UADA
“Devoid Of Light”

Anche se di norma tendo a non anticipare subito il finale di una recensione, se mi trovo a scrivere di un full length uscito ormai un anno fa credo sia abbastanza evidente che lo faccio per evitare di far passare sotto silenzio un lavoro che, ad averlo sentito prima, sarebbe finito dritto nei piani alti della mia classifica del 2016. Ma andiamo con ordine. La scelta compositiva su cui hanno puntato gli americani Uada per questo “Devoid Of Light”, loro debutto assoluto, anche se i quattro musicisti non sono di primissimo pelo, potendo vantare tutti un passato in altre band, è di quelle relativamente semplici: attingere a piene mani dallo stile di realtà consolidate e rileggere il tutto cercando di metterci qualcosa del loro. Bella scoperta, direte voi, ed in effetti in giro è pieno di gruppi che tentano di mettere in pratica simili intendimenti. E proprio qui sta l’enorme differenza tra gli Uada e la pletora di band che vivacchiano nell’anonimato e nella mediocrità. I nostri, infatti, in poco più di mezz’ora mettono sul piatto una prestazione esaltante non tanto per l’originalità, tanto che un amante un po’ smaliziato del Black non faticherà a trovare diversi richiami a questo o a quel gruppo, quanto piuttosto per la capacità di aver dato vita ad un album trascinante e molto ambizioso nonostante questo aspetto. Insomma, quel che per quasi tutti gli altri è un limite, per gli Uada è l’elemento cardine attorno al quale costruire la propria musica, in cui confluiscono talmente tanti rimandi da “disorientare” l’ascoltatore, che si ritroverà così irretito dalla maestria con cui il tutto è stato messo assieme da non poter far altro che ammirare estasiato il risultato finale. Che si sentano dunque richiami ai Taake, ai Mgla o agli Inquisition piuttosto che momenti in odore di sonorità della scena Black svedese o di quella Cascadian (quest’ultima a dire la verità solo sfiorata, a dispetto della provenienza del quartetto) poco importa, perché in questo “Devoid Of Light” ogni cosa è messa al punto giusto. Difficile ed ingiusto anche solo citare un pezzo rispetto ad un altro, perché si viaggia sempre su dei livelli talmente alti che non c’è spazio per cali di tensione o d’ispirazione, in un crescendo continuo che porta inevitabilmente a premere più volte il tasto play dopo ogni ascolto. Insomma, inutile girarci intorno, che siate appassionati di lungo corso o dei neofiti del genere, siamo di fronte ad un album che va ascoltato e che proietta gli Uada tra i più interessanti nomi attualmente in circolazione.

BRIEF COMMENT: Released almost a year ago, Uada‘s debut album “Devoid Of Light” is a must have for every Black Metal fans. The American band has indeed given birth to five tracks that pick up many elements from acts such as Taake and Mgla (just to name a few), mixing mesmerizing riffs with blasting parts. Instant classic.

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Etichetta: Eisenwald Tonschmiede
Anno di pubblicazione: 2016
TRACKLIST: 01. Natus Eclipsim ; 02. Devoid Of Light; 03. S.N.M.; 04. Our Pale Departure; 05. Black Autumn, White Spring
Durata: 33:48 min.

Autore: Iconoclasta

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