VEUVE
“Fathom”

Sono ormai diversi mesi che sto ascoltando questo secondo lavoro a firma dei friuliani Veuve e dal titolo “Fathom”, e mai come in questo caso risulto piuttosto confuso sulle mie sensazioni riguardanti questo loro nuovo lavoro. Per coloro a cui il nome Veuve dice poco e niente, permettetemi di rinfrescarmi un attimo la memoria, soprattutto nei riguardi del precedente “Yard”. Se avete tempo potete andarvi a rileggere la mia recensione del periodo, ma tenete comunque presente che quel disco a distanza di tre anni staziona ancora regolarmente sul mio stereo, grazie alla sua capacità di unire un classico sound Stoner ricco di fuzz ad una vena malinconia che abbraccia in più punti il Post-Rock. Da questo mio breve excursus sul loro passato, potete ben comprendere il perché di tutto questo dedicato ad un lavoro ormai uscito in quel di marzo. Comunque sia, mettiamo da parte il passato e parliamo del presente con questo “Fathom”, che arriva dopo un importante cambio di line-up, che vede lo storico chitarrista Felice lasciare il posto al nuovo arrivato Stefano Crovato. I miei primi ascolti di questa nuova opera a firma Veuve mi hanno lasciato molto interdetto; suoni molto puliti e raffinati, riffs non proprio freschissimi, una prova vocale di Riccardo Quattrin che non mi convinceva affatto, e soprattutto il fatto che mancava un pezzone da novanta capace di mandarti fuori di testa come “We Are Nowhere” su “Yard”. Insomma, tanta delusione all’inizio. Poi, dopo aver lasciato il disco a maggese per un mesetto e mezzo, decido di riprenderlo a fine agosto, e qualcosa sembra essere cambiato nel mio approccio. Certo, rimango dell’idea che a livello generale siamo piuttosto distanti dalla qualità di “Yard”, ma perlomeno sono comparsi parecchi punti d’interesse ed una manciata di pezzi decisamente validi come l’opener “Radars Are High”, perfetto trade d’union con il precedente disco, e la sognante “Following”, che dimostra come la band si senta maggiormente a suo agio su sonorità meno legate sullo Stoner. Altro brano che ho imparato ad apprezzare con il tempo è “The Unseen”, dal quale si affacciano non pochi fantasmi degli Alice In Chains, e che potrebbe rivelarsi uno spunto sul quale proseguire in futuro. Si sente che la band è alla ricerca di nuovi stimoli musicali, e che probabilmente l’arrivo del nuovo chitarrista ha ulteriormente amplificato. Non stupiscono quindi nemmeno gli sporadici passaggi di synth che compaiono sulla conclusiva “Into The Smoke”, la traccia che più di tutte ha richiesto tonnellate di ascolti per essere apprezzata. Insomma, pur non brillando come il suo predecessore, “Fathom” ha comunque parecchie frecce nel suo arco da poter utilizzare. Ora sta alla band portare a compimento gli accenni di cambiamento ed evoluzione che s’intravedono in questo lavoro.

BRIEF COMMENT: For this new release from the italian trio Veuve a large numbers of listenings were required, as well as a long period of reflection. In fact, their previous work “Yard” was really great, and still today passes through my stereo. So, the fear of taking a very big mistake was very high. At the end, what I can say about this “Fathom” is that, although it doesn’t reach the level of its predecessor, it has a bunch of tracks which cannot be ignored. The opening “Radars Are High”, the dreamy “Following” or “The Unseen” are really nice tracks, which show a band in constant change.

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Etichetta: Argonauta Records
Anno di Pubblicazione: 2019
TRACKLIST: 01. Radars Are High; 02. Taste Of Mud; 03. Following; 04. Death Of The Cosmonaut; 05. Low In The Air; 06. The Unseen; 07. Into The Smoke
Durata: 47:59 min.

Autore: KarmaKosmiK

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