizer abbiano da sempre proposto un Death Metal svedese dai suoni e riff totalmente devoti al genere. Infatti, questo “Land Of Weeping Souls” è un concentrato di riff che mandano evidenti richiami ai maestri del genere, ossia Grave, Dismember ed Entombed. Continua a leggere

THERION
“Les Épaves”

Come appendice al disco di cover “Les Fleurs Du Mal”, il buon Christopher decide di pubblicare per la sua etichetta Adulruna questo “Les Épaves”, una sorta di mini raccolta di quattro brani che sono stati esclusi da quell’album. Sempre mantenendo un filo diretto con Baudelaire, il titolo, che in italiano si traduce con i relitti, rimanda anche ad un’altra raccolta di poesie del genio francese, contenente versi che non avevano trovato spazio nel ben più conosciuto “Les Fleurs Du Mal”. Inaspettatamente, queste nuove cover non sono poi affatto male: ci sono infatti le classiche sgroppate Heavy (“L’Amour Est Bleu (Heavy Version)”, “Nous Ne Sommes Pas Des Anges” di France Gall, autore di cui dovrei sicuramente approfondire qualcosa in futuro, e “La Fermeture Éclaire”), ma i pezzi più particolari sono la stranissima “Ah-Hem-Ho-Hu-Err” e l’atmosferica versione di “L’Amour Est Bleu (Mellow Version)”, con una ottima prestazione vocale di Vikstrom. Continua a leggere

THERION
“Adulruna Rediviva And Beyond”

Penultimo di una lunga serie di DVD live, l’ultimo dei quali è il francamente evitabile “Garden Of Evil” contenente versioni live delle cover di “Les Fleurs Du Mal”, questo “Adulruna Rediviva And Beyond” è un maestoso cofanetto contenente le riprese di ben due concerti, il primo dei quali è stato registrato a Budapest nel dicembre del 2007 per festeggiare il ventennale della band con una setlist scelta on line dai propri fan e che prevede l’intero “Theli” nella seconda metà dello show. A supporto della band, troviamo alla voce il nuovo arrivato Thomas Vikström, insieme all’esuberante Snowy Shaw e la bella Lori Lewis, e per la prima volta nella storia della band, le parti orchestrali vengono rielaborate dal vivo dalle molteplici tastiere di Ferdy Doernberg, storico collaboratore del guitar hero tedesco Axel Rudi Pell. A festeggiare questo traguardo della band sono stati poi invitati il ritrovato Piotr Wawrzeniuk ed il mitico Messiah Marcolin, special guest alla voce sulla trilogia di “Kali Yuga”. Sulla setlist c’è ben poco da dire, in oltre due ore di concerto la band rivisita un po’ quasi tutta la propria discografia, sebbene dispiaccia non vedere alcun brano proveniente dai dischi pre-“Theli”, proponendo dal vivo anche la lunghissima e stupenda “Adulruna Rediviva”. Certo, non sono proprio entusiasta della performance vocale di Vikström e Snowy Shaw e di un Piotr non molto preciso sulle parti, ma tuttavia il concerto è assolutamente godibile e poi come resistere alla riproposizione completa di “Theli”?. Continua a leggere

THERION
“Les Fleurs Du Mal”

Indipendentemente dalla riuscita o meno della rilettura di questi brani francesi degli anni ’60 e ’70, “Les Fleurs Du Mal” è un disco sostanzialmente inutile all’interno della discografia dei Therion. E questo deve averlo anche intuito la Nuclear Blast, che evitò accuratamente di investire soldi nella sua produzione, costringendo il buon Christofer a prendersi un mutuo bancario per coprire le spese di realizzazione di questo album. Francamente non conosco i motivi di questa improvvisa infatuazione per la chanson francoise, ma sostanzialmente questo “Les Fleurs Du Mal” è un vero e proprio sfizio che il biondo chitarrista svedese si è voluto togliere. Continua a leggere

THERION
“Sitra Ahra”

“Sitra Ahra” continua a rimanere per me un disco piuttosto controverso, ed a oggi rimane l’ultimo lavoro di inediti della band svedese. Nelle intenzione del buon Christopher, questo lavoro doveva rappresentare un deciso punto di svolta nella carriera dei Therion, vista anche la sua inaspettata decisione di mandare via i fratelli Niemann ed il batterista Karlsson, con la line up che venne così ricostruita praticamente quasi da zero, mantenendo tra le sue fila giusto il buon Snowy Shaw e la meravigliosa Lori Lewis. Il primo ad essere chiamato alla corte di Johansson fu Thomas Vikström, figlio d’arte e cantante di lunghissima esperienza. Continua a leggere

