WINDSWEPT
“The Onlooker”

Come ogni anni quando si avvicina l’ora di stilare la classifica delle uscite che a nostro avviso più hanno lasciato il segno, ecco che anche questa volta sono saltati puntualmente fuori dei recuperi last minute che, per un motivo o per l’altro, non erano ancora finiti tra le mie mani. A costo di svelare già il mio giudizio finale, non posso che iniziare questa carrellata con quel che è l’ascolto che ha monopolizzando queste mie ultime settimane, ovvero il secondo lavoro dei Windswept, un monicker che quasi sicuramente non vi dirà molto ma che raccoglie idealmente in spiritu il testimone della tradizione Black Metal est-europea. La cosa non deve stupire più di tanto dal momento che la line up è composta da tre quarti di quella dei Drudkh, con il testa il buon Roman Saenko a garanzia della qualità del progetto, anche se poi la miglior risposta arriva dalla musica, un furioso e ammaliante Black Metal che, a dire il vero, mi ha ricordato più quello di altre realtà legate alla scena est-europea e anche ai Drudkh, come gli Hate Forest e gli Astrofaes. Continua a leggere

GRAVITSAPA
“Demo-2”

Tra le varie richieste che mi sono arrivate in questi anni, questo demo dei Gravitsapa è senza alcun dubbio uno dei più bizzarri. Quartetto ucraino proveniente dalla città di Lviv e formatosi nel 2005, i nostri hanno mosso i primi passi nel 2009 con il debut EP “Radio Free Albemut”, ristampato poi nel 2013 dalla HYSM? con il nuovo titolo “Free Radio Taxipod”, a cui è poi seguito “Vulgata”, pubblicato sempre nel 2013 sotto l’egida di Free HYSM? e Skrot Up, fino a giungere al qui presente “Demo-2”, rilasciato lo scorso giugno. Definiti sul loro Bandcamp come una delle più sperimentali ed all’avanguardia delle realtà ucraine in ambito Math-Rock, “Demo-2” senz’ombra di dubbio conferma questa definizione, dimostrandosi un lavoro onestamente indecifrabile, che frulla insieme musica seriale, Noise ed atmosfere Industrial, il tutto mantenendo una produzione ed un atteggiamento che oserei definire Punk. Continua a leggere

ETHEREAL RIFFIAN
“I AM. Deathless”

Dopo i desolanti paesaggi visitati con l’ottimo “Black Snow Desert” dei Nonsun, l’Ucraina ci regala un altro trip di totale psichedelia con questo quartetto chiamato Ethereal Riffian. Formatisi ormai sei anni fa, il gruppo capitanato dal cantante e chitarrista Val “Stonezilla” Korniev, ha già alle spalle una nutrita discografia, che presenta già ben due full-lenght, “Shaman’s Visions” del 2011 ed “Aeonian” risalente al 2014, due EP, tra cui il qui presente “I AM. Deathless” e addirittura un live album autoprodotto, “Youniversal Voice”. Semplicemente osservando le coloratissime cover dei loro lavori, possiamo già prevedere quanto il combo ucraino sia totalmente imbevuto di misticismo indiano. Continua a leggere

NONSUN
“Black Snow Desert”

Approcciarsi ad una uscita come questo “Black Snow Desert” del duo ucraino Nonsun equivale a lasciarsi andare ad un lungo flusso di coscienza musicale in cui la struttura delle canzoni, i riff o i testi non hanno alcun significato reale. La musica stessa sembra trasfigurarsi in un susseguirsi di paesaggi desolati e privi di qualsiasi presenza umana, con la durezza di questa natura ostile che sembra riversarsi in modo potente sull’ascoltatore. Per quel che mi riguarda, ho subito associato il tutto alle descrizioni di alcuni scenari ideati e raccontati dallo scrittore Steven Erikson nella sua famosa saga de “The Malazan Book Of The Fallen”, di cui sto attualmente terminando il settimo libro “Venti Di Morte”. Ebbene, in alcuni passaggi del romanzo ci sono diverse ambientazioni che si sposano perfettamente con quanto emerge da questo lavoro. Si, ma in sostanza, che cosa dovete aspettarvi da questo disco? Continua a leggere

LUNA
“Ashes To Ashes”

Mi sento sempre un po’ combattuto quando mi capita di imbattermi in artisti che scelgono di pubblicare lavori monotraccia, poichè da una parte c’è sempre una forte curiosità mutuata dal mio profondo amore per il Prog degli anni ’70, mentre dall’altra spesso si finisce per trovarsi di fronte una semplice accozzaglia di riff incollati alla bene e meglio. Se poi trasportiamo il tutto a questo one-man project ucraino chiamato Luna, dedito ad un Doom fortemente innestato su un Gothic sinfonico, a cui ci aggiungiamo il non trascurabile dettaglio che l’intero disco è totalmente strumentale, il rischio sbadiglio è estremamente elevato. Continua a leggere

TWILIGHTFALL
“The Energy Of The Soul”

Un ex Nokturnal Mortum che si cimenta in un disco di Melodic Death? All’inizio pensavo ad uno scherzo o ad un errore del promoter nel mandare la mail di richiesta recensione. Ma poi, cercando su internet, ho visto che effettivamente le cose stavano proprio così, e cioè che Wortherax, chitarrista degli storici primi demo della band ucraina (“Twilightfalls”, “Black Clouds Over Slavonic Lands” ed il meraviglioso “Lunar Poetry”), insieme ad altri tre musicisti, di cui due sono anch’essi ex-Nokturnal Mortum, seppur con un passato decisamente meno importante, giusto il batterista Odalv può vantare di aver registrato due tracce di batteria su “The Voice Of Steel”, ha creato questo progetto denominato Twilightfall Continua a leggere

DRUDKH
“Handful Of Stars”

Vista l’enorme cantonata che stavo quasi per prendere con il precedente e meraviglioso “Microcosmos”, questa volta ci sono andato molto cauto nell’approcciarmi al nuovo ed ottavo lavoro firmato Drudkh. Un ascolto prolungato, durato diversi mesi, ha sicuramente permesso al sottoscritto di poter analizzare ed assorbire nella maniera più completa e rilassata, le quattro lunghe composizioni (più intro ed outro) che compongono questo “Handful Of Stars”. Continua a leggere

DRUDKH
“Microcosmos”

Lo ammetto. Stavo per prendere un cantonata totale con questa nuova opera dei Drudkh. Dopo una decina di ascolti, la mia idea di questo “Microcosmos” era quella di una lavoro piatto, preparato con poche idee riciclate qua e la dal glorioso passato della band ucraina, e nulla più. Mai pensiero fu così sballato!  Continua a leggere

DRUDKH
“Enstrangement”

“Estrangement”, ossia alienazione, così si intitola questo sesto full-lenght di Saenko & soci, un lavoro dal minutaggio abbastanza risicato, 36 minuti scarsi, distribuiti in quattro tracce. Se nelle due precedenti uscite, “Anti Urban” e “Songs Of Grief & Solitude”, i Drudkh hanno cercato di cambiare un po’ le carte in tavola, in questo release, la band decide di ritornare su sentieri già battuti in quel capolavoro che risponde al nome di “Blood In Our Wells”. Continua a leggere