THE BLACK
“Black Blood”

Ci sono dei dischi che appena inserisci nel lettore sprigionano tutto il proprio potere annichilente e malsano. Pochi sono i lavori che possono godere di questo fascino perverso e che sono avvolti da un’aura quasi mistica e leggendaria che li erge come punti di riferimento nel firmamento della musica estrema: è il caso di “Black Blood”, il seminale demo di debutto dei The Black che neanche in venti minuti fa terra bruciata (e spiace dirlo) del 90% delle uscite che affollano il panorama Black Metal in questi ultimi anni (o decennio ma rischio di esagerare).

La malvagità profonda che alberga in ogni anfratto di questo lavoro, la furia omicida che dilaga dalle chitarre aggrressive e ruvide come motoseghe viene amplificata da uno screaming scarnificante, che non ha nulla di umano nella sua intensità: è il lamento di un demone che lancia anatemi agghiccianti, incarnato alla perfezione da un giovanissimo Jon Nödtveidt (e credo che non ci sia bisogno di aggiungere altro). “Black Blood” gode di un songwriting ispirato che non lascia spazio ad alcun tentennamento di sorta, spingendo sempre sull’aceleratore e utilizzando il synth non per ammorbidire le atmosfere ma per evocare un’aura gelida e velenosa che aleggia inesorabilmente. Brani come “The Book Of Leviathan”, “The Spirit Of Solitude” e “Lady Lilith” hanno una portata distruttiva e dissacrante che pochi nomi possono vantare, una malignità e devozione alle arti oscure connaturata radicalmente al sound e non il classico satanismo “di facciata”. Tra gli elementi di spicco di questo lavoro non si può citare l’importanza del synth nel creare atmosfere siderali, pungenti e maldette che riescono a risultare ariose e plumbee allo stesso tempo, come risulta evidente in un pezzo caliginoso e mefitico come “Towards The Golden Dawn”, che si inabissa nei meandri più oscuri e viscosi del male. La produzione grezza e minimale esalta la cacofonia infernale che imperversa in ogni riff suonato con una passione e devozione brucianti e brulicanti d’odio: sono questi gli ingredienti che rendono “Black Blood” uno dei demo più interessanti e allo stesso tempo sottovalutati in campo Black Metal, magari eclissato ai tempi dalle numerosissime e feconde uscite di altre band più conosciute e blasonate. E’ giunto il tempo di riscoprire questa gemma nera.

BRIEF COMMENT: “Black Blood” is, at the same time, one of the most interesting and underrated Black Metal demo ever. The Black are able to create wicked and evil atmospheres thanks to a rough and chaotic production, aggressive and harmful patterns and freezing and mournful melodies of synth.

Contatti: MySpace
Etichetta: Self-released
Anno di pubblicazione: 1992
TRACKLIST: 01. The Book Of Leviathan; 02. Lady Lilith; 03. The Spirit Of Solitude; 04. Black Blood; 05. Towards The Golden Dawn; 06. The Goat Of Mendes; 07. The Black Opal Eye
Durata: 16:52 min.

Autore: Nivehlein

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