VOIVOD
“Target Earth”

Superare la morte di uno dei principali componenti di una band porta sempre a scelte dure e difficili, e che non sempre ripagano il coraggio preso nell’effettuare tali decisioni. Nel caso dei Voivod, la straziante scomparsa di Piggy è stato un evento terribile, sia per l’incredibile determinazione con cui questo straordinario e geniale chitarrista ha affrontato i propri ultimi mesi di vita, sia per la pesantissima eredità musicale che veniva lasciata ai propri compagni. E’ chiaro che la scelta di Snake e soci di voler proseguire con il monicker Voivod, con la presenza di un nuovo chitarrista nella persona di Daniel Morgrain in arte Chewy, deve essere stata estremamente travagliata e sofferta. Cambiando prospettiva, immagino che anche per lo stesso Chewy la scelta non deve essere stata affatto facile, pur potendo vantare un’esperienza ed un curriculum assolutamente valido nell’ambito del Technical Death Metal, sia come leader nei suoi Martyr che come chitarrista in diverse band importanti del genere quali Capharnaum o Gorguts, oltre che per l’aver fatto un tour come session nei Cryptopsy. Quindi se dal punto di visto tecnico il ragazzo è più che preparato per affrontare questa nuova avventura, noi vecchi follower della band canadese sappiamo che la tecnica era una delle componenti meno importanti nel chitarrismo di Piggy. Infatti, quello che è sempre stato alla base del sound dei Voivod era una follia compositiva ordinata (!!) che portava la band a soverchiare gli schemi e le strutture convenzionali. Riuscirà il nostro Chewy a non soccombere di fronte a tale monumento del metal?

Prima di rispondere a tale domanda, facciamo un passo indietro ed introduciamo per bene questo “Target Earth”, tredicesimo album in studio per la band, rilasciato sotto la tutela della temutissima Century Media. Oltre all’ingresso del nuovo arrivato Chewy, a fare compagnia assieme ai due membri storici Snake e Away, troviamo il ritorno al basso di Blacky, assente dai tempi di Angel Rat. La produzione è curata dagli stessi Voivod, che fortunatamente riescono ad evitare una plastificazione del Voivod sound, mentre artwork e liriche sono sempre in mano ad Away, che per la cover di questo “Target Earth” si affida ad un disegno comic sci-fi decisamente retrò. Insomma, la band mette da parte qualsiasi possibilità di venire risucchiata in un vuoto ammodernamento del proprio sound, puntando su un’immagine e su sonorità totalmente coerenti con il proprio passato discografico. Away pesta come suo solito, il basso di Blacky si dimostra più vivo che mai, la voce di Snake è acida ed asprigna come piace a noi, mentre l’osservato speciale Chewy, dovendo mantenere il pesantissimo ruolo di baricentro musicale, tiene botta in maniera egregia, pur rimanendo tuttavia costantemente e timidamente all’ombra del suo predecessore. Lo stile adottato è palesemente simile a quello di Piggy, sebbene Chewy risulti più rigido e geometrico nel tocco, ma per il resto viene mostrato tutto il campionario di riff tipici dei Voivod.

Pur non mostrando elementi veramente innovativi, “Target Earth” è un disco che cresce lentamente, e che alla fine si dimostra assolutamente godibile e degno di essere registrato all’interno dell’ampia discografia della band. La stessa title-track, “Warchaic” e “Kaleidos” mostrano una band che non si limita semplicemente a voler autocelebrare i propri fasti, sebbene parecchio manierismo filtri attraverso i singoli brani di questo nuovo lavoro. Perciò le premesse per un ritorno in grande stile della band ci sono tutte, e questo “Target Earth” è la giusta rinascita per questa sfortunata ma geniale band.

“In the distance, I can see myself in the fog of nothingness
Breaking down the wall between my home and my consciousness”

BRIEF COMMENT: “Target Earth” is the long awaited come-back from the pioneering Canadian band, featuring the new guitarist ex-Martyr, Daniel Morgrain. Voivod don’t betray their history, creating a bunch of tracks that recall different moments of their discography. The sound is rough enough and the performance of each musician is of high level. The special observed, Daniel Morgrain, makes a nice job in the reproduction of the typical Piggy‘s riffing, taking few spaces in the solos. At the end, “Target Earth” is a discrete album, although not very innovative or original, but a good new starting point for the band. Voivod rises again!!

Etichetta: Century Media Records
Anno di Pubblicazione: 2013
TRACKLIST: 01. Target Earth; 02. Kluskap O’Kom; 03. Empathy For The Enemy; 04. Mechanical Mind; 05. Warchaic; 06. Resistance; 07. Kaleidos; 08. Corps Étranger; 09. Artefact; 10. Defiance
Durata: 56:42 min.

Autore: KarmaKosmiK

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