SHAKMA
“House of Possession”

Quando ho ascoltato per la prima volta gli Shakma, il pensiero è subito corso agli Infant Death, una band che avevo recensito agli albori di questa ‘zine. Oltre a condividere la stessa patria, anche questi norvegesi devono essere cresciuti nel culto dello Speed/Thrash degli anni ’80. Attivi dal 2014 e con alle spalle un EP, “Night of Torment”, uscito due anni più tardi, qualche mese fa i nostri hanno dato alle stampe il loro debutto sulla lunga distanza. Questo “House of Possession”, diciamolo chiaramente fin da subito a scanso di equivoci, non brilla certo per originalità o per particolari spunti tecnici, eppure l’ascolto non si rivela per nulla noioso o prolisso grazie ad un’aggressività tanto spontanea quanto coinvolgente. Continua a leggere

OXYGEN DESTROYER
“Bestial Manifestations Of Malevolence And Death”

Prendete un Death Metal di chiara ispirazione old school, aggiungeteci qualche lieve reminiscenza Brutal e imbastardite il tutto con pesanti influenze Thrash. Sulla carta niente di troppo complicato, ma all’atto pratico questa formula spesso ha dato origine ad un pastone informe difficile da digerire, specie se supportato da delle produzioni che, con l’intento di dare un tocco rétro, finiscono invece per affossare definitivamente il tutto. Nel caso di questi Oxygen Destroyer, evidentemente dei fanatici di Godzilla, il risultato è per fortuna di segno opposto grazie a “Bestial Manifestations Of Malevolence And Death”, loro debutto sulla lunga distanza dopo una serie di demo e split, un album che, pur senza troppi picchi, veleggia costantemente con un buon passo e lascia intravvedere buoni spunti ed una certa abilità in fatto di songwriting. Continua a leggere

HOSTIL
“Infernal Rites”

Se sei una band in giro da ormai quasi vent’anni e, a parte un demo uscito nel 2004, arrivi solo ora all’esordio sulla lunga distanza, non ti si può certo accusare di non credere in quello che fai. D’altra parte, non conoscendo le ragioni di una militanza tanto lunga quanto silenziosa, il dubbio di essere alle prese con un gruppo non proprio imperdibile è più che comprensibile ed in effetti, finito l’ascolto di questo esordio degli Hostil, di sicuro “originale” non è l’aggettivo che per primo viene spontaneo associare a “Infernal Rites”, che come vedete brilla d’inventiva fin dal suo titolo. Eppure, se sono qui a parlarvene qualcosa di buono ci deve pur essere. Continua a leggere

EXALTER
“Persecution Automated”

Nuova tappa per il nostro viaggio musicale intorno al mondo con la nostra pseudo-rubrica “Pechino Express”. Dopo avere “visitato” il Paraguay con l’acerbo Death Metal d’ispirazione americana dei Verthebral, puntiamo oggi la nostra attenzione sull’Asia centrale, e in particolare sul Bangladesh, trattando l’esordio di questo giovane trio a nome Exalter. Semplicemente dando una rapida scorsa al logo ed alla copertina, si capiscono sub‭ito le dichiarazioni d’intenti della band, ossia quella di voler suonare un Thrash Metal duro e puro, fatto di cavalcate di chitarra spezzacollo, batteria in continuo tupatupa e vocal alla Max Cavalera dei bei tempi. Continua a leggere

RAPTURE
“Paroxysm Of Hatred”

I Rapture sono un gruppo greco che con questo “Paroxysm Of Hatred” arriva al secondo lavoro sulla lunga distanza nell’arco di neanche sei anni. Come forse potrebbero farvi intuire il loro logo ed il loro monicker, che ho finito per associare subito rispettivamente al Thrash ed ai Morbid Angel di “Covenant”, i nostri si cimentano per l’appunto in un Death/Thrash Metal old school devoto in toto alle sonorità venute fuori dalla scena estrema di questi due generi a cavallo tra gli anni ’80 e ’90. In linea di massima, niente che si avvicini a qualcosa di vagamente innovativo, questo è poco ma sicuro, ma come era accaduto con i Ripper, anche i Rapture dimostrano di avere una padronanza della materia ben al di sopra della media, come è testimoniato nei quaranta minuti e poco più a loro disposizione. Continua a leggere

CRUELTY FORCE
“Cruelty Void”

