WINTERSUN
“Time I”

Ho un ricordo davvero molto vago dei Wintersun, risalente all’uscita del loro primo ed omonimo album, ed è relativo ad un loro concerto all’Alpheus di Roma a supporto di non so quale gruppo (forse Hypocrisy?). Ricordo davvero molto poco della loro esibizione, se non che il loro stile ricordava vagamente quello degli allora astri nascenti Children Of Bodom, ma molto più ricco di orchestrazioni (ovviamente su basi registrate) e con un muro di chitarre decisamente elaborato. Ben otto anni sono passati da quel concerto prima che alcuni amici mi consigliassero di dare una ascoltata a questo loro attessissimo come-back, che in realtà è solamente la prima parte di un concept dedicato al tempo, frutto di una enorme mole di materiale che il mastermind Jari Mäenpää, che ricordiamo essere un ex-Ensiferum, ha composto ed arrangiato in tutti questi anni e poi suddiviso in due cd. Ovviamente, tutto ruota fortemente intorno alla figura di Mäenpää, che per l’occasione continua a servirsi dell’operato dietro le pelli di Kay Hahto, già presente nel debut, e dei suoi turnisti live Teemu Mäntysaari alla seconda chitarra e Jukka Koskinen al basso.

L’apertura è affidata ad una lunga strumentale sinfonica, “When Time Fades Away”, che introduce quelle che saranno le melodie portanti dei tre (lunghi) brani presenti in questo “Time I”. Le orchestrazioni sono estramente curate ed elaborate, sebbene già da questa strumentale si intravedea un suono piuttosto freddino e overprodotto. Fortunatamente la lunga ed elaborata “Sons Of Winter And Stars” scaccia via qualsiasi problema di produzione (ammetto candidamente che tale tipologia di produzione non rientra nelle mie preferenze), grazie ad una serie di riff e melodie che si incastonano subito nella memoria. Lo stile dei Wintersun può essere descritto sostanzialmente come un tecnicissimo Power Metal sinfonico che viene estremizzato dalle harsh vocal di Mäenpää e con frequenti virati in area Folk/Viking grazie all’uso di cori dall’alto tasso epico. La successiva “Land Of Snow And Sorrow” rientra facilmente in quest’ultima parte della descrizione, grazie ad un copioso utilizzo di chitarre acustiche e tempistiche più rilassate. Dopo la breve strumentale “Darkness And Frost”, giungiamo al vero capolavoro del disco, “Time”, brano che riassume perfettamente quello che sono le armi vincenti dell’album, ossia un grande orecchio per interessanti melodie, un chorus stra-coinvolgente ed un elaborato e continuo dialogo tra la chitarra di Mäenpää e gli arrangiamenti sinfonici. Insomma, uno dei pochi brani in ascolto continuato da parecchi mesi.

In definitiva, “Time I” è uno di quei lavori su cui non si scommetterebbe molto a priori, ma che in realtà si rivelano degli ottimi dischi. Certo, la produzione non mi piace moltissimo, con i suoni degli arrangiamenti orchestrali un po’ troppo stilizzati e con quelli di chitarra e batteria troppo compressi e rifiniti, ma la qualità dell’ossatura dei brani è comunque così elevata da poter chiudere un occhio su questo difetto. Ed ora non resta che aspettare che esca la seconda parte…

BRIEF COMMENT: The long-waited come back from Wintersun is the first part of two records dedicated to time, in which mastermind Jari Mäenpää has inserted all his energy of the last years. The result is a very interesting work, made of intriguing melodies, elaborated guitar riffs and complicated orchestral arrangements. Although the production is too clean for my taste and the orchestral parts have too stylised sounds, the quality of the tracks is very high, reaching its best in the final title-track. Now, let’s wait for the second part…

Etichetta: Nuclear Blast
Anno di Pubblicazione: 2012
TRACKLIST: 01. When Time Fades Away; 02. Sons Of Winter And Stars; 03. Land Of Snow And Sorrow; 04. Darkness And Frost; 05. Time
Durata: 40:57 min.

Autore: KarmaKosmiK

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