ORION (Chile)
“Mysterivm Cosmographicvm”

Dopo lo Swedish Thrash dei Suicide Nation e quello più di stampo Bay Area dei Metalriff, torno a parlare di una band cilena con questi Orion, da non confondere con l’omonima band indiana recensita ormai diversi anni fa, autori di questo interessante debutto dal titolo “Mysterivm Cosmographicvm”. A differenza dei loro concittadini sopra menzionati, questi Orion puntano su una deriva più estrema del Thrash, dove sopra una solida base di Slayer, vengono innestati richiami a quel proto-qualcosa, Death o Black che sia, che caratterizzava i seminali debutti di Sepultura o Sarcofago. Nonostante non siano un gruppo di primo pelo, la cui nascita sembra risalire al 2002, gli Orion riescono ad evocare un genuino recupero di tali sonorità, non solo in termini di suoni, sporchi e cafoni come difficilmente se ne trovano al giorno d’oggi, ma anche di reale coinvolgimento in quello che fanno. Continua a leggere

METALRIFF
“Under My Skin”

Come non volere bene ad un gruppo che adotta un nome tamarrissimo come Metalriff e che suona un Thrash Metal preciso ed uguale a quello storico dei Testament e Metallica? Questi quattro simpatici cileni, capitanati dal chitarrista e cantante Leonel Contreras, portano una casa con questo secondo full-lenght dal titolo “Under My Skin”, un lavoro decisamente divertente e dotato di brani dal buon tiro, seppur privo di reali spunti innovativi. Eppure, al netto di un paio di filler nella seconda parte del disco, questi Metalriff sanno fare bene il loro dovere, costruendo dei brani da vero e proprio handbook del Thrash Metal, capace ti portarti a fare del sano headbanging nel proprio salotto. C’è tutto quello che serve, dalle cavalcate di derivazione Heavy (“From Saint To Demon”) alle chitarre armonizzate (la title-track), passando anche per la false-ballad alla Testament di “The Emptiness”. Continua a leggere

SUICIDE NATION
“Hall Of Violence”

Con un nome quale Suicide Nation è praticamente impossibile evitare una associazione diretta con l’omonima traccia di quel capolavoro senza tempo che è “Slaughter Of The Soul”. Eppure, nel caso di questo quintetto cileno, l’assonanza con gli At The Gates è alquanto distante, vista la loro totale dedizione verso il Thrash, ma non proprio fuori luogo in termini assoluti. Infatti, la Svezia riesce comunque ad entrare nella loro proposta, vista la decisa influenza da parte di band quali Hatesphere o Carnal Forge, sebbene il loro numi tutelari rimangano in primis gli Slayer, ed in seconda battuta qualcosa dei Testament e Kreator, questi ultimi forse chiamati in causa più dalle vocals urlate di Felix Arto, una specie mix fra Mille Petrozza e Tom Araya. Per il resto, in questo “Hall Of Violence” assistiamo ad un discreto revival, ben suonato anche se poco fantasioso in fase di songwriting, e che alla lunga tende ad annoiare. Continua a leggere

NECRODEATH
“Neraka”

Tra Necrodeath e Sadist, sono stato molto più assiduo con i secondi. Sarà che li ho scoperti all’epoca di “Tribe”, rimanendone incuriosito da una recensione letta su Grindzone o Metal Hammer, e riuscendo in seguito anche ad acquistarlo insieme a “The Jester Race” degli In Flames in un megastore musicale che si trovava dalle parti di Piazza Irnerio a Roma, oggi purtroppo trasformato in una enorme parafarmacia. Ai Necrodeath arrivai qualche anno dopo in occasione della famosa ristampa del 1999 da parte della Scarlet Records dell’incredibile debutto “Into The Macabre”, e preludio al loro ritorno con l’ottimo “Mater Of All Evil”. Conoscevo ben poco di loro, sapevo che erano stati una sorta di pionieri e che Peso era parte della line-up originale, ma non essendoci niente all’epoca, eccetto qualche rivista in edicola o il classico amico\cugino più grande che ti mollava qualche dritta, c’era ben poco dove trovare informazioni affidabili. Tuttavia, il nome Necrodeath rimase tra le pieghe del mio subconscio, e quando mi capitò di trovarlo in vendita ad un qualche concerto, lo acquistai senza pensarci due volte. Può darsi che mi sbagli, ma sono quasi convinto che lo presi insieme a “Kali Yuga Bizzarre” degli Aborym, su consiglio insistente di un tipo conosciuto all’università e che incontrai quella sera. Però, se gli Aborym non mi hanno convinto più di tanto, “Into The Macabre” fu una cannonata nucleare. Continua a leggere

XENOS
“Filthgrinder”

Gli Xenos nascono in tempi molto recenti per iniziativa del bassista Ignazio Nicastro, in forza anche negli Eversin, come valvola di sfogo nel quale riversare tutta la propria passione verso il Thrash americano. Assieme a lui troviamo il batterista Danilo Ficicchia, proveniente anche lui dagli Eversin, ed il chitarrista palermitano Giuseppe Taormina (Crimson Wind, Terrorage), nonché un due ospiti di riguardo come il mitico Mantas, che regala un assolo su “Birth Of A Tyrant”, e Si Cobb degli Annihilated sulla conclusiva “Of Magma & War”. Ovviamente essendo la band nata come una specie di tributo, è lecito aspettarsi niente più che un impasto di cose già sentite, prendendo e riassemblando a proprio piacimento maestri come Slayer, Annihilation e primi Megadeth. Continua a leggere