Capisco che in un panorama ormai dominato da produzioni sempre più perfette e plasticose, molti gruppi tendano a tornare ad un suono più “nudo e crudo” con il quale rivendicare la propria integrità stilistica e musicale. Ma nel caso dei qui presenti Cruelty Force credo proprio che ci si sia spinti un po’ troppo oltre. Infatti, il duo romano formato da Angelo (chitarra e voce) e Mario (batteria) nel loro voler presentare la propria interpretazione di uno Speed/Thrash venato da qualche passaggio Black, in questa demo autoregistrata ed autoprodotta “Cruelty Void” hanno scelto di adottare un sound assolutamente grezzo e spartano, che ricorda da vicino alcune demo/rehearsal degli anni ’90 che si ascoltavano più per fare i completisti di qualche determinata band, che per vero e proprio merito musicale. Continua a leggere

LUCIFERA
“Preludio Del Mal”

C’è davvero poco da fare, quando ci arriva qualcosa dal Sud America con in copertina dei satanassi in bianco e nero e con dei titoli eloquenti in merito all’adorazione del demonio, va da sé che sarò io a occuparmene. Eccomi così alle prese con questo “Preludio Del Mal”, il terzo full length per i Lucifera, una band colombiana attiva da ormai quasi dieci anni che per un certo periodo ha visto tra le sue fila una line up interamente femminile, mentre ora può contare sulla fondatrice A. Blasfemia al basso e alla voce ed il chitarrista D. HellRazor e sui nuovi arrivati Acid Witch alla seconda chitarra e C. Commander dietro le pelli. Continua a leggere

THE INSTABLE COLLECTIVE
“Destroy To Regenerate”

The Instable Collective, un nome quantomai calzante, e penso pure abbastanza ironico, per dare una precisa rappresentazione del proprio progetto solista. In effetti, sebbene il timone risulti essere saldamente nelle mani del polistrumentista toscano Raffaello Mallegni, sono comunque presenti tutta una serie di persone che han dato un fondamentale apporto alla realizzazione del qui presente “Destroy To Regenerate”, suo quarto lavoro pubblicato sotto tale monicker. Sin dalla iniziale “Under The Burning Sun” si comprende subito che il collettivo punta ad un Thrash/Death di pura matrice svedese, dotato di parecchi influssi Speed. Continua a leggere

VOMIT OF DOOM
“Magnus Cruelty”

Si sa, l’abito non fa sempre il monaco, ma se arrivi dal Sudamerica e ti chiami Vomit Of Doom, non serve poi molta fantasia per ipotizzare che, con molta probabilità e con buona pace dei luoghi comuni, la tua proposta si basi su sonorità orgogliosamente old school che magari affondano le proprie radici in quel proto-Black Metal che nasceva negli anni ottanta. Questo è stato più o meno il mio pensiero quando mi è capitato tra le mani questo “Magnus Cruelty”, il nuovo EP del per me sconosciuto trio argentino di General Roca, che può comunque già vantare una discografia abbastanza corposa tra split, EP ed un full length uscito un paio d’anni fa. Continua a leggere

RIPPER
“Experiment Of Existence”

Proprio quando ero ormai convinto di aver stilato la mia classifica definitiva di fine anno, ecco irrompere inattesi a scombussolare ogni mia certezza questi Ripper, un giovane quartetto cileno attivo da quasi dieci anni e con alle spalle un solo full length oltre a qualche demo, EP e split. Avendo ascoltato solo a posteriori l’ottimo debutto “Raising The Corpse”, una release che vi consiglio di recuperare, la sorpresa per me è arrivata con il recente “Experiment Of Existence”, un concentrato di Thrash con forti spunti Death in puro spirito old school che non mi ha dato scampo fin dalle sue primissime battute. Il suono dei nostri, ma in definitiva anche il loro songwriting, sembra uscire direttamente da un’incestuosa unione tra i Kreator di “Pleasure To Kill” e i Death dell’era “Scream Bloody Gore” e “Leprosy”, anche se non mancano dei frangenti in cui mi è sembrato di cogliere influenze in odore dei Merciless di “The Awakening” piuttosto che dei Demoliton Hammer di “Tortured Existence” o, perché no, dei primi Sepultura. Continua a leggere

BEWITCHER
“Bewitcher”