THERION
“The Miskolc Experience”

C’erano molte aspettative da parte del sottoscritto su questo ennesimo live DVD, poiché per la prima volta nella loro carriera i Therion si confrontavano on stage con una vera orchestra e ben due cori. Infatti, a condividere il palco presso la cittadina ungherese di Miskolc con Johnsson e compagni, troviamo la Miskolc Symphony Orchestra diretta dal maestro Markus Stollenwerk, insieme al Choir Of Miskolc National Theatre ed il Miskolc Bartok Choir. Non contenti di voler riproporre brani del loro repertorio con alle spalle una vera e propria orchestra, i Therion decidono anche di riproporre alcune arie sinfoniche e liriche, adattandole al proprio stile musicale. Continua a leggere

THERION
“Live Gothic”

Non so quanto ci fosse effettivamente la necessità di un ennessimo DVD live a così poca distanza da quel “Live In Mexico” raccolto poi nel cofanetto “Celebrators Of The Becoming”, fatto sta che questo è il miglior live dei Therion in circolazione fino ad oggi. Se “Gothic Kabbalah” era stato un nuovo punto di rinascita per il buon Christopher, la formazione messa in piedi per questo nuovo tour di supporto è senza alcun dubbio la più performante che il biondo chitarrista abbia mai avuto. L’affiatamento con i fratelli Niemann ed il batterista Petter Karlsson è ai massimi livelli, ma è soprattutto la parte vocale a lasciare estremamente stupefatti, con un Mats Leven su livelli stellari e il buon Snowy Shaw meno gigione del solito e molto a suo agio sulle parti liriche. Continua a leggere

THERION
“Gothic Kabbalah”

Non so sia stato già accennato in precedenza su qualche altra precedente recensione dei Therion, ma per me questo “Gothic Kabbalah” rappresenta il culmine della seconda parte della carriera della band svedese. Ben più degli ottimi “Lemuria” e “Sirius B”, “Gothic Kabbalah” riesce a plasmare e modellare tutte le varie intuizioni avute dal suo mastermind nel corso di questi ultimi anni, ed a riproporle in uno stile più fresco e moderno, creando anche un certo distacco dal classico suono sinfonico che ha sempre contraddistinto i Therion. Infatti, compaiono in questo disco numerosi riferimenti al Folk (la title-track) e al Gothic (la meravigliosa “The Perennial Sophia” con uno splendido duetto tra Katharina Lilja e Mats Leven), adottando un songwriting piuttosto elaborato che in certi casi potrebbe richiamare il Progressive (la stupenda suite conclusiva di “Adulruna Rediviva”). In generale, il suono è certamente meno potente rispetto al passato, con le chitarre che perdono la loro supremazia in fase di mixing, ma il complesso impasto vocale tra voci, cori ed altri strumenti è certamente più che ottimizzato. Continua a leggere

THERION
“Celebrators Of Becoming”

Come avevo già detto nella recensione di “Live In Midgard”, questo “Live In Mexico”, contenuto in questo lussuoso cofanetto intitolato “Celebrators Of The Becoming”, pur essendo stato pubblicato a soli quattro anni di distanza dal precedente, è un concerto decisamente più professionale e godibile. Forse inferiore solo al successivo “Live Gothic”, i Therion sciorinano in maniera impeccabile due ore e passa dalla loro ormai lunga discografia, irrobustendo ulteriormente la parte Metal a discapito di quella sinfonica, ma riuscendo a migliorare ulteriormente l’integrazione con i cori operistici, rappresentati qui da due baritoni, un alto e due soprani, con una Karin Fjellander in stato di grazia sulla parti soliste. Da aggiungere poi la presenza di quel fenomeno di Mats Leven, forse un po’ sottoutilizzato, ma ben a suo agio sull’intero repertorio dei Therion, sia a livello solista, che integrato nel coro. Continua a leggere

THERION
“Sirius B”

Ho considerato per troppo tempo “Sirius B” come il fratello minore di “Lemuria”, non saprei dari una ragione principale per questa mio errato giudizio, forse potrebbe essere dovuto al fatto che all’epoca comprai in offerta la versione a doppio cd contenente entrambi i lavori, e come spesso succede con i doppi cd, mi soffermai a lungo su “Lemuria”, il lato a, e tralasciando di approfondire con cura questo “Sirius B”. Poi, guardandomi alcuni dei molteplici live pubblicati dalla band nel corso di questi anni, ho iniziato con il tempo a riscoprirlo. Un po’ come poi è capitato con “Secret Of The Runes”. Ed in effetti, pur ritenendolo ancora un pelino sotto il fratello “Lemuria”, devo anche ammettere che ci siano al suo interno bran i dalla notevole caratura, tipo l’opener “Blood Of Kingu” o “Dark Venus Persephone”, una specie di seguito “Birth Of Venus Illegittima”. Continua a leggere

