TIMECOP1983
“Faded Touch”

E’ da diverso tempo che mi gira in testa l’idea di inserire in maniera estemporanea qualche recensione dedicata al mondo della Synthwave, un genere a cui mi sono appassionato da qualche anno e presenza fissa durante le mie sessioni di corsa domenicali. Purtroppo, il tempo è sempre tiranno e riuscire anche solo a stare dietro alle richieste giornaliere che riceviamo, diventa sempre più difficile e complicato. Tuttavia, visto lo schifo di giornata di quest’ultimo primo maggio, ho trovato modo di scrivere questa recensione dedicata all’attesissimo come-back di Jordy Leenaerts, o più comunemente conosciuto come Timecop1983, creando l’occasione perfetta per buttare dentro il nostro archivio una prima recensione di questo genere. Non so quanti di voi bazzichino la Synthwave e generi affini, ma per me l’ascolto del suo precedente “Nightdrive” è stata una vera e propria epifania, per non dire uno di quei dischi che ti cambiano la vita. Sembra davvero esagerato, ma effettivamente dopo l’ascolto di quel disco, la Synthwave e la sua sorella malvagia Dark Synthwave, sono entrati pesantemente nella mia vita per non uscirne mai più. Il motivo credo sia da ricercare in una sorta di nostalgia verso i ricordi della mia infanzia, avvenuta nei goduriosi anni ’80 e di cui questi generi si nutriscono senza alcuna remora, seppur filtrati con occhi e tecnologie attuali. “Nightdrive” è stato proprio questo, un riattaccare la spina ad una serie di ricordi e sensazioni di quegli anni da tempo sopite. Ora, venendo a questo nuovo ed attesissimo “Faded Touch”, purtroppo siamo ben lontani dai picchi del suo predecessore, anche se a forza di ascolti sono riuscito in parte a rivalutarlo. Senza tirare troppo il can per l’aia, i problemi che “Faded Touch” si porta dietro sono essenzialmente due: il riproporre esattamente la formula del disco precedente, ossia l’alternanza di un pezzo strumentale ed uno cantato, e quello di aver affidato tutte le vocals del disco al solo Josh Dally, bravissimo vocalist ma che forse toglie varietà alla proposta di Jordy. Tuttavia, a forza di ascoltarlo in loop, i brani cantati entrano lentamente sotto pelle, specialmente la languida “Feel The Same” o la più movimentata “Chemical”, mentre, spiace dirlo, quelli strumentali continuano a rimanere piuttosto anonimi. Purtroppo, quando si raggiunge un risultato clamoroso come “Nightdrive” è certamente difficile riuscire a ripetersi, e visto il grande successo del lavoro, il buon Jordy ha deciso di prendere la strada più logica da un punto di vista commerciale, mantenere ad ogni costo la propria comfort zone, evitando accuratamente qualsiasi tipo di sperimentazione. Per carità, ci sono miliardi di artisti che trovata la propria formula la reiterano ad oltranza, ottenendo anche buoni risultati, ma forse è solo un mio problema dovuto all’estremo impatto che “Nightdrive” ha avuto sulla mia vita. Comunque sia, e qui chiudo, “Faded Touch” nei suoi quarantacinque minuti scorre via un piacere, e non nascondo che man mano che si procede negli ascolti si rimane sempre più intrappolati nelle sue melodie. Non rimanete meravigliati se per qualche motivo “Faded Touch”, pur con tutti suoi problemi, dovesse finire nella lista di fine anno.

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Etichetta: Timecop1983 Music
Anno di Pubblicazione: 2021
TRACKLIST: 01. Holding On To The Memories; 02. Falling (feat. Josh Dally) (album version); 03. Emotions; 04. Feel The Same (feat. Josh Dally); 05. Moments In Time; 06. One Night (feat. Josh Dally); 07. New Beginnings; 08. Forever; 09. Chemical (feat. Josh Dally); 10. Alone; 11. Did You Move On? (feat. Josh Dally)
Durata: 45:03 min.

Autore: KarmaKosmiK

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