VEKTOR
“Terminal Redux”

Se la settimana scorsa è stata la volta dell’arrivo proprio in extremis dei Ripper nella mia classifica di fine anno, pochi giorni dopo è toccato ai Vektor. Ironia della sorte, questo “Terminal Redux” non è neppure giunto come un fulmine a ciel sereno, tant’è che mi ero ripromesso di sentirlo da un bel po’ di tempo a questa parte, ma fatto sta che soltanto per un puro caso non ho corso il rischio di scordarmene completamente. Siamo d’accordo, non sarebbe stata una negligenza catastrofica, certo che no, ma da ascoltatore terminale di musica, mi sarebbe dispiaciuto parecchio non parlarvi in tempo utile di una delle migliori uscite dell’anno appena trascorso (per la fredda cronaca, più lo ascolto e più mi pento di non averlo in cima alle mie preferenze). Ma riavvolgiamo un attimo il nastro e cerchiamo di capire che cos’ha questo “Terminal Redux” di così tanto speciale. Beh, sono già stati versati fiumi di inchiostro e di bit per spiegarlo con analisi ben più dettagliate e approfondite di quanto saprei e avrei voglia di fare, perciò mi limito a dire, magari esagerando, ma neanche poi tanto, che questo album per me rappresenta il primo vero “classico” del Thrash dopo quelli usciti dalle menti dei mostri sacri del genere. Che poi parlare di Thrash è fin troppo riduttivo, infatti i Vektor lo elaborano in chiave Technical, aggettivo quantomai sterile per descrivere la loro proposta, amalgamandolo con influenze sulla scia di “The Sound Of Perseverance”, e talvolta con elementi Progressive, vedasi le conclusive “Collapse” e “Recharging The Void”. I Death, o meglio Chuck Schuldiner, in effetti sembrano spuntare fuori abbastanza spesso in questo “Terminal Redux”, ma ciò in parte è imputabile alla voce di DiSanto, che comunque si rivela piuttosto versatile anche quando si tratta di addentrarsi in sporadiche parti in clean. Ad ogni buon conto, sto già andando oltre quello che mi ero ripromesso di dire, perciò mi limito a ribadire che questo terzo album dei Vektor è una di quelle uscite imperdibili che, con buona probabilità, nei prossimi anni verrà presa come termine di paragone. E poco importa se il sodalizio tra i nostri è venuto meno ed al momento è rimasto il solo mastermind David DiSanto a tirare avanti la carretta, perché ormai la storia è già stata scritta.

BRIEF COMMENT: Even though it’s been released several months ago, I couldn’t miss the chance to review Vektor‘s long-awaited “Terminal Redux”. In their third full length, David DiSanto&co. have indeed further developed their personal idea of Techinical Thrash Metal with Prog hints giving birth to an album really close to perfection. Nothing else to add, just give a go to this masterpiece. You won’t regret it.

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Etichetta: Earache Records
Anno di pubblicazione: 2016
TRACKLIST: 01. Charging The Void; 02. Cygnus Terminal; 03. LCD (Liquid Crystal Disease); 04. Mountains Above The Sun; 05. Ultimate Artificer; 06. Pteropticon; 07. Psychotropia; 08. Pillars Of Sand; 09. Collapse; 10. Recharging The Void
Durata: 73:21 min.

Autore: Iconoclasta

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