Fantastici. Non mi viene altro in mente per descrivere il furioso e selvaggio Thrash Metal di questo trio originario di Portland chiamato Bewitcher. Ma cosa hanno di così particolare questi Bewitcher per avermi fatto così tanto fomentare? Beh, prendete i Metallica di “Kill’em All”, aggiungeteci la tamarraggine Rock’n’Roll dei compianti Motörhead e completate il tutto con qualche spruzzo di puro distillato di NWOBHM. Ebbene, questo è quello che troverete in questo disco, ossia una miscela esplosiva che vi porterà in un attimo a tirar fuori il vostro vecchio e impolverato chiodo e ad iniziare a fare un furibondo headbanging ovunque vi troviate. Continua a leggere

NERODIA
“Vanity Unfair”

Pur cercando sempre di non farmi troppo influenzare da monicker, titolo e copertina di un lavoro da recensire, è quasi sempre inevitabile che tali elementi finiscano per creare un minimo di aspettative in un senso o nell’altro. Nel caso dei Nerodia, quartetto romano che giunge con questo “Vanity Unfair” al secondo full length in dodici anni di attività, se il loro nome e il titolo che hanno scelto non mi suscitavano particolari suggestioni, a bruciapelo l’artwork mi aveva fatto pensare di essere alle prese con uno dei tanti anonimi gruppi Death o Thrash che ci mandano richieste che puntualmente finisco per scartare già al primo ascolto. Se però state leggendo queste righe vuol dire che i nostri qualcosa da dire ce l’hanno e che l’album in questione poi tanto male non è, tanto che devo proprio ammettere che gli undici pezzi qui proposti mi han saputo coinvolgere fin da subito grazie ad un songwriting diretto Continua a leggere

LIVE REPORT – SONISPHERE 2016
Ippodromo delle Capannelle (Roma) – 24/07/2016

PREMESSA

C’era molta attesa e tanta curiosità per questa nuova calata dei Maiden in quel di Roma, a cui poi è stato costruito attorno il Sonisphere di quest’anno con l’aggiunta di nomi importanti quali Sabaton, Saxon ed Anthrax. L’uscita di “The Book Of Souls” è stato oggetto di numerose discussioni la scorsa estate, nonchè c’era anche la speranza che il nostro Bruce fosse perfettamente ristabilito dopo l’annus horribilis che aveva vissuto per la sua inaspettata malattia. Per questi motivi, all’annuncio della presenza degli Iron Maiden al Rock In Roma non ho saputo dire di no, ed insieme a quattro amici ho prontamente acquistato il biglietto. Difficilmente qui su Hypnos Webzine diamo risalto alle uscite discografiche di gruppi importanti quali i Maiden, però due parole su “The Book Of Souls” vorrei spenderle. Premetto, che dalla reunion con Bruce, ho seguito con molta attenzione le varie mosse della band, ritenendo che, sempre a mio personalissimo avviso, eccetto un “Dance Of Death” non pienamente riuscito, sono sempre riusciti a mantenersi su dei livelli quantomeno accettabili, tirando fuori anche un quasi capolavoro come “A Matter Of Life & Death”. Quindi, potete ben capire, che alle prime reazione strapositive apparse sul web all’ascolto di questo doppio album, non ho potuto fare a meno di buttarmi a scatola chiusa sull’acquisto della versione digibook. Tuttavia, nonostante abbia ascoltato il disco con buona costanza per parecchi mesi, continuo a non esserne pienamente convinto, trovando diversi brani dei filler francamente evitabili, e che forse il buon Bruce avrebbe avuto bisogno di un po’ di tempo in più per rimettersi in forma con la voce. Diventa quindi evidente come questo concerto risultasse anche un modo per chiarirmi maggiormente le idee anche sull’effettiva qualità del disco. Comunque sia, basta chiacchiere e veniamo al concerto. Continua a leggere

PSYCHO SCREAM
“Gnosis”

Sfuggenti. Questo è il primo aggettivo che mi è venuto in mente, quando ho ascoltato per la prima volta questo “Gnosis”, debutto di questo quintetto emiliano chiamato Psycho Scream. Infatti, il chitarrista Pato ed i suoi compagni riescono a produrre un lavoro che, pur non mostrando sostanziali formule innovative a livello di songwriting, mescolano talmente tanto le carte in gioco da risultare difficilmente inquadrabili in una semplice etichettatura di genere. Sebbene il grosso della loro musica derivi da una matrice Thrash Death di tipo svedese, gli Psycho Scream non rinunciano ad uno suono sporco e grezzo, che talvolta lambisce anche i confini del Black Metal, che mette in risalto una attitudine spaccona, per non dire quasi Hardcore, in netto contrasto però con delle velleità pseudo-progressive, risultanti in brani dalla struttura non proprio lineare. Continua a leggere

