THE GATHERING
“The West Pole”

Erano veramente attesi al varco i The Gathering, che dopo una carriera superlativa in tutti sensi, son incappati nella dipartita della bellissima Anneke van Giersbergen, diretta verso altri lidi musicali,. Una defezione assolutamente devastante per chiunque, basti pensare all’incredibile lavoro vocale svolto dalla cantante olandese nel corso degli anni, e sul quale i fratelli Rutten potevano creare e sperimentare qualsiasi cosa passasse per la loro testa. Anneke in poco tempo ha poi rilasciato il debut album del suo nuovo progetto, gli Agua De Annique, riscuotendo un enorme interesse di pubblico e critica, tra i quali quelli del sottoscritto, con un lavoro, semplice negli arrangiamenti, ma assolutamente profondo e carico di emozioni. Adesso è ovvio che l’attenzione di tutti si sposti verso l’ex band madre, che ha tenuto nascosta l’identità della nuova vocalist fino a pochissimo tempo prima che venisse dato alle stampe questo “The West Pole”. Tale scelta si è riversata verso la cantante norvegese Silje Wergeland, già in forza negli Octavia Sperati. Purtroppo, forse sopravvalutando la voglia di sperimentare e rischiare della band, avevo troppo sperato in una sterzata decisa verso nuove sonorità, un po’ come avvenne nel passaggio (drastico) tra la prima fase Death a quella Gothic con Anneke. Infatti, la band ha scelto di proseguire senza troppi scossoni il proprio percorso musicale, scegliendo un quasi clone vocale della van Giersbergen, e pubblicando un lavoro, questo “The West Pole”, che racchiude un po’ la summa di quanto fatto dal gruppo olandese negli ultimi dieci anni.

In bilico tra sonorità più decise e guitar-oriented come la strumentale “When The Trust Becomes Sound” e “No One Spoke” ed altre più eteree ed ammalianti come la stupenda title-track, i The Gathering, forse consci delle difficoltà di un cambio di vocalist, hanno cercato in questo disco più di evitare possibili danni che affrontarli e creare qualcosa di nuovo. La Wergeland ha sicuramente una bella voce, con molti colori al suo interno, ma ora toccherà capire se questo suo modo di cantare simil-Anneke sia una scelta precisa della band per poter seguire queste sonorità “retrò” del disco, o piuttosto se è proprio la “sua” voce. Certo è che in diversi brani, e soprattutto in “Capital Of Nowhere”, la Wergeland riesce a prendere delle distanze notevoli dal suo predecessore, grazie a delle vocal leggere e delicate.

Insomma, “The West Pole” è un lavoro decisamente contraddittorio da parte della band, che forse ci ha abituati troppo bene nell’andare sempre avanti ed in nuove direzioni con la loro musica, ed ascoltare un nuovo disco composto da molti richiami al capolavoro “How To Measure A Planet?” ed il successivo “If_Then_Else” potrebbe lasciare spiazzati e forse anche un po’ delusi. Eppure la band riesce comunque a piazzare anche in questo caso piccoli gioiellini musicali, la title-track, “Capital Of Nowhere” e “You Promised Me A Symphony” con il suo bellissimo duetto piano/voce. Probabilmente “The West Pole” non sarà al livello di un “How To Measure A Planet?” o “Souvenirs”, ma non ascoltarlo a prescindere perchè non c’è Anneke sarebbe una grossa assurdità.

BRIEF COMMENT: This long awaited come back from The Gathering, the first album without the marvellous voice of Anneke, is a work which is based on the re-editing of different sounds from the magnificent past of the band, focusing mainly on albums like “How To Measure A Planet?” or “If_Then_Else”, but leaving aside their typical sonorous experimentation. Maybe the entrance of the new female vocalist Silje Wergeland could have slowed down the band in this way, prefering a softer approach towards the vocal ability of the new singer. However, The Gathering are always able to write and donate to their listeners little musical jewels, like “Capital Of Nowhere” and “You Promised Me A Symphony”. So, we have to consider this “The West Pole” like a transition album, and hope that the next one could show the band at its best.

Etichetta: Psyconaut Records
Anno di Pubblicazione: 2009
TRACKLIST: 01. When Trust Becomes Sound; 02. Treasure; 03. All You Are; 04. The West Pole; 05. No Bird Call; 06. Capital Of Nowhere; 07. You Promised Me A Symphony; 08. Pale Traces; 09. No One Spoke; 10. Constant Run
Durata: 54:17 min.

Autore: KarmaKosmiK

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