FROZEN WREATH
“Memento Mori”

Dopo l’interessante ristampa dei Witcher di cui ho parlato qualche mese fa, l’ungherese Filosofem Records sottopone alla mia attenzione anche il debutto di questo nuovo progetto chiamato Frozen Wreath, che vede coinvolti il pluristrumentista Zoltán Szele e lo stesso boss dell’etichetta, Roland Neubauer, nelle vesti di vocalist. Dovendo dare una descrizione di questo “Memento Mori”, direi che il suo scopo principale è quello di recuperare il feeling dei Satyricon e Dimmu Borgir degli esordi, attraverso una produzione sporca ma non dozzinale, dove la chitarra ha certamente un ruolo centrale, ma parte della sua atmosfera viene anche costruita con un sapiente uso dei synth. Certo, alcuni dei suoni scelti non sono proprio il massimo, come nel caso dell’opener “Megsárgult Fényképek”, ma se non altro hanno il pregio di suscitare forti richiami al glorioso passato del Black Metal norvegese. Tuttavia, quello che è senza alcun dubbio uno dei suoi pregi principali, è però anche il suo limite maggiore. Continua a leggere

WITCHER
“Néma Gyász”

Piccola premessa, dopo una piccola pausa per casini lavorativi, con questa recensione facciamo una piccola infrazione dalla nostra solita policy riguardante il periodo di pubblicazione dei lavori da recensire, per andare a parlare di questo “Néma Gyász” del duo ungherese dei Witcher, pubblicato sul finire del 2020, ma che, in seguito a varie sfighe postali, è riuscito a giungere tra le mie mani solo recentemente. Se proprio dobbiamo essere precisi, l’uscita di questo lavoro risale originariamente 2012, e questa di cui parlo in codesta sede è la ristampa effettuata dalla Filosofem Records, etichetta di cui dovrebbero essere proprietari gli stessi membri della band, che, oltre ad avere una copertina leggermente diversa, viene aggiunto anche un brano inedito intitolato “Keresztúton”. Tralasciando questi dettagli tecnici, posso subito dire che sarebbe stato davvero un peccato se questo cd non fosse mai arrivato, poiché questi Witcher sono veramente interessanti. Non ho informazioni sul fatto che il loro nome e la loro proposta sia influenzata dall’opera di Sapkowski, fortunato autore della saga fantasy omonima, ma è certo che ogni singola nota di questo “Néma Gyász” è profondamente immersa in un immaginario fantasy. Continua a leggere

KAZAH
“Feed Your Beast”

È davvero un bel puzzle complicato riuscire a fare “reverse engineering” sulle influenze che hanno portato i cinque baldi ungheresi che rispondo al nome Kazah a sfornare questo debutto intitolato “Feed Your Beast”. Infatti, la definizione datane dalla loro label non va oltre ad un genericissimo Hardcore/Metal, ed è quindi compito mio riuscire a descrivere il loro potente wall-of-sound. Allora, iniziamo col dire che alla base di tutto c’è di sicuro l’influenza Groove dei Pantera, dovuta soprattutto alla produzione, che pone in primo piane chitarre estremamente muscolari e granitiche, ma anche in parte a livello compositivo, dove una “Straight Ahead” risente molto dello stile di Dimebag e soci. Continua a leggere