LUCIFUGUM
“Anaphora Lithu Actinism”

Per chi ha un minimo di conoscenza dei Lucifugum, potete ben comprendere quanto affrontare questa recensione possa essere stata davvero complicata per il sottoscritto.  Tra l’altro, se non ricordo male, ricevetti il promo fisico a fine gennaio\inizio febbraio, in un periodo in cui iniziavano a circolare pesantemente le notizie di una possibile invasione dell’Ucraina da parte della Russia, e tra l’altro, se quanto trovato online è vero, la band dovrebbe essere di Mykolaiv, una città non molto distante ad est di Odessa, e quindi molto vicino alle zone di guerra. E’ chiaro che, indipendentemente dalla qualità di questo “Anaphora Lithu Actinism”, questa recensione non può essere come le altre, ed è anche il motivo per cui sono parecchi mesi che continuo ad ascoltare in maniera continua questo lavoro, come se ascoltarlo testardamente potesse farmi trovare le parole necessarie per scrivere questo articolo. Continua a leggere

WINDSWEPT
“The Onlooker”

Come ogni anni quando si avvicina l’ora di stilare la classifica delle uscite che a nostro avviso più hanno lasciato il segno, ecco che anche questa volta sono saltati puntualmente fuori dei recuperi last minute che, per un motivo o per l’altro, non erano ancora finiti tra le mie mani. A costo di svelare già il mio giudizio finale, non posso che iniziare questa carrellata con quel che è l’ascolto che ha monopolizzando queste mie ultime settimane, ovvero il secondo lavoro dei Windswept, un monicker che quasi sicuramente non vi dirà molto ma che raccoglie idealmente in spiritu il testimone della tradizione Black Metal est-europea. La cosa non deve stupire più di tanto dal momento che la line up è composta da tre quarti di quella dei Drudkh, con il testa il buon Roman Saenko a garanzia della qualità del progetto, anche se poi la miglior risposta arriva dalla musica, un furioso e ammaliante Black Metal che, a dire il vero, mi ha ricordato più quello di altre realtà legate alla scena est-europea e anche ai Drudkh, come gli Hate Forest e gli Astrofaes. Continua a leggere

GRAVITSAPA
“Demo-2”

Tra le varie richieste che mi sono arrivate in questi anni, questo demo dei Gravitsapa è senza alcun dubbio uno dei più bizzarri. Quartetto ucraino proveniente dalla città di Lviv e formatosi nel 2005, i nostri hanno mosso i primi passi nel 2009 con il debut EP “Radio Free Albemut”, ristampato poi nel 2013 dalla HYSM? con il nuovo titolo “Free Radio Taxipod”, a cui è poi seguito “Vulgata”, pubblicato sempre nel 2013 sotto l’egida di Free HYSM? e Skrot Up, fino a giungere al qui presente “Demo-2”, rilasciato lo scorso giugno. Definiti sul loro Bandcamp come una delle più sperimentali ed all’avanguardia delle realtà ucraine in ambito Math-Rock, “Demo-2” senz’ombra di dubbio conferma questa definizione, dimostrandosi un lavoro onestamente indecifrabile, che frulla insieme musica seriale, Noise ed atmosfere Industrial, il tutto mantenendo una produzione ed un atteggiamento che oserei definire Punk. Continua a leggere

ETHEREAL RIFFIAN
“I AM. Deathless”

Dopo i desolanti paesaggi visitati con l’ottimo “Black Snow Desert” dei Nonsun, l’Ucraina ci regala un altro trip di totale psichedelia con questo quartetto chiamato Ethereal Riffian. Formatisi ormai sei anni fa, il gruppo capitanato dal cantante e chitarrista Val “Stonezilla” Korniev, ha già alle spalle una nutrita discografia, che presenta già ben due full-lenght, “Shaman’s Visions” del 2011 ed “Aeonian” risalente al 2014, due EP, tra cui il qui presente “I AM. Deathless” e addirittura un live album autoprodotto, “Youniversal Voice”. Semplicemente osservando le coloratissime cover dei loro lavori, possiamo già prevedere quanto il combo ucraino sia totalmente imbevuto di misticismo indiano. Continua a leggere

NONSUN
“Black Snow Desert”

Approcciarsi ad una uscita come questo “Black Snow Desert” del duo ucraino Nonsun equivale a lasciarsi andare ad un lungo flusso di coscienza musicale in cui la struttura delle canzoni, i riff o i testi non hanno alcun significato reale. La musica stessa sembra trasfigurarsi in un susseguirsi di paesaggi desolati e privi di qualsiasi presenza umana, con la durezza di questa natura ostile che sembra riversarsi in modo potente sull’ascoltatore. Per quel che mi riguarda, ho subito associato il tutto alle descrizioni di alcuni scenari ideati e raccontati dallo scrittore Steven Erikson nella sua famosa saga de “The Malazan Book Of The Fallen”, di cui sto attualmente terminando il settimo libro “Venti Di Morte”. Ebbene, in alcuni passaggi del romanzo ci sono diverse ambientazioni che si sposano perfettamente con quanto emerge da questo lavoro. Si, ma in sostanza, che cosa dovete aspettarvi da questo disco? Continua a leggere