DEVOIDER
“The Inaccessible Pole Of Void”

I Devoider sono una giovane band pesarese che, dopo un inizio fatto di cover di classici del Heavy/Thrash con il nome di Sine Requiae, ha deciso nel 2011 di dedicarsi alla composizione di pezzi propri e di orientare il proprio sound verso un grezzissimo Thrash Black Metal ispirato a primi Bathory, Toxic Holoucaust e Venom. Adottato per l’occasione il nuovo monicker Devoider, il quartetto ha registrato in poco tempo un primo demo di tre tracce, “Circle Of Void” e “Degenerate Sons”, che funge da base per questo primo full-lenght autoprodotto che porta il titolo di “The Inaccesible Pole Of Void”, che vede il gruppo stabilizzarsi nella seguente formazione: Mirco Tombari alla voce, Andrea Biondi alla chitarra e Andrea Aratari al basso, questi ultimi due già nei Tetrarchate, e Federico Tecchi dietro le pelli a completare la line-up. Continua a leggere

FURIOUS BARKING / DESMODUS
“Italian Thrash Relics Vol. 1”

Interessante iniziativa quella portata avanti dalle italiane Rude Awakening Records e DeathStorm Records e che dovrebbe portare alla realizzazione di una serie di split album, intitolati “Italian Thrash Relics”, nei quali verranno ripubblicati una serie di EP o demo di gruppi Thrash italiani attivi alla fine degli anni ottanta/inizio anni novanta ormai introvabili. Una iniziativa che ritengo sia assolutamente lodevole, data la genuinità di una scena come quella italiana in cui molte band non ebbero mai la reale possibilità di poter cogliere quanto seminato. A scontrarsi in questo primo volume sono gli ascolani Furious Barking, che ripresentano in questa nuova veste il loro EP “De-Industrialized” del 1991, e i goriziani Desmodus, dei quali viene riesumato il loro unico lavoro del 1992, “Human Wreck”. Continua a leggere

PROLL GUNS
“Horseflesh BBQ”

Devono essere stati tirati su a pane, colt e Motörhead, questi brutti ceffi che si riuniscono sotto il nome di Proll Guns e che giungono con questo “Horseflesh BBQ” al traguardo del secondo full length, pubblicato per conto dell’etichetta tedesca NRT-Records. A guardarli bene, Evil Ed, Cra-Y-Maker e The Burner sembrerebbero a tutti gli effetti dei texani purosangue, cresciuti in mezzo a mandrie, fucili e deserto. Ma è quanto di più sbagliato, perché i Proll Guns, pur rifacendosi ad un immaginario da vecchio West, con tanto di coppia di signorine da saloon che fanno da supporto ai loro concerti, sono un terzetto originario nientemeno che dell’elegante Salisburgo. Continua a leggere

MASTER
“An Epiphany Of Hate”

Anche se sono stati una tra le prime band a cui mi sono avvicinato dopo l’ascolto dei mostri sacri del Death e del Thrash, per chissà quale motivo i Master non sono mai diventati una di quelle realtà che ho continuato a seguire con molta costanza. Certo, con il passare del tempo e a causa del declino che spesso li ha accomunati, ho finito per prestare sempre meno attenzione anche a molti dei gruppi di cui sopra, ma il combo di Chicago, se escludo il rapido innamoramento per l’omonimo debutto ed “On The Seventh Day God Created… Master”, sono riuscito ad apprezzarlo solo a sprazzi, senza peraltro trovare mai un lavoro in grado di farmi cambiare l’opinione che su di esso mi ero fatto negli ultimi anni: una band che invecchiava senza infamia ne lode. Insomma, tutto questo per dire che essere capitato su un pezzo di questo loro nuovo “An Epiphany Of Hate” è stato poco più che un ascolto casuale che avrebbe potuto concludersi come era iniziato, ma che invece si è trasformato presto in qualcosa di molto coinvolgente. Continua a leggere