TESTAMENT
“Dark Roots Of Earth”

Tra le varie uscite di questo 2012 che sta rapidamente volgendo al termine, non poteva assolutamente mancare il come-back dei Californiani Testament, che ritornano sulle scene dopo un’assenza durata “solo” quattro anni con questo “Dark Roots Of Earth”. Contornato da una interessante copertina semi-fantasy, questo decimo full-lenght della band capitanata dal possente Chuck Billy, è chiamato a ribattere la parziale delusione ricevuta con il piatto “The Formation Of Damnation”. I Testament richiamano all’ovile sua maestà Gene Hogland, che in passato aveva già prestato la sua enorme abilità dietro le pelli su “Demonic”, mentre la produzione e registrazione del disco è nuovamente affidata ad Andy Sneap, ormai fido produttore dai tempi di “The Gathering”.

Dovendo descrivere in generale “Dark Roots Of Earth”, si potrebbe dire che in questo nuovo lavoro, i Testament cercano di ripercorrere in maniera moderna ed iper-prodotta un po’ tutta la loro storia. Tra i tipici brani spacca-ossa, quali l’ottima “Rise-up” o la devastante “True American Hate”, oscuri mid-tempos (la title-track e la conclusiva “Throne Of Thorns”) ed una ottima semi-ballad (“Cold Embrace”) in pieno stile “Practice What You Preach”, la band non cerca in alcun modo di rinnovare la propria proposta, ma piuttosto si pone come obiettivo quello di scrivere buone songs da aggiungere al proprio songbook ed evitare il più possibile la presenza di inutili fillers (comunque presenti nelle anonime “A Day In The Death” e “Man Kills Mankind”). Maiuscola è la prova di Chuck Billy, perfetto di variare e modulare il suo stile a seconda del brano, ed permettendo anche a brani piuttosto prevedibili di guadagnare in qualità. Hoglan è il solito propulsore ritmico, che ben supporta il wall-of-sound creato da Patterson e Christian, mentre un po’ sottotono risultano gli assoli di Skolnick.

Insomma, “Dark Roots Of Earth” mostra, come nel caso dell’ultimo lavoro dei Kreator, luci ed ombre, nonostante si riesca ad andare oltre il piattume di “The Formation Of Damnation”, grazie a diverse tracce assolutamente ispirate e coinvolgenti. Non ho apprezzato molto questa produzione estremamente ripulita e definita, che secondo me limita molto le potenzialità di alcuni dei brani più tirati, mentre si adatta discretamente in quelle più oscure e rallentate, creando una sfumatura decisamente inedita per i Testament. Certo, ai Testament si chiede, ed è doveroso farlo, sempre il massimo, però il disco si ascolta con piacere, e le cover presenti nell’edizione limitata (molto divertente è “Dragon Attack” dei Queen, mentre molto Testament risulta “Powerslave”) fanno aggiungere anche qualche punticino in più al disco. Se proprio dovessi mettere su una bilancia questo “Dark Roots Of Earth” e “Phantom Antichrist”, non avrei dubbi nel farla pendere verso il primo, seppur di poco.

BRIEF COMMENT: “Dark Roots Of Earth” manages to improve the flatness of the previous record “The Formation Of Damnation“, by taking inspiration to every period of californian band. Unless the presence of some filler (“A Day In The Death” and “Man Kills Mankind”), the band packages a variagate album made of some powerful tracks like “Rise-up”, “True American Hate” or the obscure “Throne Of Thorns”. Great is the perfomance of Chuck Billy, while Hoglan is the perfect rhytmic propulsor. “Dark Roots Of Earth” is not a masterpiece, and the too much clean production weakens the power of different songs.

Etichetta: Nuclear Blast
Anno di Pubblicazione: 2012
TRACKLIST: 01. Rise Up; 02. Native Blood; 03. Dark Roots of Earth; 04. True American Hate; 05. A Day In The Death; 06. Cold Embrace; 07. Man Kills Mankind; 08. Throne of Thorns; 09. Last Stand for Independence; 10. Dragon Attack (Queen cover); 11. Animal Magnetism (Scorpions cover);12. Powerslave (Iron Maiden cover); 13. Throne of Thorns (extended version)
Durata: 76:30 min.

Autore: KarmaKosmiK

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