THE AVETT BROTHERS
“The Carpenter”

Tredici anni di attività e quattordici release tra full-length, EP e live album: questi sono alcuni dei numeri dei The Avett Brothers, band composta dai fratelli Seth e Scott e da tre turnisti. Il gruppo propone una miscela unica di Bluegrass, Folk e Rock con una forte ascendenza Country, quest’ultimo rivisitato in chiave personale senza risultare artefatto e “ultrapatinato” come vuole il mainstream. Se nei primi anni della loro carriera i The Avett Brothers avevano affidato i loro lavori alla Indie label Ramseur Records, la svolta è arrivata nel 2008 quando Rick Rubin propone loro un contratto per la American Recordings grazie al quale la loro visibilità aumenta in modo considerevole: è con “I And Love And You” che i nostri raggiungono una maggiore popolarità conquistando ottimi responsi non solo a livello di critica ma anche di vendite.

Risultati ancora migliori, dal punto di vista prettamente commerciale, sono arrivati con questo “The Carpenter”, uscito lo scorso settembre. Rispetto al lavoro precedente, “The Carpenter” risulta più immediato e di facile assimilazione, a partire dal singolo “Live And Die” nel quale troviamo il banjo, uno degli elementi caratteristici del loro sound, a fare da colonna portante a una melodia rilassante e gioiosa. “Winter In My Heart” lascia emergere un feeling malinconico e carico di tristezza che si ripete con toni più delicati nella conclusiva “Life”. Con “February Seven” sembra di essere tornati indietro di nove anni, ai tempi di “Mignonette”, e precisamente al pezzo “The New Love Song”, sia per la struttura acustica sia per le atmosfere bucoliche, mentre l’opener “The Once And Future Carpenter” è forse tra i pezzi più forti del lotto, grazie al perfetto equilibrio tra chitarre acustiche, parti di piano e la grande abilità dei The Avett Brothers nel raccontare storie. In questo caso come nella romantica e a tratti “ruspante” “Pretty Girl From Michigan” (in “Emotionalism” del 2007 è presente “Pretty Girl From Chile”), le sonorità della band virano verso il Soft Rock lasciando in secondo piano le radici Country e Bluegrass del loro sound. In “A Father’s First Spring” e “Through My Prayers” ogni nota trasuda grande intensità e pathos, con trame soffuse dal feeling dolceamaro e commovente.

“The Carpenter” è un album che presenta lati più oscuri e dolorosi rispetto ai precedenti lavori dei The Avett Brothers. Dal punto di vista compositivo e stilistico sembra di trovarsi davanti a una svolta per la band con il progressivo abbandono di quelle sonorità che l’aveva contraddistinta rispetto agli altri gruppi della scena. Il risultato è un lavoro riuscito solo a metà: non mancano momenti memorabili ma alcuni brani sono poco ispirati e perdono in originalità a favore di un sound che forse sarà più appetibile per il mainstream ma che rischia di far perdere ai The Avett Brothers un’identità costruita in tanti anni.

BRIEF COMMENT: The Avett Brothers come back with “The Carpenter”, showing a darker soul than their previous works. However, despite some amazing tracks as “The Once And Future Carpenter” and “Through My Prayers”, this new album turns out to be the weakest of their discography, due to the strong influence of Soft Rock which threatens the band’s identity and their unique blend of Country, Bluegrass and Folk.

Etichetta: Universal Republic
Anno di pubblicazione: 2012
TRACKLIST: 01. The Once And Future Carpenter; 02. Live And Die; 03. Winter In My Heart; 04. Pretty Girl From Michigan; 05. I Never Knew You; 06. February Seven; 07. Through My Prayers; 08. Down With The Shine; 09. A Father’s First Spring; 10. Geraldine; 11. Paul Newman vs. The Demons; 12. Life
Durata: 46:40 min.

Autore: Nivehlein

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