VEUVE
“Veuve”

Ritengo ormai di aver menzionato in diverse occasioni la mia passione per le sonorità Stoner, ed è quindi per me sempre un piacere ricevere promo di giovani band dedite a questo genere musicale. In questa recensione andiamo a parlare dei Veuve, trio di recente formazione originario di Spilimbergo, piccola cittadina in provincia di Pordenone, e nato da “un’insalubre idea” di Felice Di Paolo (chitarra) e Riccardo Quattrin (basso e voce), che in seguito hanno trovanto la loro giusta controparte dietro alle pelli nella persona di Andrea Carlin. Con questa formazione, i Veuve riescono a mettere in piedi un discreto repertorio che gli permette di poter suonare parecchie volte dal vivo per tutto il Friuli Venezia Giulia. Da tutta questa esperienza nasce questo EP di debutto, registrato presso lo YourOhm Mobile Recording Studio, un lavoro in cui i nostri si cimentano con un solido Stoner di chiara derivazione americana (Kyuss in primis, ma anche Monster Magnet), contaminato da piccole dissonanze Sludge (“Here Comes The Iron Man”) e tanto blues sanguigno (“Copper Road Blues”).

L’apertura è affidata alla virale “Private Drowning”, un eccellente brano che mette subito in vetrina il sound pachidermico e ricco di fuzz di Di Paolo, ben spalleggiato dal solido, ma allo stesso tempo dinamico, supporto ritmico di Quattrin e Carlin. La voce di Quattrin ricorda moltissimo quella del Hetfield attuale, dotata sia di un timbro molto caldo che di una buona aggressività. La successiva “The Third Sun Sets”, accentua maggiormente l’influenza dei Kyuss, risultando un brano piuttosto canonico ma ugualmente coinvolgente. La vera perla del disco è però senza ombra di dubbio “Here Comes The Iron Man”, nella quale convivono felicemente piccoli momenti dissonanti derivati dallo Sludge assieme ad un potentissimo riff dal sapore orientaleggiante. Si cambia poi completamente registro con “Dov’eri Tu Vent’anni Fa?”, brano nel quale i Veuve, oltre ad utilizzare l’italiano, spingono il piede sul pedale dell’acceleratore, creando un pezzo semplice semplice, ma piuttosto potente come impatto finale. “(Atom)Icarus”, al contrario, tende a mostrare un maggiore ricorso alla melodia, che passa attraverso i fills in clean guitar di Di Paolo. Un po’ meno convincenti in questa situazione sono però le vocal di Quattrin, a mio avviso troppo urlate per l’atmosfera del brano, che però si riscattano con la conclusiva “Copper Road Blues”, dove i Veuve iniettano fumanti dosi di Blues nella loro solida matrice Stoner.

Pur non mostrando chissà quali innovazioni in questo loro esordio discografico, i Veuve dimostrano però di possedere già una discreta solidità compositiva, che ha permesso loro di realizzare tracce dall’elevato livello qualitativo come “Private Drowning” ed “Here Comes The Iron Man”. Certo, la loro dipendenza dai Kyuss è decisamente forte, sebbene a me in fondo questo non dispiaccia affatto, ma sono convinto che in futuro i Veuve riusciranno piano piano a distaccarsene e a trovare una loro personale strada evolutiva.

BRIEF COMMENT: In their self titled debut EP, italian trio Veuve plays a classic and heavy Stoner, strongly influenced by Kyuss, with some contaminations from Sludge and Blues. Though the tracks of the EP are quite simple and not so original, their impact is very good, obtaining excellent songs such as “Private Drowning” and “Here Comes The Iron Man”.

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Etichetta: Self-released
Anno di Pubblicazione: 2015
TRACKLIST: 01. Private Drowning; 02. The Third Sun Sets; 03. Here Comes The Iron Man; 04. Dov’eri Tu Vent’anni Fa?; 05. (Atom)Icarus; 06. Copper Road Blues
Durata: 30:09 min.

Autore: KarmaKosmiK

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