THERION
“Lemuria”

Il colosso a due teste “Lemuria”\“Sirius B” viene considerato da molti come il vero capolavoro dei Therion, ed il perfetto compimento dell’evoluzione verso la commistione tra Heavy Metal e la musica Sinfonica. Sebbene lo stacco qualitativo rispetto a “Deggial” e a “The Secret Of The Runes” sia decisamente netto sin dalla stupenda opener “Typhos”, secondo me rimane una esagerazione metterlo sullo stesso livello di un “Theli” o un “Vovin”, che possedevano una freschezza ed innovazione decisamente superiori. Tuttavia, non si può negare che “Lemuria” sia un disco praticamente perfetto, con la scelta di riutilizzare delle voci solistiche più affini al Metal, tra i quali graditissimo il ritorno del buon Piotr Wawrzeniuk con le ottime prestazioni sulla title-track e “The Dreams of Swedenborg”, nonchè la presenza del grandissimo Mats Leven sulla devastante “Uthark Runa” e la ruvida “Abraxas”. Continua a leggere

THERION
“Live In Midgard”

Passato un anno dalla pubblicazione del controverso “The Secret Of The Runes”, Johnsson e i suoi Therion decidono di dare alle stampe il loro primo live della carriera, il mastodontico doppio “Live In Midgard”. Registrato mettendo insieme alcuni show tenuti in Messico, Colombia e Germania, sempre accompagnato dai fratelli Niemann e dal batterista Sami Karppinen, insieme a ben sei cantanti lirici, tra cui spicca il nome di Sarah Jezebel Deva, Johnsson mette parzialmente da parte le sue velleità sinfonico-operistiche, spostando in prima linea il suono granitico delle chitarre, e mostrare in questo modo l’anima più Metal e dura dei Therion. Continua a leggere

THERION
“Secret Of The Runes”

Dopo un lungo e faticoso anno, è tempo di riprendere in mano la lunga storia dei Therion, ripartendo da un altro disco della discografia piuttosto controverso, almeno cosi è per il sottoscritto, ossia “Secret Of The Runes”. Per il successore di “Deggial”, il buon Johnsson mantiene stranamente intatta la line-up di base, ossia affidando la parte solistica e basso ai due fratelli Niemann, e confermando alla batteria Sami Karppinen. Ispirato dal libro “Uthark: Nightside Of The Runes” dello stesso Thomas Karlsson, fondatore dell’ordine esoterico del Dragon Rouge e storico autori di testi per la band svedese, musicalmente parlando, “Secret Of The Runes”, pur non discostandosi di molto dalle coordinate mostrate sul precedente disco, risulta essere maggiormente risolto ed a fuoco. Continua a leggere

CAPTAIN CRIMSON
“Remind”

Con il 2017 che ormai ha compiuto il giro di boa, posso già affermare che sono veramente molto pochi i lavori di questo anno solare che mi hanno pienamente convinto e che possono avere qualche chance di finire nella mia top 5. Per fortuna il 2016 continua ancora a tirare fuori cose interessanti, come sicuramente il secondo lavoro di questi svedesi chiamati Captain Crimson che, sulla scia del revival degli anni settanta che sta invadendo il mercato da un po’ di anni a questa parte, tirano fuori dal cilindro un disco veramente interessante intitolato “Remind”, fortemente ispirato all’Hard Rock dei Deep Purple, e dotato di una ruspante influenza Blues, senza però disdegnare passaggi di chiara marca Stoner ed un sound gustosamente metallico e sferragliante. E pensare che ai primi ascolti rimasi alquanto deluso, poiché la mia mente bacata, senza nemmeno leggere la bio di presentazione, aveva immediatamente accostato il nome della band alle follie di Captain Beefhart ed alla preparazione tecnica e strumentale dei King Crimson. Continua a leggere

INTERVISTA SOJOURNER – Mike L. & Emilio

Quando si tratta di un genere ormai sin troppo abusato come l’Atmospheric Black Metal, presentarsi con un album in grado di fare subito la differenza non è certo una cosa da tutti. Hypnos Webzine non poteva perciò lasciarsi scappare l’occasione di scambiare qualche parola con i Sojourner, che con il loro “Empires Of Ash” hanno subito saputo ritagliarsi un consenso pressoché unanime. Continua a leggere