TEMPLE OF THE DOG
“Temple Of The Dog”

Ancora faccio fatica a crederci. Con la morte di Lemmy e David Bowie il dolore per la perdita è stato enorme, ma tutto sommato in qualche modo comprensibile vista anche la loro età non più giovanissima. Essendo però abituati ad averli come compagni di viaggio nella nostra vita, si mantiene sempre la sensazione che il tempo per loro sia fermo e cristallizzato alla registrazione dei loro dischi. Di contro, la morte improvvisa ed inattesa in una stanza d’albergo di Chris Cornell è stato un evento che mi ha veramente sconvolto. Sebbene non sia la prima morte eccellente che mi capita di affrontare, la sua scelta di togliersi volontariamente la vita è qualcosa che ti lascia senza fiato e stordito. Alla fine, quando morì Kurt Cobain ero poco più che un ragazzino e non ero ancora conscio del significato che tale morte portava con sé, mentre l’addio di Layne Staley era praticamente già nell’aria da tempo a causa della sua nota tossicodipendenza. Stesso discorso si potrebbe fare per la recente scomparsa di Scott Weiland e così via. Ma Chris…la sola idea che si sia impiccato nel bagno di un albergo si scontra fortemente con la sua immagine forte e vitale che trasmetteva sia on stage che su disco. Eppure, se dovessi parlare con tutta onestà, non sono nemmeno un vecchio fan dei Soundgarden, nonostante li abbia riscoperti e valorizzati di recente. All’epoca dell’esplosione del Grunge, pur conoscendo e apprezzando i singoli trasmessi, li trovavo troppo cerebrali e complessi per me, oltre che mancanti di quelle vette di negatività che invece possedevano gli Alice In Chains od i Nirvana. Non avevano nemmeno quelle melodie dall’impatto immediato che possedevano gli Smashing Pumpkins o quel sound sporco e ruvido che faceva parte del DNA dei Mudhoney. Eppure, alla fine me ne sono innamorato, trovando in “Louder Than Love” il loro vero capolavoro. Labirintico ed asfissiante, con il sound dei Sabbath che si avvelena con una psichedelia malata e la voce di Chris a trapanarti le orecchie con quei bellissimi acuti. Fu veramente una rivelazione per il sottoscritto. Eppure, se devo ricordare il compianto frontman con un disco, questo è senza alcun dubbio “Temple Of The Dog”. Semplicemente un gioiello nato da una collaborazione unica ed inaspettata con dei futuri membri dei Pearl Jam, al fine di ricordare la perdita di Andy Wood, amico e coinquilino di Chris, nonchè vocalist dei Mother Love Bone. Un lavoro che, ascoltato oggi, amplifica ulteriormente il dolore per la sua tremenda perdita. Come non provare qualcosa di forte e profondo quando Chris intona “New, like a baby / Lost, like a prayer / The sky was your playground / but the cold ground was your bed / I said poor stargazer / She’s got no tears in her eyes / but smooth like a whisper” in “Say Hello 2 Heaven”, o sentire i brividi lungo la schiena nello splendido duetto con l’allora sconosciuto Eddie Vedder in “Hunger Strike”, forse la più bella canzone mai scritta da Chris. Ma un po’ tutto il disco presenta dei picchi compositivi, come la struggente “Call Me A Dog”, con quel suo ritornello che ti martoria il cuore: “But when it’s my time to throw / The next stone / I’ll call you beautiful / if I call at all”. E’ troppo strano e sconvolgente ascoltare “Times Of Trouble”, dove dolore e redenzione si scontrano senza soluzione di continuità, con Chris a tirare fuori tutta l’anima con la sua splendida voce. Forse tutto il dolore che ha portato Chris a compiere quel drammatico gesto si trova anche nascosto tra le pieghe di questi testi, così come altri indizi potrebbero essere rintracciati nei tanti capolavori lasciatici con i Soundgarden. Ma non sono qui per far psicologia da quattro soldi, bensì per ricordare e omaggiare uno straordinario musicista la cui musica continuerà a seguire ed a influenzare la nostra vita.

Etichetta: A&M Records
Anno di Pubblicazione: 1991
TRACKLIST: 01. Say Hello 2 Heaven; 02. Reach Down; 03. Hunger Strike; 04. Pushin’ Forward Back; 05. Call Me A Dog; 06. Times Of Trouble; 07. Wooden Jesus; 08. Your Saviour; 09. Four Walled World; 10. All Night Thing
Durata: 54:59 min.

Autore: KarmaKosmiK

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